Come fare inbound marketing per B2B

Come fare inbound marketing per B2B

Una delle convinzioni diffuse: l’inbound marketing nel B2B ha dei vantaggi limitati, conviene puntare sull’advertising pensato per raggiungere chi prende le decisioni in un processo aziendale. Perché questo è il punto: spesso la strategia di inbound marketing per B2B viene ignorata e archiviata, anche se in realtà si sfruttano gli strumenti e le dinamiche di questo universo. Il passo giusto da muovere in questi casi? Prendere coscienza del fatto che c’è bisogno di farsi trovare nel momento in cui i potenziali clienti hanno necessità del tuo contributo. Da dove iniziare? Ecco una guida per muovere i primi passi in questo settore che può fare molto per aumentare i profitti. Da leggere: relazione inbound e content marketing Qual è la differenza tra B2B e B2C La divergenza tra questi settori è molto importante, direi quasi decisiva, nel definire un funnel di vendita efficace e capace di generare profitti. Nel primo caso parliamo di business to customer, imprese che vendono prodotti o servizi a consumatori finali che prendono decisioni basate su stimoli emotivi. Il B2B, business to business, ragiona su un piano differente: la vendita di beni, prodotti e servizi ad altre realtà aziendali. Che non valutano l’acquisto di merce, scorte e oggetti utili alla gestione interna in base a un impulso istintivo. Spesso il funnel di vendita del B2B è più lungo e articolato della vendita al dettaglio. Soprattutto quando il bene in questione è costoso, complesso dal punto di vista tecnico e impegnativo per chi acquista. Ecco perché non è sbagliato o inutile parlare di inbound marketing nelle tecniche di vendita nel B2B, bisogna solo studiare con cura alcuni...
Creare un brand seguendo una strategia di inbound marketing

Creare un brand seguendo una strategia di inbound marketing

Come lanciare un brand appena nato su internet? Rispettando i principi di una buona strategia di inbound marketing, questa è la mia risposta. Ciò significa farsi trovare nel momento in cui le persone hanno bisogno realmente di te e del tuo contributo. Senza interrompere il flusso della dieta mediale. Anzi, questo è il momento giusto […]

Come lanciare un brand appena nato su internet? Rispettando i principi di una buona strategia di inbound marketing, questa è la mia risposta. Ciò significa farsi trovare nel momento in cui le persone hanno bisogno realmente di te e del tuo contributo. Senza interrompere il flusso della dieta mediale. Anzi, questo è il momento giusto per farti conoscere come fonte autorevole di contenuti. Molto si lasciano spaventare dalla difficoltà di acquisire una visibilità degna di nota: sei un nome nuovo, magari in un settore competitivo, e temi di non raggiungere mai la visibilità necessaria per acquisire clienti. Il pericolo c’è, è chiaro. Ma se lavori con un buon team di content marketing per intercettare l’attenzione giusta puoi fare tanto. Come lanciare un brand appena nato? Da leggere: la differenza tra content e inbound marketing Crea un sito internet con blog Il primo passo è quello che fa la differenza e che può aiutarti seriamente a conquistare l’attenzione del pubblico: devi creare la tua casa digitale, vale a dire un sito web ufficiale. Qui devi usare il tuo naming, il payoff, i colori aziendali e il logo. Vale a dire tutto ciò che caratterizza a prima vista il brand. Il sito web (un esempio in basso) deve essere immediatamente riconoscibile e riconducibile al tuo nome, per questo consiglio di registrare un dominio chiaro e ben definito intorno al brand. Ma non dimenticare il dettaglio che farà la differenza. Ovvero il blog aziendale, un diario dedicato alle necessità dei tuoi potenziali clienti. Grazie a questa sezione puoi creare contenuti unici e di qualità per intercettare specifiche esigenze. A questo punto leggi...
Come pubblicizzare un sito web

Come pubblicizzare un sito web

Nell’ultimo articolo ho affrontato il tema dell’ADV su internet, ma il taglio era piuttosto teorico. In realtà era la base di partenza per arrivare a una conclusione specifica. Vale a dire quella che ti consente di capire come pubblicizzare un sito web in modo efficace. E con buone probabilità di ottenere risultati degni di nota […]

Nell’ultimo articolo ho affrontato il tema dell’ADV su internet, ma il taglio era piuttosto teorico. In realtà era la base di partenza per arrivare a una conclusione specifica. Vale a dire quella che ti consente di capire come pubblicizzare un sito web in modo efficace. E con buone probabilità di ottenere risultati degni di nota per il tuo brand. Perché questo è un punto importante: non basta investire e puntare sull’advertising – e seguire un programma ufficiale – per vendere di più o trovare nuovi clienti su internet. Quando chiedono come pubblicizzare un sito online c’è sempre bisogno delle competenze e delle attenzioni di un professionista. Ma quali sono i canali migliori per ottenere visibilità? Ecco una lista dei passaggi utili per fare pubblicità su internet. E per sfruttare al meglio le tue risorse online senza investire a caso. Da leggere: come promuovere un ecommerce Google ADS Il primo consiglio per chi vuole fare una buona promozione su internet: valutare la possibilità di farsi notare su Google. Come pubblicizzare un sito in questi casi? Semplice, basta iscriversi al programma di advertising che un tempo si chiamava AdWords e oggi racchiude diverse soluzioni. Per iniziare? Basta andare su questo indirizzo ads.google.com così puoi creare inserzioni che si posizionano nella serp tra i risultati sponsorizzati. Puoi decidere l’azione (telefonate, visite al negozio fisico, azioni sul sito web) e impostare un budget che viene definito attraverso il costo per click. Ogni volta che qualcuno interagisce con l’inserzione paghi un prezzo definito in base alla concorrenza che ruota intorno a quella keyword. YouTube ADS In realtà farebbe parte della prima voce, quella relativa...
ADV su internet: come lavorare in modo intelligente e seguendo gli obiettivi giusti

ADV su internet: come lavorare in modo intelligente e seguendo gli obiettivi giusti

Come fare pubblicità su internet? Questa è la domanda che spesso viene girata ai responsabili di digital marketing, le figure che devono organizzare la strategia per ottenere buoni risultati in termini di vendite e incassi. Questo attraverso gli strumenti digitali, sia online che offline. Quando si parla della rete, poi, c’è una strana aspettativa. Tutti […]

Come fare pubblicità su internet? Questa è la domanda che spesso viene girata ai responsabili di digital marketing, le figure che devono organizzare la strategia per ottenere buoni risultati in termini di vendite e incassi. Questo attraverso gli strumenti digitali, sia online che offline. Quando si parla della rete, poi, c’è una strana aspettativa. Tutti credono di poter lavorare con una sorta di bacchetta magica in grado di trasformare ogni impegno preso in una certezza. Te lo dico subito: fare pubblicità su internet non vuol dire automaticamente avere in mano il successo. Non funziona così, per tentare di ottenere buoni risultati devi valutare una serie di punti che possono decretare il successo o l’insuccesso di una campagna ADV. Da dove si inizia esattamente? Continua a leggere. Da approfondire: differenza tra content e native advertising Come fare pubblicità su internet? La regola base suggerisce di iniziare da due grandi piattaforme: Google Ads (ex AdWords) e Facebook ADV che comprende tutto il mondo di Mark Zuckerberg. Quindi anche Instagram e Messenger. Qui puoi iniziare a fare pubblicità su internet sfruttando la visibilità acquisita da questi grandi universi e proponendo le tue creatività (combinazioni di copy e visual) a un pubblico targettizzato. Ottenendo report, metriche e dati per analizzare i risultati. Ma ci sono anche altri canali, come il native advertising con influencer marketing, branded content, storytelling e digital PR solo per fare qualche esempio. Quali sono le necessità del target? Questo può sembrare una domanda scontata, in realtà nasconde molto dietro all’immediatezza del tema. Perché è chiaro che l’ADV si definisca intorno al target di riferimento, ma la domanda è un’altra:...
Differenze e relazioni virtuose tra inbound e content marketing

Differenze e relazioni virtuose tra inbound e content marketing

Inbound e content marketing sono due realtà essenziali per creare un buon piano di promozione online. Questo è un punto di partenza che amo sottolineare e metto in pratica in ogni progetto web. Ma quali sono i punti importanti e decisivi da mettere in evidenza quando si affronta questo tema? Ad esempio, content marketing e […]

Inbound e content marketing sono due realtà essenziali per creare un buon piano di promozione online. Questo è un punto di partenza che amo sottolineare e metto in pratica in ogni progetto web. Ma quali sono i punti importanti e decisivi da mettere in evidenza quando si affronta questo tema? Ad esempio, content marketing e strategia inbound sono la stessa cosa? Esistono punti in comune? Possono essere indispensabili per chi vuole fare un buon lavoro di digital marketing? Ecco cosa devi sapere, almeno dal mio punto di vista, e quali sono i punti da affrontare con la massima serietà possibile. Da dove iniziare? Dalle definizioni utili. Da leggere: impostare una strategia di comunicazione sui contenuti Spiegazione ed esempio di inbound marketing Per affrontare al meglio questo argomento credo che sia utile iniziare da una spiegazione del concetto chiave, vale a dire quello di inbound marketing. Il tema può essere inteso in questo modo: tutto ciò che consente a un brand o un imprenditore di farsi trovare nel momento in cui le persone ne hanno bisogno. L’inbound è l’opposto rispetto all’outbound marketing, vale a dire le strategie e tecniche che lavorano sui grandi numeri e tendono a coprire ampi settori di pubblico interrompendo la fruizione di ciò che interessa all’utente. Ed ecco che entra in campo il secondo attore di questo equilibrio virtuoso. Un esempio concreto di inbound marketing? Io direi di prendere come caso di partenza il blog aziendale. Se un sito web ha delle landing page per promuovere e spingere i contenuti commerciali, il diario online consente di creare dei contenuti capaci di soddisfare esigenze informative. Ovvero che...