Cos’è e come si fa lead generation

Cos’è e come si fa lead generation

La lead generation è un passaggio fondamentale per molti business che hanno bisogno di un meccanismo ben definito e organizzato per trovare clienti online. Di questo stiamo parlando: un sistema per ottenere dei contatti da sfruttare in modo sistematico attraverso un funnel di vendita studiato su misura. Tutti i business (aziende, organizzazioni, imprenditori, liberi professionisti) hanno bisogno di contatti utili e lavorano in questa direzione anche con i mezzi messi a disposizione dal web marketing. Ma attivare un lavoro di lead generation vuol dire ben altro. Di cosa stiamo parlando esattamente? Continua a leggere per approfondire questo tema. Ti assicuro che può fare la differenza quando decidi di sfruttare al massimo le capacità di un web marketing strategico. Cos’è la lead generation: definizione Con questo termine s’intende un processo studiato a priori per generare liste di potenziali clienti da contattare, in modi differenti, per trasformare una persona interessata a ciò che fai in una fonte di reddito. E infine in un evangelista, un brand ambassador. Lead generation (traduzione dall’inglese: generazione di contatti) significa proprio questo: attivare una procedura sistematica. Questo vuol dire entrare in forte relazione con la strategia di acquisizione clienti governata dalle logiche dell’inbound marketing. Da leggere: 5 tool decisivi per fare inbound marketing Ma a cosa serve la lead generation? La base è quella che ho già sottolineato: trovare contatti potenzialmente interessati per attivare un processo di vendita virtuoso. Per essere più precisi, però, il concetto di lead generation si lega a un’attività meccanica e automatizzata. Non è casuale ma contempla l’uso di strumenti differenti per stilare una lista di agganci (email, indirizzi, numeri di telefono)...
Cosa pubblicare su LinkedIn?

Cosa pubblicare su LinkedIn?

Questa è una delle domande tipiche rispetto all’organizzazione del calendario editoriale social: quali sono i migliori contenuti su LinkedIn? La risposta ha bisogno di una riflessione attenta perché non puoi ignorare l’importanza di una buona organizzazione dei post anche su questo social network. Perché questo è l’errore fondamentale. Si pensa solo a gestire il calendario […]

Questa è una delle domande tipiche rispetto all’organizzazione del calendario editoriale social: quali sono i migliori contenuti su LinkedIn? La risposta ha bisogno di una riflessione attenta perché non puoi ignorare l’importanza di una buona organizzazione dei post anche su questo social network. Perché questo è l’errore fondamentale. Si pensa solo a gestire il calendario editoriale del blog aziendale, magari della pagina Facebook o dell’account instagram. Ma si ignora un punto: cosa pubblicare su LinkedIn? Inizia da una prospettiva inbound marketing Come mostra questo grafico preso dal blog ufficiale di questa piattaforma, LinkedIn è una delle soluzioni più interessanti e vivaci per chi lavora con il content marketing. Con la giusta soluzione puoi raggiungere altri professionisti in ogni angolo del mondo, ma anche potenziali clienti, datori di lavoro, tutor e altro. Perché è importante pubblicare su LinkedIn? Sono persone possono avere un impatto sui profitti personali e sulla tua carriera. Sia come freelance che come dipendente. Ma per ottenere dei risultati non basta pubblicare ciò che ti serve per vendere. La prospettiva è quella dell’inbound marketing: farsi trovare dalle persone giuste, quelle che ti interessano. Soprattutto nel momento in cui le persone hanno bisogno di te. Lascia da parte la promozione diretta, usa i contenuti su LinkedIn per informare, coinvolgere, ispirare, migliorare la vita delle persone. Per approfondire: come funziona veramente LinkedIn Lavora sodo con il calendario del tuo feed Questo è il punto di partenza per ognuno di noi, sia su profilo personale che attraverso le pagine aziendali. La tua bacheca ha un feed, come tutti i social. Sono i contenuti che pubblichi sulla bacheca e che disegnano la...
Vuoi fare inbound marketing con Instagram?

Vuoi fare inbound marketing con Instagram?

Attivare una strategia di inbound marketing con Instagram non è solo una buona idea: in alcuni casi può essere la soluzione. Obiettivo? Ottenere quei vantaggi tanto attesi da una campagna che mira a far trovare i contenuti giusti alle persone interessate. Perché questo fa l’inbound marketing, giusto? Interrompe la logica dell’advertising classico che disturba l’utente […]

Attivare una strategia di inbound marketing con Instagram non è solo una buona idea: in alcuni casi può essere la soluzione. Obiettivo? Ottenere quei vantaggi tanto attesi da una campagna che mira a far trovare i contenuti giusti alle persone interessate. Perché questo fa l’inbound marketing, giusto? Interrompe la logica dell’advertising classico che disturba l’utente con messaggi non contestualizzati e si trasforma in qualcosa di utile in una circostanza. Quali sono gli strumenti per fare inbound marketing più noti agli esperti di web marketing? Il blog è in cima alla lista dei tool da tenere come riferimento, ma non basta: in determinate circostanze bisogna andare oltre. E valutare la promozione, i video, l‘influencer marketing. Ecco perché una strategia di inbound marketing con Instagram può essere decisiva. Da leggere: le fasi centrali dell’inbound marketing Instagram, strumento per prendere decisioni Il punto di partenza per creare una strategia di inbound marketing su Instagram: trattare questa realtà come un ecosistema. Un mondo nel quale le persone possono trovare ispirazione, informarsi su un argomento, scoprire cosa cucinare, acquistare, indossare, usare per lavorare. Chiaro, non possiamo equiparare Instagram con Google perché su quest’ultimo puoi intercettare praticamente il mondo intero. Instagram è particolarmente utile per chi lavora nel B2C. Ma in alcuni settori (abbigliamento, food, travel, wedding, etc) può smuovere le masse che ti interessano. E con una ricerca interna che funziona particolarmente bene, a differenza di Facebook, puoi pensare a un sistema di contenuti pensati per aiutare le persone a trovarti nel momento in cui hanno bisogno di te. Crea un piano editoriale Instagram adeguato Il punto di partenza è questo. Attraverso un calendario...
Vuoi organizzare una strategia di visual storytelling efficace?

Vuoi organizzare una strategia di visual storytelling efficace?

Questo è uno degli argomenti più interessanti per chi si occupa di social media marketing: come si organizza e pianifica una strategia di visual storytelling? La risposta non è immediata perché ci troviamo di fronte a un argomento immenso. E bellissimo. Saper raccontare una storia è un punto, fare storytelling per aziende e imprese vuol […]

Questo è uno degli argomenti più interessanti per chi si occupa di social media marketing: come si organizza e pianifica una strategia di visual storytelling? La risposta non è immediata perché ci troviamo di fronte a un argomento immenso. E bellissimo. Saper raccontare una storia è un punto, fare storytelling per aziende e imprese vuol dire lavorare su un’altra dimensione. Ovvero quella di riuscire a comunicare, attraverso dei messaggi codificati, valori profondi. E non semplici messaggi relativi all’acquisto. Trasmettere delle idee, concetti che non possono essere trasmessi semplicemente con una pubblicità votata alla vendita. Lo storytelling online può appoggiarsi al video content marketing, una risorsa di grande valore. Ma quali sono i passaggi chiave per organizzare una strategia di visual storytelling? Ecco i pilastri strategici che non possono mai mancare. Da leggere: come creare una strategia di contenuti Definisci i tuoi obiettivi da raggiungere Non esiste strategia di web marketing senza obiettivi da raggiungere. A cosa servirà il prodotto che hai confezionato per raccontare la storia? Spesso le aziende decidono di investire nel visual storytelling. Questo perché è interessante, magari rappresenta una tendenza simpatica e valorizzante. Ma tutto questo si allontana da un’idea fondante: ogni azione deve avere un ritorno degli investimenti ben preciso. Strategia di visual storytelling. Ed è chiaro un punto: non puoi trattare il visual storytelling come le campagne di Facebook Ads dove hai numeri ben precisi a sostenere la correttezza e l’utilità delle azioni svolte. La strategia di storytelling? Serve a evitare lo sbando e l’idea che si possa narrare a vuoto, senza un obiettivo. A cosa servono i filmati e le immagini che escono...
Come ottimizzare la velocità di sito web anche se non sei un webmaster professionale

Come ottimizzare la velocità di sito web anche se non sei un webmaster professionale

Esatto, questi sono i passaggi di base che tutti possono fare per ottimizzare la velocità del sito web. Perché io conosco bene il problema: sì, il tempo di caricamento della pagina web è fondamentale. Ma non tutti hanno le capacità e le competenze per mettere in pratica tutti i consigli di Pagespeed Insight di Google. […]

Esatto, questi sono i passaggi di base che tutti possono fare per ottimizzare la velocità del sito web. Perché io conosco bene il problema: sì, il tempo di caricamento della pagina web è fondamentale. Ma non tutti hanno le capacità e le competenze per mettere in pratica tutti i consigli di Pagespeed Insight di Google. Che sono sempre più severi e duri per raggiungere l’obiettivo: caricare una pagina nel minor tempo possibile. Questo perché è impossibile ignorare la necessità di ottenere un buon risultato in questo campo. Google premia i siti web veloci, questo è un fattore di posizionamento perché il contenuto di qualità tanto acclamato da Mountain View passa anche da questo punto. Ma come ottimizzare la velocità del sito? Da leggere: SEO tool decisivi per scrivere un articolo Scegli un hosting di qualità per il sito web Il primo passo da valutare per portare il sito web a una velocità accettabile. L’hosting che usi per far girare il progetto ha un buon impatto sulla velocità di caricamento delle pagine. Per ottimizzare questo parametro hai un’unica scelta: acquistare un hosting di qualità. I requisiti base per questo passaggio: Dischi SSD.HTTP keep alive.HTTP/2.PHP aggiornato. Non devi essere un webmaster professionista per valutare questo punto. A prescindere dal prezzo, che è sempre un buon indicatore della qualità di un hosting, non devi acquistare un server privato per un blog aziendale di piccole o medie dimensioni. Basta un hosting condiviso ma di qualità, niente di più. Carica immagini leggere e ridimensionate Uno dei passaggi più importanti per ottimizzare la velocità del sito web. Se vuoi velocizzare un blog o una qualsiasi pubblicazione...