7 programmi per la gestione dei social indispensabili

Quali sono i migliori software per la gestione social network? Dipende dalle tue esigenze, in realtà puoi ottenere grandi vantaggi da soluzioni gratuite e a pagamento. Però tutto è relativo a cosa fai e perché vuoi dedicarti a questo argomento. Vale a dire la gestione attenta e ponderata dei canali per aziende e progetti personali. I professionisti hanno bisogno di tool per il social media marketing: la base di partenza è quella comune a tutti, ma ci sono dei dettagli che fanno la differenza. E ti consentono di creare grandi contenuti. Proprio questo è il punto. Spesso si ignora l’importanza di una buona strategia di content marketing sui social network. Si valuta solo la possibilità di aumentare la reach organica e di ottenere nuovi link, fan e follower. Ma l’engagement, il coinvolgimento reale, dipende anche da ciò che proponi. E da come organizzi le relazioni Ecco i software per la gestione social network che uso per equilibrare questi aspetti. Da leggere: i migliori strumenti per fare web journalism Trova sempre nuove menzioni con Mention Una delle realtà più interessanti del web. Io uso questo tool di social media marketing per scovare nuove menzioni e citazioni. Lo trovo perfetto anche per individuare pagine web che citano il mio brand senza linkare, in modo da poter chiedere eventuale inserimento di un collegamento. Ecco di cosa stiamo parlando. Ovviamente funzionante (e senza nofollow). Per chi gestisce i social, Mention è perfetto dato che elenca le pubblicazioni che contengono le parole inserite nel programma. In questo modo puoi decidere cosa fare in tempi minimi. Ed essere sempre al posto giusto quando serve. Crea nuove esperienze visual con Canva Non...

Le caratteristiche vincenti di un contenuto

Ci sono delle regole da rispettare per la creazione contenuti web. Anzi, esistono dei pilastri che non devono mai venire meno. Sono dei riferimenti imprescindibili, passaggi che nessuno può ignorare. O meglio, lo puoi fare ma rischiando un fallimento su tutti i fronti. Non si tratta solo di generare e pubblicare qualcosa di interessante dal […]

Ci sono delle regole da rispettare per la creazione contenuti web. Anzi, esistono dei pilastri che non devono mai venire meno. Sono dei riferimenti imprescindibili, passaggi che nessuno può ignorare. O meglio, lo puoi fare ma rischiando un fallimento su tutti i fronti. Non si tratta solo di generare e pubblicare qualcosa di interessante dal tuo punto di vista: ogni volta che confermi l’interesse per l’inbound marketing, e quindi decidi di creare dei contenuti. Obiettivo? Devi porti delle domande che fanno parte del successo. In un modo o in un altro. Allora, quali sono i pilastri di una buona strategia di content marketing? Ecco i punti essenziali. Da leggere: come fare content marketing con YouTube Obiettivi da seguire con i contenuti A cosa serve questo lavoro? Quale risultato deve raggiungere? Il primo punto da evidenziare: difficile trovare un contenuto con un unico obiettivo valido. Ad esempio, il blog post può essere usato per intercettare utenti via Google, attraverso query informative. Ma può fare lo stesso sui social. E può diventare strumento per attivare una newsletter riepilogativa, sempre utile in chiave lead nurturing. Al tempo stesso può essere l’esca ideale per attirare link in ingresso se è un contributo interessante. Ogni contenuto ha i suoi obiettivi: prima di creare devi definire questo step, è importante. Quale canale usare per esserci Il blog è uno strumento valido in ogni occasione? No, questo presupposto ormai è superato. Quando decidi di lavorare con l’inbound marketing funnel hai bisogno di una strategia di contenuti per il web capace di ascoltare le esigenze del pubblico. E di essere presente nel luogo giusto. Tutti i contenuti dell’inbound...

Cos’è la link building interna e dove (forse) stai sbagliando

Basta un dettaglio per fare la differenza. Quando si lavora sul concetto di link building interna si rischia di ignorare uno dei punti essenziali per ottenere un buon risultato in termini di ottimizzazione on-site per i motori di ricerca. Sai perché? Questo è uno dei punti essenziali: i collegamenti ipertestuali in entrata, senza nofollow, sono […]

Basta un dettaglio per fare la differenza. Quando si lavora sul concetto di link building interna si rischia di ignorare uno dei punti essenziali per ottenere un buon risultato in termini di ottimizzazione on-site per i motori di ricerca. Sai perché? Questo è uno dei punti essenziali: i collegamenti ipertestuali in entrata, senza nofollow, sono utili. Anzi, fondamentali. Danno a Google dei segnali più o meno forti (dipende da chi linka) a favore del tuo progetto. Ma con la link building interna puoi dare valore alle pagine che hanno maggior importanza per il tuo business. Io seguo una regola: le risorse che servono a monetizzare sono quelle che dovrebbero ricevere il maggior numero di collegamenti. Quindi si presentano sul menu di navigazione, in home page e nei vari articoli come link interni. Ma è veramente così facile questo? In realtà no, ecco cosa sapere. Da leggere: come organizzare una strategia di link building Cos’è la link building interna: definizione Prima di capire quali sono i punti essenziali di questo tema è giusto dare una spiegazione. Quest’attività si riferisce a ciò che consente di creare una ramificazione utile al webmaster per comunicare a Google le pagine più importanti del progetto. Già creando una buona struttura del sito si influenza il lavoro. Proprio così. I menu di navigazione, le categorie, i tag e i altri widget come gli articoli più letti nel footer del post o nella sidebar: questi elementi contribuiscono a influenzare la link building interna. Vale a dire che comunicano a Google quello che per te rappresenta una pagina importante, utile da leggere. Come puoi ben immaginare, questo comporta...

Come fare Content Marketing su YouTube

I dati di We Are Social sono sempre interessanti perché ti suggeriscono quali sono le ultime tendenze del social web, soprattutto per chi si occupa a tempo pieno di digital marketing. L’aspetto interessante? Oggi fare content marketing su YouTube può essere una decisione vincente. In realtà questo era valido anche un anno fa, però i […]

I dati di We Are Social sono sempre interessanti perché ti suggeriscono quali sono le ultime tendenze del social web, soprattutto per chi si occupa a tempo pieno di digital marketing. L’aspetto interessante? Oggi fare content marketing su YouTube può essere una decisione vincente. In realtà questo era valido anche un anno fa, però i numeri che sono stati messi online rispetto alle piattaforme social più attive non lasciano scampo: la piattaforma social più utilizzata è YouTube. Che supera addirittura il blocco monolitico di Mark Zucherberg, protagonista del podio con quella sintesi definitiva che riunisce Facebook, Messenger, Instagram e WhatsApp. Ma il primo posto non è per lui, c’è la piattaforma di Google. Qui il video regna sovrano e con questo formato ritrovi tutto ciò che permette alle persone di apprezzare il web. Vale a dire? Questo è un buon momento per il video content marketing. Si parla di intrattenimento, approfondimento, formazione, divulgazione. Quindi, attivare una strategia di content marketing su YouTube è necessario? Ed è alla portata di tutti? Da dove iniziare? Ecco una serie di indicazioni che devi ricordare quando decidi di lavorare con il video storytelling. Da leggere: come cambia il mondo dei social network Definisci la tua strategia di contenuti online Per iniziare con il piede giusto devi fare riferimento a un chiarimento di base: essere su YouTube, per me brand individuale o aziendale, è utile? Quali vantaggi posso raccogliere con il visual? E, soprattutto, con quale investimento? Questo passaggio vale per tutti i canali, soprattutto per quelli che hanno come contenuto principale il video: l’ingresso sulla piattaforma non è a costo zero. L’impegno per...

Quali sono i migliori strumenti per web journalist?

C’è un gran bisogno di giornalisti. La comunicazione però oggi non passa solo su carta stampata, radio e TV. Anzi, questa professione si è rinnovata grazie alle maglie di internet. Ecco perché affronto il tema dei tool per digital journalist. Un lavoro duro, non temere. Qualcuno vuol far passare quello del giornalista online come un […]

C’è un gran bisogno di giornalisti. La comunicazione però oggi non passa solo su carta stampata, radio e TV. Anzi, questa professione si è rinnovata grazie alle maglie di internet. Ecco perché affronto il tema dei tool per digital journalist. Un lavoro duro, non temere. Qualcuno vuol far passare quello del giornalista online come un banale visitare siti, social network e blog ma la verità è semplice: diventa sempre più difficile essere veloci in questo campo. Devi incrociare news, verificare account, scrivere. Insomma, il content marketing del giornalismo online non può passare inosservato. Chi lavora con la carta stampata e le notizie digitali deve prendere in considerazione questo tool per digital journalist che non puoi mai dimenticare. Ti lascio i nomi, segna nei preferiti del tuo fidato browser. Da leggere: 7 tool per analizzare il tuo sito web Resta sempre aggiornato sul web Questa è la base per ogni digital journalist: devi avere il polso della situazione e capire subito qual è il trend topic del momento. Come valutare questi passaggi? Un tempo c’era solo la rassegna stampa. Oggi questo meccanismo si trasforma in qualcosa di fluido, diverso. Sempre online e in evoluzione. Qualche consiglio extra? Ecco cosa devi usare per avere la situazione dell’informazione sotto controllo. Twitter Oggi è impossibile fare giornalismo senza Twitter. Sto esagerando? No, in realtà la comunicazione online oggi si muove soprattutto su questo social che ti dà subito quali sono gli argomenti del momento. Per ottenere il miglior risultato possibile puoi usare tre strumenti nativi. Il primo è quello dedicato alle tendenze che puoi gestire dal punto di vista geografico, anche se i...