Come fare visual content marketing per il brand

Come fare visual content marketing per il brand
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Il visual content marketing rappresenta una chiave decisiva per raggiungere obiettivi concreti. Il motivo è semplice: racchiude dei codici comunicativi impossibili da ignorare. Almeno non oggi, in un’epoca in cui il trasferimento delle informazioni passa attraverso metodi veloci e facili da condividere.

Ad esempio mini video, immagini, grafiche, animazioni. Questo è il punto: sei in grado di gestire il percorso in modo da ottenere vantaggi concreti per il tuo band? Basta pubblicare infografiche e clip montate con Lumen5 per avere buoni risultati? Non proprio, hai bisogno di una strategia. Ecco cosa devi sapere per sfruttare al massimo questo percorso virtuoso: puoi veramente fare a meno di immagini e video di qualità per il tuo brand?

Da leggere: a cosa serve il native advertising

Cos’è il visual content marketing?

Con questo termine intendiamo una strategia basata su tutto ciò che comporta il coinvolgimento visivo degli utenti. Quindi, sotto questo concetto, abbiamo tutto ciò che coinvolge l’uso di immagini, foto, grafiche e video. Senza dimenticare i formati minimal come quelli che si usano nelle storie di Instagram.

Ma anche animazioni. L’obiettivo: riuscire a comunicare nel miglior modo possibile per ottenere risultati concreti, che possono andare dall’opera di link earning (ad esempio con l’uso delle infografiche) all’aumento delle vendite online se si usano i video in relazione a landing page o schede ecommerce.

I pilastri di questa strategia visual

Quali sono i passaggi necessari per avere buoni risultati in questo percorso? In primo luogo bisogna mettere in chiaro i punti essenziali per disegnare una strategia di content marketing basata sul visual. Cosa significa esattamente? Io direi di fare una serie di domande rispetto al target da raggiungere.

Poi ci sono gli obiettivi. Sono utili alla tua attività? Stai investendo nel visual content marketing per ottenere dei vantaggi concreti? Quali sono? Esistono dei KPI da valutare? Ad esempio potrei usare dei video per mostrare ai potenziali clienti le potenzialità dei miei prodotti: funzionano sul serio?

Le vendite aumentano? E cosa fanno i miei competitor, hanno già scelto soluzioni simili? Ricorda che l’analisi della concorrenza può fare la differenza. Non perché devi avere nuove idee dai concorrenti ma solo per evitare di seguire delle tracce già battute e che ti potrebbero portare verso risultati mediocri.

A tal proposito è utile anche ragionare su un altro elemento che determina il successo del visual content marketing: il calendario editoriale. Su una pagina Facebook, ad esempio, puoi prevedere diversi contenuti basati su immagini e video. Tu quali scegli? Come li programmi? Hai bisogno di un piano.

Visual marketing: perché funziona

In primo luogo sfrutta una serie di percorsi che sono ben strutturati per il dispositivo più utilizzato, oggi, per usare i vantaggi del web: lo smartphone. Sul telefonino si legge meno e si guardano più video.

Inoltre i canali visual sono più efficaci in termini di velocità della comunicazione: come ben sai le immagini hanno maggior importanza per quanto concerne stimoli verso chi riceve il segnale, si stima che:

The brain processes images 60,000 times faster than it does text. And it’s more accustomed to processing images—ninety percent of the information sent to the brain is visual, and 93% of all human communication is visual.

business2community.com

Con questi presupposti è normale dover puntare sempre sul visual content marketing. O almeno bisogna prendere in considerazione questa soluzione perché se vuoi comunicare bene non puoi ignorare la centralità di una strategia di content marketing che tenga presente l’importanza del visual.

Esempi di visual content marketing

Il web è un archivio di casi interessanti ed esempi virtuosi di visual content marketing. Ecco perché non vorrei semplicemente elencare chi ha pubblicato belle immagini sul blog: voglio lasciare qualche video che ha fatto la storia del visual content marketing. Da dove posso iniziare?

Io direi da questo progetto di General Electric che permette al pubblico di conoscere il nome e il cognome delle persone che lavorano in quest’azienda. Un colosso della produzione di energia che ha un obiettivo.

Vale a dire avvicinarsi, in modo efficace, ai propri clienti, non apparire come un’entità distante. E non c’è idea migliore per farlo: bisogna sfruttare il visual storytelling per comunicare valori con buoni risultati.

Proprio come fa Starbucks che non si accontenta di sottolineare la riapertura dei locali dopo il lockdown dettato dal Coronavirus: lo fa suggerendo il proprio modo di semplificare e facilitare la vita delle persone.

Per approfondire: organizzare una strategia di visual storytelling

Hai già iniziato a lavorare online?

Questo è il punto di partenza per la tua attività online: devi fare in modo che i contenuti che sfruttano il visual per attirare l’attenzione dei lettori siano organizzati in modo da ottenere risultati. Non basta aprire un account YouTube o Instagram e iniziare a pubblicare dei post. Devi essere strutturato.

E quindi procedere per parlare verso un target specifico con contenuti di qualità. Ma soprattutto pensati per raggiungere degli obiettivi concreti. Sei d’accordo su questi punti? Quali sono i risultati che hai ottenuto con il visual content marketing? Affrontiamo insieme questo argomento.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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