Come cercano le persone sul web (e come ottimizzare il proprio sito)?

Come cercano le persone sul web (e come ottimizzare il proprio sito)?

Argomenti del postLe sfumature diverse nelle ricercheOttimizzare l’analisi delle keywordNon dimenticare le altre basi di ricercaCome cercano le persone su internetAcquista su Amazon.it Ci sono dei punti che ogni professionista concentrato sull’argomento digital marketing dovrebbe approfondire. Uno di questi è sicuramente l’aspetto relativo al come cercano le persone su internet. Perché Google è il grande motore di ricerca che tutti conoscono, nessuno lo mette in dubbio. Ma è l’unica fonte di informazioni e notizie? Gli individui si affidano solo e sempre a Mountain View per ricevere aggiornamenti e risolvere dubbi, problemi, perplessità? Dipende. Chi si occupa di ottimizzazione SEO e keyword research sa bene che esistono altri database da interrogare quando si cercano le query (quindi i bisogni) da soddisfare. In che modo? Con un lavoro robusto di content marketing tagliato su misura. Basato su una riflessione chiara. In una delle ultime analisi condotte da Sparktoro, software company dedicata all’outreach e creata da Rand Fishkin, è emerso un punto essenziale da mettere in evidenza: Google non è l’unica realtà da prendere come riferimento. Ma ci sono una serie di miti da sovvertire, di elementi non veri da contestare, per capire come cercano le persone su internet. Perché questo è un punto importante. Almeno per quanto riguarda il mercato americano. Questi dati, che prendono in considerazione più di 10 milioni di device, riguardano le ricerche svolte sul web negli Stati Uniti d’America e forse non sono rappresentativi per il nostro mercato. Ma comunque lasciano un’indicazione utile per capire come cercano le persone su internet. E come migliorare il proprio sito web per andare incontro a queste esigenze. Da leggere: come verificare la posizione...
Come trovare lavoro nelle Digital PR

Come trovare lavoro nelle Digital PR

Argomenti del postConoscenza diffusa del marketing digitaleAttenzione alla gavetta: non farti sfruttareCrea il tuo brand online: fatti conoscereSpecializzati in un ramo delle digital PRColtiva la gestione delle community onlineDevi conoscere i tool per monitorare il webCome lavorare nelle Digital PR secondo teAcquista su Amazon.it Quali sono le competenze per lavorare nelle digital PR? In primo luogo devi capire qual è l’argomento in questione, di cosa stiamo parlando realmente. Spesso questo universo viene confuso con il semplice lavoro di chi scrive e invia comunicati stampa senza una prospettiva o un ragionamento. Solo per fare spam sperando in una qualche ripubblicazione. Questo è un problema da risolvere e un aspetto da chiarire: chi fa Digital PR non si occupa di questo, ma lavora per dare un valore aggiunto alla strategia di web marketing. Sto parlando della capacità di creare connessioni virtuose. Un esempio concreto? Le pubbliche relazioni digitali possono essere usate per fare link building, e per trovare blogger disposti a ripubblicare un lavoro di content marketing in modo automatico e senza forzature. Oppure puoi pensare all’opera di blogger outreach, per trovare candidati da contattare per coinvolgerli i campagne di influencer marketing. Sembra complesso tutto questo? Iniziamo dalla base. Da leggere: I migliori add-on Google Chrome per fare Digital PR Conoscenza diffusa del marketing digitale Il primo aspetto da considerare quando si vuole lavorare nelle Digital PR è questo: avere una competenza ampia rispetto al tema legato al digital marketing. Oggi non basta aver studiato i classici, sul serio. Devi conoscere sul campo le dinamiche che si sviluppano sui media digitali. Sul web ma non solo. Le strade da seguire per fare una...
Come controllare il ranking su Google: strumenti gratuiti e a pagamento

Come controllare il ranking su Google: strumenti gratuiti e a pagamento

Argomenti del postControlla se e come il sito è indicizzatoMountain View verifica il posizionamentoTool a pagamento per monitorare il rankingStrumenti gratuiti per scoprire come ti posizioniVuoi verificare il posizionamento su Google?Acquista su Amazon.it Questo è uno dei bisogni chiave di ogni SEO ed esperto di web marketing: verificare il posizionamento su Google per scoprire i risultati. Ovvero, controllare che alcune parole chiave siano presidiate dagli output che ti aspetti. Vale a dire i contenuti che hai creato sul tuo sito web. Questa pratica è utile a tutti, chi si muove per pubblicizzare un ecommerce e chi si dedica al lavoro sul blog aziendale per innescare il processo di inbound marketing. Devi lavorare sodo per trovare la giusta visibilità sul motore di ricerca e raggiungere le prime posizioni, ma poi devi mantenere il polso della situazione. E verificare il posizionamento su Google. Solo così puoi capire se hai lavorato bene con l’ottimizzazione on-page e l’opera di link building, e puoi monitorare il movimento degli snippet in mano ai competitor. Perché non ci sei solo tu nella serp sai? In prima posizione ci vogliono arrivare tutti, ma sai bene che questo è un passaggio complesso. Ecco perché è sempre importante verificare il ranking nelle pagine dei motori di ricerca. In che modo? Ecco una serie di strumenti utili per il tuo lavoro. Sia gratuiti che a pagamento, mi sembra giusto. Da leggere: posizionamento sui motori di ricerca Controlla se e come il sito è indicizzato Prima di capire se ti posizioni bene puoi fare una serie di verifiche interessanti rispetto alla situazione interna del tuo progetto web. In che modo? Con l’operatore site:...
Come migliorare la pubblicazione e la promozione dei video su Facebook

Come migliorare la pubblicazione e la promozione dei video su Facebook

Argomenti del postDevi catturare subito il singoloCrea una copertina Facebook accattivanteLavora sul formato adeguato a FacebookPubblica un post completo con il videoFare video da vedere e non ascoltareCome ottimizzare video su Facebook?Acquista su Amazon.it Vuoi ottimizzare video su Facebook? Ottima idea, questo è un passaggio decisivo per spingere la tua attività di social media marketing puntando su contenuti che fanno (veramente) la differenza online. C’è sempre la necessità di attivare un lavoro di visual storytelling su Facebook: i video permettono di ottenere buoni risultati perché danno esattamente ciò che serve a Mark Zuckerberg. Sto parlando dell’intrattenimento, vale a dire un elemento decisivo per mantenere il pubblico sulla piattaforma. Il social network in questione guadagna se riesce a mantenere il pubblico sulle pagine, sulla timeline dove scorrono le pubblicità. Che sono fonte di guadagno, mi sembra chiaro. Il video si inserisce nel meccanismo e viene premiato dall’algoritmo. Ad oggi questo è ancora il formato che riesce a ottenere una buona visibilità organica. Ecco qualche numero preso dalle slide che trovi in basso. È un tuo preciso dovere ottimizzare una serie di passaggi per ottenere buoni risultati. Ad esempio quali sono le dimensioni da rispettare? E il formato file? Ecco come ottimizzare video su Facebook. Da leggere: fare storytelling, i suggerimenti di Facebook Devi catturare subito il singolo Questo è uno step decisivo per pubblicare video efficaci su Facebook: l’attenzione del pubblico deve essere colta immediatamente, non devi raggiungere il focus alla fine del contenuto. Hai pochi secondi (più o meno 3) per catturare lo sguardo distratto di un utente che ha sempre più dimestichezza con uno scrolling rapido, da vero flâneur del...
Come migliorare la fiducia e il trust nei confronti del tuo sito web

Come migliorare la fiducia e il trust nei confronti del tuo sito web

Argomenti del postMetti in primo piano gli autori miglioriHTTPS: usa sempre certificati di qualitàPubblica grandi contenuti su internetLavora sull’usabilità del sito e del blogGuadagna buoni backlink sul sito webAutorevolezza di un sito web: opinioni? L’autorevolezza di un sito web deve essere al centro delle tue attenzioni. Perché questo è un nodo fondamentale per avere sempre i favori di Google. Senza dimenticare le attenzioni del pubblico, le persone si fidano dei portali che si prendono cura dei propri lettori. D’altro canto l’autorevolezza viene citata dal famoso documento dedicato ai quality rater. Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness: questa è la valutazione che viene imposta ai documenti sul web. Oltre all’esperienza di chi scrive e all’attendibilità c’è da aggiungere il concetto in questione. Ma come implementare questo passaggio rispetto a tutto ciò che concerne la tua presenza online? Ecco una piccola guida dedicata al tema in questione. E che riguarda qualsiasi tipo di portale o sito web, compreso blog aziendali ed ecommerce. Anzi, quest’ultimo devono avere sempre un’attenzione in più. Da leggere: perché pubblichi contenuti autorevoli? Metti in primo piano gli autori migliori Il passo da evidenziare: la necessità di essere in prima linea. Devi dare un nome e cognome a quello che fai, e le strade da seguire sono diverse. In primo luogo puoi creare una pagina da inserire nel menu di navigazione dedicata al team o all’utente, magari presentando lo staff e la redazione. Piccola attenzione per il footer: aggiungere indirizzi, dati fiscali, elementi necessari per capire chi si trova dall’altro lato del monitor. Poi non dimenticare l’autore dei post per un eventuale blog interno: devi firmare sempre gli articoli, nessuno si...
Vendere su internet: tool e idee per migliorare il posizionamento su Google

Vendere su internet: tool e idee per migliorare il posizionamento su Google

Argomenti del postConsidera sempre la tendenzaLavora sulla long tail keywordMigliora la scheda prodottoStrategie SEO per ecommerce Le strategie SEO per ecommerce sono importanti per chi deve vendere online e posizionare un sito web per farsi trovare dai clienti giusti. Non è facile ottenere i risultati sperati perché la concorrenza è sempre in agguato, soprattutto quando consideri il peso che hanno i grandi player del settore. Difficile battere mostri sacri dello shopping su internet come Amazon ed eBay, non credi? Senza considerare i siti web ufficiali dei brand nazionali e non: come risolvere questa soluzione? Lavorare sul concetto di SEO per ecommerce, questo è chiaro. Ottimizzando gli aspetti per pubblicizzare uno shop online e aumentare le vendite, mi sembra ovvio. Ma nello specifico cosa puoi fare? Come devi procedere? In modo strategico, senza muoverti a caso. Passo dopo passo per aumentare la visibilità del sito su Google senza improvvisare. Da leggere: content marketing per ecommerce Considera sempre la tendenza Uno dei passaggi spesso ignorato quando si lavora alle strategie SEO per ecommerce: la stagionalità, l’evoluzione di una parola chiave nel tempo. Ci sono query che rimangono invariate e consentono di pianificare delle attività di content marketing chiare, altre che seguono un andamento sinusoide. Ovvero salgono e scendono in base a periodi dell’anno specifici, fino a raggiungere i picchi come le classiche keyword delle festività e delle occasioni speciali come il Natale o il Black Friday. Poi c’è da osservare la tendenza storica, vale a dire come si muove negli anni il volume: è in discesa o in salita? Questi valori sono indispensabili per un ecommerce che vuole pianificare una strada chiara in termini...
7 consigli per ottimizzare un ecommerce

7 consigli per ottimizzare un ecommerce

Argomenti del postVelocizza al massimo il tuo ecommerceAttenzione ai Rich Snippet del sito webOrganizza il lavoro con un fotografoScegli l’HTTPS giusto per il tuo sitoCrea dei megamenu utili alle personeLe correlazioni dei link sono importantiAggiungi sempre le recensioni alle pagineCome migliorare un ecommerce per te?Acquista su Amazon.it Quando mi chiedono come migliorare un ecommerce cerco sempre di affrontare la prospettiva dal punto di vista della strategia di web marketing. Puntando verso il coinvolgimento di tanti professionisti diversi che vanno dagli esperti SEO ai webmaster. In linea di massima le persone credono di poter aprire uno shop e incrementare vendite online con pochi passaggi. Sembra facile, basta prendere come esempio chi lavora nello stesso settore. O almeno questa è una delle tante idee condivise che si trasformano facilmente in trampolino di lancio per il fallimento. Ogni realtà deve essere studiata a tavolino, con un investimento sia per la realizzazione del portale che per promuovere il sito ecommerce con gli strumenti del digital marketing, dai social media alla costruzione di app specifiche per integrare il lavoro di content marketing. Questo senza dimenticare la base che puoi trovare in questa lista di consigli. Da leggere: Come migliorare il tasso di conversione per un ecommerce Velocizza al massimo il tuo ecommerce Il primo punto deve essere per forza questo. Come migliorare un ecommerce sul serio se non migliorando i tempi di caricamento della pagina? Ogni secondo che gli individui rimangono ad aspettare la comparsa della scheda prodotto, o della categoria con la merce che vuoi vendere, perdi clienti. Potenziali vendite. Il primo consiglio per ottimizzare un sito dedicato alla vendita online è questo: vai su Pagespeed Insight...
Quali sono le regole fondamentali della SEO?

Quali sono le regole fondamentali della SEO?

Argomenti del postSemplificare la vita a GoogleAccontenta l’utente sempreLavora sull’intento di ricercaI link in entrata sono decisiviNon dimenticare i link interniConcetti base SEO: la tua opinioneAcquista su Amazon.it Molti chiedono una lista dei concetti base SEO, una sorta di tavola dei dieci comandamenti per ottenere i migliori risultati sul motore di ricerca. Sembra assurda ma non esiste una base di partenza definitiva. O meglio, il testo da seguire è quello di Google. Due sono le strade da considerare per comprendere la base dell’ottimizzazione per i motori di ricerca. In primo luogo c’è lo studio della serp: mai come ora è importante capire cosa succede nelle pagine dei risultati per avere un’idea chiara di come muoverti. La seconda direzione è quella di partire dalle linee guida di Google, una sorta di testo base per iniziare il lavoro di search engine optimization. Molti snobbano questa pubblicazione definendola elementare, in realtà leggendo con attenzione i passaggi puoi trovare riferimenti interessanti che spesso si lasciano in disparte. Per cercare il Santo Graal dell’ottimizzazione si dimenticano i concetti base SEO. Ma conviene? Da leggere: i migliori tool per fare link building Semplificare la vita a Google La prima regola SEO la voglio dedicare a questo passaggio che oggi impegna gran parte del mio tempo: la semplificazione. Il concetto si amplifica attraverso prospettive e impegni differenti, e il più importante dal mio punto di vista riguarda la struttura del sito web. Che deve essere lineare, snella. Rifletti sui contenuti della pagina principale Uno degli errori tipici di chi ignora i concetti base SEO: voler mettere tutto in home page. Mostri a Google un portale piatto,...
Come trovare l’intento di ricerca del pubblico partendo dalla serp di Google

Come trovare l’intento di ricerca del pubblico partendo dalla serp di Google

Argomenti del postPerché cercare di scoprire il search intent?Presenza o meno di immagini o contenuti videoCorrelazioni: cosa vogliono i lettori sul temaQuali sono le domande utili agli utenti?Struttura e architettura delle informazioniCome scoprire intenti di ricerca secondo te?Acquista su Amazon.it Uno dei punti essenziali per attivare una buona campagna di content marketing sul blog aziendale, o per una qualsiasi attività SEO di successo: scoprire intenti di ricerca del pubblico. Un tempo si ragionava intorno al concetto di keyword principale, e si scrivevano testi capaci di ripetere all’infinito quella parola chiave. Questione di densità, di percentuali. Poi qualcosa è cambiato nell’algoritmo e il consiglio è stato chiaro: usate sinonimi, variate il vocabolario dei post e il lessico delle pagine. Più o meno le cose che mi dicevano di fare alle scuole medie, ecco. Quindi nulla di nuovo sotto al sole, neanche quando le indicazioni dei massimi esperti SEO sono andate verso lidi migliori e più interessanti. Come, ad esempio, il Latent semantic indexing che consente a Google di trovare una relazione tra quello che scrivi e ciò che vuoi dire. Facendo saltare il concetto di corrispondenza esatta della keyword. Per approfondire: la guida per fare inbound marketing Perché cercare di scoprire il search intent? La SEO è diventata un’arte raffinata. O più umana, decidi tu come definirla. Hai presente tutte le volte che trovi un risultato in prima pagina che non ha neanche la query nel tag title, elemento cardine della SEO? Perfetto, il concetto è questo. Ecco perché oggi è sempre più importante capire non quale keyword cercano le persone, lo puoi fare senza problemi con tutti i SEO...
6 idee per attirare clienti sul tuo sito web (e vendere)

6 idee per attirare clienti sul tuo sito web (e vendere)

Argomenti del postNon perdere di vista il native advertisingScrivi un libro da vendere su AmazonInvesti il giusto nel guerrilla marketingRegala qualcosa di speciale alle personeCrea una community senza pubblicitàIngaggia un vero influencer di fiduciaNuove idee per attirare clienti sul sito?Acquista su Amazon.it Ci sono sempre idee per attirare clienti nella tua attività online? Sarebbe una gran cosa, perché sai bene che su un sito web non contano tanto le visite ma la capacità di rivolgere la propria attività di digital marketing al meglio. Detto in altre parole, non serve a niente avere un sito web che fa tante visite se poi non si trasformano in lead, contatti potenzialmente interessati a ciò che fai o vendi. Significa solo coccolare il proprio ego ma non stai facendo niente di buono. Questo è importante quando decidi di pubblicizzare un ecommerce o di promuovere un prodotto online. Faccio questi esempi perché uno shop digitale deve essere sempre all’avanguardia su questo punto: gli investimenti sono importanti e l’efficacia è un obbligo. Ecco perché voglio darti qualche consiglio in più rispetto alla possibilità di sfruttare nuove idee per attirare clienti sul tuo sito web (e non semplici click che si perdono su Gogole Analytics). Da leggere: digital marketing e fatturato, quale rapporto per le PMI Non perdere di vista il native advertising Un ecommerce può trovare grandi vantaggi nel native advertising, nella pubblicazione di quei contenuti che non lavorano in prima linea per fare un lavoro di link building. Ma aiutano l’azienda. In che misura? Permettono di far conoscere il proprio brand su internet. E a portare click sul sito in modo da aumentare le visite allineate con quelli...