Cos’è e come migliorare il tasso di conversione per un ecommerce

Cos’è e come migliorare il tasso di conversione per un ecommerce
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Il tasso di conversione ecommerce è un fattore decisivo per il successo del tuo progetto online di vendita. Il motivo è semplice: attraverso questo parametro individui il passaggio cruciale della tua situazione. Puoi capire se gli sforzi sono commisurati ai risultati ottenuti.

Perché nella maggior parte dei casi si ragiona sempre per eccesso e con uno spreco di risorse evitabile. Vuoi più visite al sito, pretendi di pubblicizzare l’ecommerce per ottenere più visibilità. Ma nella maggior parte dei casi le persone arrivano sulla scheda e non acquistano. Questo è un problema perché vuoi promuovere un prodotto su internet, ma non ti rendi conto che è sufficiente ottimizzare ciò che hai già. Sembra interessante, vero?

Ed è così, non sempre è necessario avere più visite e portare gente sul dominio. Basta ottimizzare la scheda dello shop per migliorare il tasso di conversione ecommerce. Ma di cosa stiamo parlando? Quali sono i punti in questione? Ecco una breve disamina con qualche consiglio per migliorare.

Da leggere: come aumentare il conversion rate con la riprova sociale

Cos’è il tasso di conversione per uno shop online

Il tasso di conversione (noto come CR o conversion rate) rappresenta quel valore, espresso in percentuale, che sintetizza la capacità delle tue pagine web di trasformare i visitatori in clienti. Quindi è un indice di efficacia: il traffico generato dai vari strumenti per promuovere un ecommerce diventa utile.

Perché monetizza, si trasforma in guadagno. Questo è un bene. D’altro canto il tasso di conversione di un ecommerce rappresenta il cuore della tua attività intesa come qualcosa di utile e funzionale: basta usare questo sito web solo per collezionare traffico, devi essere concreto nell’intendere il lavoro della vendita online. E migliorando il conversion rate puoi ottenere proprio questo.

C’è tasso di conversione medio per un negozio?

Questo è un elemento complesso, non è facile dare una stima sul possibile tasso di conversione ideale per un negozio online. Chiaramente l’obiettivo è quello di aumentare il più possibile questa cifra e fare in modo che ogni passaggio sia ottimizzato per lavorare in questa direzione, l’unica che conta.

In ogni caso molto dipende dal tipo di prodotto che si vende. Un sito web che propone oggetti o servizi di basso prezzo può arrivare al 3%, magari al 4% se il carrello medio ha un valore al di sotto dei 50 euro.

Ma per i negozi online che propongono prezzi superiori la possibilità di ottimizzare si assottiglia per ovvi motivi e si tende a raggiungere l’ideale 1% come tasso di conversione da incrociare e mantenere.

D’altro canto questo significa che hai in mano un compito essenziale: migliorare di decimi e centesimi questa percentuale. Continua a leggere per scoprire questo punto, però ricorda sempre di non idealizzare delle cifre a caso. Ogni progetto ha una vita indipendente, devi sempre contestualizzare. E valutare il tuo operato in base a ciò che registri nel corso dei mesi o degli anni.

Come si calcola il tasso di conversione ecommerce?

Può sembrare una piccola sfida, in realtà è molto semplice calcolare il tasso di conversione per un ecommerce perché sono due i fattori che devi prendere in considerazione, vale a dire il numero di visite e gli ordini effettuati in un determinato periodo di tempo. A questo punto l’operazione è intuitiva:

numero ordini/visite * 100

Questa è la formula per calcolare il tasso di conversione ecommerce. Mi chiederai: “Perché si deve moltiplicare per cento? Non basta la divisione?”. Questo accorgimento è decisivo per trasformare il numero in percentuale e relativizzarlo in modo da portare una cifra assoluta come indicatore.

Come migliorare il conversion rate dell’ecommerce

La prima regola: lavorare con Google Analytics a portata di mano. Devi fissare degli obiettivi da osservare e andare oltre le metriche standard come le visite o il tempo di permanenza sulla pagina, in questo senso Mountain View offre degli strumenti raffinati per tracciare e ottenere dei dati concreti.

Per approfondire questo argomento ti consiglio di leggere la guida di Google. Detto questo, quali sono le operazioni da valutare per ottimizzare il tasso di conversione ecommerce? In primo luogo devi lavorare sulla scheda del prodotto, ma nello specifico puoi puntare l’attenzione su alcuni punti che da sempre fanno la differenza in questi casi. Quali sono? Ecco la mia lista da prendere in considerazione:

  1. La call to action è abbastanza interessante?
  2. Il copy della scheda prodotto ecommerce è scritto bene?
  3. Ci sono problemi di usabilità che impediscono il caricamento?
  4. C’è il certificato HTTPS?
  5. Quanto tempo ci vuole per l’upload della pagina?
  6. Il carrello acquisti è troppo articolato?
  7. Hai inserito qualche pop-up per catturare l’utente prima che esca?

Il concetto che si nasconde dietro questa lista è chiaro: per ottenere dei dati concreti devi fare dei test, delle prove concrete. Inutile organizzare delle azioni concrete se non sai dove dirigere la tua attenzione. Ecco perché ti consiglio di usare qualche programma di heat map e registrazione delle sessioni.

Sto parlando di tool come Hotjar e CrazyEgg che ti danno la possibilità di capire cosa fanno le persone quando si trovano sul tuo sito. Dai uno sguardo a questo video per avere un’idea delle occasioni.

Non dimenticare il retargeting (remarketing)

Tra le strategie per aumentare il tasso di conversione ecommerce devi prendere in considerazione il remarketing. Perché in questo caso può essere vista come una soluzione per recuperare gli acquisti non andati a buon fine, rimasti a metà strada per motivi differenti e che dovresti affrontare.

Spesso le transazioni non completate riguardano problemi di usabilità, a volte sono dei ripensamenti che potresti affrontare con le tecniche di neuromarketing. In ogni caso hai un obiettivo: recuperare le vendite. Il retargeting con Facebook e AdWords ti dà la possibilità di superare questi problemi.

Come? Proponendo dei messaggi pubblicitari che riprendono le schede ecommerce degli ordini abbandonati. Così risalta all’attenzione ciò che è stato lasciato indietro e si fa leva sul desiderio. Se vuoi aumentare il tasso di conversione questa è una delle soluzioni più interessanti.

Per approfondire: come fare content marketing per ecommerce

Tu hai iniziato a migliorare il tasso di conversione?


Se lavori con uno shop online devi ottimizzare il tasso di conversione ecommerce, solo così puoi portare avanti un lavoro in grado di massimizzare gli introiti e il fatturato. Inutile puntare sull’ottimizzazione SEO ecommerce se poi le persone arrivano sul tuo negozio online e non acquistano.

Obiettivo? Avere una visione olistica del progetto. Anche concentrarsi su un unico punto è superfluo, non puoi lavorare solo sulla scheda o sul carrello: l’ottimale sarebbe avere una vera e propria azione di CRO per operare in modo omogeneo su tutti i passaggi critici. Sei d’accordo? Tu hai seguito questa linea?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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