Graphic design e web marketing: intervista ad Alessia Vinci

Graphic design e web marketing: intervista ad Alessia Vinci

Cosa succede quando arrivi su un sito web? O magari su un blog? Quali sono le prime sensazioni che investono la tua attenzione? Te lo dico io: quelle legate al graphic design, alla comunicazione dedicata a tutto ciò che si vede. E non solo quello che si legge. Anzi, si può dire che è proprio il visual a fare la parte del leone. Le immagini comunicano con l’utente, e lo fanno con una velocità sconosciuta al testo. Lo stesso vale per il colore e per le forme: è l’insieme che fa la differenza, è la sintesi tra testo ed elementi grafici a smuovere l’attenzione. Quindi è importante lavorare con esperti copy come Primavera Contu, Eleonora Usai e Valentina Falcinelli per scrivere grandi testi. Al tempo stesso è decisivo avere al proprio fianco una figura come Luca Orlandini o Andrea Saletti per migliorare le pagine in termini di ottimizzazione dei percorsi per ottenere nuove conversioni. Ma come migliorare il visual design delle tue creazioni, del tuo mondo e dei tuoi lavori? Chiediamolo ad Alessia Vinci. Chi sei e di cosa ti occupi? Ciao sono Alessia Vinci e mi occupo di graphic design creativo, ossia creo logotipi, illustrazioni e visual art per supporti digitali e cartacei. L’impaginazione stessa, inoltre, rimane sempre una mia occupazione quotidiana. Ultimamente, vista la mia passione per la fotografia, lavoro anche in questo settore ma non oso definirmi una fotografa professionista avendo ancora tanto da imparare. Cosa significa per te occuparti di visual? Occuparmi di visual significa creare, progettare e sviluppare concetti e trasformarli in prodotti reali, a volte tangibili. Mettere a disposizione del cliente le mie competenze, che diventano il mezzo per aiutarlo nella sua crescita professionale è gratificante. Il percorso...
Quando la formazione diventa Visual Storytelling

Quando la formazione diventa Visual Storytelling

Sai cosa significa fare Visual Storytelling? Trasformare messaggi in contenuti capaci di raggiungere le persone giuste. Ma soprattutto in grado di raccontare una storia attraverso video e immagini, sfruttando i canali del social web: Facebook, Twitter, Instagram ma anche blog e native advertising. Insomma, dietro a questa materia c’è tanto da dire. Ma soprattutto c’è una grande responsabilità da gestire. Le immagini vengono usate per ottenere buoni risultati dove il testo non è sufficiente, dove le parole si appesantiscono e diventano inefficaci. O comunque hanno bisogno di un supporto. D’altro canto è da tempi lontani che questa coppia va di pari passo: nelle agenzie pubblicitarie c’è il copy e l’art director, c’è la persona che si occupa dei testi e quella che lavora con le immagini. Con un visual che oggi si ritrova in ogni settore del web marketing: la scrittura del testo di una pagina, una sponsorizzazione su Facebook, il contributo per creare una strategia su Pinterest e su Instagram. Perché attraverso video e immagini puoi far sognare, puoi comunicare qualcosa e andare oltre la semplice informazione. Puoi catturare un’impressione, un’idea. Puoi intercettare un’esigenza o una preferenza. È possibile? Devi avere le competenze necessarie, devi fare esperienza e formazione. Storytelling: come raccontare una storia Amiamo raccontare storie. Lo facciamo sempre. L’essere umano è nato per lavorare in questa direzione: comunica attraverso la narrazione, grazie a quello che oggi chiamiamo storytelling. Perché oggi tutto questo è diventato materia per fare web marketing? Semplice, attraverso una storia ben organizzata veicoli valori, messaggi, idee che caratterizzano prodotti o servizi. Ma come raccontare una storia? Puoi dare uno sguardo ai consigli per fare storytelling secondo Kurt...
Brand e Instagram Stories: 7 esempi concreti

Brand e Instagram Stories: 7 esempi concreti

Te lo chiedi da quando hai iniziato a lavorare su questo social: quali sono i migliori esempi di Instagram Stories? Difficile avere una risposta definitiva e completa in questi casi. Ma quello che possiamo fare ora è comprendere nel miglior modo possibile questa piattaforma. O meglio, questa funzione. Instagram Stories fa parte dell’omonimo social network. In parte riprende il funzionamento di Snapchat che propone da sempre questa soluzione: permette di creare delle raccolte di immagini tematizzate, dedicate a un unico argomento. E con una data di scadenza precisa: 24 ore, non un minuto in più. La combinazione proposta da Instagram è cristallina: riunire in un unico luogo gli strumenti per lavorare sul visual storytelling, per scattare foto e registrare video. Ma non solo. Con questa piattaforma – da un bel po’ di mesi ormai – puoi creare delle storie. Delle narrazioni dedicate a un tema. Quali sono i migliori esempi di Instagram Stories nell’universo dei brand? Le aziende usano gli strumenti del social media marketing per raggiungere obiettivi concreti, per fare advertising e per creare community attive. Ma anche per fare storytelling. Vuoi qualche case study concreto? Cosa sono le storie di Instagram? Prima di elencare gli esempi di storie su Instagram credo che sia giusto dare una definizione. E qualche informazione in più. Le Instagram Stories sono una funzione dell’omonima applicazione e permettono di creare degli album a tempo determinato (24 ore) grazie ai contenuti che catturi con il tuo smartphone. Quali sono le caratteristiche tecniche? In primo luogo hai la possibilità di modificare i contenuti, proprio come avviene su Snapchat. Puoi aggiungere testo, inserire emoji e decorazioni. Il tutto per un periodo limitato. Perché...
Instagram Stories, largo al visual storytelling

Instagram Stories, largo al visual storytelling

La notizia è ormai sul feed reader di tutti: l’aggiornamento Instagram Stories è disponibile, pronto per essere scaricato e installato sul cellulare (qui c’è il comunicato ufficiale). La sua funzione è chiara, permette di creare dei gruppi tematizzati di foto e video. Detto in altre parole, come suggerisce il titolo stesso dell’update, puoi creare delle storie. Caratteristiche fondamentali dell’aggiornamento? Le storie saranno visibili per massimo 24 ore, proprio come Snapchat. In effetti sono molti ad aver trovato grande somiglianza tra le funzioni del social network acquistato da Mark Zuckerberg e il fantasmino giallo. Quindi si apre un nuovo capitolo: ampliare il fronte legato al visual storytelling dell’appendice Facebook dedicata alle foto. D’altro canto Mark ha comprato Instagram per 1 miliardo di dollari, è suo diritto usare quest’applicazione per mantenere obiettivi strategici e sbaragliare gli avversari: già è successo con Vine quando ha introdotto i video, perché non potrebbe funzionare con Snapchat? Instagram è uno degli strumenti preferiti per chi lavora nel settore social media marketing. Attraverso le immagini puoi creare storie, ma soprattutto puoi veicolare valori ed emozioni a un pubblico specifico. Su Instagram il lavoro spazia dall’influencer marketing allo storytelling, e questo aggiornamento dà uno strumento in più a chi opera con il visual. Ma in cosa consiste Instagram Stories? Quali sono le sue potenzialità? In che modo puoi creare raccolte utili? Su un blog dedicato al content marketing mi sembra giusto toccare questo tema, scoprire i vantaggi e affrontare le caratteristiche di questo tool. Avanti, seguimi. Cosa è Instagram Stories Instagram Stories è un’aggiornamento dell’omonima applicazione che consente di creare delle raccolte di foto e video. Durata massima di questi lavori: 24 ore, poi tutto scompare. Tra le...
Video Storytelling: 6 modi per raccontare un brand

Video Storytelling: 6 modi per raccontare un brand

Fare Content Marketing non è semplice perché devi incrociare competenze diverse. E devi essere in grado di valutare metriche difficili da definire in chiave oggettiva, come per l’influencer marketing. Prendi come esempio lo storytelling ed in particolare il video storytelling: esistono dei KPI da tener presente quando si organizza una campagna per raccontare la propria azienda. La difficoltà sta nella valutazione generale delle metriche: puoi contare il numero di condivisioni ottenute da un video, puoi valutare il sentiment delle condivisioni stesse e il numero di visite che arrivano da eventuali link. Ma i vantaggi legati a una campagna video di visual storytelling non si riassumono con i numeri. Ricordo sempre con piacere il video Misunderstood della Apple: il ragazzo in vacanza dai nonni passa le giornate a giocare con lo smartphone, con l’iPhone. Mentre la famiglia si diverte. Poi, il giorno di Natale, regala a tutti un’emozione: un video montato con il telefonino, appendice tecnologica che permette di trasformare i sentimenti in prodotto digitale. Puoi trasformare tutto questo in numeri? Puoi registrare menzioni, condivisioni, eventuali cambiamenti delle vendite nel momento di massima distribuzione del video. Ma non puoi – ti sfido a farlo e a darmi una risposta – valutare il legame creato tra brand e pubblico grazie a uno storytelling così raffinato. La capacità di questo video è chiara: dimostrare che la tecnologia è uno strumento rispetto a sentimenti e valori, ma tutto può essere comunicato meglio con uno smartphone Apple. Il valore di questa comunicazione? Infinito e incalcolabile. Per questo il video storytelling è uno strumento prezioso, da pianificare con cura e da realizzare insieme a un team di professionisti. Senza improvvisare. Qualche esempio virtuoso? Frank Underwood...