Come funziona (veramente) LinkedIn?

Come funziona (veramente) LinkedIn?

Una delle domande comuni: come funziona LinkedIn? Uno dei social network più famosi del web, ma soprattutto una delle risorse migliori per trovare lavoro online. Proprio così, attraverso questa piattaforma puoi mettere a confronto le tue esigenze con quelle di chi si trova dall’altro lato dello schermo. Crei un profilo LinkedIn, compili tutti i campi e ti siedi in poltrona ad aspettare la soluzione. Un posto di lavoro, un contatto utile, un cliente. Magari due. Perché non tre. D’altro canto è questo l’obiettivo, mettere in contatto persone con esigenze diverse. Come si usa LinkedIn: questa è la soluzione? In parte. LinkedIn è un social e come tale si muove intorno a logiche particolari che mettono in primo piano la condivisione. Ma cosa devi condividere? Come? Con chi devi parlare? Quali sono gli strumenti che permettono a un libero professionista, a un dipendente e a un’azienda di muoversi nel modo giusto? Cos’è LinkedIn per persone e aziende Prima di spiegare come funziona LinkedIn è giusto dare una definizione di questo strumento. Cos’è LinkedIn? Di cosa sto parlando esattamente? Si tratta di un social network che permette di ottenere dei profili personali e aziendali. Nel primo caso hai di fronte una sorta di curriculum digitale. Nella tua pagina puoi aggiungere esperienze di studio, lavori eseguiti, competenze, possibilità. Poi il meccanismo e simile a quello di tutti i social network: puoi contattare e chiedere un confronto. Ci sono dei passaggi essenziali per migliorare il modo di presentare il tuo profilo. Ad esempio puoi eliminare le informazioni che non servono, puoi scegliere una buona immagine profilo e inserire tutte le informazioni utili. Anche...
Dalla formazione al mondo LinkedIn: intervista a Leonardo Bellini

Dalla formazione al mondo LinkedIn: intervista a Leonardo Bellini

Formare le persone che dovranno lavorare online. Questa è una grande responsabilità, uno snodo che dovrebbe essere affidato a persone valide. Qui si nasconde il futuro di un’azienda, di un libero professionista, di un dipendente, di un freelance. Quando parli di web devi citare per forza la formazione. Perché il web è mutamento, evoluzione. Non puoi pensare di fermare la giostra e definirti “un professionista arrivato”. Devi formare le tue risorse e la tua mente. Magari aggiornando il profilo LinkedIn, punto di riferimento per chi ha deciso di sfruttare sul serio i propri contatti. Oggi voglio parlare di questi temi, ed ecco perché ho intervistato Leonardo Bellini. Chi sei e di cosa ti occupi? Io ho un doppio cappello: con la mia società DML mi occupo di consulenza e servizi di marketing digitale. Come libero professionista lavoro su formazione e su divulgazione. In particolare il mio focus è sull’uso dei social media in chiave business. Nel 2012 ho co-fondato il Social Case History Forum e raccolto in 4 anni oltre 100 esempi di aziende italiane (trovate una selezione nel libro Aziende di successo sui Social Media”– Hoepli Editore). Nel 2013 ho creato Social Minds, un osservatorio sull’utilizzo dei social media da parte delle banche italiane. Da questa esperienza è nato il testo Guida operativa ai Social in Banca, pubblicato nel 2015 con Bancaria Editrice. Da circa 1 anno ho deciso di esplorare e approfondire la mia conoscenza di LinkedIn, il social network votato ai professionisti e alle imprese. Racconta ai lettori come hai iniziato Nel 1998 lavoravo in Omnitel, sono ingegnere specializzato in telecomunicazioni, e dopo un paio di anni mi fu affidata la...
Come sfruttare LinkedIn per la tua attività di content marketing

Come sfruttare LinkedIn per la tua attività di content marketing

In questo periodo mi sto avvicinando di nuovo a LinkedIn. Sì, lo ammetto: per un po’ ho accantonato LinkedIn e ho sfruttato la mia presenza su questo social solo come semplice riferimento online. Cerchi il mio nome e cognome? Ok, trovi il profilo LinkedIn nella serp. Perché in fin dei conti il posizionamento di LinkedIn è buono, quindi va bene così. Ma il problema è un altro: sto ignorando una serie di vantaggi che posso dare alla mia attività di content marketing. Attività che, come ben sai, è alla base di diverse azioni per raggiungere obiettivi più o meno importanti. Vuoi guadagnare buoni collegamenti attraverso la link earning? Vuoi aumentare gli iscritti alla tua newsletter? Vuoi fare brand awareness? Tutto questo passa anche dal content marketing. E il content marketing può trovare un fedele alleato nella tua attività su LinkedIn. Un’attività che non deve basarsi solo su una semplice presenza passiva, ma su un uso attento e misurato di questo social. Ovvero un curriculum online, una piattaforma per creare articoli, un luogo per amplificare i tuoi contenuti migliori. Allora, da dove iniziamo? Ottimizza il tuo profilo Il primo passaggio è semplice: devi ottimizzare il tuo profilo. Devi fare in modo che il tuo account LinkedIn sia sempre in ordine, aggiornato e semplice da consultare. In questo caso valgono le semplici regole che puoi sfruttare per qualsiasi curriculum online e offline: Zero fuffa. Inserisci solo le informazioni utili. Niente elenco dei lavoretti estivi. Usa una buona immagine profilo. Metti i riferimenti dei tuoi ex datori di lavoro. Usa i testimonial. LinkedIn, infatti, ti permette di inserire i testimonial: opinioni di chi...
Come migliorare il tuo profilo LinkedIn

Come migliorare il tuo profilo LinkedIn

Sai di cosa stiamo parlando, vero? LinkedIn è il social network dedicato ai rapporti professionali, è il punto di riferimento per te che devi presentarti in modo composto di fronte ai futuri clienti e datori di lavoro. In realtà non c’è solo LinkedIn (probabilmente i datori di lavoro vanno a guardare prima Facebook e poi LinkedIn) però una cosa è certa: se vuoi dare un’impressione professionale devi essere presente su LinkedIn. Anche perché con una ricerca “nome e cognome” ha una buona probabilità di uscire nei primi risultati della serp, e questa è cosa buona e giusta per la tua brand protection. Ma c’è un punto da sottolineare: essere presente su LinkedIn non è sufficiente. O meglio, non basta essere presente su Linkedin per poter essere soddisfatti e ottenere un buon risultato. Anzi, in qualche caso puoi ottenere anche esito opposto. Ecco i miei consigli per ottimizzare il tuo profilo LinkedIn fino a raggiungere la perfezione (o quasi). Dati e profilo Il primo punto da mettere in chiaro: LinkedIn non è il luogo adatto per giocare a Second Life. Quindi sul tuo profilo LinkedIn devi inserire nome e cognome reali, un’immagine professionale ma non troppo, residenza, professione, aziende attuali e passate. Quello che devi evitare (secondo me): Inventare titoli e posizioni (tipo il SEO ninja). Inserire nomi di fantasia. Caricare un’immagine non adeguata. Cosa significa immagine non adeguata? Siamo su LinkedIn e le persone si aspettano di trovare una sorta di curriculum. Vuoi mettere la foto della tua festa di 18 anni su un curriculum? Io non lo farei. Ma non metterei neanche quella della mia carta d’identità. Una via di...
LinkedIn: come lo usano gli italiani?

LinkedIn: come lo usano gli italiani?

LinkedIn è uno strumento fondamentale per chi cerca lavoro online. Si tratta di una sorta di social network che ha come profilo personale un curriculum. Obiettivo: creare relazioni professionali, far incontrare domanda e offerta di lavoro. Uno strumento fantastico, non trovi? LinkedIn è la dimostrazione reale di come il web possa influenzare le nostre vite. Attraverso un social network puoi trovare un lavoro migliore, e non semplicemente un’occupazione di ripiego: LinkedIn offre gli strumenti per selezionare le offerte e fare in modo che il tuo profilo sia visibile a persone che cercano proprio te. Detto in altre parole: LinkedIn è perfetto per smuovere il mondo del lavoro. Ma questa regola vale in ogni luogo? Anche in Italia? Anche in un paese che registra diverse arretratezze nel campo delle tecnologie digitali? Il primo dato da registrare è che le registrazioni su LinkedIn crescono nei paesi dell’eurozona in cui c’è un alto tasso di disoccupazione. Basta guardare i dati di questa ricerca: Spagna e Italia hanno quote di iscritti che raggiungono i 5 milioni contro una Germania che raggiunge al massimo i 2.5 milioni (dati 2013). Mettendo in proporzione questi dati con i paesi anglosassoni, però, ci troviamo di fronte a dati piuttosto chiari: mentre in America e in UK il tasso di penetrazione di questo social supera il 20% della popolazione, in Italia tocchiamo appena il 9% (11% in Spagna). Di certo non è un problema di digital divide. Credo piuttosto che l’Italia (e non solo) sia legata a pratiche diverse per cercare e offrire lavoro. Nel 2013 il Sole 24 Ore dava un riferimento chiaro sull’argomento: amici e parenti. La flessibilità del lavoro in...