Branded Content su Facebook: cosa sono?

Branded Content su Facebook: cosa sono?

I branded content Facebook sono un’ottima soluzione per chi ha deciso di trasformare il social network per eccellenza in uno strumento per raggiungere la community di riferimento. Il problema è sempre lo stesso: vuoi fare un buon lavoro con gli influencer per parlare a un pubblico compatto e interessante per il tuo scopo. Sai bene che questo è uno strumento essenziale dell’influencer marketing, non basta lavorare sulla produzione dei contenuti per il blog aziendale. Ma come chiarire il rapporto tra cliente e brand? Come lavorare su un content marketing cristallino? La risposta a queste domande non è banale. Anzi, il rischio è quello di incappare nelle maglie dei controlli e della poca chiarezza nei confronti dei consumatori. Fare influencer marketing su Instagram non è così facile come sembra. Non basta individuare i contatti per la campagna: devi lavorare con trasparenza. Ecco perché è stato attuato il programma di contenuti brandizzati che permette di inserire etichette per dimostrare il rapporto tra chi sponsorizza e l’influencer. Oggi questo tema si amplifica grazie ai branded content Facebook. Per approfondire: come promuovere un prodotto su Internet Maggior trasparenza sui social network Il concetto che muove tutto: il bisogno di comunicare con chiarezza e onestà il rapporto tra brand e influencer. Fin da tempi antichi si è cercato di portare avanti l’idea di un influencer marketing al limite del consentito. Lavorando su un equilibrio poco chiaro su quelle che sono le scelte individuali e gli obblighi. Vale a dire le necessità contrattuali relative al raggiungimento degli obiettivi. L’azienda paga, tu individui gli influencer e li ingaggi. Ora, ecco il punto: di sicuro avere la...
Social Media Advocacy: cos’è e come può aiutare la tua strategia

Social Media Advocacy: cos’è e come può aiutare la tua strategia

Puntare sulla Social Media Advocacy è una delle strade che devi prendere in considerazione per dare una possibilità in più alla tua impresa, al tuo progetto, alla tua idea di inbound marketing. Perché in fin dei conti stiamo parlando di questo: dare alle persone ciò che si aspettano nel momento in cui ne hanno bisogno. Se […]

Puntare sulla Social Media Advocacy è una delle strade che devi prendere in considerazione per dare una possibilità in più alla tua impresa, al tuo progetto, alla tua idea di inbound marketing. Perché in fin dei conti stiamo parlando di questo: dare alle persone ciò che si aspettano nel momento in cui ne hanno bisogno. Se conosci il funnel di questo percorso sai bene che non si chiude con la vendita, ma deliziando l’utente finale. Questo attraverso la comunicazione online, la distribuzione di contenuti che approfondiscono argomenti correlati. Il tutto attraverso canali che già conosci: email, social media, gruppi e community. Obiettivo finale di questo lavoro? Trasformare il singolo, l’individuo che ha deciso di acquistare il tuo prodotto o servizio, in un avvocato della tua causa. Senza alcun obbligo, nessuna imposizione o necessità: questo è un lavoro che abbracci al’influencer marketing. Ma va ben oltre. Di cosa sto parlando? Cos’è la Social Media Advocacy: una definizione Cosa significa investire in una buona Social Media Advocacy? Con questo termine si intendono quelle attività che possono aiutare un brand a essere diffuso attraverso i canali social di clienti, dipendenti e persone che hanno una certa credibilità sui social. Qui si parla di brand advocate, un passaggio che si differenzia da ciò che viene inteso come influencer marketing puro. L’idea base di una Social Media Advocacy è quella di creare una community, un gruppo di persone affiatate che hanno interesse nel condividere e consigliare il tuo nome. Le persone non si fidano dei brand e iniziano a prendere poco in considerazione ciò che dicono personaggi scelti non attraverso un’analisi. Ma solo attraverso i numeri. A...
Quanto guadagna un influencer?

Quanto guadagna un influencer?

Domanda interessante, basata su una relatività impossibile da definire. Quanto guadagna un influencer? Nessuno può dirlo, nel senso che in un mercato libero ognuno può chiedere la cifra che preferisce per un determinato servizio. Però bisogna capire se il beneficio offerto giustifica la cifra. Questo ragionamento è noto agli influencer, ecco perché chi lavora in […]

Domanda interessante, basata su una relatività impossibile da definire. Quanto guadagna un influencer? Nessuno può dirlo, nel senso che in un mercato libero ognuno può chiedere la cifra che preferisce per un determinato servizio. Però bisogna capire se il beneficio offerto giustifica la cifra. Questo ragionamento è noto agli influencer, ecco perché chi lavora in questo settore mette in pratica ciò che serve per ottimizzare il processo che porta alla fatturazione. Ad esempio crea delle landing page per attirare il cliente, lavora sul personal branding, inserisce un media kit. Esatto, un media kit. Una pagina nella quale trovi tutte le informazioni per valutare la bontà dell’investimento. Qui ci sono grafici di Google Analytics, magari qualche riferimento utile di Seozoom o Semrush, una descrizione dell’attività svolta attraverso la pubblicazione degli articoli o delle immagini. Poi tutto dipende dalla piattaforma, dal media utilizzato. Lo ripeto: chiarire quanto guadagna un influencer in modo netto è impossibile. Però è anche giusto cercare una soluzione per chi cerca informazioni in questo campo. Magari vuole lavorare in questa direzione e ha bisogno di dati indicativi. Allora, iniziamo? Chi sono gli influencer? Questo è il primo tassello del puzzle. Chi sono gli influencer? Divi del web che guadagnano con una foto su Instagram? O con un tweet, magari con un articolo sul blog? Molto semplice: l’influencer è una persona che ha conquistato la fiducia di un pubblico. Non è il proprietario di un account Instagram con numeri da capogiro, non è un nome circondato da successo. Anzi, è un esperto di un determinato settore che viene seguito grazie alle sue competenze. Tutto questo porta a una fiducia...
6 tool per trovare i migliori hashtag su Instagram

6 tool per trovare i migliori hashtag su Instagram

Hashtag popolari su Instagram, un argomento interessante. Queste etichette precedute da un cancelletto possono fare la differenza per distribuire i tuoi contenuti su questo social. Usare i migliori hashtag per Instagram vuol dire permettere alle foto di farsi scoprire e di raggiungere il pubblico giusto. Ecco perché è importante capire quali sono i più popolari, […]

Hashtag popolari su Instagram, un argomento interessante. Queste etichette precedute da un cancelletto possono fare la differenza per distribuire i tuoi contenuti su questo social. Usare i migliori hashtag per Instagram vuol dire permettere alle foto di farsi scoprire e di raggiungere il pubblico giusto. Ecco perché è importante capire quali sono i più popolari, e questo vale per chi posta i propri scatti ma anche per chi lavora nel mondo dell’influencer marketing. Per chi cerca persone con un certo seguito nella propria community. Ci possono essere diversi motivi per cercare hashtag famosi, ma queste parole che inserisci nelle didascalie e nei commenti rivoluzionano i risultati. Stai lavorando sodo per diventare influencer in un determinato settore? Stai portando avanti un lavoro di blogger outreach e hai bisogno di nomi? In entrambi i casi devi scegliere i top tag. Quelli che ti permettono di dare visibilità ai contenuti e di raggiungere la tua audience. Per ottenere dei risultati degni di nota non puoi procedere a caso, devi usare una serie di strumenti per trovare i migliori hashtag Instagram. Ecco quelli che preferisco. Prima di iniziare: cos’è un hashtag? È giusto fare una piccola introduzione: cos’è un hashtag e come funziona? Questi elementi sono semplici parole precedute da #cancelletti che trasformano il termine in questione in un link per raggiungere tutti i post che hanno incluso quella keyword nella didascalia o nei commenti. Gli hashtag sono presenti nei principali social (Facebook, Google Plus, Twitter) e hanno funzioni diverse. Quasi privi di valore su Facebook, storici su Twitter, decisivi su Instagram: in quest’ultimo csaso gli hashtag possono determinare il successo di un post. Certo, non basta questo. Devi...
Il web influencer può essere un lavoro?

Il web influencer può essere un lavoro?

Un argomento che divide da tempo il web. A tratti i toni si alzano fino a diventare una lotta: l’influencer può essere un lavoro? La Repubblica risponde con un sì e lancia un’intervista che ha scosso l’attenzione di chi lavora nel digital marketing: “Sono una web influencer. Così il blog è diventato un lavoro”. La blogger Alessandra […]

Un argomento che divide da tempo il web. A tratti i toni si alzano fino a diventare una lotta: l’influencer può essere un lavoro? La Repubblica risponde con un sì e lancia un’intervista che ha scosso l’attenzione di chi lavora nel digital marketing: “Sono una web influencer. Così il blog è diventato un lavoro”. La blogger Alessandra Airò racconta la sua avventura ed esperienza nel mondo del web marketing, evidenziando l’attività come fashion blogger. “Sono una web influencer, è la definizione più completa – sottolinea Alessandra – perché io lavoro esclusivamente per il web”. In questo modo coglie al volo la differenza tra influencer e celebrity: la prima è legata indissolubilmente al mondo online. La madre di Little Snob Thing sottolinea un aspetto essenziale del content marketing. C’è differenza tra i diversi canali, il taglio di Instagram è diverso da Twitter e dal blog. In particolar modo quest’ultima piattaforma può essere usata per raccontare in maniera puntuale un’esperienza o un prodotto. Perché questo è, a conti fatti, il lavoro di Alessandra: trasformare in storytelling un capo d’abbigliamento. La sua penna mette in una cornice interpretativa un bene o un servizio, e trasforma l’inchiostro digitale in uno strumento per fare marketing. Anzi, diciamolo a chiare lettere: per aumentare le vendite e portare dei benefici economici. Questo può essere considerato un lavoro? Per me la risposta è sì. Il ruolo del web influencer nella strategia Se fatturi vuol dire che lavori. La maggior parte delle opinioni contrarie si basano su incomprensioni, nascono da antipatie nei confronti di chi si definisce influencer. O sono legate a una non conoscenza del ruolo: basta leggere i commenti del video per capire che...