Come scegliere un influencer? Quali sono i parametri da considerare?

Come scegliere un influencer? Quali sono i parametri da considerare?

Come scegliere un influencer? La domanda che molti si fanno in questo periodo. Quali sono i parametri per prendere una decisione? Ormai, grazie anche al contributo di professionisti come Matteo Pogliani e Riccardo Scandellari, il ruolo dell’influencer è chiaro: non semplice testimonial che condivide tutto ciò che gli viene passato pur di guadagnare, ma persona competente. L’influencer è un nome di qualità, un punto di riferimento capace di trascinare il pubblico verso la propria decisione. Una decisione che può essere definita da un’attività commerciale, ma sempre limpida e cristallina. Soprattutto, sempre a favore delle persone. Per approfondire: Influencer Marketing, la guida di MediaBuzz La cattiva comunicazione Spesso la comunicazione è stata definita da questi punti: poca trasparenza, rapporti commerciali sommersi e non dichiarati, sponsorizzazioni così forzate da apparire imbarazzanti. Questo succede quando l’unico obiettivo è il guadagno a breve termine, e quando la selezione dell’influencer avviene solo in base ai numeri. Nessuno mette in dubbio la capacità dei numeri di restituire informazioni utili. Ma non bastano: se vuoi scegliere un influencer in grado di portare un vantaggio competitivo alla tua digital strategy devi rispettare altri valori. Altrimenti rischi di sfruttare nel peggior modo possibile le tue risorse, e di investire in un nome inutile. Niente paura, ecco quali sono i punti indispensabili. Sei un influencer? Conosci...
Vuoi far crescere la tua community sui social? Punta sugli influencer!

Vuoi far crescere la tua community sui social? Punta sugli influencer!

Uno dei grandi vantaggi dell’universo social network è la possibilità di creare delle community, dei gruppi dedicati a un argomento che diventano un punto di riferimento per le persone. Qualche esempio concreto? La community Fatti di SEO di Francesco Margherita, uno dei circoli Facebook più attivi nell’universo Web Marketing in Italia. Quali sono le caratteristiche di […]

Uno dei grandi vantaggi dell’universo social network è la possibilità di creare delle community, dei gruppi dedicati a un argomento che diventano un punto di riferimento per le persone. Qualche esempio concreto? La community Fatti di SEO di Francesco Margherita, uno dei circoli Facebook più attivi nell’universo Web Marketing in Italia. Quali sono le caratteristiche di questa realtà? Francesco ha sfruttato una funzione di Facebook (i gruppi) per riunire persone interessate alla SEO in un unico luogo virtuale. Obiettivo? Trasformare il suo nome in un caposaldo professionale e coinvolgere gli utenti in un processo di scambio di informazioni. Perché questo è l’obiettivo della community: creare un flusso di pubblicazioni e interazioni per generare cultura condivisa. Io lascio il mio punto di vista, tu rispondi con una visione differente e il nostro collega reagisce riprendendo le sue esperienze personali. Alla base delle community c’è l’idea di poter contribuire alla crescita personale del singolo. In realtà il concetto di community è compreso nel “social media pensiero”: la condivisione della qualità è centrale nell’uso di Twitter, Facebook, Google Plus. Quello che funziona in un gruppo chiuso può essere applicato in pubblica piazza con successo. Ciò che caratterizza la community – un gruppo Facebook, un forum, un circuito di blogging – è la verticalizzazione del tema. Si parla solo di questo argomento. Non mancano gli obblighi. C’è un fondatore della community, ci sono una serie di punti che tutti gli iscritti devono osservare. Entrare nella community vuol dire accettare le regole della policy. Regole che spesso vengono disattese e infrante. Oggi, secondo te, ha ancora senso gestire una community sui social? Gli ingredienti per far crescere una community Secondo me è possibile...
Come misurare il lavoro di un influencer

Come misurare il lavoro di un influencer

[toc]In questi giorni sto cercando di approfondire il discorso legato al mondo degli influencer. Proprio ieri, su My Social Web, ho approfondito un punto essenziale: essere influencer non vuol dire accettare regali e pasticcini per scrivere una recensione sul proprio blog. Vuol dire pubblicare qualcosa nel tempo libero, senza un reale guadagno. E forse senza neanche […]

[toc]In questi giorni sto cercando di approfondire il discorso legato al mondo degli influencer. Proprio ieri, su My Social Web, ho approfondito un punto essenziale: essere influencer non vuol dire accettare regali e pasticcini per scrivere una recensione sul proprio blog. Vuol dire pubblicare qualcosa nel tempo libero, senza un reale guadagno. E forse senza neanche dare dei reali benefici all’azienda. D’altro canto credo che sia ingiusto liquidare la questione dell’influencer marketing come semplice fuffa: la logica che si nasconde dietro l’influencer è sempre esistita. Solo che l’abbiamo digerita come uso del testimonial. Dalle televendite di pentole a pressione al far indossare un paio di occhiali a Renato Zero durante il Festival di Sanremo: tutto questo è uso degli influencer. Siamo assuefatti a tutto questo, mentre sul web viene visto come un affronto la presa di posizione di un professionista che “appoggia” un brand. Spesso questa frizione nasce da due cause: incoerenza tra influencer e il prodotto/servizio, la poca trasparenza. Almeno dal mio punto di vista, dovrebbe esserci una reale connessione tra il lavoro dell’influencer e il brand (tipo Bolt che usa le scarpe Puma per correre) e una sana trasparenza del rapporto commerciale. Dimentico qualcosa? Ah, certo: la strategia. Non puoi lavorare con l’influencer marketing senza considerare gli obiettivi. E senza osservare delle metriche utili per valutare l’efficacia o meno delle azioni. Devi valutare l’utilità, fare influencer outreach – lo stesso principio del blogger outreach – pianificare una campagna, prevedere costi. Ma anche analizzare i benefici. Quali sono i punti utili? Per approfondire: cosa ti farà diventare un blogger influente Numero dei contenuti pubblicati In realtà non è una metrica di valutazione: in molti casi la campagna ha...
Blogger outreach: come scrivere una buona email

Blogger outreach: come scrivere una buona email

In una campagna di blogger outreach, ovvero di identificazione e contatto dei blog utili per il tuo lavoro di digital PR, devi seguire diversi passaggi. In primo luogo devi lavorare sull’identificazione dei progetti editoriali utili per i tuoi obiettivi. Devi individuare i blog adatti. Come? Con le ricerche Google, con gli operatori, con tool gratuiti […]

In una campagna di blogger outreach, ovvero di identificazione e contatto dei blog utili per il tuo lavoro di digital PR, devi seguire diversi passaggi. In primo luogo devi lavorare sull’identificazione dei progetti editoriali utili per i tuoi obiettivi. Devi individuare i blog adatti. Come? Con le ricerche Google, con gli operatori, con tool gratuiti o a pagamento che ti permettono di individuare e valutare i profili. Hai creato una lista di potenziali blogger, poi hai scremato i risultati e hai lasciato solo i nomi realmente utili. Adesso devi passare alla fase più delicata: il contatto con l’autore. Devi scrivere un’email per completare la tua opera di blogger outreach, e lo devi fare in modo da minimizzare le percentuali di rifiuto. Stop con i comunicati stampa Esatto, proprio così. I blogger non hanno bisogno del comunicato stampa, non pubblicano il testo scritto dal giornalista solo per riempire  il vuoto della home page. O almeno non dovrebbero. Qualcuno lo fa ma probabilmente non fa parte dei tuoi obiettivi, dei potenziali publisher da contattare per dare risalto al tuo progetto. I blogger migliori sono quelli che scrivono un articolo dopo aver provato un prodotto o dopo aver partecipato a un evento. Questa è la logica che si nasconde, ad esempio, dietro al blog tour. Ci sono dei blogger specializzati nel settore turistico, c’è un programma di attività da seguire. Il compito di chi svolge questo lavoro è semplice: raccontare. Ma per coinvolgere le persone giuste devi scrivere delle email realmente convincenti. Ci sono dei punti da rispettare, sai? Ecco 5 step che possono decretare il successo della tua attività di blogger...