Continua l’evoluzione di Google Plus (no, non è ancora morto)

Continua l’evoluzione di Google Plus (no, non è ancora morto)

C’è sempre qualcosa che deve passare a miglior vita nel mondo del web marketing. Da anni si rincorrono le voci di una possibile dipartita della SEO, con relative smentite (e in molti casi grasse risate) da parte di chi lavora ogni giorno in questo settore. Un altro dei tormentoni è quello che lega Google Plus a una disfatta imminente. Per molti questa piattaforma è nata morta, per altri invece è un continuo richiamare l’attenzione verso possibili segnali di una prematura scomparsa di questo ambizioso progetto di Mountain View. “L’anti Facebook riuscirà a fare centro? Somiglia a una città fantasma. Twitter è down, ora possiamo trovare qualcosa di utile su Google Plus”. Certo, semplice ironia. Ma anche segnali di un atteggiamento che spesso non tiene conto della natura di questa piattaforma, una piattaforma che vive grazie a quella spinta che spesso manca in altre realtà: la partecipazione attiva. Arrivare su Google Plus e pensare che tutto accada solo perché ti sei iscritto è un’idea malsana: per avere buoni risultati – quindi commenti, interazioni, visite, condivisioni – devi muovere i primi passi. Non hai commenti? Devi essere tu il primo a commentare, e lo stesso vale per le condivisioni e i +1. Per approfondire: Tutto quello che devi sapere per aumentare i follower di Google Plus. Tutto cambia, anche Google Plus Google Plus, come tutto ciò che si basa sui meccanismi del web, spinge verso l’evoluzione. Verso un mutamento che porta (o dovrebbe portare) a un’ottimizzazione generale. Così un giorno c’era l’authorship e il giorno dopo no. Risultato? Funerale a Google Plus. Tutto è finito, tutto è andato, non c’è futuro. Vic Gundotra...
Web, Google Plus e passaporti digitali: intervista a Claudio Gagliardini

Web, Google Plus e passaporti digitali: intervista a Claudio Gagliardini

Ci sono persone che le conosci da sempre. O che ti sembra di conoscere da sempre perché sono una presenza costante del web. Ma non da oggi o da ieri: da quando hai iniziato a lavorare sul web hanno sempre arricchito l’universo social con tanta qualità. Queste persone le ammiri, le segui con costanza e attenzione certosina. Poi arriva il momento di intervistare queste persone. Perché possono dare un contributo importante al tuo progetto, possono dare quell’idea in più che stavi cercando. possono darti – ecco, questo è importante – ispirazione. E in una rubrica chiamata “eccellenze digitali”, una rubrica che ha già intervistato personaggi come Riccardo Scandellari, Rudy Bandiera e Salvatore Russo, non poteva mancare Claudio Gagliardini. Ciao, di cosa ti occupi? Mi chiamo Claudio Gagliardini e mi occupo di marketing e di comunicazione in rete, con particolare riferimento ai nuovi media e ai canali sociali. Faccio consulenza e formazione, prima ancora che offrire servizi e prodotti attraverso la mia azienda. Come hai iniziato? A partire dagli anni ’90 ho lavorato in ambito turistico-ricettivo, in cui ho compreso le potenzialità del web e quale portata avrebbe avuto questa innovazione. Dalla metà della prima decade dei primi anni duemila, ho deciso di farne una professione scendendo dai monti del Piemonte, dove lavoravo da qualche anno, e trasferendomi a Milano prima e poi a Cremona, dove oggi opero prevalentemente. Meglio freelance o lavorare in team? Dipende dalla propria inclinazione e dal proprio talento. Si può essere “sprecati” tanto in squadra che come individui se si è al posto sbagliato o nel momento sbagliato. Da freelance è più difficile crescere se non si...
Copy e social: lunghezze ideali

Copy e social: lunghezze ideali

Prima di iniziare a enumerare dati e consigli una precisazione e d’obbligo: non esiste una regola fissa. Non esiste una battaglia tra testo breve e testo lungo, ma sicuramente ci sono delle indicazioni di massima che possono aiutarti a ottenere dei risultati migliori.   Voglio dire… è chiaro che un tweet non debba essere superiore a un certo numero di battute. Ma si possono ottimizzare le misure anche all’interno di questo numero, anche quando il limite è dato dalla piattaforma. E per Facebook o Google Plus? Vale lo stesso discorso. Lavorare sui numeri non vuol dire imporre uno stile o un altro. Vuol dire definire delle tecniche per migliorare i tuoi testi social. Ecco qualche esempio concreto: Twitter I dati arrivano da questo post di Bufferapp, e il primo numero che attira la mia attenzione riguarda proprio Twitter: un report di Buddy Media sottolinea come i tweet compresi nei 100 caratteri siano più efficaci. Nella fattispecie, un post tra i 71 e i 100 caratteri dovrebbe avere un’influenza positiva sull’engagement. Ovviamente è specificato che il successo di un tweet dipende da tanti fattori, non solo dalla lunghezza. Ma la semplicità e l’immediatezza di un copy snello può influenzare le azioni di chi segue il tuo account. E soprattutto può essere utile per evitare di sforare il limite nel momento in cui qualcuno vuole retwettare (magari aggiungendo qualche hashtag) il tuo messaggio. Facebook Passiamo a Facebook: qual è la lunghezza consigliata? In questo caso si aggira tra gli 80 e i 100 caratteri. Diverse ricerche hanno confermato che la lunghezza dei post su Facebook influisce negativamente sulle prestazioni: secondo clikz.com un post compreso...
Tutto quello che devi sapere per aumentare i follower di Google Plus

Tutto quello che devi sapere per aumentare i follower di Google Plus

Esatto, Google Plus deve essere inserito nella tua strategia di web marketing? Sempre e comunque? Dipende. Ogni strategia ha caratteristiche ed esigenze particolari, ma ormai il potere di Google Plus e chiaro, netto, evidente. In primo luogo nella serp: i risultati della serp saranno influenzati dai contenuti condivisi dalla persone che hai accerchiato. Cioè dalle persone che stai seguendo. Fantastico, vero? Ecco perché il tuo obiettivo – o almeno uno dei tuoi obiettivi – è aumentare il numero di follower, il numero di persone che che inseriscono il tuo contatto nelle proprie cerchie. Missione impossibile? No, l’obiettivo si può raggiungere. A patto che tu segua una manciata di passaggi. Come farsi seguire su Google Plus? Inserisci un Badge Il primo modo per dare visibilità al tuo profilo o alla tua pagina Google Plus: devi inserire un badge nel sito web. Attenzione, non una semplice icona con link a G+ ma un widget che permetta di inserire il tuo contatto nelle cerchie senza abbandonare la pagina. Nel web c’è questa regola: gli utenti devono svolgere un’operazione nel modo più semplice possibile. Minore è il numero dei passaggi e meglio è. Per questo il badge ha una marcia in più: il pulsante ti permette di inserire il contatto in una delle tue cerchie e puoi continuare la navigazione senza ulteriori complicazioni. Se proprio non vuoi rinunciare all’icona Google Plus puoi inserirla nella pagina dedicata ai contatti o nella biografia di ogni post. In questo modo le persone leggono il tuo articolo, lo apprezzano (quindi hai una spinta in più per scrivere contenuti di qualità) e ti inseriscono nelle cerchie. Embedded Gli embedded...
Il segreto della condivisione: intervista a Salvatore Russo

Il segreto della condivisione: intervista a Salvatore Russo

Basta fare un po’ di web surfing per capire che c’è un gran fermento in giro quando si parla di Google Plus. Puoi usarlo come feed reader, come strumento per condividere contenuti di qualità o addirittura come newsletter. Google Plus è uno strumento fondamentale soprattutto per costruire la propria autorevolezza, e per creare conversazioni virtuose. Qui sul blog MediaBuzz abbiamo già intervistato esperti del fenomeno Google Plus, tra questi voglio ricordare Michaela Matichecchia e Cinzia di Martino. Oggi voglio chiudere il cerchio (anzi, la cerchia) e presentare un altro pezzo da novanta legato a Google Plus: Salvatore Russo. Chi sei e di cosa ti occupi? Sono Salvatore Russo, nato della ridente e solare Manfredonia, vivo a Milano e desidero la pace nel mondo. Dal 2011 mi occupo della direzione marketing di 6sicuro.it di cui sono anche l’ideatore del blog, coordinatore generale e il principale punto di riferimento dell’intera squadra di blogger e giornalisti. Pratico spesso il Social GYM, esercizi creativi che tonificano i muscoli del cervello, rivitalizzano e ampliano il networking professionale e danno vita ad iniziative dal forte valore empatico tipo SocialEroi, #catzapproved e #smarmellare per citare quelli più famosi. Racconta come hai iniziato L’avventura è iniziata nel ’98 come selvaggio freelance, mi occupavo soprattutto di consulenza aziendale in ambito marketing, programmazione e formazione. La docenza è stata una palestra fondamentale, avevo almeno un corso al giorno con circa 30 partecipanti ed è durata così per 6 anni. Ho avuto la fortuna di lavorare per importanti brand e sperimentare molteplici modelli organizzativi, ambienti di lavoro, sistemi gestionali, approcci al marketing e customer service. Nel 2003 all’ennesimo lavoro da freelance...