Digital Storytelling: 8 passaggi essenziali di esempi aziendali

Digital Storytelling: 8 passaggi essenziali di esempi aziendali

Quando affronti il tema del digital storytelling hai paura di cadere nel già noto, di elencare i casi che hanno fatto notizia. Che hanno guadagnato l’attenzione dei blogger. Anche su MediaBuzz ho affrontato il tema dello storytelling aziendale, ma la differenza che oggi voglio definire è un’altra: quali sono i passaggi essenziali. Chiaro, lo storytelling è una tecnica che oggi sta avendo particolare attenzione perché viene racchiusa nel macro universo dell’inbound marketing. Tu sai di cosa sto parlando, vero? La logica è questa: sono le persone che ti trovano nel momento giusto. E lo fanno attraverso una buona attività legata ai contenuti. Contenuti che non devono essere per forza informativi. Ci sono articoli del blog che possono chiarire. Poi ci sono video che possono emozionare con lo storytelling. E che non guidano il pubblico verso una landing page o un form per lasciare una richiesta di preventivo. Forse questi video hanno un altro scopo: il marketing narrativo. Cosa succede quando questa materia così potente e malleabile incontra la forza del digitale? Ecco gli snodi decisivi. La narrazione digitale Posso azzardare? Posso affermare che qui si trovano sono gli stessi punti di una grande storia? Di sicuro c’è una connessione tra gli eventi. Kurt Vonnegut ha individuato questa similitudine, sottolineando come i ritmi della storia classica – della fiaba, del racconto – siano condivisibili e riutilizzabili in altri contesti. Questo perché sono degli schemi universali, delle regole da rispettare. Punta verso un singolo target, lavora sulla precisione, non divagare e prenditi cura dei personaggi. Al tempo stesso ci sono dei passi essenziali di una narrazione che permettono al digital storytelling di diventare marketing. In che modo? Attraverso la comunicazione di valori...
Visual Storytelling: come le immagini possono raccontare il tuo brand

Visual Storytelling: come le immagini possono raccontare il tuo brand

Già nel 2011 l’autore e storico delle tecnologie George Dyson scriveva: “Viviamo in un mondo in cui l’informazione è potenzialmente illimitata. L’informazione è a buon mercato, ma il senso è costoso. Dove sta il senso? Solo gli esseri umani possono dire dove sia. Noi estraiamo il senso dalle nostre menti e dalle nostre vite.” Dopo cinque anni quest’affermazione è ancora più vera, ogni giorno siamo infatti costantemente bombardati da informazioni provenienti dagli smartphone, dal televisore, dai computer, sempre e ovunque. Tuttavia, quante di queste informazioni permangono? Quante colpiscono e di conseguenza vengono ricordate? Come fare a differenziarsi dagli altri e a creare interesse invece che cercarlo? L’importanza dei contenuti visivi La risposta è nei contenuti visivi e la prova è nel grande numero di social network basati sulle immagini che sono nati negli ultimi anni, dal più famoso Instagram al giovanissimo Snapchat, l’app di messaggistica che funziona per immagini, passando per Tumblr, Pinterest, Flickr e lo stesso Facebook (su cui gli utenti caricano quotidianamente circa 250 milioni di fotografie). Non solo, negli ultimi tempi c’è stato anche il grande boom delle infografiche, un modo piacevole ed intuitivo per spiegare concetti o raccontare argomenti. La ragione di questa diffusione a macchia d’olio prende il nome, negli studi contemporanei, di Picture Superiority Effect, ovvero “effetto di superiorità delle immagini”, la tendenza a ricordare maggiormente un concetto se esso è presentato in immagini. Questo accade perché la mente umana processa le informazioni visive 60.000 volte più velocemente rispetto ai testi e perché l’83% dell’apprendimento umano avviene attraverso la vista; si è calcolato inoltre che la curva d’attenzione di un soggetto medio è...
Le competenze necessarie per fare corporate storytelling

Le competenze necessarie per fare corporate storytelling

Nel corporate storytelling si ritrovano le tecniche necessarie per raccontare i valori di un’azienda. Anzi, per trasformare l’azienda stessa in una sintesi comunicativa che l’individuo può elaborare: gli esseri umani da sempre utilizzano la narrazione per riassumere concetti complessi. E vengono abituati fin dalla tenera età ad assimilare una storia con una struttura chiara, netta. Con dei protagonisti e delle evoluzioni. Attenzione, fare storytelling non vuol dire raccontare una storia. Svilire la tecnica necessaria per trasformare il brand in narrazione è un grave errore. Ci sono studiosi come Kurt Vonnegut che hanno affrontato il tema dello storytelling con attenzione certosina. E altri che hanno trasformato questa pratica in un’attività indispensabile per le aziende. Tra questi c’è Andrea Fontana, un professionista intervistato per la rubrica “Eccellenze digitali italiane” e presente nella lista degli ebook dedicati al digital marketing. Seguo il lavoro di Andrea – che insegna all’Università di Pavia “Storytelling e narrazione d’impresa” ed è managing director di un master Iulm in Corporate Storytelling – e sono d’accordo con lui quando sottolinea che sono necessarie delle competenze specifiche quando si fa storytelling. Certo, questo è un problema che riguarda ogni settore del marketing. L’affermazione di Andrea è valida per chi fa SEO e per chi si dedica al copywriting, senza dimenticare i social media e l’email marketing. Ma quali sono le abilità utili nel settore dello storytelling? Quali sono i punti da sviluppare, secondo Andrea Fontana, se vuoi iniziare a lavorare in questo ramo? Corporate Storytelling: la strategia della narrazione Per fare storytelling d’impresa non basta saper raccontare una storia. Tutti lo sanno fare, ma lavorare con lo storytelling è un’altra cosa: hai bisogno di una strategia, hai bisogno...
Digital Marketing: 10 ebook gratuiti da scaricare

Digital Marketing: 10 ebook gratuiti da scaricare

Cosa si intende con il termine “Digital Marketing“? La definizione è abbastanza ampia, per questo credo che sia giusto dare dei parametri precisi. Ecco, prendo la definizione di Wikipedia per fare chiarezza: “Digital marketing is an umbrella term for the targeted, measurable, and interactive marketing of products or services using digital technologies to reach and convert leads into customers and retain them. The key objective is to promote brands, build preference and increase sales through various digital marketing techniques”. Quindi il Digital Marketing è un termine-ombrello capace di riassumere le strategie di marketing che rimandano agli strumenti digitali. Strumenti che vengono utilizzati per individuare e trasformare contatti in clienti. Obiettivi del Digital Marketing: promuovere, coinvolgere il consumatore e aumentare le vendite. La SEO, il Social Media Marketing, il Content Marketing con tutte le sue sfumature (blogging, video, app, storytelling), il Digital PR: tutto questo è Digital Marketing. Un settore che è sempre più monitorato dalle aziende, e terreno di investimenti per sfruttare un advertising che si evolve verso direzioni chiare. Il rapporto tra Digital Marketing e fatturato si delinea, e le aziende ringraziano. Gli operatori, i famosi “marketer”, non possono aspettare: devono specializzarsi, devono puntare su una formazione continua. Una formazione capace di migliorare le competenze specifiche del proprio settore, ma al tempo stesso in grado di mantenere il polso della situazione. Ebook gratis da scaricare Ecco perché è importante dare uno sguardo ai tanti ebook gratuiti (anche in PDF) che pubblicano i colleghi: qui puoi trovare le informazioni giuste per migliorare le tue conoscenze. E magari per aprire nuove prospettive. Quanti ebook gratis ci sono online? Tanti, ecco perché oggi ho deciso di selezionare i...
Brand storytelling: 10 esempi da manuale nel mondo del marketing

Brand storytelling: 10 esempi da manuale nel mondo del marketing

Cosa significa per te fare marketing? Non voglio fare passi falsi, ti suggerisco la definizione di Philip Kotler: “Il marketing consiste nell’individuazione e nel soddisfacimento dei bisogni umani e sociali”. Questo vale per qualsiasi attività: dal copywriting alla SEO, fino alle digital PR. Ogni singola azione viene svolta per incrociare le esigenze del pubblico. E questo vale anche per il brand storytelling. In uno degli ultimi articoli ho spiegato i motivi che spingono un’azienda a creare un brand, un contenitore di valori che gli individui possono riconoscere. Io mi rispecchio nei valori della marca, acquisto una bevanda come la Redbull perché mi ritrovo nella sua linea. Ma un brand deve essere in grado di comunicare i suoi valori. Come vuoi lavorare? Con un banner? Con uno spot pubblicitario vecchio stile? Con l’interruption marketing o  con una pagina su un quotidiano? No, la regola è semplice: devi creare contenuti in grado di intercettare esigenze ed emozioni dei tuoi clienti. L’inbound marketing è la strada da seguire: dare alle persone quello che cercano, e non interrompere la fruizione dei contenuti. Devi diventare il contenuto, e uno dei modi migliori per raggiungere questo risultato è lo storytelling. Non una semplice storia, ma il riuscire a trasformare i valori in una narrazione. Rivalutare il brand storytelling Sì, voglio parlare di una vera e propria rivalutazione del concetto di brand storytelling. Spesso il concetto di marketing narrativo viene semplificato e definito come un semplice “raccontare storie”. Un concetto che non è sbagliato a priori: gli esseri umani sono a proprio agio con questo metodo di comunicazione, da sempre scrivono e raccontano storie. Condividendole con i...