Usabilità dei contenuti: fare content marketing per le persone

Usabilità dei contenuti: fare content marketing per le persone

Fare content marketing è un lavoro che deve puntare su strategie. Non puoi ottenere risultati se non inserisci il lavoro all’interno di un percorso ampio. Basato su osservazione dei risultati e adattamento delle operazioni. Però c’è un altro punto che spesso non viene considerato: l’usabilità dei contenuti. Cosa significa questo? Spesso si lavora solo sulla creatività, sulla necessità di lasciare a bocca aperta il pubblico. D’altro canto è questo il tuo compito, giusto? Creare qualcosa di realmente interessante per intercettare un target preciso. Sempre rimanendo nella strategia, ma dimenticando l’esperienza utente. Ovvero come le persone si interfacciano, usano e si relazionano con la tua opera. Che può essere fantastica, interessante, definitiva. Ma è stata pensata per tutelare l’usabilità dei contenuti? Oggi ho deciso di lasciare una manciata di informazioni e indicazioni per rendere la tua opera fruibile e piacevole per il pubblico. Per approfondire: gli esempi per fare brand storytelling Peso delle infografiche Il primo punto che voglio sottolineare: attenzione al peso del visual e, in particolar modo, delle infografiche. Questi elementi riassumono in un’unica soluzione molte informazioni. Inoltre consentono al pubblico di avere un’idea chiara di un tema. Sono particolarmente apprezzate perché racchiudono dati concreti e creatività, e permettono di lavorare bene con la link earning. Soprattutto se abbini al content marketing un lavoro di blogger outreach e digital PR. Il problema: spesso queste infografiche vengono caricate sulle pagine web senza un adeguato lavoro grafico. O meglio, senza considerare la necessità di comprimere le immagini per rispettare una regola base dell’usabilità: le pagine web devono caricarsi nel minor tempo possibile. Per ottenere questo risultato devi rispettare una serie...
Content marketing trend: cosa ci aspetta nel 2018

Content marketing trend: cosa ci aspetta nel 2018

C’è grande attenzione per i content marketing trend 2018. Perché lo sai bene, oggi questo mondo è in continuo divenire. O meglio, lo è sempre stato: ci sono cambiamenti repentini che nessuno può definire con sicurezza e possiamo solo immaginarceli. Magari osservare i dati per fare delle previsioni. Non devi indovinare cosa succederà. Ci sono […]

C’è grande attenzione per i content marketing trend 2018. Perché lo sai bene, oggi questo mondo è in continuo divenire. O meglio, lo è sempre stato: ci sono cambiamenti repentini che nessuno può definire con sicurezza e possiamo solo immaginarceli. Magari osservare i dati per fare delle previsioni. Non devi indovinare cosa succederà. Ci sono dei segnali che parlano chiaro, altri che permettono al mondo che ti circonda di comunicare la direzione da seguire. Ma un punto è senza ombra di dubbio lampante: senza la possibilità di guardare oltre rischiamo di arrivare in ritardo. Arrivare in ritardo nei confronti dei competitor, delle persone che lavorano nel tuo stesso campo, non è il massimo. Puntare tutto sulle previsioni può essere uno sbaglio, ma ignorare ciò che dicono gli esperti ti riguardo le evoluzioni del tuo mercato può essere un errore altrettanto grave. Allora, quali sono i trend e le previsioni per il 2018? Come si muoveranno le piattaforme e le tecniche di content marketing? Creare contenuti per vendere su Facebook Vuoi vendere con i social. E ancora di più, vuoi trasformare Facebook in uno strumento per fare shopping online. La piattaforma di Mark Zuckerberg è uno strumento indispensabile per sponsorizzare contenuti e aumentare le conversioni. Oggi puoi fare di più, puoi ragionare su come integrare la vendita con l’interazione, il prossimo step del social web. Non si tratta della semplice condivisione. O almeno non solo. Oggi l’attenzione si sposta verso il contatto diretto, le persone vogliono interagire con i brand e chiedono spiegazioni, informazioni e idee. Il Zero Moment of Truth, ricordi? la sua importanza Il potenziale cliente è sempre...
Come creare contenuti secondo Google: 5 regole da rispettare subito

Come creare contenuti secondo Google: 5 regole da rispettare subito

Una buona domanda, valida per chi si occupa di content marketing e per chi lavora ogni giorno nel mondo del blogging (ma non solo): come creare contenuti di qualità? La risposta appare semplice: interroga le esigenze del pubblico per ottenere risultati. E usa i SEO tool per avere una base di partenza ottimale, sempre allineata. […]

Una buona domanda, valida per chi si occupa di content marketing e per chi lavora ogni giorno nel mondo del blogging (ma non solo): come creare contenuti di qualità? La risposta appare semplice: interroga le esigenze del pubblico per ottenere risultati. E usa i SEO tool per avere una base di partenza ottimale, sempre allineata. Sto parlando di una keyword research efficace. Poi? Solo questo è il tuo compito? Si dice che bisogna scrivere, e in generale creare contenuti, per le persone. Ma anche Google ha delle esigenze. Non di certo in termini di keyword density, questo è un passo superato: il SEO copywriting è la buona scrittura. Quella che metteresti in pratica per sviluppare il testo nel modo migliore possibile per gli utenti. Ci sono altri step che possono fare la differenza quando decidi di domandarti come creare contenuti per la tua attività online. Questi dettagli sono esposti da Google nelle linee guida, nei documenti ufficiali, negli aggiornamenti che vengono pubblicizzati dai vari dipendenti. Qualche dettaglio in più? Punta sulla sicurezza e sull’HTTPS Uno degli snodi essenziali per la buona riuscita del tuo progetto web: la sicurezza del trasferimento dati. Le persone devono essere sempre tutelate, e Google ha lanciato da tempo una campagna per sensibilizzare blogger e webmaster verso un passaggio chiave: sfruttare un certificato SSL per avere il protocollo HTTPS. Questo significa passaggio di dati sicuro per chi lascia password, email e testo nei vari campi. Prima Google Chrome etichettava come Non Sicuri solo portali che richiedono l’inserimento di dati sensibili, con il prossimo aggiornamento le cose cambieranno. E le pagine con un qualsiasi campo di...
7 tool per fare un grande lavoro di content curation

7 tool per fare un grande lavoro di content curation

Tutti parlano di content marketing, di creazione dei contenuti. Che possono essere video, immagini, PDF o articoli: non fa differenza. L’importante è mettere online, attirare persone del target attraverso un lavoro di qualità. Ma con i giusti content curation tool puoi ottenere risultati altrettanto validi. Senza però pubblicare. Sembra un controsenso, però è così e ha […]

Tutti parlano di content marketing, di creazione dei contenuti. Che possono essere video, immagini, PDF o articoli: non fa differenza. L’importante è mettere online, attirare persone del target attraverso un lavoro di qualità. Ma con i giusti content curation tool puoi ottenere risultati altrettanto validi. Senza però pubblicare. Sembra un controsenso, però è così e ha una logica. Perché creare contenuti nuovi e ridondanti quando sul web c’è già la risposta pronta? In realtà spesso è necessario raccogliere e organizzare, non scrivere. Devi creare qualcosa di nuovo attraverso ciò che è già stato fatto. Questo non significa lavorare di meno e impegnarsi poco. Organizzare i contenuti vuol dire essere in grado di andare oltre la semplice enumerazione dei contenuti: i content curation tool ti consentono di mettere in pratica tutte le tappe di questa strategia. Che riguardano la ricerca, l’ottimizzazione, l’implementazione con nuove informazioni e la pubblicazione in pagine contestualizzate. Ma quali sono queste piattaforme per fare content curation? Cosa puoi usare per prenderti cura di ciò che è già stato messo online da te e da altre persone? La risposta si trova in questo articolo: ecco la cassetta degli attrezzi che devi avere sempre a portata di mano per lavorare in questo settore. Da leggere: come raccontare una storia con il visual di Snapchat Le bacheche di Pinterest Voglio iniziare con un social network che può essere usato per fare content curation: sto parlando di Pinterest. Con questo strumento, infatti, puoi creare delle bacheche tematizzate e racchiudere immagini con link. Detto in altre parole, se hai un profilo dedicato a un macro argomento (ad esempio web marketing) puoi creare...
Graphic design e web marketing: intervista ad Alessia Vinci

Graphic design e web marketing: intervista ad Alessia Vinci

Cosa succede quando arrivi su un sito web? O magari su un blog? Quali sono le prime sensazioni che investono la tua attenzione? Te lo dico io: quelle legate al graphic design, alla comunicazione dedicata a tutto ciò che si vede. E non solo quello che si legge. Anzi, si può dire che è proprio il visual […]

Cosa succede quando arrivi su un sito web? O magari su un blog? Quali sono le prime sensazioni che investono la tua attenzione? Te lo dico io: quelle legate al graphic design, alla comunicazione dedicata a tutto ciò che si vede. E non solo quello che si legge. Anzi, si può dire che è proprio il visual a fare la parte del leone. Le immagini comunicano con l’utente, e lo fanno con una velocità sconosciuta al testo. Lo stesso vale per il colore e per le forme: è l’insieme che fa la differenza, è la sintesi tra testo ed elementi grafici a smuovere l’attenzione. Quindi è importante lavorare con esperti copy come Primavera Contu, Eleonora Usai e Valentina Falcinelli per scrivere grandi testi. Al tempo stesso è decisivo avere al proprio fianco una figura come Luca Orlandini o Andrea Saletti per migliorare le pagine in termini di ottimizzazione dei percorsi per ottenere nuove conversioni. Ma come migliorare il visual design delle tue creazioni, del tuo mondo e dei tuoi lavori? Chiediamolo ad Alessia Vinci. Chi sei e di cosa ti occupi? Ciao sono Alessia Vinci e mi occupo di graphic design creativo, ossia creo logotipi, illustrazioni e visual art per supporti digitali e cartacei. L’impaginazione stessa, inoltre, rimane sempre una mia occupazione quotidiana. Ultimamente, vista la mia passione per la fotografia, lavoro anche in questo settore ma non oso definirmi una fotografa professionista avendo ancora tanto da imparare. Cosa significa per te occuparti di visual? Occuparmi di visual significa creare, progettare e sviluppare concetti e trasformarli in prodotti reali, a volte tangibili. Mettere a disposizione del cliente le mie competenze, che diventano il mezzo per aiutarlo nella sua crescita professionale è gratificante. Il percorso...