7 idee per sfruttare la tua infografica

7 idee per sfruttare la tua infografica

Distribuire un’infografica può diventare il problema principale di chi ha puntato sul visual e sul content marketing. Ma ci sono dei consigli da definire per seguire il tuo piano editoriale. Perché hai pensato a una pianificazione, giusto? La miglior infografica di questo mondo non ti darà alcun risultato se non hai pensato agli obiettivi da raggiungere. C’è chi decide di creare un’infografica per fare link earning, magari attraverso il supporto delle digital PR, chi invece pensa alla brand building.  Ma come si raggiungono questi obiettivi? In primo luogo impostando dei KPI, key performance indicator che consentono di monitorare l’evoluzione delle attività. Ma soprattutto c’è bisogno di una strategia di diffusione e distribuzione dell’infografica attraverso canali particolari. Quali sono? Ecco qualche idea. Da leggere: differenza tra content marketing e native advertising Pubblicazione in un post del blog Questa è una delle prime soluzioni prese in considerazione da qualsiasi team di content marketing: una volta creata l’infografica la si pubblica su un articolo dedicato. Ad esempio puoi usare questo strumento per illustrare con maggior chiarezza una serie di dati che sarebbero difficili da digerire in forma estesa. L’infografica ha proprio questo valore, riesce a eliminare il rumore di fondo mettendo in evidenza ciò che serve veramente. Vale a dire una serie di numeri, azioni e attività necessarie per il lettore. Quindi all’interno di un articolo può essere veramente utile. E può aiutare il proprietario del progetto a ottenere link naturali da parte dei blogger che vogliono arricchire le proprie pagine con il tuo contributo. Non senza qualche aiuto esterno. Ad esempio? Continua a leggere per avere informazioni. Hai paura che l’infografica venga...
Cosa sono i branded content e a cosa servono

Cosa sono i branded content e a cosa servono

C’è un problema sostanziale nel lavoro che molte aziende fanno con il branded content: valutano questa occasione come una semplice opera pubblicitaria. Pensano di sfruttare questi contenuti come comunicati stampa, o forse come article marketing. In realtà con questo nome s’intendono dei post promozionali che vengono pubblicati su altre piattaforme con un obiettivo chiaro: posizionare […]

C’è un problema sostanziale nel lavoro che molte aziende fanno con il branded content: valutano questa occasione come una semplice opera pubblicitaria. Pensano di sfruttare questi contenuti come comunicati stampa, o forse come article marketing. In realtà con questo nome s’intendono dei post promozionali che vengono pubblicati su altre piattaforme con un obiettivo chiaro: posizionare il brand nella percezione dei clienti. Tutto deve seguire una regola semplice. Ma al tempo stesso articolata per chi non vuole abbandonare una logica vecchio stampo: branded content non vuol dire pubblicità invadente per interrompere la fruizione dell’utente: i branded content sono ciò che le persone cercano. Cosa sono i branded content: definizione I branded content sono delle pubblicazioni che un’azienda aggiunge al calendario editoriale di un sito web che affronta argomenti collegati, oppure su un giornale nazionale che affronta temi differenti. Cosa sono queste pubblicazioni? In sintesi, con branded content intendiamo una serie di contenuti unici – e di qualità imprescindibile – che consentono a una marca di essere visibile con il proprio nome in una realtà utile per i tuoi scopi. Quindi stiamo parlando di native advertising? Sì, in realtà i contenuti brandizzati rientrano nella macro-categoria della pubblicità nativa. Vale a dire delle inserzioni sponsorizzate che superano la logica dell’interruzione per abbracciare quella della soddisfazione dei bisogni. Non c’è più la logica push. Si elimina la condizione (ormai superata) che spinge messaggi più o meno targettizzati verso le persone ma quella pull. Vale a dire tirare contenuti utili verso la propria necessità di creare una dieta mediatica. Da leggere: le aziende dovrebbero investire negli articoli sponsorizzati? Le caratteristiche di un branded content L’organizzazione...
Come migliorare la lettura da cellulare

Come migliorare la lettura da cellulare

Vale la pena concentrare le proprie attenzioni su come ottimizzare la lettura da smartphone? Certo, questo è un aspetto fondamentale per definire il successo del tuo contenuto. O firmare la disfatta delle tue pubblicazioni. Il motivo è semplice: la diffusione dello smartphone aumenta con costanza. Ciò significa che sempre più persone fanno uso del telefonino […]

Vale la pena concentrare le proprie attenzioni su come ottimizzare la lettura da smartphone? Certo, questo è un aspetto fondamentale per definire il successo del tuo contenuto. O firmare la disfatta delle tue pubblicazioni. Il motivo è semplice: la diffusione dello smartphone aumenta con costanza. Ciò significa che sempre più persone fanno uso del telefonino per leggere contenuti. Hai creato un blog aziendale per lavorare sull’inbound marketing e fare in modo che le il tuo brand venga trovato nel momento in cui diventa indispensabile? Hai un buon calendario editoriale da creare. Ma scrivere senza un riferimento utile su come ottimizzare la lettura da smartphone vuol dire puntare verso risultati pessimi. A che serve scrivere e pubblicare grandi articoli se poi c’è un muro di parole che impedisce la scrittura? Chiaro che in questi casi fa comodo capire come ottimizzare la lettura da smartphone. Gli italiani e il mobile. I dati di We Are Social sono chiari: le persone che usano smartphone e navigano su internet sono in costante aumento. Continuamente. Devi permettere alle persone di assimilare i tuoi contenuti e per ottenere questo risultato è utile leggere quest’articolo. Poi dimmi cosa ne pensi nei commenti. Da approfondire: come fare content marketing Lavora sulla leggibilità dei contenuti Il requisito base per lavorare nel miglior modo possibile e ottenere risultati apprezzabili: se vuoi individuare la strada per pubblicare contenuti facili da leggere da cellulare è la leggibilità il tuo obiettivo. Che si ottiene seguendo delle regole semplici. Che però vengono spesso dimenticate. Ad esempio? Dividi il testo in paragrafi.Usa grassetto, poco, nei punti giusti.Usa frasi brevi, semplici, dirette.Sfrutta la punteggiatura.Elimina parole...

Come creare una strategia di contenuti

Costruire una content strategy non è un lavoro semplice. Chi si occupa costantemente di pubblicazioni e organizzazioni del calendario editoriale sa bene che c’è bisogno di grande attenzione ai dettagli. Ma non è così semplice, non basta sottolineare quest’aspetto per avere una definizione chiara dell’opera da svolgere. Il primo punto che voglio sottolineare è questo: […]

[toc] Costruire una content strategy non è un lavoro semplice. Chi si occupa costantemente di pubblicazioni e organizzazioni del calendario editoriale sa bene che c’è bisogno di grande attenzione ai dettagli. Ma non è così semplice, non basta sottolineare quest’aspetto per avere una definizione chiara dell’opera da svolgere. Il primo punto che voglio sottolineare è questo: costruire una content strategy non vuol dire solo creare un blog aziendale e pubblicare articoli per i tuoi lettori più affezionati. Certo, questa è la prima soluzione per innescare un buon processo di inbound marketing e intercettare le persone giuste. E il blog è una soluzione interessante, funzionale, per creare una buona strategia di contenuti online. Non basta, non sempre è questa la soluzione utile. In che modo si può lavorare? Da leggere: creare una strategia di contenuti B2B Costruire una content strategy valida: obiettivi Uno degli errori fondamentali che caratterizzano le attività per avere una content strategy: assenza di KPI. E, più in generale, di obiettivi concreti. Si inizia a lavorare pensando di guadagnare di più, raccogliere frutti interessanti in termini di promozione online. Tutto questo è importante ma per ottenere buoni risultati devi individuare dei punti concreti da rispettare, monitorare, tracciare e osservare. Quali sono i possibili traguardi – Fonte immagine Per poi registrare risultati utili dai contenuti. Ma dove si trovano gli obiettivi concreti, ciò per cui vale la pena investire? I KPI del content marketing sono molto importanti, io suggerisco di impostare questi passaggi con grande attenzione per creare dei contenuti vincenti. Qualche idea concreta? Micro-obiettivi di: Traffico.Engagement.Azioni.Monetizzazioni. Come mostra il grafico in alto, non c’è solo il passaggio...
Migliori strategie di link building per SEO e Digital PR Manager

Migliori strategie di link building per SEO e Digital PR Manager

Quali sono le migliori strategie di link building, quelle che ti danno la possibilità di ottenere buoni risultati nel tempo? La risposta non è mai banale perché tutti sanno che intorno all’argomento si nascondono insidie infinite. Una tra tutte: la penalizzazione da parte di Google che ben conosce le tecniche dei SEO per lavorare in […]

Quali sono le migliori strategie di link building, quelle che ti danno la possibilità di ottenere buoni risultati nel tempo? La risposta non è mai banale perché tutti sanno che intorno all’argomento si nascondono insidie infinite. Una tra tutte: la penalizzazione da parte di Google che ben conosce le tecniche dei SEO per lavorare in questo settore. Le regole sono chiare: Mountain View non consente la compravendita di link e punisce chi cerca di manipolare il posizionamento in serp cercando di innescare schemi di menzioni guadagnate in modo surrettizio. Vale a dire pagando e senza usare l’attributo nofollow che disinnesca il valore SEO di un collegamento. Usando sempre le parole di Google, i backlink non devono sembrare naturali. Devono essere naturali. Punto e basta. Ma la realtà è ben diversa da quella dipinta dalle regole ufficiali. C’è chi può contare su un flusso di link automatico e naturale, magari invogliato da un buon lavoro di content marketing e digital PR. Questo è l’universo link earning, ed è fantastico quando si muove bene. Ma non sempre è così facile, non per tutti e non in tutti i settori. Ecco perché la domanda non si placa: quali sono le migliori strategie di link building? Ho trovato questa bella ricerca di Semrush che cerca di rispondere alla domanda. VUOI PROMUOVERE UN ECOMMERCE? LEGGI L’EBOOK GRATUITO! Tecniche di link building: ecco gli esperti Questa ricerca intervista 500 professionisti del mondo SEO e del digital marketing in generale, con una maggioranza (57%) di SEO specialist e una buona percentuale di digital PR specialist (22%). Numeri simili per i CEO. Il tipo di profilo è...