Come creare una strategia di contenuti

Costruire una content strategy non è un lavoro semplice. Chi si occupa costantemente di pubblicazioni e organizzazioni del calendario editoriale sa bene che c’è bisogno di grande attenzione ai dettagli. Ma non è così semplice, non basta sottolineare quest’aspetto per avere una definizione chiara dell’opera da svolgere. Il primo punto che voglio sottolineare è questo: costruire una content strategy non vuol dire solo creare un blog aziendale e pubblicare articoli per i tuoi lettori più affezionati. Certo, questa è la prima soluzione per innescare un buon processo di inbound marketing e intercettare le persone giuste. E il blog è una soluzione interessante, funzionale, per creare una buona strategia di contenuti online. Non basta, non sempre è questa la soluzione utile. In che modo si può lavorare? Da leggere: creare una strategia di contenuti B2B Costruire una content strategy valida: obiettivi Uno degli errori fondamentali che caratterizzano le attività per avere una content strategy: assenza di KPI. E, più in generale, di obiettivi concreti. Si inizia a lavorare pensando di guadagnare di più, raccogliere frutti interessanti in termini di promozione online. Tutto questo è importante ma per ottenere buoni risultati devi individuare dei punti concreti da rispettare, monitorare, tracciare e osservare. Quali sono i possibili traguardi – Fonte immagine Per poi registrare risultati utili dai contenuti. Ma dove si trovano gli obiettivi concreti, ciò per cui vale la pena investire? I KPI del content marketing sono molto importanti, io suggerisco di impostare questi passaggi con grande attenzione per creare dei contenuti vincenti. Qualche idea concreta? Micro-obiettivi di: Traffico.Engagement.Azioni.Monetizzazioni. Come mostra il grafico in alto, non c’è solo il passaggio finale...
Migliori strategie di link building per SEO e Digital PR Manager

Migliori strategie di link building per SEO e Digital PR Manager

Quali sono le migliori strategie di link building, quelle che ti danno la possibilità di ottenere buoni risultati nel tempo? La risposta non è mai banale perché tutti sanno che intorno all’argomento si nascondono insidie infinite. Una tra tutte: la penalizzazione da parte di Google che ben conosce le tecniche dei SEO per lavorare in […]

Quali sono le migliori strategie di link building, quelle che ti danno la possibilità di ottenere buoni risultati nel tempo? La risposta non è mai banale perché tutti sanno che intorno all’argomento si nascondono insidie infinite. Una tra tutte: la penalizzazione da parte di Google che ben conosce le tecniche dei SEO per lavorare in questo settore. Le regole sono chiare: Mountain View non consente la compravendita di link e punisce chi cerca di manipolare il posizionamento in serp cercando di innescare schemi di menzioni guadagnate in modo surrettizio. Vale a dire pagando e senza usare l’attributo nofollow che disinnesca il valore SEO di un collegamento. Usando sempre le parole di Google, i backlink non devono sembrare naturali. Devono essere naturali. Punto e basta. Ma la realtà è ben diversa da quella dipinta dalle regole ufficiali. C’è chi può contare su un flusso di link automatico e naturale, magari invogliato da un buon lavoro di content marketing e digital PR. Questo è l’universo link earning, ed è fantastico quando si muove bene. Ma non sempre è così facile, non per tutti e non in tutti i settori. Ecco perché la domanda non si placa: quali sono le migliori strategie di link building? Ho trovato questa bella ricerca di Semrush che cerca di rispondere alla domanda. Da leggere: i migliori plugin Firefox per analisi dei link Tecniche di link building: ecco gli esperti Questa ricerca intervista 500 professionisti del mondo SEO e del digital marketing in generale, con una maggioranza (57%) di SEO specialist e una buona percentuale di digital PR specialist (22%). Numeri simili per i CEO. Il tipo...
Creare contenuti per il pubblico: cosa significa veramente?

Creare contenuti per il pubblico: cosa significa veramente?

Creare contenuti per il pubblico è importante per la tua attività. Perché è proprio attraverso le idee che riesci a far arrivare le persone verso il tuo blog, o magari puoi fare lead nurturing attraverso un buon lavoro di email marketing. Quello che conta veramente, in questi casi, è la capacità di gestire il piano […]

Creare contenuti per il pubblico è importante per la tua attività. Perché è proprio attraverso le idee che riesci a far arrivare le persone verso il tuo blog, o magari puoi fare lead nurturing attraverso un buon lavoro di email marketing. Quello che conta veramente, in questi casi, è la capacità di gestire il piano editoriale. Ovviamente focalizzandoti su obiettivi chiari. Guai a mortificare il processo creativo, e il lavoro necessario per generare relazioni con chi si trova dall’altro lato del monitor. È anche vero questo: se vuoi risultati concreti devi capire come creare contenuti per il pubblico. Ma come farlo veramente, non solo per accontentare il feed quotidiano e per dare in pasto a Google qualcosa da indicizzare. Anche perché fin quando si tratta di pagine web e articoli puoi tentare di improvvisare, ma cosa fai quando il lavoro di content marketing si fa più specifico e devi soddisfare le esigenze dei lead o dei prospect? Come ti comporti quando non basta attirare ma le devi convincere ad acquistare? Da leggere: campagne di Blogger Outreach e Content Marketing Cosa vogliono le persone? Ogni calendario editoriale, quello delle newsletter e quello dei vari social media, deve seguire un ordine specifico. Ovvero devono seguire l’interesse dell’audience. Sto parlando di titoli e argomenti che possono interessare i lead, clienti che ancora non hai avuto modo di intercettare, persone che seguono i tuoi stessi valori. Creare contenuti per il pubblico: è un lavoro che può essere fatto da chi pensa di sapere già cosa fare senza osservare e valutare? No, non proprio. Prima scopri cosa vuole il tuo target, crea le business personas. Parla la...
Cosa sono e a cosa servono i backlink

Cosa sono e a cosa servono i backlink

I backlink sono un passaggio indispensabile per ottenere buoni risultati online. Sai bene che le soluzioni per posizionare le tue pagine web sono diverse, non puoi lasciare nulla al caso. Lavorare con il content marketing vuol dire produrre informazioni utili per il pubblico, ed è questo il motore della tua attività. Ma devi anche scalare […]

I backlink sono un passaggio indispensabile per ottenere buoni risultati online. Sai bene che le soluzioni per posizionare le tue pagine web sono diverse, non puoi lasciare nulla al caso. Lavorare con il content marketing vuol dire produrre informazioni utili per il pubblico, ed è questo il motore della tua attività. Ma devi anche scalare la serp e posizionare il sito web nelle zone alte della pagina. Il lavoro on page è importante, devi scrivere bene e organizzare il sito web nel miglior modo possibile. Però c’è un passaggio che non puoi ignorare: la SEO off-page che, prevalentemente, vuol dire guadagnare link in ingresso. Esatto, collegamenti ipertestuali che mandano click verso il tuo dominio. Tutto questo dovrebbe avvenire nel modo più naturale possibile, senza forzature. Google è molto chiaro a proposito. Ma prima di iniziare a lavorare su una strategia per acquisire queste menzioni è giusto iniziare con qualche domanda. Cosa sono i backlink: definizione Un backlink è un collegamento ipertestuale, cioè un riferimento che manda da una pagina all’altra, che un webmaster inserisce in modo naturale. O almeno questa è l’idea di base. L’intera architettura del web si basa sui link che clicchi, è proprio grazie a questi elementi che si struttura la rete come la conosciamo ora. Il concetto che sto affrontando, ovvero quello di backlink, tende a precisare un passaggio chiaro. Si tratta di link in entrata, ovvero menzioni che altri siti web fanno nei confronti delle tue pagine. Questo può avvenire per diversi motivi, di solito perché c’è un interesse o perché hai dato qualcosa di interessante per un pubblico. Da leggere: come ottenere buoni link...
Usabilità dei contenuti: fare content marketing per le persone

Usabilità dei contenuti: fare content marketing per le persone

Fare content marketing è un lavoro che deve puntare su strategie. Non puoi ottenere risultati se non inserisci il lavoro all’interno di un percorso ampio. Basato su osservazione dei risultati e adattamento delle operazioni. Però c’è un altro punto che spesso non viene considerato: l’usabilità dei contenuti. Cosa significa questo? Spesso si lavora solo sulla […]

Fare content marketing è un lavoro che deve puntare su strategie. Non puoi ottenere risultati se non inserisci il lavoro all’interno di un percorso ampio. Basato su osservazione dei risultati e adattamento delle operazioni. Però c’è un altro punto che spesso non viene considerato: l’usabilità dei contenuti. Cosa significa questo? Spesso si lavora solo sulla creatività, sulla necessità di lasciare a bocca aperta il pubblico. D’altro canto è questo il tuo compito, giusto? Creare qualcosa di realmente interessante per intercettare un target preciso. Sempre rimanendo nella strategia, ma dimenticando l’esperienza utente. Ovvero come le persone si interfacciano, usano e si relazionano con la tua opera. Che può essere fantastica, interessante, definitiva. Ma è stata pensata per tutelare l’usabilità dei contenuti? Oggi ho deciso di lasciare una manciata di informazioni e indicazioni per rendere la tua opera fruibile e piacevole per il pubblico. Per approfondire: gli esempi per fare brand storytelling Peso delle infografiche Il primo punto che voglio sottolineare: attenzione al peso del visual e, in particolar modo, delle infografiche. Questi elementi riassumono in un’unica soluzione molte informazioni. Inoltre consentono al pubblico di avere un’idea chiara di un tema. Sono particolarmente apprezzate perché racchiudono dati concreti e creatività, e permettono di lavorare bene con la link earning. Soprattutto se abbini al content marketing un lavoro di blogger outreach e digital PR. Il problema: spesso queste infografiche vengono caricate sulle pagine web senza un adeguato lavoro grafico. O meglio, senza considerare la necessità di comprimere le immagini per rispettare una regola base dell’usabilità: le pagine web devono caricarsi nel minor tempo possibile. Per ottenere questo risultato devi rispettare una serie...