Come usare le infografiche per fare content marketing

Come usare le infografiche per fare content marketing

Partiamo dal principio: cosa significa fare content marketing? Usare i contenuti per raggiungere step specifici. Una digital strategy ti consente di individuare obiettivi, target, strumenti per portare a casa buoni numeri. Devi individuare la via da seguire. E i punti da evitare. In questo equilibrio puoi trovare diversi strumenti. Ad esempio il blogging, il native advertising, lo storytelling, l’influencer marketing. Ci sono strade differenti per raggiungere step intermedi diversi che però puntano verso uno scopo chiaro: ottenere dei risultati concreti in termini strategici. Il content marketing ti aiuta a fare questo, e tra le possibili soluzioni c’è tanto da aggiungere. Non ci sono solo articoli del blog, tutto dipende da chi vuoi raggiungere e in che fase del funnel si trova il target. Puoi fare affidamento sui post del blog, su case study da inviare via email e magari su infografiche. Esatto, le infografiche possono diventare una leva interessante per incassare l’attenzione del pubblico. Solo questo? In realtà no, ecco come usare le infografiche per fare content marketing e intascare successi in diversi ambiti. Ogni investimento deve essere contemplato, soprattutto quando punti sul visual. Come ottenere buone menzioni sul blog Il primo intento utile in questo caso: trovare link per il proprio dominio. Sai bene che per vincere nelle serp di Google non puoi puntare solo sulla creazione di contenuti SEO oriented: devi raggruppare collegamenti ipertestuali di qualità. Questo vale soprattutto nei settori più competitivi, non puoi lavorare solo sulle tue pagine. In questo caso il percorso è netto: devi creare contenuti di qualità per fare in modo che le persone inseriscano link naturali, solo perché hai creato qualcosa di utile. Di valido. Le infografiche hanno questo vantaggio:...
Linguistica e contenuto online: intervista a Ciro Bocchetti

Linguistica e contenuto online: intervista a Ciro Bocchetti

Lavorare con le parole è importante per chi opera nel mondo del web marketing. Il motivo è semplice: le persone comunicano in questo modo, attraverso i contenuti. Anche quelli scritti. Per questo esistono figure specializzate come i copywriter, i blogger e i web writer. Anche i social media specialist operano con i testi, non c’è soluzione […]

Lavorare con le parole è importante per chi opera nel mondo del web marketing. Il motivo è semplice: le persone comunicano in questo modo, attraverso i contenuti. Anche quelli scritti. Per questo esistono figure specializzate come i copywriter, i blogger e i web writer. Anche i social media specialist operano con i testi, non c’è soluzione di continuità. Web e parole sono universi strettamente correlati. Ed è per questo che oggi voglio lasciare spazio a un professionista che lavora da sempre con la linguistica. Mettendola poi al servizio del web. Lascio la parola a Ciro Bocchetti con il suo blog, www.asocialman.com. Chi sei e di cosa ti occupi? Ciao a tutti, sono felice di essere in compagnia dei lettori di MediaBuzz. Mi chiamo Ciro Bocchetti, sono un linguista e traduttore che si nutre di web marketing a tempo pieno. Sono la risorsa principale di Zerodonto e dello studio dentistico Cozzolino, due importanti realtà odontoiatriche all’avanguardia dal punto di vista della comunicazione online. Il lavoro in azienda mi prende la maggior parte del tempo dal momento che mi occupo di pianificazione strategica dell’advertising, brand awareness e reputation, community management, relazioni internazionali e tutto ciò che compete a un digital marketing specialist con l’attitudine per l’organizzazione. Collaboro con diverse agenzie web e freelance: in questi casi le mie attività variano dalla traduzione/localizzazione di siti web al blogging, fino alla gestione dei social finalizzata alla brand reputation e all’advertising. Racconta ai lettori come hai iniziato Il mio è un percorso un po’ contorto. Dopo la laurea in linguistica e traduzione specialistica non mi sarebbe dispiaciuto proseguire la carriera accademica, ma mi è stato sconsigliato...
Influencer e content marketing: 5 aspetti decisivi per la tua strategia

Influencer e content marketing: 5 aspetti decisivi per la tua strategia

Molti vedono la combinazione influencer e content marketing come la soluzione per risolvere un problema di visibilità. O per ottenere più visite. O ancora per farsi conoscere in una nicchia difficile da scardinare. L’idea è questa: sei un’azienda con un profilo istituzionale e crei un blog per fare inbound marketing. Per raggiungere le persone giuste […]

Molti vedono la combinazione influencer e content marketing come la soluzione per risolvere un problema di visibilità. O per ottenere più visite. O ancora per farsi conoscere in una nicchia difficile da scardinare. L’idea è questa: sei un’azienda con un profilo istituzionale e crei un blog per fare inbound marketing. Per raggiungere le persone giuste attraverso Google. Punti sui social e apri pagina Facebook, un account Instagram e un profilo Twitter. Per condividere informazioni, per mostrare il lato umano della realtà, per accorciare le distanze con i clienti. Ma non basta, la community vede il tuo profilo con sospetto. O meglio, tu sei un’azienda e ti presenti come tale. Avresti bisogno di un piano di influencer marketing per fare in modo che sia una persona inserita all’interno della nicchia a comunicare per te. Tutto questo ha un costo, e ha bisogno di una strategia. Ecco perché ci sono delle agenzie specializzate che si muovono su questo piano. C’è un lavoro interessante da svolgere per fare una buona attività di blogger outreach, per individuare le persone giuste. Poi c’è il processo di analisi dei risultati, c’è il passaggio che permette all’azienda di creare discussioni e mantenere i rapporti con gli utenti. Ma torniamo un attimo indietro: chi crea i contenuti per gli influencer? Quali sono le regole da rispettare? Come ottenere il massimo dal rapporto tra influencer e content marketing? Ecco qualche punto interessante da affrontare. Chi deve creare il contenuto? Chi lo pubblica. Non c’è niente di peggio di un post scritto da un’azienda e rifilato a un blogger che vuole guadagnare con l’influencer marketing. Con questo non voglio mortificare senza vie di uscita chi pubblica in...
Campagne di influencer marketing: i dettagli che fanno la differenza

Campagne di influencer marketing: i dettagli che fanno la differenza

Quali sono gli aspetti delle migliori ? Forse la capacità delle aziende di definire gli obiettivi? Può essere il lavoro che permette ai brand di ottenere numeri da capogiro? Il content marketing team che fa i salti mortali per ottenere grandi risultati? Questo è il punto: non esiste un aspetto specifico, è l’insieme che fa […]

Quali sono gli aspetti delle migliori ? Forse la capacità delle aziende di definire gli obiettivi? Può essere il lavoro che permette ai brand di ottenere numeri da capogiro? Il content marketing team che fa i salti mortali per ottenere grandi risultati? Questo è il punto: non esiste un aspetto specifico, è l’insieme che fa la differenza. È l’armonia delle parti che raggiunge esiti degni di nota. Ed è questo il motivo che spinge le aziende a pianificare le campagne di influencer marketing con aziende specializzate, persone in grado di valutare vantaggi e svantaggi di ogni azione. Per ottenere buoni risultati bisogna analizzare in contesto, valutare tutti gli aspetti da mettere in campo. Ma anche i dettagli, le sfumature, le azioni che passano in silenzio. Ecco, quali sono i dettagli di questo tema? Analizzo una manciata di esempi, qui trovi tutto ciò che non puoi ignorare. E che dovresti prendere in considerazione per le tue campagne di influencer marketing. Sei un influencer? Conosci...
Digital Storytelling: 8 passaggi essenziali di esempi aziendali

Digital Storytelling: 8 passaggi essenziali di esempi aziendali

Quando affronti il tema del digital storytelling hai paura di cadere nel già noto, di elencare i casi che hanno fatto notizia. Che hanno guadagnato l’attenzione dei blogger. Anche su MediaBuzz ho affrontato il tema dello storytelling aziendale, ma la differenza che oggi voglio definire è un’altra: quali sono i passaggi essenziali. Chiaro, lo storytelling è una tecnica che […]

Quando affronti il tema del digital storytelling hai paura di cadere nel già noto, di elencare i casi che hanno fatto notizia. Che hanno guadagnato l’attenzione dei blogger. Anche su MediaBuzz ho affrontato il tema dello storytelling aziendale, ma la differenza che oggi voglio definire è un’altra: quali sono i passaggi essenziali. Chiaro, lo storytelling è una tecnica che oggi sta avendo particolare attenzione perché viene racchiusa nel macro universo dell’inbound marketing. Tu sai di cosa sto parlando, vero? La logica è questa: sono le persone che ti trovano nel momento giusto. E lo fanno attraverso una buona attività legata ai contenuti. Contenuti che non devono essere per forza informativi. Ci sono articoli del blog che possono chiarire. Poi ci sono video che possono emozionare con lo storytelling. E che non guidano il pubblico verso una landing page o un form per lasciare una richiesta di preventivo. Forse questi video hanno un altro scopo: il marketing narrativo. Cosa succede quando questa materia così potente e malleabile incontra la forza del digitale? Ecco gli snodi decisivi. La narrazione digitale Posso azzardare? Posso affermare che qui si trovano sono gli stessi punti di una grande storia? Di sicuro c’è una connessione tra gli eventi. Kurt Vonnegut ha individuato questa similitudine, sottolineando come i ritmi della storia classica – della fiaba, del racconto – siano condivisibili e riutilizzabili in altri contesti. Questo perché sono degli schemi universali, delle regole da rispettare. Punta verso un singolo target, lavora sulla precisione, non divagare e prenditi cura dei personaggi. Al tempo stesso ci sono dei passi essenziali di una narrazione che permettono al digital storytelling di diventare marketing. In che modo? Attraverso la comunicazione di valori...