Cos’è e come si fa lead generation

Cos’è e come si fa lead generation

La lead generation è un passaggio fondamentale per molti business che hanno bisogno di un meccanismo ben definito e organizzato per trovare clienti online. Di questo stiamo parlando: un sistema per ottenere dei contatti da sfruttare in modo sistematico attraverso un funnel di vendita studiato su misura. Tutti i business (aziende, organizzazioni, imprenditori, liberi professionisti) hanno bisogno di contatti utili e lavorano in questa direzione anche con i mezzi messi a disposizione dal web marketing. Ma attivare un lavoro di lead generation vuol dire ben altro. Di cosa stiamo parlando esattamente? Continua a leggere per approfondire questo tema. Ti assicuro che può fare la differenza quando decidi di sfruttare al massimo le capacità di un web marketing strategico. Cos’è la lead generation: definizione Con questo termine s’intende un processo studiato a priori per generare liste di potenziali clienti da contattare, in modi differenti, per trasformare una persona interessata a ciò che fai in una fonte di reddito. E infine in un evangelista, un brand ambassador. Lead generation (traduzione dall’inglese: generazione di contatti) significa proprio questo: attivare una procedura sistematica. Questo vuol dire entrare in forte relazione con la strategia di acquisizione clienti governata dalle logiche dell’inbound marketing. Da leggere: 5 tool decisivi per fare inbound marketing Ma a cosa serve la lead generation? La base è quella che ho già sottolineato: trovare contatti potenzialmente interessati per attivare un processo di vendita virtuoso. Per essere più precisi, però, il concetto di lead generation si lega a un’attività meccanica e automatizzata. Non è casuale ma contempla l’uso di strumenti differenti per stilare una lista di agganci (email, indirizzi, numeri di telefono)...
App Vs Sito Web: quale scegliere per la tua strategia online?

App Vs Sito Web: quale scegliere per la tua strategia online?

Sono due cose diverse. Se a un digital strategist fai questa domanda – meglio app o sito web mobile – probabilmente ti risponde così. Ma il problema è sempre lo stesso: cosa scegliere? Qual è la soluzione ideale per la singola operazione e attività? Qui inizia a farsi largo l’aspetto decisivo di chi lavora su […]

Sono due cose diverse. Se a un digital strategist fai questa domanda – meglio app o sito web mobile – probabilmente ti risponde così. Ma il problema è sempre lo stesso: cosa scegliere? Qual è la soluzione ideale per la singola operazione e attività? Qui inizia a farsi largo l’aspetto decisivo di chi lavora su una strategia di web marketing strutturata e pensata a tavolino, capace di fare la differenza e portare avanti un lavoro completo di organizzazione delle risorse. Perché è facile parlare di inbound marketing in linea teorica. Ma cosa succede nella pratica? Qual è il modo migliore per presentarsi di fronte al pubblico? Ricorda che qui ci sono potenziali clienti? Ecco l’analisi delle possibilità offerte. A chi chiede lumi e spiegazioni sull’opzione di creare app o sito web mobile friendly io rispondo in questo modo. Da leggere: come fare SEO per ecommerce L’importanza del sito web mobile friendly In primo luogo è giusto dare un riconoscimento immediato e senza indugi a uno degli strumenti difficili da eguagliare. Sto parlando del sito web pensato per adattarsi a diversi dispositivi. In realtà il concetto di sito mobile friendly è cambiato molto nel tempo: in passato bastava usare un template responsive, oggi si ragiona in termini di usabilità e navigabilità, dimensione font e distanza degli elementi in pagina. Soprattutto per gli ecommerce, dato che le persone sono sempre più disposte ad acquistare online. Ma solo su siti web chiari, navigabili e veloci. Senza dimenticare che Google ha anche definito diversi passaggi a favore di un approccio orientato alla navigazione dai dispositivi smartphone e tablet. L’ecommerce cresce nel tempo –...
Come creare un lead magnet: gli esempi che funzionano

Come creare un lead magnet: gli esempi che funzionano

I lead magnet sono un elemento decisivo della tua campagna di inbound marketing. Possono essere usati in mille occasioni diverse e fanno la felicità di chi deve promuovere un ecommerce, o trovare nuovi clienti online. È importante per te che fai digital marketing avere una competenza specifica nell’universo dei lead magnet. Aspetta, ma di cosa […]

I lead magnet sono un elemento decisivo della tua campagna di inbound marketing. Possono essere usati in mille occasioni diverse e fanno la felicità di chi deve promuovere un ecommerce, o trovare nuovi clienti online. È importante per te che fai digital marketing avere una competenza specifica nell’universo dei lead magnet. Aspetta, ma di cosa stiamo parlando? Cos’è un lead magnet e perché è così importante per il lavoro? Si tratta di un elemento capace di attirare l’attenzione del potenziale cliente fino a spingerlo a lasciare il proprio contatto email. In questo momento tu puoi raggiungere la persona in questione con un messaggio specifico, un’email targettizzata e dedicata a quel gruppo di potenziali clienti. Ovviamente se alla base c’è stato un lavoro attento di ottimizzazione delle liste. Questo funziona. Fa parte dell’opera di content marketing, sia per la stesura di ciò che mandi alle persone che si sono iscritte alla tua lista che per la creazione dei lead magnet che funzionano. Già, ma quali sono i lavori da mettere in campo? Cosa caricare sulla landing page per attirare il contatto giusto? Da leggere: content marketing per ecommerce Crea ebook da condividere nella landing Gli ebook sono i lead magnet per eccellenza. In ogni situazione può capitare di avere questa offerta: scaricare un documento PDF dedicato a un tema che ti sta a cuore. Questo è un documento pensato per seguire il concetto: fai il download solo se lasci un contatto email valido. Quali sono i punti? Crea un contenuto utile, non una raccolta di post già letti. Metti il documento in noindex, non deve essere rintracciabile online. Crea una landing...
Meme marketing: come e perché usare i meme nella strategia di contenuti

Meme marketing: come e perché usare i meme nella strategia di contenuti

Hai sentito parlare di meme marketing? Forse no, ma ci sono diverse realtà aziendali (anglosassoni, ma non solo) che usano questi contenuti per coinvolgere il pubblico e veicolare significati, valori e informazioni. Lo so cosa stai pensando: i meme sono parte della strategia di content marketing? Certo, non deve stupirti questo passaggio. Ci sono varie […]

Hai sentito parlare di meme marketing? Forse no, ma ci sono diverse realtà aziendali (anglosassoni, ma non solo) che usano questi contenuti per coinvolgere il pubblico e veicolare significati, valori e informazioni. Lo so cosa stai pensando: i meme sono parte della strategia di content marketing? Certo, non deve stupirti questo passaggio. Ci sono varie sfumature per ottimizzare la tua attività di digital marketing, la comunicazione ha volti differenti e anche una multinazionale può decidere di aggiornare il pubblico con un messaggio alternativo. Non con il solito link o la grafica inamidata. Tutto si basa sulle reazioni del pubblico, su cosa vuole e cosa apprezza. Quindi, se i test hanno dato un buon risultato con il meme marketing, perché non sfruttare questa tecnica per portare buoni risultati e implementare la tua attività di inbound marketing? Ecco qualche consiglio per ottenere il massimo. Per approfondire: la guida per fare influencer marketing Cos’è un meme: definizione Prima di affrontare questo tema è giusto dare una definizione: cos’è un meme? Questo concetto è particolarmente profondo, ha radici profonde come suggerisce questa pagina di Wikipedia. Per quanto riguarda il fenomeno internet però questo elemento può essere inteso come un significato condiviso da una nicchia e che viene riprodotto, declinato e adattato alla singola esigenza attraverso immagini e video. Il termine meme è usato per indicare delle immagini divertenti, ottenute modificando con delle scritte generalmente in font Impact la foto di un meme vero e proprio. In questo modo si dà una sorta di didascalia parodica alla foto originale. Come puoi ben capire questa soluzione permette a un content marketing team di lavorare bene. Perché ci sono diversi...
Come creare contenuti secondo Google: 5 regole da rispettare subito

Come creare contenuti secondo Google: 5 regole da rispettare subito

[toc]Una buona domanda, valida per chi si occupa di content marketing e per chi lavora ogni giorno nel mondo del blogging (ma non solo): come creare contenuti di qualità? La risposta appare semplice: interroga le esigenze del pubblico per ottenere risultati. E usa i SEO tool per avere una base di partenza ottimale, sempre allineata. […]

[toc]Una buona domanda, valida per chi si occupa di content marketing e per chi lavora ogni giorno nel mondo del blogging (ma non solo): come creare contenuti di qualità? La risposta appare semplice: interroga le esigenze del pubblico per ottenere risultati. E usa i SEO tool per avere una base di partenza ottimale, sempre allineata. Sto parlando di una keyword research efficace. Poi? Solo questo è il tuo compito? Si dice che bisogna scrivere, e in generale creare contenuti, per le persone. Ma anche Google ha delle esigenze. Non di certo in termini di keyword density, questo è un passo superato: il SEO copywriting è la buona scrittura. Quella che metteresti in pratica per sviluppare il testo nel modo migliore possibile per gli utenti. Ci sono altri step che possono fare la differenza quando decidi di domandarti come creare contenuti per la tua attività online. Questi dettagli sono esposti da Google nelle linee guida, nei documenti ufficiali, negli aggiornamenti che vengono pubblicizzati dai vari dipendenti. Qualche dettaglio in più? Punta sulla sicurezza e sull’HTTPS Uno degli snodi essenziali per la buona riuscita del tuo progetto web: la sicurezza del trasferimento dati. Le persone devono essere sempre tutelate, e Google ha lanciato da tempo una campagna per sensibilizzare blogger e webmaster verso un passaggio chiave: sfruttare un certificato SSL per avere il protocollo HTTPS. Questo significa passaggio di dati sicuro per chi lascia password, email e testo nei vari campi. Prima Google Chrome etichettava come Non Sicuri solo portali che richiedono l’inserimento di dati sensibili, con il prossimo aggiornamento le cose cambieranno. E le pagine con un qualsiasi campo di...