Quando conviene puntare sui brand ambassador

Quando conviene puntare sui brand ambassador

I brand ambassador sono importanti per il tuo lavoro di digital PR. Anzi, in qualche caso può essere la soluzione ideale appoggiarsi a figure come queste. La tua azienda può registrare vantaggi concreti quando decide di organizzare con cura una campagna per lavorare insieme a persone in grado di esporre il brand come un vessillo. In realtà non si tratta solo di visibilità. Tutti potrebbero essere interessati a ottenere dei vantaggi dalle aziende che amano, il tutto solo per ammettere la propria decisione di usare un prodotto o un servizio. In realtà il brand ambassador va oltre questo. E sotto un certo punto di vista supera il concetto di influencer marketing per abbracciare una logica più ampia. Vale a dire quella dell’inbound marketing. Hai presente l’ultimo step del funnel? Devi deliziare l’utente fino a farlo diventare un evangelista che propone il nome della tua azienda con entusiasmo e convinzione ai conoscenti. In modo da convertirle, convincere ad abbracciare una nuova fede. Il concetto di brand ambassador si avvicina a questo passaggio: vuoi scoprire altri dettagli? Iniziamo dalla base, come sempre. Per approfondire: principali esempi di content marketing Cos’è un brand ambassador: significato Qual è la definizione di brand ambassador? Ecco un possibile significato del termine: utenti che si presentano come portavoce di una marca, promuovono il brand attraverso i propri canali (possono essere i social media, il passaparola e il porta a porta) in chiave positiva esaltando la propria esperienza. I brand ambassador nascono con una caratteristica importante: promuovono un brand per convinzione, non per denaro. Non ricevono compensa per tutto quello che fanno o magari solo qualche incentivo. In...
Brand strategy: 7 soluzioni che funzionano (e che le aziende usano)

Brand strategy: 7 soluzioni che funzionano (e che le aziende usano)

Cosa significa per te lavorare su una brand strategy? Guarda il termine da una prospettiva ampia: le persone non si ricordano del sito web che vende scarpe online, si ricordano della Nike. Per questo è importante fare in modo che il pubblico associ il tuo nome a determinati valori. Ecco, questo è un obiettivo per una strategia di brand marketing: fare in modo che il nome anticipi quello che sei, quello che puoi fare in più rispetto alla concorrenza. Parliamoci chiaro: non è facile lavorare su una brand strategy perché questo passaggio prevede analisi, osservazione della concorrenza, conoscenza degli strumenti da usare per ottenere risultati sperati, lavoro di osservazione dei dati con relativo commento. Però ci sono delle strategie che possono far comodo a chi vuole rinfrescare il proprio brand. Sto parlando di brand strategy che le grandi aziende mettono in pratica ogni giorno. Ora mi dirai: “Bravo Riccardo, e io come faccio con la mia piccola azienda a mettere in pratica le tecniche di chi ha quatti industriali di investimenti per questi lavori?”. Non temere, a volte i migliori risultati si ottengono anche (non sempre) con tecniche che si possono scalare facilmente. Punta su un payoff Ci sono brand che hanno fatto una fortuna immensa con il payoff adeguato. Te ne cito due che sicuramente conosci: Adidas, impossible is nothing e Nike, just do it. Cosa noti in queste frasi? Un intento, un sogno, un desiderio trasformato in parole. O meglio, sceglimi perché questa è la mia idea. I miei valori sono questi. Il pay off è la frase di chiusura che sintetizza chi sei, cosa fai e...
Brand mention: come scoprire e misurare le menzioni

Brand mention: come scoprire e misurare le menzioni

Valutare le brand mention è un passaggio importante quando decidi di lavorare su una strategia definita. Questo step è indispensabile in più occasioni, e spesso può diventare un vero e proprio obiettivo. Soprattutto se lavori sul piano dell’influencer marketing e vuoi misurare il successo di una campagna. Ci possono essere soluzioni differenti per portare a termine una strategia basata sul blogger outreach. Però, in molti casi, l’azione proposta agli influencer è proprio quella di diffondere un brand, e per misurare l’efficacia della strategia devi avere quest’informazione: quante persone hanno citato il tuo nome? Ma, soprattutto, la brand mention è qualitativamente superiore? Qual è il valore del lavoro svolto? Stiamo parlando di citazioni mediocri o di aspetti rilevanti per dare valore a ciò che fai? Il punto è questo: hai bisogno di strumenti e linee guida per scoprire chi ha menzionato il tuo brand su pagine web e social. Brand mention e brand awareness Prima di elencare gli strumenti per scovare le brand mention devi puntare sull’obiettivo ultimo: a che serve? Questa realtà si inserisce in un quadro più ampio che risponde alla brand awareness, alle tecniche per rendere riconoscibile una marca nei confronti di un pubblico, e di identificarla con determinati valori (di solito positivi). Detto in altre parole, devo fare in modo che le persone riconoscano il brand nel minor tempo possibile. E lo colleghino ad aspetti positivi. O meglio, a parametri che ritengo centrali per un’attività in base a un’analisi preliminare. Nulla si improvvisa, e quando chiedo agli influencer di citare il brand ho già scelto le collaborazioni, le attività e i test in base alle mie esigenze. Come scegliere un influencer? Come...
Personal Branding su Twitter: 6 regole da mettere in pratica ora

Personal Branding su Twitter: 6 regole da mettere in pratica ora

Cosa significa fare personal branding? Promuovere senza sosta la propria immagine o il proprio nome? No, non credo. Gridare ai quattro venti il proprio stile di vita, mostrare sfarzi e lussi? Tutto questo è ben lontano dal personal branding, una delle definizioni più controverse del web. Una buona definizione arriva da Wikipedia: “Il personal branding è un processo attraverso cui un’azienda o una persona definisce i punti di forza (conoscenze, competenze, stile, carattere, abilità, ecc.) che la contraddistinguono in modo univoco, creando un proprio marchio personale, che comunica poi nel modo che reputa più efficace”. Cosa noti in questo paragrafo ripreso da Wikipedia? Io metto l’accento sulla frase iniziale: definisce i punti di forza. Detto in altre parole, il personal branding non è un’attività da improvvisare e da portare avanti a tempo perso. Non è un gioco, ma una chiave utile per ottenere risultati precisi. Risultati utili per il proprio business. Tutto può essere racchiuso sotto la voce personal branding: è una categoria trasversale. Come ti presenti in pubblico, come usi Facebook, come ti posizioni su Google lato SEO, come ti muovi nell’email marketing, come impagini le fatture e la carta intestata. Tutto può influenzare il personal branding. Anche la tua attività su Twitter, un social network che da sempre rappresenta un punto di riferimento per chi vuole definire la propria immagine online. Twitter è utile per le aziende, è utile per i brand. Ed è fondamentale anche per chi vuole fare personal branding. Vuoi qualche consiglio? Ne ho individuati sei, prendendo spunto anche dalla mia esperienza. Per approfondire: Hashtag Significato e come usarli su Twitter. 1. Ragiona sul visual Il primo errore...
Public Speaking Online: intervista a Luca Vanin

Public Speaking Online: intervista a Luca Vanin

Sai qual è uno degli aspetti decisivi delle tecnologie digitali? La possibilità di chiudere le distanze, di trasformare chilometri in metri. Anzi, di meno. Molto di meno. Anche se in Italia i segnali di innovazione sono discontinui, oggi basta una connessione per smuovere una montagna di informazioni. Ed è sufficiente un click per raggiungere persone dall’altra parte del mondo. Skype e Hangouts di Google Plus sono i due strumenti più famosi che puoi utilizzare per trasformare la tua presenza in un messaggio digitale. E per creare una vera e propria professione. La digitalizzazione della propria conoscenza passa anche da questo, da una nuova consapevolezza del content marketing: non solo testi, immagini o video caricati su Youtube. Anche con i webinar puoi “deliziare” i tuoi lettori e trasformare un contatto in un cliente. Non credi? Chiediamo spiegazioni a Luca Vanin, autore del libro “Public Speaking Online – Parla al tuo pubblico nel Web”. Chi sei e di cosa ti occupi? Chi sono l’hai già detto, cosa faccio non è cosa facile, almeno usando le etichette tradizionali. Mi occupo di formazione e comunicazione online ormai da quindici anni e ho fondato insieme al mio socio Fabio Ballor, prima Insegnalo.it (primo grande marketplace di corsi online in Italia) e poi, dal 2013, WebinarPRO.it. Quest’ultimo è il primo blog dedicato al mondo degli eventi online: webinar, videoconferenze, webmeeting e telesummit. In pratica, aiutiamo i nostri clienti a progettare e realizzare eventi online di qualità professionale, senza improvvisare e utilizzando un metodo ben preciso, metodo che ho descritto nel libro Public Speaking Online. So che può sembrare strano, ma è il primo titolo al mondo sul tema! Per una...