Vuoi organizzare una strategia di visual storytelling efficace?

Vuoi organizzare una strategia di visual storytelling efficace?
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Questo è uno degli argomenti più interessanti per chi si occupa di social media marketing: come si organizza e pianifica una strategia di visual storytelling?

La risposta non è immediata perché ci troviamo di fronte a un argomento immenso. E bellissimo.

Saper raccontare una storia è un punto, fare storytelling per aziende e imprese vuol dire lavorare su un’altra dimensione. Ovvero quella di riuscire a comunicare, attraverso dei messaggi codificati, valori profondi.

E non semplici messaggi relativi all’acquisto. Trasmettere delle idee, concetti che non possono essere trasmessi semplicemente con una pubblicità votata alla vendita. Lo storytelling online può appoggiarsi al video content marketing, una risorsa di grande valore. Ma quali sono i passaggi chiave per organizzare una strategia di visual storytelling? Ecco i pilastri strategici che non possono mai mancare.

Da leggere: come creare una strategia di contenuti

Definisci i tuoi obiettivi da raggiungere

Non esiste strategia di web marketing senza obiettivi da raggiungere. A cosa servirà il prodotto che hai confezionato per raccontare la storia? Spesso le aziende decidono di investire nel visual storytelling.

Questo perché è interessante, magari rappresenta una tendenza simpatica e valorizzante. Ma tutto questo si allontana da un’idea fondante: ogni azione deve avere un ritorno degli investimenti ben preciso.

Strategia di visual storytelling
Strategia di visual storytelling.

Ed è chiaro un punto: non puoi trattare il visual storytelling come le campagne di Facebook Ads dove hai numeri ben precisi a sostenere la correttezza e l’utilità delle azioni svolte. La strategia di storytelling?

Serve a evitare lo sbando e l’idea che si possa narrare a vuoto, senza un obiettivo. A cosa servono i filmati e le immagini che escono dalla tua produzione creativa? Quali sono i punti da sottolineare?

Strategia di visual storytelling e valori

L’aspetto da prendere in esame con maggior attenzione è proprio questo: quali sono i valori da veicolare? Puntare su una strategia di visual storytelling vuol dire, dal mio punto di vista, fare in modo che non sia il prodotto ad avere la massima attenzione. Devono essere i valori a conquistare la scena, l’attenzione.

Cosa fanno le persone che condividono i nostri stessi valori? Il visual storytelling racconta questo. E lascia che sia l’utente a trovare nella storia le tracce di una narrazione amica, vicina ai propri valori.

Individua i migliori canali da utilizzare

Oggi definire la piattaforma che vuoi utilizzare per distribuire il contenuto social vuol dire anche (ma non solo) lavorare su un target preciso. Ad esempio, fare visual storytelling su Facebook può essere utile per raggiungere una fetta di audience non giovanissima che invece potrebbe ritrovarsi su Snapchat o TikTok.

Lo stesso discorso vale per Instagram Stories senza dimenticare la necessità, in alcuni casi, di lavorare sul multicanale: la stessa produzione può avere una forma e un taglio per YouTube, un altro per la Fan Page.

Non è detto che la pubblicazione debba avvenire su tutte le piattaforme social e in questo equilibrio deve inserirsi anche il blog che fa da grancassa per amplificare il lavoro di pubblicazione con gli embedded.

Individuare i protagonisti della storia

Questo è un aspetto importante perché i protagonisti della storia possono completare il percorso che ti consente di intercettare le persone giuste e comunicare i valori che ti fanno comodo.

L’evento che deve affrontare il protagonista, spesso, si definisce come una sfida da completare con prove e nemici da sconfiggere. Proprio come accade nelle fiabe di un tempo. Spesso questi ostacoli non sono umani e neanche fisici: possono essere delle prove che la vita mette di fronte l’eroe della storia. Ed è qui che imposti la tua storia, con le persone che devono rispecchiare chi vuoi raggiungere.

Lavora sulla distribuzione della storia

Una volta costruito il contenuto e condiviso sulle giuste piattaforme devi prendere in considerazione l’idea di una distribuzione del lavoro svolto. Questo significa usare tutti gli strumenti possibili per diffondere il messaggio nei luoghi ideali e all’attenzione delle persone giuste. L’idea da prendere subito in esame?

È quella della promozione social, e questo non comprende solo l’uso dei canali ufficiali ma puoi usare anche l’influencer marketing. Quanto può far bene al tuo progetto avere il contributo di una persona con un buon credito verso una community che ti interessa? Il vantaggio è importante.

Esempi di brand storytelling.

A questo passaggio, ovviamente, devi aggiungere una buona strategia per coinvolgere i partner. Senza dimenticare che la distribuzione del materiale video può avvenire su diversi canali, quindi devi ricordare in fase di montaggio di preparare formati per tutte le piattaforme e con diverse durate.

Proprio come avviene per la pubblicità tradizionale, devi avere versioni più lunghe per social come YouTube e altre brevi per Instagram o Facebook. Non puoi usare lo stesso video per ogni situazione.

Da leggere: strumenti essenziali per fare storytelling

Strategia di visual storytelling: funziona?

Certo, se organizzata nel modo giusto la strategia di visual storytelling può dare risultati interessanti e sempre utili per chi cerca una soluzione alternativa e a lungo termine per aumentare la consapevolezza del brand. E per fare in modo che le persone scelgano la tua marca perché si rivedono in quello che hai costruito. Sei d’accordo con questo punto di vista? Lascia la tua opinione nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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