Dalla SEO alla scrittura: intervista a Ilario Gobbi

Dalla SEO alla scrittura: intervista a Ilario Gobbi

Ilario Gobbi

Ilario Gobbi è un web writer con competenze SEO interessato al mondo dei motori di ricerca, del social media marketing e del web marketing in generale, con una grande passione per lo storytelling e per la scrittura emozionale, che impiega nella realizzazione dei propri testi. Svolge quotidianamente una attività di divulgazione SEO sulle più importanti novità del settore attraverso i propri account social e il proprio blog www.ilariogobbi.it, sito che raccoglie guide, liste di tool e approfondimenti sull'ottimizzazione per i motori di ricerca e lo storytelling.

[Total: 1 Average: 5]

L’universo SEO è ampio e variegato. Proprio perché questa materia si è evoluta nel tempo. O meglio, Google ha migliorato i termini necessari per posizionarsi e ha concentrato l’attenzione su un punto essenziale: la qualità. Ricordi come si lavorava in passato? Io ho qualche rimembranza e posso dirti che oggi è tutto più affascinante.

Per approfondire: Perché posizionare un sito web su Google

 

Sì perché non si ragiona più attraverso compartimenti stagni. La SEO è collegata a tutto il resto e per ottenere risultati interessanti devi avere una visione ampia del progetto. Usabilità, accessibilità, qualità del codice e dei contenuti. A proposito di contenuti: bastano testi mediocri per ottenere buoni risultati? No, infatti ci sono molti SEO expert che puntano l’attenzione sulla buona scrittura. Senza dimenticare lo storytelling. Ecco, oggi vogliamo intervistare Ilario Gobbi.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Mille grazie per questa opportunità! Mi chiamo Ilario Gobbi (ilariogobbi.it), sono un web writer con formazione SEO che si occupa di realizzare testi per siti web ottimizzati per motori di ricerca. E di individuare gli aspetti su cui incidere per migliorare il posizionamento di siti aziendali, blog e vetrine commerciali.

Più in generale, la mia passione è la scrittura per il web. Cerco di comprendere l’evoluzione del significato della parola rispetto ai motori di ricerca e alle novità che sono state e che verranno introdotte. RankBrain, ricerche vocali, navigazione da mobile: sono alcuni degli aspetti che ci spingeranno a ridefinire il modo con cui ci poniamo verso i nostri utenti e in cui rispondiamo alle loro esigenze.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Mentre frequentavo l’università, decisi di impegnarmi anche nello studio del web e dei social network che promettevano – e mantenevano già da allora – importanti benefici nella promozione dei brand.

Frequentai un corso di web writing che mi aprì gli occhi sulle basi di SEO e SEM, sulle potenzialità della scrittura per i motori di ricerca. E che, allo stesso tempo, mi fece comprendere i vantaggi della comunicazione emozionale e come impiegarla al meglio per convertire i propri lettori in utenti fedeli.

Decisi così di approfondire quanto più potevo i meccanismi della SEO e iniziai a frequentare corsi, a leggere libri e a seguire i siti di divulgazione come il Forum GT per cercare di raffinare le mie competenze. Non ho ancora finito di farlo, e probabilmente non lo farò mai.

Meglio lavorare come freelance o in azienda?

Non ho mai lavorato a tempo pieno come freelance, ma confrontandomi con altri professionisti mi sono fatto un’idea a riguardo. La vita da freelance riserva un grado maggiore di libertà sotto ogni punto di vista – dal modo in cui si gestiscono i propri orari lavorativi alle commesse che si intende o no accettare – e permette di incrementare la propria esperienza dedicandosi a progetti sempre differenti.

La vita aziendale offre al contrario i vantaggi tipici del lavoro “sicuro” – in primis lo stipendio assicurato e la possibilità di lavorare supervisionati da colleghi più esperti – e permette di avvalersi delle risorse dell’azienda per acquisire commesse troppo ardue da gestire da soli. Nonché di partecipare a eventi del settore destinati alle grandi realtà.

D’altro canto, il rischio di fossilizzarsi su certi tipi di progetto esiste, e riconosco che dover rispondere ad altre persone può essere frustrante per chi ama decidere da solo cosa fare delle sue giornate.

Un aspetto che apprezzo particolarmente della vita di freelance in ogni caso è l’opportunità di fare squadra con altri professionisti specializzati in ambiti del web marketing diversi dal proprio.

Non vedo nulla di disdicevole nel riconoscere i propri limiti – lo ritengo al contrario un tratto di onestà nei confronti del cliente – e di ammettere di avere bisogno di lavorare con altri per realizzare un servizio impeccabile. Quello che conta è il risultato finale, anche se non è del tutto farina del proprio sacco.

Come inizia la tua giornata?

Ogni giorno pianifico una scaletta mentale su come impiegare al meglio il tempo che ho a disposizione per le attività non strettamente lavorative. La mattina prima di andare al lavoro, la pausa pranzo, la sera prima e dopo cena: sono momenti in cui ci si può dedicare a vagliare le news del settore, a intrattenere rapporti con i propri contatti, a rispondere a mail e cenni di interesse che ci pervengono nel corso della giornata per mantenere la propria presenza sempre viva sul web.

Di prima mattina scorro gli aggiornamenti dei più importanti siti del settore – le cui news raccolgo attraverso tool come Feedly – per individuare novità in ambito SEO e web marketing. Così mi aggiorno grazie ai professionisti del mio campo.

Molti considerano Facebook una piazza virtuale nella quale trascorrere gran parte del proprio tempo libero all’insegna dello svago. Io considero il re dei social network una formidabile fonte di comunicazione per chi lavora nel settore digital marketing, realizzata ad esempio attraverso gruppi in cui scambiarsi opinioni e conoscenze (tra i miei preferiti ci sono Fatti di SEO e Da Zero a SEO in cui si muovono alcuni dei più grandi professionisti italiani).

SEO: la soluzione per conquistare il web?

Per conquistare il web forse non è sufficiente, ma permette di partire tra le prime posizioni. Google da anni ci informa – espressamente o in maniera velata – degli aspetti per soddisfare il pubblico: ridotti tempi di caricamento delle pagine, una navigazione intuitiva da mobile, contenuti freschi e approfonditi in grado di rispondere alle esigenze di ricerca.

Un SEO si occupa di studiare questi e tanti altri aspetti per rendere i portali facilmente comprensibili per i motori di ricerca, ma prima ancora gradevoli e utili per gli utenti.

Ottimizzare un sito web lato SEO per me significa, prima di tutto, conoscere le persone e non solo i motori di ricerca, capire cosa cercano gli utenti e i contenuti in grado di soddisfare queste esigenze.

So di una scissione tra coloro che considerano la SEO una disciplina strettamente tecnica basata sulla programmazione e chi le attribuisce una valenza sociologica, in particolare derivante dalla finalità ultima del marketing, ovvero comprendere i desideri e le esigenze del target per vendere di più.

Sono approcci e metodologie informatiche, ma abbiamo bisogno di sensibilità e creatività di stampo umano per differenziarci dalla concorrenza che bada soltanto all’aspetto tecnico e per trasmettere un certo grado di valori. Nonché di contatto umano utile a contraddistinguerci.

Il content marketing come si inserisce in questo percorso?

Il content marketing è una valida strategia da perseguire al fine di dimostrarsi autorevoli realtà del settore. E, al contempo, per diventare importanti punti di riferimento per la propria nicchia.
Grazie ai numerosi format di materiali che si possono realizzare – video, infografiche, podcast ad esempio – con relativa facilità, tutti hanno gli strumenti per ottenere visibilità e autorevolezza nella propria nicchia. Per distinguersi dal mare della concorrenza e per stabilire un rapporto con i propri follower.

Non è raro che i miei lettori mi contattino per ringraziarmi di news del settore – non scritte da me – che mi limito da condividere: questa è un’esperienza che auguro a tutti, perché significa di essere diventati utili per coloro a cui ci si rivolge. La strategia di content marketing sta funzionando.

SEO e blogging, la soluzione preferita?

Entrambe. Il blogging è il quadro, e la SEO la cornice. Occorre presentare contenuti freschi, rilevanti e originali, preziosi per i propri lettori per convincerli a condividerli con altri. La SEO serve a facilitare la comprensione da parte dei motori di ricerca. Così anche chi non ci conosce ma effettua ricerche può raggiungerci grazie alla strategia di inbound marketing e contattarci.

Perché un’azienda dovrebbe puntare sull’inbound marketing?

L’inbound marketing è una strategia applicabile internamente, previa adeguata formazione delle risorse coinvolte. Il che determina l’assoluto controllo dei materiali realizzati e la massima flessibilità per introdurre variazioni nel piano editoriale anche in corso d’opera.

Questo, per le aziende medio piccole – la stragrande maggioranza di quelle che conosco in Italia – può essere un vantaggio non da poco, in quanto permette di rispondere alle esigenze della direzione. E di verificare work in progress i risultati in termini di ROI e conversioni che si riesce a ottenere grazie alla strategia di inbound marketing.

Un consiglio che cambierà la vita del lettore

Mettiti ogni giorno nei panni dei tuoi clienti, dei tuoi lettori, dei tuoi seguaci. Non dare mai per scolpite nella roccia le tue strategie, accetta l’idea di sbagliare e di dover ricominciare tutto da zero, sempre.

Ho riscritto una decina di volte il piano editoriale del mio blog, mano a mano che potevo osservare le reazioni dei miei lettori e capivo cosa risultava utile e cosa no. Mi ero impegnato nel realizzare determinati contenuti, ma la priorità rimane sempre risultare utile e prezioso per i miei seguaci.

Perciò non ho avuto remore nel tornare sui miei passi e ad ammettere a me stesso che avevo sbagliato e che potevo migliorare le mie strategie di inbound marketing. Credo che umiltà e dedizione verso i propri lettori siano doti che non debbano mancare né a un blogger né a un SEO.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

More PostsWebsite

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedIn

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.