Usa SEO e User Experience per migliorare il blog

Usa SEO e User Experience per migliorare il blog
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Il concetto che unisce SEO e User Experience, tutto sommato, è abbastanza semplice. Prima l’ottimizzazione per i motori di ricerca si basava su un ragionamento basilare: questa è la keyword che mi serve, quindi la devo conquistare. E la pagina deve essere ottimizzata per raggiungere quest’obiettivo strategico.

Risultato? Massima attenzione per la SEO on-page in senso stretto, ma risorse penose dal punto di vista dell’usabilità e dell’accessibilità. O meglio, dell’esperienza utente. Nel tempo Google ha introdotto nuovi parametri per il posizionamento, per definire il ranking nella serp. E ha lavorato verso una direzione.

Al centro c’è il singolo, e la SEO diventa un processo olistico. Ovvero, non riguarda solo l’uso delle parole chiave nel testo e i link in ingresso ma tutto deve essere definito per permettere a Google di individuare il miglior risultato possibile. Sotto tutti i punti di vista, non solo per la qualità del testo e i backlink.

Che restano comunque fattori decisivi, ma oggi SEO e User Experience sono dei pilastri da definire con cura quando inizia  lavorare su un blog aziendale, prima ancora di definire il piano editoriale. Perché tutto questo fa parte del tuo successo anche quando decidi di puntare sul content marketing. Allora, ti ho convinto? Ecco una serie di consigli per migliorare il tuo rapporto tra SEO e User Experience.

Da leggere: content marketing e SEO, i contenuti che fanno la differenza

Iniziamo dall’intento di ricerca

Punto di partenza per definire il rapporto tra SEO e User Experience: dare alle persone ciò che stanno cercando. Questo principio si declina sotto tanti punti di vista, ma il primo che voglio analizzare è quello della search intent.

Ovvero l’intento di ricerca. Tu lo devi comprendere, analizzare e soddisfare. Non solo dal punto di vista testuale, ma attraverso video, immagini, audio e grafici. Senza dimenticare l’organizzazione dei contenuti.

Se gli utenti cercano “comprare casa al mare” cosa si aspettano di trovare? Una serie di possibili acquisti con immagini, prezzi, informazioni sul luogo o un blocco di testo per spiegare l’importanza delle case al mare? Magari in una pagina che mette in secondo piano la possibilità di sfogliare gli acquisti, e che presenta immagini brutte? Cerca di capire cosa vogliono le persone, crea il miglior contenuto possibile.

Crea una struttura facile da navigare

Difficile ignorare questo punto se vuoi affrontare il tema legato a SEO e UX. Il menu di navigazione permette alle due entità che ti interessano (il lettore e Google) di capire cosa è importante per te, cosa è prioritario. Quali sono i consigli da rispettare in questi casi per un blog aziendale?

  1. Usa etichette semplici da comprendere.
  2. Non creare una struttura troppo profonda.
  3. Non creare menu a tendina troppo grandi.
  4. Metti in evidenza ciò che serve.
  5. Non inserire troppi elementi nel menu.

In un menu ci sono le pagine istituzionali ma devi inserire ciò che serve al tuo business: le landing page. Ogni servizio ha una pagina dedicata e una presenza nella tab di navigazione. Lo stesso vale per le risorse utili che vuoi spingere, magari delle guide o dei post più importanti. Ricorda, comunque, il principio chiave di una buona struttura: semplicità. Se metti tutto nel menu, in realtà, non metti niente.

Usa un design responsive per il mobile

Questo è un punto essenziale, quasi banale ricordarlo però è giusto farlo: devi creare un blog responsive. Ovvero capace di adattarsi ai vari dispositivi. Il punto è che tutti i template,oggi, offrono questa possibilità. Ma non sempre sono ben strutturati. Quindi ti consiglio di effettuare un test mobile di Google per scoprire e correggere eventuali falle. In modo da offrire la migliore UX da mobile. Senza dimenticare un punto.

SEO e User Experience

Ovvero che non sempre il blog è la migliore soluzione per fruire i contenuti. Molti progetti editoriali hanno pubblicato anche delle app: in questo modo l’utente può fruire i contenuti da una struttura pensata per il mobile, nata in questo contesto e con una User Experience diversa. E ovviamente migliore.

Organizza le informazioni in modo intuitivo

Un punto strettamente legato al precedente: l’architettura delle informazioni è un processo indispensabile per migliorare la relazione tra SEO e User Experience. Il concetto base è questo: le persone devono essere felici di arrivare sul tuo sito. Se lo fanno vuol dire che ti sei posizionato bene e che stai lavorando alla grande con i social. Ma ora devi strutturare le informazioni in modo rendere semplice la lettura.

In che modo? Prima le informazioni più importanti, poi l’approfondimento e infine la chiusura. Uno schema che non segue il classico principio della piramide rovesciata del giornalismo. In questo caso alla fine si inseriscono i testi meno importanti, ma sul web si nota un focus all’inizio e alla fine della pagina. Ecco il grafico di Jakob Nielsen: sull’above the fold si concentra l’attenzione, ma non solo.

Quindi non puoi accontentarti di dire tutto all’inizio e diventare sempre meno interessante. Ricorda che alla fini di un articolo, o di una pagina web, si concentra l’attenzione del tuo pubblico. Quindi ti consiglio di sfruttarla con una sintesi di quello che hai scritto e con una call to action: un invito a fare qualcosa, magari anche un’azione legata alla tua attività commerciale.

Cura i microcontenuti fino alla perfezione

I microcontenuti sono stringhe di testo che consentono al lettore di orientarsi e navigare al meglio. Sono dei dettagli che fanno la differenza, soprattutto quando riescono a influenzare in modo decisivo il posizionamento sui motori di ricerca. Il più importante è il tag title: in meno di 70 battute devi lavorare sulla SEO e sull’esperienza umana.

Devi spiegare perché si dovrebbe cliccare sul tuo risultato. Questo vale anche per la meta description, per l’anchor text dei link interni ed esterni, per i sottotitoli e per i vari heading. Dall’H1 all’H2 fino all’H6: i titoli della pagina web devono essere un manifesto di chiarezza. Insieme anche alle informazioni che circondano le immagini (attributo title, didascalia e testo alternative).

Vuoi un libro sulla User Experience? Compra “Usabilità. Individuare e risolvere i problemi” e “Don’t make me think. Un approccio di buon senso all’usabilità web e mobile” di Steve Krug, imperdibile. Tra gli italiani suggerisco Web usability. Guida completa alla user experience e all’usabilità per comunicare e vendere online di Jacopo Pasquini e Simone Giomi.

Crea pagine veloci da caricare

Questo è un punto chiave per unire SEO e User Experience: devi migliorare la velocità delle pagine. Il blog deve aprirsi nel minor tempo possibile per dare al lettore il risultato. Questo è decisivo in un e-commerce, ma anche altri tipi di siti web devono rispettare questi passaggi già consigliati da Google.

 

Mountain View, infatti, ha inserito la velocità di caricamento delle pagine nei fattori di posizionamento. Questo perché, come sempre, deve restituire i migliori risultati possibili. Un valore che riguarda la velocità di caricamento pagina. Come si migliora? Comprimendo le immagini nel modo giusto. ad esempio.

Ma non solo. Buoni risultati arrivano scegliendo server veloci, e minimizzando codice in eccesso. Vuoi un consiglio? Fai un test con Google Pagespeed Insight e risolvi le criticità seguendo le indicazioni del tool.

Da leggere: come creare una strategia di inbound marketing

SEO e User Experience: la tua opinione

In questo articolo trovi la mia esperienza per quanto riguarda SEO e User Experience declinata nel mondo dei blog aziendali. Un’esperienza che mette in primo piano l’utente: fai qualcosa di buono per le persone, metti in luce ciò che dovrebbero leggere e fare all’interno di un sito. Semplifica. Fa’ in modo che tutto sia lineare. Sembra così semplice, vero? Qual è invece la tua esperienza? Lasciala nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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