annette palmieri

Scrivere per passione: intervista ad Annette Palmieri

Scrivere per il web. Passione o lavoro? Punti di vista differenti, c’è chi si avvicina a questo settore ragionando in termini pratici: voglio scrivere articoli, pagine web, landing page. E lo voglio fare per lavoro. Poi c’è chi parte dalla passione, dal legame intimo e confidenziale con il foglio di carta.

Un foglio di carta che si trasforma in monitor, file Word, post di WordPress e landing page. Quando la passione guida la tua mano nel mondo della scrittura online c’è poco da aggiungere: i risultati arrivano. Ecco perché oggi ho deciso di intervistare Annette Palmieri per le eccellenze digitali italiane.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Sono Annette Palmieri (www.annettepalmieri.it), una sognatrice che crede di poter dare il proprio contributo per rendere il mondo un posticino migliore utilizzando le parole. A differenza di Miss Italia non prego per la pace nel mondo, mi basterebbe ci fossero meno errori e meno improvvisazione in giro per il web.

Quindi, mi occupo di parole. Nasco con una forte passione per il giornalismo, mondo da cui mi sono allontanata dopo un primo approccio traumatico. Continuando a scrivere sono arrivata su vari blog come Inside Marketing e Social Media Life e da poco sono approdata sul mio sito personale.

Da qui ho iniziato a studiare per imparare a creare i tanto discussi contenuti di valore per le aziende. Dopo qualche esperienza nel mondo dell’IT, sono diventata Social Media & Content Strategist.

Oggi lavoro come freelance.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Forse mi sono dilungata troppo, come mio solito, nella risposta precedente. Fin da bambina avevo la passione per la scrittura e ho iniziato a frequentare il corso di Scienze della Comunicazione perché essere giornalista era il mio sogno nel cassetto. Studiando ho conosciuto nuovi mondi che prima mi erano sconosciuti e più studiavo, più mi innamoravo.

La mia è stata una scelta di cuore. Ho iniziato così, lavoricchiando e cercando di confrontarmi con le persone che ritenevo competenti. Sono passata per la fase del lavoro a gratis e non me ne vergogno. Forse è il periodo in cui ho imparato più cose, ed è grazie a tutto ciò se oggi sono dove sono. Non mi ritengo una persona arrivata, tutt’altro. Imparo ogni giorno.

Meglio lavorare come freelance o in azienda?

Per me la risposta è ovvia, ma non credo esista una verità universale. Questione di attitudine mi verrebbe da dire. Io ho avuto qualche esperienza in azienda, ma a causa della mia smania e del mio non riuscire mai a stare ferma ricordo quei periodi come delle torture.

Oggi lavoro come freelance e sono felicissima, mi piace la vita che conduco anche se vuol dire rinunciare spesso al mio tempo libero. Per me scrivere è una passione, non solo un lavoro. Quindi non mi importa farlo ininterrottamente.

Come inizia la tua giornata?

La mia giornata inizia con una tremenda sveglia che mi separa dal mio letto e dal mio gatto. Un caffè e subito corro verso il treno che mi porterà in un posto diverso a seconda del giorno della settimana. Approdo in un ufficio e mi tuffo immediatamente sui canali dei miei clienti per poi passare alle mail.

Appena arriva la calma inizio a cercare notizie sul web per capire se c’è stato qualche aggiornamento. In caso positivo inizio a pensare come proporlo ai miei clienti per testarlo immediatamente. Non mi piace criticare o elogiare a vuoto.

Content marketing: la soluzione definitiva?

Sono di parte, ma la risposta è chiaramente sì. Troppo spesso si dimentica che i contenuti non si identificano soltanto in un post sul blog. I contenuti sono le immagini che un brand pubblica, la newsletter che invia, i copy che scrive sui social.

Riuscite a immaginare una strategia che non contenga questi elementi? Ovviamente no, quindi ecco che i contenuti diventano indispensabili per conquistare l’attenzione degli utenti. Ma la creatività non basta. Ormai siamo invasi, riceviamo informazioni da ogni fronte. Avere una buona idea a parer mio non basta per penetrare il target, ci vuole una metodologia.

Bisogna analizzare il mercato e gli utenti a cui vogliamo parlare. Cosa vogliono sentirsi dire? Soprattutto, come? Gli strumenti per fare questi studi sono ormai migliaia, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Per deformazione professionale cerco di creare un mio piccolo database: solo a quel punto metto in campo la famigerata “creatività”.

Lavorando in questo modo, anche la misurazione sarà più semplice. Questa fase è fondamentale per capire quali sono i canali e i contenuti migliori per scegliere in quale direzione continuare e raggiungere l’obiettivo di business.

Native advertising: come si inserisce in questo percorso?

Il Native Advertising si inserisce rispetto a due passaggi citati in precedenza. Siamo sotto attacco informativo ogni giorno. Ci si allontana da questi contenuti che a volte risultano invadenti per passare a una tipologia di advertising dedicata al coinvolgimento dell’utente.

Coinvolgere l’utente, appunto. Questi sono contenuti che non elogiano il brand ma forniscono informazioni utili. Ecco, torniamo alla mia risposta alla prima domanda: i contenuti di valore. Non tradire mai l’utente è l’obiettivo. Si è fermato sul vostro blog, lo sta sfogliando, vi sta regalando la sua attenzione. Dategli qualcosa che valga la pena di essere letto.

Il Content Marketing e il Native Advertising si incontrano perché entrambi producono un contenuto di valore per gli utenti: promuovono un brand tramite qualcosa che possa lasciare il segno e fare la differenza. Poi, non si fa altro che parlare di Influencer Marketing: come si può pensare di non integrare il Native Advertising?

Contenuti e blogging, la soluzione preferita?

Come chiedere a un bambino se ama le caramelle! Creare dei contenuti per il blog è di fondamentale importanza per le aziende che scelgono di essere online per due motivi: il blog, se fatto bene e con una corretta strategia dei contenuti, vi aiuterà in chiave SEO. Se poi create dei contenuti interessanti, e che forniscano la soluzione a un problema, otterrete dei buoni risultati in termini di fidelizzazione.

Attenzione a non cadere nell’autoreferenzialità. Parlare soltanto di quanto si è belli e di quanto si è fighi non importa a nessuno. Offrire una soluzione è la via giusta. Assicuratevi che al motore di ricerca piaccia quello che avete scritto, ma ricordate che l’utente compra. Google invece no.

Perché un’azienda dovrebbe puntare sulla brand strategy?

Perché stare online senza una strategia equivale a non esserci. Se decidete di utilizzare dei canali online per raggiungere il grande pubblico, ma non avete alcuna intenzione di affidarvi a un professionista che vi permetta di avere una strategia, vi consiglio di eliminare tutti gli account che avete creato.

Avere una strategia vuol dire chiarire gli obiettivi e le strade da percorrere per arrivarci. Un consulente di web marketing è come il navigatore quando andate in vacanza ma non conoscete la strada.

Un consiglio che cambierà la vita del lettore

Non penso di poter cambiare la vita a nessuno, i guru non esistono e anche se esistessero io non lo sarei di certo. L’unico consiglio pratico che posso dare a chi sta leggendo è di sperimentare.

Nel web marketing non esistono regole universali. Non si può pensare di applicare una strategia dei contenuti per ogni azienda. Ognuno ha le sue problematiche e i suoi punti di forza, quindi già sapremo cosa non fare.

Capire cosa fare è senza alcun dubbio più difficile, quindi procedere sperimentando vi aiuterà a scartare e a correggervi lungo il percorso. Alla fine vi ritroverete con un sacco pieno di emozioni e di conoscenza.

“Quando tutti pensano nella stessa maniera, allora nessuno pensa veramente.”

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