Come trovare l’intento di ricerca del pubblico partendo dalla serp di Google

Come trovare l’intento di ricerca del pubblico partendo dalla serp di Google
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Uno dei punti essenziali per attivare una buona campagna di content marketing sul blog aziendale, o per una qualsiasi attività SEO di successo: scoprire intenti di ricerca del pubblico.

Un tempo si ragionava intorno al concetto di keyword principale, e si scrivevano testi capaci di ripetere all’infinito quella parola chiave. Questione di densità, di percentuali. Poi qualcosa è cambiato nell’algoritmo e il consiglio è stato chiaro: usate sinonimi, variate il vocabolario dei post e il lessico delle pagine.

Più o meno le cose che mi dicevano di fare alle scuole medie, ecco. Quindi nulla di nuovo sotto al sole, neanche quando le indicazioni dei massimi esperti SEO sono andate verso lidi migliori e più interessanti.

Come, ad esempio, il Latent semantic indexing che consente a Google di trovare una relazione tra quello che scrivi e ciò che vuoi dire. Facendo saltare il concetto di corrispondenza esatta della keyword.

Per approfondire: la guida per fare inbound marketing

Perché cercare di scoprire il search intent?

La SEO è diventata un’arte raffinata. O più umana, decidi tu come definirla. Hai presente tutte le volte che trovi un risultato in prima pagina che non ha neanche la query nel tag title, elemento cardine della SEO?

Perfetto, il concetto è questo. Ecco perché oggi è sempre più importante capire non quale keyword cercano le persone, lo puoi fare senza problemi con tutti i SEO tool che abbiamo a disposizione. Oggi il vero lavoro sta nel capire cosa vogliono gli utenti. E la serp può aiutarti a trovare una risposta.

Partiamo da un presupposto importante: se Google inserisce un contenuto nella serp c’è un motivo. Vuol dire che le persone hanno bisogno di alternative, gradiscono altri tipi di soluzioni. E questi box avranno posizioni in base alla corrispondenza tra query ed esigenze specifiche.

Se da mobile cerco [app per scrivere] avrò in primo piano gli store per scaricare le utility. Un passaggio che non apparirà su desktop. Quindi le serp variano in modo da dare alle persone ciò che vogliono in un determinato momento, sono in continuo mutamento. E se le osservi puoi ottenere informazioni preziose.

Presenza o meno di immagini o contenuti video

La prima idea è semplice: ecco cosa succede se cerchi un termine, senza fare alcun riferimento al tipo di contenuto che ti serve, e scopri intenti di ricerca che non ti aspettavi. Così capisci cosa vuole la maggior parte delle persone che cercano la query [buongiorno]. Non di certo l’etimologia della parola o l’almanacco.

serp google

Cercano immagini da scaricare per condividerle sui social. O magari frasi e citazioni. Lo stesso discorso vale per i video. In una prima pagina di Google io posso trovare i link che portano ai tutorial per svolgere un’azione, ma anche dei video che spiegano ogni passo. Così è facile scoprire gli intenti di ricerca.

La persona non ha bisogno solo di una guida scritta, preferisce guardare e risolvere in pochi secondi. Quindi, come scoprire intenti di ricerca e ragionare in termini di content marketing?

serp con video

Semplice, crei l’articolo e lo arricchisci con foto dettagliate. Ma fai un bel tutorial da caricare su YouTube. Che verrà embeddato nella pagina. Magari all’inizio, above the fold. In questo modo le persone trovano la risorsa, vedono il contenuto e magari approfondiscono nel testo. Se sei fortunato, puoi posizionarti in prima pagina con più di una proposta proprio come è successo a me, non è così difficile.

Correlazioni: cosa vogliono i lettori sul tema

Uno degli strumenti più interessanti per scoprire intenti del pubblico attraverso Google: le correlate, keyword che rappresentano query già effettuate da un numero sufficiente di persone per essere prese in considerazione dal motore di ricerca. Che propone questi consigli con Google Suggest.

I risultati del passaggio li puoi notare nel completamento di ricerca nel form per inserire la richiesta. Ecco il primo esempio: riprendendo sempre la query dedicata al tag alt puoi vedere che ci sono dei suggerimenti che vanno oltre le parole digitate, rimandando a concetti correlati ma non richiesti dall’utente in questo momento. Sto parlando di didascalia e SEO, solo per citare i più eclatanti.

Perché puoi trovare altri casi nel footer della serp. Questo però è solo una parte del grande bagaglio che puoi ottenere attraverso i SEO tool per copywriter più famosi che lavorano proprio sul concetto: estrapolare le correlazioni. Sto parlando di Answer The Public, Ubersuggest e Keyword.io.

Quest’ultimo ha il grande pregio di lavorare su YouTube, Amazon, eBay e altri portali. Le persone non effettuano ricerche solo su Google e se vuoi scoprire intenti di ricerca diversi hai un estremo bisogno del tool appena citato. Che, tra l’altro, è gratis e comprende la funzione per esportare le keyword.

Quali sono le domande utili agli utenti?

Beh, per lavorare nella direzione giusta puoi sfruttare Answer The Public oppure chiedere a Google. Nella versione inglese, infatti, il motore di ricerca ha proposto già da qualche tempo un box con le domande collegate alle query. Così può essere facile creare una pagina FAQ.

domande utenti

L’aspetto interessante del widget è il fatto che non si limita alle domande che trovi nella lista: aumentano a ogni click che fai sulle voci, e anche se in inglese possono essere utili per scoprire query in italiano.

Struttura e architettura delle informazioni

Dal mio punto di vista Google dà indicazioni interessanti sul modo in cui presentare i dati e i contenuti. Pensa al Knowledge Graph e al pannello che appare a destra: luoghi di interesse e aziende private possono sfruttare questi spazi per far capire al pubblico cosa fanno, quando sono aperti e come vestirsi.

Puoi trovare perfino gli orari in cui c’è più folla. Sai di cosa sto parlando? Informazioni per scoprire intenti di ricerca. Un passo avanti lo puoi fare cercando le pagine guida delle località turistiche.

architettura delle informazioni

Basta inserire il nome di un luogo di villeggiatura o una città famosa per avere una sintesi organizzata con tutto quello che devi sapere e avere a portata di mano per organizzare la vacanza, dai contenuti commerciali per effettuare le prenotazioni alle informazioni. Il tutto alternando testo, immagini, video.

Senza dimenticare le mappe interattive che aiutano a orientarsi nei luoghi. Google sa cosa vogliono le persone e tu dovresti osservare il suo modo di presentare i contenuti quando progetti una pagina.

Da leggere: vuoi aumentare i backlink con il blog?

Come scoprire intenti di ricerca secondo te?

Il lavoro in questione non è importante: è fondamentale. Puoi basare l’ottimizzazione SEO per ecommerce su questa strategia, ma vale per qualsiasi progetto web che si rispetti. La differenza tra due query simili può essere abissale perché oggi Google è in grado di ipotizzare, con una buona dose di sicurezza, cosa vogliono le persone. O meglio, studia ogni giorno e migliora sempre di più. O almeno così dice. Per intercettare e scoprire intenti di ricerca preziosi non puoi fare altro che continuare in questa direzione.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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