Quando lo storytelling diventa narrazione: intervista a Francesca Sollo

Quando lo storytelling diventa narrazione: intervista a Francesca Sollo

Francesca Sollo

29 anni (più 20 che 9!), Laureata in Culture Digitali e della Comunicazione e in Imprenditoria e Creatività si occupa di Social Media, Copywriting e Blogging. A metà strada tra una sarcastica Lisa Simpson, una sognante Amelié ed un pedante Ciuchino. Creativa, vulcanica e terribilmente insicura, fa della passione il suo lavoro e del lavoro la sua passione. Parla tanto, scrive ancora di più e non fa altro che postare su Instagram, il suo posto nel mondo.

[Total: 0 Average: 0]

Quando nasci e vivi a Napoli, terra baciata dal mare, hai la passione per il turismo nel sangue. Non è sempre così, non è un dogma. Ma chi conosce l’accoglienza e la tradizione di questa terra sa bene che si tratta anche di un settore economico in perenne sviluppo.

Un settore che si fonde ogni giorno di più con il web. Ed è per questo che abbiamo bisogno di persone in grado di gestire i codici della comunicazione digitale. Ma anche le tecniche narrative che fanno riferimento allo storytelling aziendale. Ecco perché abbiamo bisogno di figure come Francesca Sollo.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Sono Francesca Sollo, Cora per gli amici e per il digitale. Sono una a cui piace il lato buono del web, che crede fortemente nel valore aggiunto di una buona strategia digital e che i social media siano qualcosa da prendere con leggerezza ma con professionalità.

Sono vulcanica, energica addicted alle cose belle della vita: il mio lavoro è una di queste e non lo cambierei per nulla al mondo. Sono quella che Claudio Gagliardini definisce “socialmediacosa”: mi occupo, cioè, di prendere per mano un’azienda e aiutarla a capire come e perché costruire una presenza sul web e sui social media. E’ la mia missione appena metto il piede (giusto) a terra.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Ho cominciato come tutti: la passione per la scrittura mi ha sempre aiutata a comunicare con il mondo meglio delle parole che uscivano dalla bocca. Ero una bimba impacciata che si rifugiava nei libri appena poteva. Ho cominciato riscrivendo il mio libro preferito: Alice Nel Paese delle Meraviglie.

Migliaia di parole dopo ho cominciato a scrivere prima per Ninja Marketing e poi per Nonconvenzionale. Da qui è cominciata una vera e propria palestra digital con Sasà Tomasello (che mi ha insegnato tutto quello che so) e ho lavorato con alcune agenzie campane.

Quindi meglio freelance o in agenzia?

Quando sei una freelance hai tanta libertà ma ti manca il confronto continuo con professionalità differenti che è quello che poi ti porta a maturare esperienza. Quando sei in team, però, a volte ti sta stretto il dover sempre rendere conto ad altri del tuo lavoro e non solo al cliente.

E’ la classica domanda da un milione di dollari: cioccolato al latte o fondente? Una borsa di Pinko o di Micheal Kors? Insomma, diciamo che lavorare come freelance ti permette di personalizzare al massimo la tua performance ma in team hai tantissime risorse da sfruttare e dalle quali puoi imparare!

Come inizia la tua giornata?

Con un buongiorno, un bacio ed un caffè! Citazioni a parte, comincia alle sei perché amo dire che mi sveglio presto, ma prima delle sette e trenta non riesco a mettere giù i piedi dal letto.

Quando lo storytelling diventa narrazione: intervista a Francesca SolloInstagramPinterest e Facebook mi fanno compagnia mentre faccio colazione, poi una scorsa alle email mentre arrivo in ufficio, riunione per organizzare la giornata e poi mi divido tra conversazioni online, i post da scrivere per la settimana seguente e la pianificazione delle azioni strategiche da mettere in piedi per i clienti. A metà giornata sono già stanca ed arriva il 24esimo caffè.

La verità è che sono super super disorganizzata ed utilizzo ancora la mia Moleskine della Lego e Wunderlist per tenere traccia di ogni minima cosa. Sono una perfezionista (con il lavoro degli altri) ed ogni parola che viene pubblicata deve essere un “buon lavoro”. Respiro di to-do-list ed il mio ufficio è rivestito di post-it quindi è impossibile che mi sfugga qualcosa 😀

Perché i social sono così importanti per un’azienda?

Posso essere sincera fino in fondo? Tutti si aspettano che iscrivendosi a Facebook, Instagram o Twitter si faccian soldi. Cominciamo con lo sfatare il mito del social facile. Dietro ogni pubblicazione c’è uno studio approfondito del target, un’analisi della web reputation, una pianificazione strategica ed editoriale ed un’attenta reportistica.

C’è, insomma, tanto lavoro e tanto impegno. Non è facile far passare questo messaggio ai clienti ma, quando ci riesci, gli occhi ed il cuore ti brillano e sai che stai (finalmente) facendo qualcosa di buono, stai facendo passare il messaggio giusto!

I social media servono proprio a questo: presenziare un canale (ndr. scegliendo quello giusto!) producendo valore aggiunto all’utente finale ed umanizzare il volto dell’azienda.

Ti occupi spesso di storytelling turistico…

Ormai lo storytelling è come la Nutella: non puoi farne a meno. Tutti hanno una storia da raccontare ed il settore turistico ha più storie di tutti. Ogni località è qualcosa di unico e ogni struttura ricettiva ha un proprio modo di viverla.

Le persone hanno bisogno di sognare per evadere dalla routine e quindi è giusto raccontare il lato bello delle cose ma necessitano anche di tanta coerenza! Andare in un albergo e trovare una piscina di 2 metri per 2 quando dalle foto sul sito quella appariva come un qualcosa di olimpionico è dura da accettare!

In sintesi raccontare si ma con tanta attenzione perché il turista oggi è sempre più competente, selettivo e, soprattutto, condivide la sua esperienza con gli altri. Intercettare queste “conversazioni” ed integrarle nella propria strategia editoriale è la strada migliore.

SEO, PR, Copywriter, Social Media: e la tua professione?

In una piccola agenzia come la nostra spesso ti trovi a dover parlare direttamente con un cliente e che questo abbia bene in mente cosa vuole. Il mio lavoro è interagire con lui in maniera trasversale. Mi spiego meglio: un progetto è fatto da diversi “pezzi”, come in un puzzle. “Fare solo i social media” sarebbe da pazzi e, soprattutto, non servirebbe davvero a nulla.

Si deve quindi pensare di integrare tutto in una visione di insieme e cercare di progettare insieme al cliente un ecosistema digitale in cui i social media (ed il blogging) sono una parte fondamentale ma non meno importante di altre. Fortunatamente la coerenza ed il rispetto dei ruoli e dei vari “ingranaggi” di un sistema funzionano!

Native advertising: l’autenticità del web è in pericolo?

Non credo, sinceramente, anzi. La libertà del web sta proprio nel poter scegliere se usufruire di un contenuto o meno. Il pulsante skip (exit, uscita di emergenza, “andate via tutti e lasciatemi sola”) esiste e, se qualcuno non vuole fruire un contenuto, può utilizzarlo liberamente.

La credibilità di un contenuto, invece, è un’altra storia e dipende dal publisher, da quello che ha scritto in passato, dalla sua autorevolezza e dal tipo di azione che compie nei confronti del pubblico.

Le marchette lasciano il tempo che trovano, un contenuto autentico si riconosce: gli utenti non sono zucche vuote, sanno quando l’autore sta mentendo! In sostanza, l’autenticità del web non è in pericolo. Per me è no 😉

Qual è stato il progetto di maggior successo?

Meno di sei mesi fa mi sono innamorata di un prodotto. Lo ammetto, però, vinciamo facile. Con i bimbi è impossibile non divertirsi! Ho cominciato ad occuparmi della community di Neolatte a settembre e nel giro di pochi mesi abbiamo messo su una community di mamme e papà che interagiscono, si scambiano consigli e si sostengono a vicenda.

Sono riuscita a creare quel valore aggiunto di cui si parla tanto conversando con loro ogni giorno e chiedendo continuamente cosa servisse per rendere migliore il posto in cui “respiravano l’aria di casa” (cit. di una neomamma) per qualche minuto al giorno.

Non avere mai paura di chiedere e di parlare con le mamme, utilizzare un tono di voce autentico e che facesse capire loro che ci importa davvero di quello che pensano è stata la chiave di questo progetto. Tenere davvero loro la mano “digitalmente” è un’emozione davvero gratificante!

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

More PostsWebsite

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInPinterest

Trackbacks/Pingbacks

  1. 4 caratteristiche di un grande visual storytelling | MediaBuzz - […] qualche giorno fa ho pubblicato l’intervista a Francesca Sollo dedicata allo storytelling turistico, una sezione del grande filo dedicato…
  2. Per fare storytelling devi creare connessioni | MediaBuzz - […] caratteristica utile per lavorare nel miglior modo possibile con una disciplina così ampia. Lo storytelling, infatti, affonda le sue radici…

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.