Personal Branding su Twitter: 6 regole da mettere in pratica ora

Personal Branding su Twitter: 6 regole da mettere in pratica ora
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Cosa significa fare personal branding? Promuovere senza sosta la propria immagine o il proprio nome? No, non credo. Gridare ai quattro venti il proprio stile di vita, mostrare sfarzi e lussi? Tutto questo è ben lontano dal personal branding, una delle definizioni più controverse del web. Una buona definizione arriva da Wikipedia:

“Il personal branding è un processo attraverso cui un’azienda o una persona definisce i punti di forza (conoscenze, competenze, stile, carattere, abilità, ecc.) che la contraddistinguono in modo univoco, creando un proprio marchio personale, che comunica poi nel modo che reputa più efficace”.

Cosa noti in questo paragrafo ripreso da Wikipedia? Io metto l’accento sulla frase iniziale: definisce i punti di forza. Detto in altre parole, il personal branding non è un’attività da improvvisare e da portare avanti a tempo perso. Non è un gioco, ma una chiave utile per ottenere risultati precisi. Risultati utili per il proprio business.

Tutto può essere racchiuso sotto la voce personal branding: è una categoria trasversale. Come ti presenti in pubblico, come usi Facebook, come ti posizioni su Google lato SEO, come ti muovi nell’email marketing, come impagini le fatture e la carta intestata. Tutto può influenzare il personal branding. Anche la tua attività su Twitter, un social network che da sempre rappresenta un punto di riferimento per chi vuole definire la propria immagine online.

Twitter è utile per le aziende, è utile per i brand. Ed è fondamentale anche per chi vuole fare personal branding. Vuoi qualche consiglio? Ne ho individuati sei, prendendo spunto anche dalla mia esperienza.

Per approfondire: Hashtag Significato e come usarli su Twitter.

1. Ragiona sul visual

Il primo errore che tutti fanno, e che tutti credono di bypassare senza rendersi conto che basta un attimo per essere archiviati dall’occhio distratto: la scelta della grafica. Su Twitter non puoi modificare molto dal punto di vista del design. Puoi intervenire su tre aspetti:

  • Avatar.
  • Copertina.
  • Colori.

Per quanto riguarda i colori ti consiglio di seguire le scelte cromatiche del tuo blog o del tuo sito web. Puoi personalizzare i colori dei link, dello sfondo, dei dettagli. Il consiglio è di mantenere buoni livelli di leggibilità (magari con un buon contrasto di colori). Il secondo aspetto che puoi personalizzare è l’avatar, l’immagine che accompagnerà i tuoi tweet.

Scegli una foto personale, una foto che sia allineata con quella degli altri profili social. E scegli tra i migliori scatti: niente foto misteriose, sfocate, catturate durante feste universitarie. A meno che tu non voglia posizionarti come organizzatore di party. Non devi inserire solo una foto professionale (o peggio ancora da fototessera): deve essere una foto capace di raccontare la tua essenza.

A volte c’è bisogno di un fotografo professionista per ottenere un buon risultato. Per la copertina, invece, puoi utilizzare Canva: questo strumento ti consente di creare un header dalle dimensioni esatte partendo da modelli prestabiliti. In pratica è uno strumento prezioso, da usare con attenzione.

2. Interazione

I social servono a condividere contenuti. Sì certo, ma non solo. Ricorda che Twitter nasce e si sviluppa come luogo di discussione, per creare interazioni e per scambiarsi informazioni utili. Certo, mi rendo conto che se i follower aumentano è difficile. Non devi mai perdere di vista il tuo obiettivo: trasmettere il tuo essere individuo in carne e ossa, presente e attento nei confronti delle persone che seguono i tuoi aggiornamenti.

Personal Branding su Twitter

A volte basta una parola gentile, una risposta o un “grazie” per fidelizzare un lettore. Questa interazione deve rispettare tutto ciò che è hai deciso a monte per quanto riguarda il tone of voice da seguire nelle comunicazioni pubbliche sui social. L’aspetto umano è importante, ma non devi mai improvvisare.

Per approfondire: 5 modi per interagire con i clienti.

3. Scegli nome e bio

Twitter ti permette di inserire un link al blog o al sito web, e soprattutto ti permette di definire il tuo profilo con una bio. In poche battute devi presentarti al mondo intero, e molte persone decidono di seguire o meno un contatto grazie a questa stringa di 160 caratteri. Quindi:

  • Niente guru e massimi esperti mondiali.
  • Descrivi quello che sai fare.
  • Inserisci sempre un elemento personale.
  • Non mentire e non copiare.

Come suggerisce anche Riccardo Scandellari, le persone si riconoscono in chi ha interessi simili e in chi ha qualcosa da dire su un argomento. E le 160 battute di Twitter sono sufficienti per scrivere questi punti senza mettere da parte l’originalità.

Ora devi scegliere il nome utente. Devi puntare sulla semplicità. Vuoi usare Twitter per fare personal branding? Scegli il tuo nome e cognome, o il nickname con il quale sei conosciuto sul web. Riccardo Esposito diventa @RiccardoE, Riccardo Scandellari si trasforma in @skande.

4. Crea un seguito

Il punto essenziale: devi fare in modo che le persone ti trovino e ti seguano su Twitter. Ci sono molti step da seguire per aumentare i follower di Twitter, ma il primo passo che devi fare è semplice: inserire un bottone di following sul blog o sul sito web.

Inoltre puoi lavorare sugli hashtag per identificare il tuo nome brand con determinati contenuti. Ad esempio, ogni articolo che viene condiviso dal mio blog con il bottone ufficiale ha un hashtag: #mysw. Ovvero My Social Web. Puoi fare lo stesso con il tuo nome brand, e puoi trovare una combinazione per definire temi e argomenti. Esempio: #MySocialWriting, #MySMM, #MySocialSEO.

Per approfondire: come fare branding con un hashtag.

5. Visual, sì grazie

Mai dimenticare la forza del visual, mai sottovalutare l’importanza delle immagini e dei video nella timeline di Twitter. In primo luogo perché attraverso le immagini puoi sfruttare un ulteriore canale per comunicare i tuoi valori e le informazioni utili ai tuoi lettori. E poi perché le immagini piacciono.

Personal Branding su Twitter

Non lo dico io ma Dan Zarrella: i tweet con immagini hanno un maggior numero di ReTweet, quindi di condivisioni. Cosa significa questo? Maggior visibilità per i link che condividi. Prima di tutto per il tuo nome. Per il tuo brand. Quando pubblichi delle immagini su Twitter cerca di personalizzarle e di renderle facili da associare al tuo brand. In questo modo sfrutterai al massimo il potere della condivisione.

6. I contenuti

Il passaggio più importante? Non voglio dare precedenze e fare favoritismi, ma senza dubbio i contenuti che condividi sui social sono importanti per fare personal branding. Senza contenuti, infatti, il tuo account Twitter è un contenitore vuoto, è l’equivalente di un canale TV muto, invaso dalla nebbia elettrica.

Una buona immagine ti permette di comunicare determinati valori, stesso discorso vale per la biografia. Le persone ti seguono per un motivo preciso: i contenuti. Tutto ciò che pubblichi, tutto ciò che definisce la tua immagine online.

Perché questo è il profilo più interessante dei contenuti che condividi su Twitter: non sono neutri, aiutano i follower a posizionare il tuo brand e a collegarlo con determinati valori.

Io di solito cerco di mantenere un buon equilibrio tra i contenuti condivisi, dedicando al commerciale spazi minimi. Le persone non vogliono seguire un account Twitter per essere bombardate da messaggi pubblicitari: devi dare spazio alla qualità, ai link di valore, alle immagini e ai testi capaci di dare qualcosa ai follower.

Quando condividi un link stai lanciando un messaggio ai follower: “io approvo questo, il contenuto che ho lasciato in questo canale merita di essere letto e condiviso”. Quindi puoi fare personal branding scegliendo solo il meglio, rifiutando la fuffa e i prodotti/servizi commerciali incapaci di riflettere le tue reali preferenze.

E tu come usi Twitter?

Questo è il mio punto di vista diviso in sei punti. In questo modo puoi iniziare a usare Twitter per fare personal branding, e per farti conoscere nel miglior modo possibile. Cerca di diventare indispensabile, e lavora su una buona presentazione del tuo profilo. L’abito non fa il monaco, questo è vero. Bastano poche attenzioni per ottenere buoni risultati.

Ora aspetto la tua opinione: stai usando Twitter per fare personal branding? Come? Lascia la tua esperienza nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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