Eccellenze digitali: oggi parliamo di Web Usability

Eccellenze digitali: oggi parliamo di Web Usability
[Total: 0 Average: 0]

Quando decidi di pubblicare un blog, un sito web, un e-commerce hai un unico obiettivo: andare online e iniziare a lavorare sodo per raggiungere i tuoi obiettivi. Obiettivi che, a volte, non arrivano. Perché?

I contenuti di qualità ci sono, le foto sono spettacolari e l’estetica risponde alle moderne esigenze del web design. Hai anche contattato un esperto SEO per posizionare il sito: cosa manca?

Forse la risposta si trova nell’usabilità dei siti web, un universo di conoscenze che permette di rispondere a una domanda apparentemente semplice: le persone riusciranno a usare il mio sito nel modo giusto?

Un e-commerce deve agevolare l’utente è spingerlo verso l’acquisto di un prodotto, un blog deve proporre contenuti in modo chiaro, un sito di prenotazioni deve snellire il processo e chiarire subito il suo scopo. Sulla carta tutto questo appare semplice, in realtà si nascondono decine di ostacoli. Ostacoli che spesso inserisci tu nelle pagine dei tuoi progetti.

Certo, non lo fai con coscienza. Ma solo perché non è semplice avere una conoscenza completa dell’usabilità. Per questo fa sempre comodo avere sulla scrivania un libro come Web Usability, un lavoro firmato da Simone Giomi e Jacopo Pasquini che oggi saranno protagonisti dell’intervista settimanale dedicata alle eccellenze digitali.

Ciao! Quali sono le vostre competenze?

Ciao a tutti e grazie per l’ospitalità. Jacopo fa consulenza e formazione di marketing e comunicazione digitale, Simone è specializzato in User Experience Design.

Come e quando avete deciso di occuparvi della Web Usability?

Entrambi abbiamo studiato Scienze della comunicazione all’Università di Siena – seppur con specializzazioni diverse – ed entrambi, poi, abbiamo avuto collaborazioni professionali focalizzate sulla UX con aziende piccole e grandi, enti e istituzioni e con web agency.

Come inizia la vostra giornata? E come continua?

Tap, tap, tap. Clic, clic, clic.

Meglio freelance solitario o in team?

Dipende. Quando iniziamo un progetto, durante la fase di analisi, preferiamo la concentrazione in solitaria; nei momenti creativi e di test, invece, è senza dubbio meglio il gruppo.

Perché un professionista del web dovrebbe interessarsi di Web Usability?

Perché Internet è ancora piena di siti, e-commerce e blog che non riescono a comunicare in maniera efficace, efficiente e soddisfacente. Un digital specialist non può ritenersi tale se non ha acquisito la giusta sensibilità su tematiche UX: poco importa se quotidianamente si occupa di web marketing, project management, social media, sviluppo web o design delle interfacce.

La Web Usability è trasversale: interessa il branding, l’architettura del sito, la scrittura. Ma c’è un settore particolarmente legato a questo campo?

Esatto, l’usabilità è una disciplina che impatta moltissime componenti cognitive dell’interazione e tutte vanno soppesate al meglio, così come gli ingredienti di una ricetta culinaria. La parte difficile da gestire per chi si occupa di web usability è proprio quella di non far emergere un aspetto specifico a discapito del quadro di riferimento complessivo.

Se un sito intercetta sulle esigenze degli utenti diventa intuitivo, piacevole e, perché no, orientato al marketing.

Quanto conta oggi la User Experience?

Il nostro lavoro consiste nel creare esperienze web e mobile memorabili, coerenti con i valori di marca e, soprattutto, usabili. Quando un sito o una app funziona come si deve non se ne accorge nessuno.

Quando qualcosa non va allora si corre ai ripari cercando di risolvere i problemi di usabilità più evidenti. In realtà, la UX dovrebbe essere un processo di progettazione ciclico, costante e iterativo e non la panacea una tantum per rimediare ai mali del cattivo design.

Per questo la User Experience deve posizionarsi sempre più centro nella strategia digitale adottata dai brand: purtroppo però, nella maggior parte dei progetti nei quali veniamo coinvolti, tutto ciò non è ancora un concetto digerito per mancanza di competenze, tempo o budget.

Quanto costa a un imprenditore avere un sito non curato da un punto di vista della Web Usability?

Se fossi un imprenditore – piccolo o grande – mi chiederei piuttosto quanto mi costa in termini di mancati ricavi non curare l’esperienza d’uso dei miei potenziali e dei miei attuali clienti. Qualsiasi sforzo di comunicazione online (video virali, landing page, campagne pay per click su google, SEO e altro) probabilmente atterrerà su una pagina web: se non è usabile, non convertirà.

Per un utente è un po’ come entrare in un negozio tradizionale e trovare commessi scortesi o merce disordinata nei reparti.

Un webmaster ha appena letto il vostro libro: qual è il prossimo step?

Nel libro abbiamo inserito un kit di strumenti operativi, affiancato da numerosi casi ed esempi. Ma per affinare le componenti teoriche acquisite dalla lettura del volume è sempre consigliato un approccio pratico poiché la User Experience richiede tanta applicazione sul campo: sperimentate, sbagliate, correggete e sperimentate di nuovo.

Occorre poi aggiornarsi in rete sui principali portali italiani e, soprattutto, esteri. Sarebbe, infine, utilissimo un approfondimento, magari con un corso di formazione mirato, su alcuni temi più verticali (architettura informativa, test utente, micro-usabilità web e così via).

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

More PostsWebsite

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInPinterest

2 Comments

  1. Grazie a voi Jacopo e Simone per la disponibilità e per condividere con i nostri lettori l’importanza della User Experience. Concordo pienamente, dovrebbe essere al centro della strategia digitale e soprattutto un processo costante piuttosto che un’attività una tantum per rimediare ai mali del cattivo design!

    Reply

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.