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Inbound marketing strategy

Parliamo di inbound marketing: intervista a Luca De Berardinis

Sai bene qual è il punto di vista di chi scrive su questo blog. Conosci l’opinione di Riccardo Esposito e conosci la mia. O almeno spero. I contenuti sono centrali, sono il perno di una buona strategia di web marketing. Per contenuti non intendo solo il testo degli articoli ma anche le immagini, i video, gli ebook, i webinar… Tutto ciò che contribuisce a creare esperienza per l’utente è contenuto.

Il significato in termini strategici? Inbound marketing. Ovvero il passaggio da un marketing che interrompe i lettori – o comunque i potenziali clienti – a un modello che attira l’interesse del pubblico con contenuti utili. L’azienda o il libero professionista si fa trovare con contenuti quando l’utente vuole proprio quel contenuto.

Interessante, vero? Per questo con MediaBuzz, in particolar modo con il progetto Eccellenze digitali Italiane, cerchiamo di intervistare persone specializzate in questo settore. Il risultato? Dopo un’interessante intervista a Dario Ciracì è arrivato il momento di chiamare in causa Luca De Berardinis, consulente inbound marketing.

Chi sei e di cosa ti occupi?

Mi chiamo Luca De Berardinis da circa 42 anni e non ho mai cambiato nome. Ho un’innata curiosità che mi porta a vedere e analizzare il mondo con occhi scientifici e con atteggiamento scettico, mettendo in dubbio tutto ciò che non ha prove evidenti e riscontrabili.

Il segno di interpunzione che più di ogni altro chiude le mie frasi è il “punto interrogativo”. Da questo mio approccio alla vita derivano tante delle scelte più o meno discutibili che ho fatto e di cui, tuttavia, non mi pento.

Se dovessi spiegare all’uomo della strada di cosa mi occupo, sicuramente direi: “aiuto le aziende a trovare clienti”. Se poi mi venisse chiesto come, risponderei attraverso gli strumenti del Web. Oggi posso definirmi un esperto di Digital Marketing con una specializzazione nella SEO e nel copywriting. Faccio anche corsi SEO online insieme ai colleghi di Ninja Marketing.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Mi sono appassionato al Web Marketing nel ’95 quando il web ha fatto la sua prima comparsa in Italia e di fatto ho cominciato a lavorarci 4 anni dopo come formatore per una grande azienda italiana.

Quando mi sono accorto che l’elettronica e le telecomunicazioni non avrebbero fatto parte del mio futuro, ho abbandonato gli studi (a pochi metri dal traguardo) e ho iniziato a studiare e a scoprire da solo il favoloso mondo del web marketing.

Dopo aver collaborato con ben 3 agenzie di comunicazione online, avendo ritrovato un caro amico, sono arrivato in Argoserv dove lavoro e mi diverto insieme ai miei colleghi.

Meglio lavorare come freelance, imprenditore o in azienda?

Il freelance ha una libertà di movimento sconfinata, la possibilità di gestire i suoi tempi e la sua vita come meglio preferisce. Ma ha un limite enorme: è solo. Siccome siamo animali sociali, credo che riusciamo a dare il meglio di noi stessi quando lavoriamo insieme ad altre persone.

Gestire progetti complessi richiede diverse figure professionali che solo un’azienda può avere. E non è vero che la responsabilità è solo del titolare dell’azienda. In conclusione non so se è meglio l’uno o l’altro: ognuno fa la scelta di vita che meglio crede.

Come inizia la tua giornata?

La mia giornata comincia con un gesto che tutti noi facciamo almeno mille volte al giorno: strusciare il dito sul mio smartphone per spegnare la sveglia quando non sono io ad anticiparla.

Prosegue con un bel caffè che accompagna, con il suo (pro)fumo, una sbirciatina nello stream di Facebook, Google+ e Twitter per capire cosa è successo mentre dormivo. Dopo aver fatto pace col sapone, 10 minuti a piedi e sono in ufficio dove inizia il lavoro vero e proprio e dove trascorro quelle 9/10 ore al giorno.

Perché l’inbound marketing è così importante?

L’inbound marketing permette a un’azienda di conquistare l’attenzione dei clienti senza dar loro fastidio. La metodologia inbound è quella del permission marketing (che si contrappone all’interruption marketing), ovvero soddisfare i bisogni di un cliente nel momento stesso in cui questo li esprime.

La strategia inbound è importante perché consente a una realtà corporate di dimostrare la sua autorevolezza nel suo settore di business conquistando la fiducia degli utenti e trasformandoli di fatto in potenziali clienti.

Ti occupi spesso di blogging: parliamone.

Mi occupo di blogging ma non a livello personale perché non ho mai avuto un blog dove parlare della mia vita o di una mia passione. Vorrei farlo ma dovrei sottrarre ulteriore tempo alla mia famiglia. Viceversa gestisco diversi blog aziendali per i nostri clienti e mi occupo della revisione SEO di articoli scritti da altri.

Credo che il blog sia lo strumento più potente di cui un’azienda può disporre per accorciare la distanza tra prospect e prodotti. Mi piace pensare al blog e ai suoi articoli come a una serie di esche in grado di attirare l’attenzione dei lettori ma senza far loro del male (come succede con i pesci).

Un blog aziendale ha come obiettivo principale quello di fidelizzare i lettori rendendoli potenziali acquirenti. Come? Risolvendo i loro problemi limitatamente al campo di competenza dell’azienda.

SEO, PR, Copy, Social Media: come si integra la tua professione?

I confini tra le figure professionali di SEO, PR, Copywriter e Social Media Manager sono sempre meno delineati perché le competenze si fondono e si incrociano creando un interessante mix. La mia professione si integra sfruttando tutta una serie di competenze trasversali a un livello di conoscenza che mi permette di comunicare con chi ne sa più di me.

Ma è chiaro che la mia specializzazione si sviluppa su un livello di conoscenza approfondito che mi permette di essere indipendente. La struttura appena descritta è la cosiddetta “T-shaped knowledge” (conoscenza a forma di T) ed è proprio quella forma di conoscenza che ti permette di lavorare in team dando il tuo contributo come esperto del settore.

Native advertising e branded content. E l’autenticità del web?

I contenuti prodotti dalle aziende per fare marketing devono essere genuini, autentici. Devono innanzitutto semplificare la vita di chi legge, risolvendo problemi legati alla sfera di competenza a cui l’azienda appartiene.

Se ogni azienda facesse content marketing in questo modo, il web non avrebbe motivo di temere l’autenticità dei suoi contenuti. Il web può essere uno strumento per costruire valore e in questo senso l’inbound marketing può dare un contributo non indifferente all’autenticità del web.

Qual è stato il progetto di maggior successo?

Non ho un progetto di maggior successo. Tutti i progetti su cui ho lavorato e che mi tengono tutt’ora impegnato li reputo di successo e meritevoli di attenzione. Tuttavia credo che il fatto stesso di aver contribuito a costruire un team come quello di Argoserv sia per me motivo di vanto e di estrema soddisfazione.

Quando la mattina entro in ufficio, non ho la sensazione di andare a lavoro. Viceversa sento di far parte di un gruppo di persone che con grande passione portano avanti tanti bei progetti e che collaborano con il massimo dell’impegno e con grande senso di responsabilità. Credo che tutto ciò sia impagabile.

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