Mobile marketing: come cambia il contenuto?

Mobile marketing: come cambia il contenuto?
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Ci sono dei punti chiari nell’universo variegato del digital marketing? Dipende dai punti di vista. Le certezze sono poche, ma al tempo stesso ci sono dei pilastri difficili da contestare. Uno di questi riguarda il modo del mobile, e la sua continua ascesa.

Tablet e smartphone sono il punto di riferimento per chi vuole investire online, non puoi fare a meno di questo settore. Il mobile marketing è diventato una leva indispensabile per chi decide di sfruttare le maglie del web. C’è un settore in particolare? No, tutto il mondo ne fa parte.

Non fa differenza il lavoro che fai o l’idea che proponi: anche un blog di cucina deve valutare questo punto. E deve farsi una domanda: “Come posso trarre vantaggio dal mobile?”. Perché questa è una delle grandi evoluzioni: prima la domanda chiedeva soluzioni per adattarsi, per evitare danni e rientrare nelle regole.

Oggi un esperto di content marketing non può basarsi su questo ragionamento. Deve approfittare del mobile e usare gli strumenti a disposizione. Poi? Quali sono i cambiamenti rispetto al mobile marketing? Ecco qualche considerazione per portare buoni risultati a casa.

Pensare e scrivere per il mobile

Il tema della buona leggibilità è sempre al centro della mia riflessione. Puoi scrivere il miglior articolo del mondo, ma se non è fruibile – se, appunto, non è leggibile – tutto questo sarà inutile. Perché le persone non vogliono perdere tempo e non possono decifrare prima di leggere. Il tuo obiettivo? Rendere la lettura più semplice possibile, da desktop e da mobile.

Questo significa che le regole della leggibilità sono sempre più importanti: usa paragrafi brevi, evita parole lunghe e complicate, preferisci una sintassi semplice, periodi diretti, anchor text con un significato. Soprattutto, devi eliminare quello che non serve e utilizzare dei titoli interni indicativi, utili alla navigazione. E non dimenticare il grassetto.

Le azioni sono diverse

Hai presente Facebook Canvas? Questo formato proposto da Mark Zuckerberg ha un obiettivo: trasformare la pubblicità in una storia, fare storytelling utilizzando diversi codici (immagini, testo, video).

Ogni passaggio, però, è stato pensato per due aspetti del mobile: lo schermo verticale e il movimento del pollice. Pensaci, come usi lo smartphone? Poche volte chiami in causa l’indice, la falange decisiva è quella che permette di chiudere la mano.

Non devi adattare la lettura al mobile, devi sfruttarlo nel miglior modo possibile. I contenuti riflettono le nuove tecniche di fruizione, le dinamiche, le abitudini socioculturali. La pagina web viene vissuta, cliccata, scrollata e spostata in ogni direzione. Non c’è il puntatore del mouse sul monitor ma il pollice. Tutte le azioni devono essere studiate intorno a quest’appendice: pensaci quando progetti il prossimo call to action button minuscolo.

Per approfondire: il perfetto content marketing team

Il content marketing delle app

Il terzo aspetto da considerare è chiaro: con il mobile il sito web diventa responsive, il CMS WordPress viene affiancato da un tema adeguato, i web writer curano al massimo la leggibilità perché i testi vengono fruiti da schermi sempre più piccoli. In condizioni non sempre confortevoli. Questo è un fenomeno in crescita se consideri l’evoluzione del pubblico:

“In 2007, mobile users numbered around 400 million versus 1.1 billion desktop users worldwide, according to comScore. In 2016, there will be north of 2 billion mobile users, IDC estimates”.

Ma poi? Sul serio basta il blog o il portale per distribuire contenuti? No, a volte hai bisogno di qualcosa di diverso. Il mondo del content marketing deve prendere in considerazione le app. Questi dispositivi abbandonano la logica della pagina web e permettono a brand di insinuarsi nella tua vita quotidiana, sullo smartphone, nelle abitudini dell’utente. Spesso non c’è vendita diretta, ma si punta brand awareness.

content marketing

I vantaggi di questa strategia? Barilla diventa presenza quotidiana: regala uno strumento per cucinare ed è sempre sullo smartphone di un pubblico vasto, perfetto per i suoi scopi. Tutti hanno lo smartphone, tutti amano la pasta: se bombardi con pubblicità classica – legata alla logica dell’interruption marketing – cosa ottieni? Abbandono dell’app. In questo modo, invece, il contenuto entra nelle case dei consumatori.

Punta sull’audio

Quante volte ho sottolineato questo dettaglio? Il contenuto non è solo scrittura, non è limitato a immagini o video: ci sono i formati audio. Uno di questi è racchiuso dalle web radio, sempre in ascesa per quanto concerne tempo medio di fruizione secondo il già citato Marketingland.com:

“Net radio usage across radio and mobile is projected to increase an aggregate one hour and 50 minutes a day (2011) to two hours and 16 minutes (2017)”.

Le persone prendono consapevolezza degli strumenti offerti dal web, un pozzo senza fondo per alcuni. Ma per te che crei contenuti deve essere l’occasione giusta. Qui devi offrire al pubblico ciò che sta cercando: il formato adeguato per risolvere nel miglior modo possibile la propria esigenza.

Il podcast può essere la soluzione a un bisogno concreto. Sono in strada, magari in auto, non voglio ascoltare musica ma preferisco gli aggiornamenti di un blogger che seguo ogni giorno. Non ho tempo per leggere l’articolo, voglio ascoltare la sua voce. Il podcast è la chiave di volta: anche la Nasa la pensa così, tanto che ha pubblicato i suoni del sistema solare su Soundcloud.

Il visual regna

Ok, l’audio può essere la risposta per risolvere determinate esigenze il visual è sempre il codice preferito da mobile. Perché l’immagine comunica, perché il video permette di risolvere in pochi istanti un problema. O di trasferire quel mix di informazioni ed emozioni che con un testo non puoi comunicare.

Ogni contenuto ha i suoi vantaggi: compito del content specialist scegliere. Senza dimenticare che questo è un buon affare per il native advertising: i video in-stream avranno una buona impennata. Le spese pubblicitarie passeranno, infatti, dai 2,4 miliardi di euro del 2015 a 5,1 nel 2020.

Attenzione ai contenuti via email

Sai qual è la grande illusione? Pensare che l’email sia una tecnologia superata. Non è così. La seconda illusione collegata alla fandonia della posta elettronica fagocitata dai social: le persone leggono le email soprattutto da desktop. Non è così, i numeri di litmus.com descrivono un mondo differente. Un mondo fatto soprattutto da mobile.

contenuti via email

I client sono in leggera ascesa, la webmail no. Insieme non raggiungono i numeri della lettura mobile. La posta elettronica viene aperta dal telefonino, e questo rende il tuo lavoro di email marketing sempre più interessante. E soprattutto orientato verso un’ottimizzazione mobile del copy e del design.

Qualche idea? Devi essere semplice e conciso, l’oggetto email deve catturare subito l’attenzione (pensa allo spazio utile sul cellulare per leggere), sfrutta tutti i principi della leggibilità e punta a una call to action. Con un bottone chiaro, evidente, visibile.

Content marketing e mobile: la tua esperienza

Qual è il tuo punto di vista? Hai già pensato a una strategia di contenuti specifica per il mobile? Vuoi ottenere buoni risultati dalla tua attività ma credi che sia sufficiente avere un tema responsive per il tuo blog aziendale? Non credo sia sufficiente. Affrontiamo insieme la situazione, lascia le tue osservazioni nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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