Cos’è e come si fa un rebranding efficace

Argomenti del postCos’è il rebranding: definizione e spiegazionePerché avere una strategia di rebranding?Quanti tipi di rebranding esistono?Ma è la stessa cosa del restyling?Come fare un rebranding: le fasi essenzialiVuoi fare una rivitalizzazione del marchio Sai bene che il rebranding può essere una delle fasi decisive per la vita di un’azienda. Perché rappresenta un meccanismo complesso, non facile da gestire e prevedere. E, soprattutto, capace di intaccare uno dei beni più importanti per la tua realtà imprenditoriale. Sto parlando del brand, la marca. Quel bene che viene coltivato ogni giorno con azioni ben ponderate (almeno così dovrebbe essere). Perché tutti hanno paura di affrontare un rebranding? Semplice, rimetti in discussione le fondamenta e rischi di distruggere tutto. Garanzie sul risultato? Poche, difficile avere sicurezze. Ma la differenza tra chi si muove a caso e i professionisti che definiscono le fasi del rebranding con attenzione e precisione si vede. E si nota con evidenza. Ecco, quindi, qualche informazione in più su questo processo così delicato. Da leggere: come fare content marketing su YouTube Cos’è il rebranding: definizione e spiegazione Quali sono i punti di riferimento del tema? Con questo termine intendiamo il processo che consente a imprese, professionisti e organizzazioni di rivedere i punti fondamentali del proprio brand. Operando su diversi aspetti come valori fondanti, mission, unique selling proposition, payoff e naming. Solo per fare un esempio, in realtà si può operare sull’intera immagine coordinata. Coinvolgendo anche elementi molto specifici della comunicazione online e offline come il tone of voice. Vale a dire il timbro che usi per rivolgerti al tuo pubblico. Senza dimenticare gli aspetti più evidenti come i colori...

Conviene vendere senza magazzino su un ecommerce?

Argomenti del postCos’è il dropshipping: definizioneCome funziona tecnicamente?Vantaggi di vendere in dropshippingAspetti negativi di questa soluzioneA chi conviene il dropshipping?Come hai deciso di vendere online? Il dropshipping è una di quelle realtà necessarie per consentire l’ingresso, nel mondo della vendita online, a un gran numero di utenti. Parlo di persone che hanno le carte in regola per lavorare bene con un ecommerce. Ma non possiedono le risorse per sostenere uno spazio di magazzino professionale. Perché non si tratta solo di promuovere un ecommerce, devi gestire al meglio gli aspetti organizzativi che ti danno la possibilità di essere sempre presente con la merce. Ogni ordine si trasforma in una vendita, ma devi curare ciò che si trova intorno. Questo è molto importante. La scelta di usare il metodo del dropshipping può essere interessante. Ma funziona? Per un ecommerce può essere questa la soluzione? Ti lascio un consiglio: continua a leggere, in questo articolo trovi i pro e i contro di questa decisione così importante per il futuro della tua vendita online. Da leggere: quanto costa promuovere un ecommerce? Cos’è il dropshipping: definizione S’intende quel processo per cui si definisce una strategia di vendita online senza il bisogno del magazzino. In pratica, chi vende non ha un luogo in cui mantenere la merce e non deve spedire i suoi ordini. In altre parole, l’ecommerce diventa solo un tramite tra il grossista e il consumatore. Può sembrare una soluzione conveniente, vero? Non devi gestire inventario e non hai spese relative al magazzino. Ma anche le spedizioni non sono un compito tuo. Può sembrare un grande vantaggio e in parte è così. Molti...

Come migliorare i risultati di una categoria ecommerce

Argomenti del postTutto inizia dalla keyword researchIndagare subito l’intento di ricercaOttimizzazione SEO della categoriaCategorie ecommerce: come le usi? Siamo sempre alla ricerca di strategie per aumentare il traffico delle categorie ecommerce. Ecco il motivo per cui voglio proporre una serie di consigli indispensabili per lavorare in questa direzione. E ottenere buoni frutti in termini di traffico virtuoso. Parlo di visite utili per registrare dei risultati che, in buona sostanza, ti aiutino a ottenere delle conversioni. A vendere online. In fin dei conti è questo il tuo scopo ultimo, vero? Ecco perché devi assolutamente capire come migliorare le categorie ecommerce. Sono veri e proprio punti di forza quando decidi di lavorare su un passaggio netto, chiaro, cristallino: pubblicizzare uno shop online sui motori di ricerca. E fare in modo che gli utenti usino il sito per trovare ciò che desiderano. Tipo prodotti ben organizzati all’interno di categorie ecommerce SEO. Da leggere: come fare lead generation per ecommerce Tutto inizia dalla keyword research Ipotizzare un lavoro di ottimizzazione SEO per ecommerce senza una buona analisi delle parole chiave vuol dire rischiare l’insuccesso, il tracollo. Il fallimento, ecco. Per quale motivo? La risposta è semplice. Attraverso un lavoro di keyword research, da sviluppare insieme a un bravo esperto SEO, puoi capire a cosa ambiscono le persone e quali contenuti pubblicare per soddisfare queste esigenze (il tuo obiettivo). Una volta eseguito il lavoro – con tutti gli strumenti del caso come Semrush, Seozoom, Answer The Public e Ubersuggest – devi creare una buona alberatura del sito per capire cosa, come e perché pubblicare delle pagine. La scheda sarà pensata per intercettare, in primo...

Come fare lead generation per ecommerce

Argomenti del postCos’è la lead generation e a cosa serve?Meglio B2B o B2C quando pensi al lead generation?Come fare lead generation per vendereVuoi fare lead generation per ecommerce? Questo è uno dei passaggi decisivi per chi decide di vendere online in modo sistematico e con buoni risultati. Fare lead generation per ecommerce, infatti, vuol dire alimentare una lista di contatti efficace e ben strutturata. Pensata per ottenere un vantaggio molto interessante. Vale a dire la vendita automatizzata. Non sto esagerando e neanche vantando dei meriti che non competono a questa tecnica. Se hai una lista di contatti email li puoi puntare sul concetto di lead nurturing. E alimentare queste persone con contenuti utili. Fino a lasciare offerte economiche, sconti, proposte commerciali, ultimi prodotti che potrebbero interessare agli acquirenti dello shop. Questo significa tentare una vendita rivolta a un numero potenzialmente elevato di utenti (pari all’ampiezza del database). Scrivendo un’unica email e facendo un solo invio. Fare lead generation per ecommerce, quindi, conviene. Come puoi muoverti? Ecco la mia opinione sull’argomento. Da leggere: quanto costa promuovere un negozio online Cos’è la lead generation e a cosa serve? Prima di iniziare a lavorare sulla prospettiva ecommerce e vendita online è giusto dare una definizione. Con lead generation intendiamo quel processo che porta un’attività a creare un database di contatti (non per forza email) di persone potenzialmente interessate al tuo servizio o prodotto. Vendere online con l’email. Questo, infatti, è il concetto di lead: il contatto di una persona che ha un interesse. Il prospect è un passaggio verso il raggiungimento dell’obiettivo principale. Vale a dire la vendita e la fidelizzazione fino...

Ottimizzare i contenuti: 5 modi per usare le statistiche

Argomenti del postI contenuti che fanno più traffico?I contenuti che fanno meno traffico?Le pagine più lente del sito web?Le risorse con un CTR da osservare?Cosa cercano le persone sul sito web?Migliorare i contenuti con i numeri? Vuoi migliorare i contenuti? Sul serio? Perfetto, sei nel posto giusto. Perché non esiste modo migliore per ottimizzare ciò che hai messo online. O che stai per lanciare grazie al tuo blog aziendale o qualsiasi altra piattaforma. Perché è questo ciò che vuoi, vero? Ottimizzare il lavoro che hai in mente, fare in modo che ci sia la possibilità di ottenere vantaggi sulla concorrenza grazie a basi solide. Numeri, statistiche, certezze. Un passaggio che non è da poco e neanche impossibile: basta avere gli strumenti giusti e monitorare. Ma cosa? Qual è il punto da mettere in evidenza per modificare gli articoli e le pagine del blog? Anzi, quali sono gli snodi che non puoi ignorare quando decidi di migliorare i contenuti con le statistiche? Ecco la mia checklist preferita, quella che uso sempre per ottenere il massimo in tempi utili. E come puoi ben immaginare scarseggia in ogni situazione. Da leggere: content marketing e SEO, cosa sapere I contenuti che fanno più traffico? Trovare uno schema utile e una sintesi dei testi che su un sito riescono ad avere il maggior numero di visite è importante. Non per crogiolarti e gongolarti sui social condividendo schermate, ma per capire cosa rende. Cosa amano i lettori e quali contenuti vanno bene per il tuo pubblico. Ovviamente devi considerare una serie di passaggi intermedi, nel senso che il numero di visite non è l’unico punto...

Le migliori soluzioni per ecommerce B2C che non puoi mancare

Argomenti del postSfrutta opinioni e testimonialUsa il SEO copy nei tag GoogleVideo per promuovere i prodottiAttiva un chatbot MessengerNon dimenticare gli InfluencerLe strategie per ecommerce B2C È sempre importante valutare le migliori strategie per ecommerce B2C. Non è un passaggio scontato, questo settore può essere semplice da affrontare se conosci le regole del gioco. Beh, forse è un punto di vista troppo benevolo: forse devo dire che la tua avventura sarà meno complessa del previsto. Perché il mondo delle vendite online non è semplice, in nessun caso. Però nel business to customer puoi sfruttare a tuo favore una serie di leve che in altre circostanze non vengono considerate. O magari non ottengono risultati così interessanti da essere considerati validi. Sto parlando, ad esempio, della scrittura creativa e del persuasive copywriting. Ma anche dell’influencer marketing. Insomma, la tua attività di promozione per ecommerce può avere delle praterie da percorrere. Basta solo sapere in che direzione andare. Quali sono le migliori strategie per il B2C? Ecco la mia opinione per affrontare questo tema decisivo. Da leggere: come fare pubblicità per uno shop online Sfrutta opinioni e testimonial Una soluzione fondamentale per aumentare le vendite di un ecommerce. Sai cosa significa lavorare in questa direzione? In un processo di conversione fa sempre comodo avere l’opinione di una persona capace di influenzare le decisioni di chi sta per fare la stessa scelta. Organizza il rating sul tuo sito. Come si lavora su questo piano? Semplice, nella scheda prodotto puoi aggiungere uno spazio nel quale le persone possono lasciare la propria opinione. Senza essere guidate oltremodo, lascia che siano i lavori ben fatti e...

7 programmi per la gestione dei social indispensabili

Argomenti del postTrova sempre nuove menzioni con MentionCrea nuove esperienze visual con CanvaScopri i veri influencer con BuzzsumoMonitora tutti gli hashtag con TagboardGestisci Twitter con Tweetdeck e HootsuiteOnlypult, per gestire al meglio InstagramCrea piani di comunicazione: PostPickrSoftware per la gestione dei social network Quali sono i migliori software per la gestione social network? Dipende dalle tue esigenze, in realtà puoi ottenere grandi vantaggi da soluzioni gratuite e a pagamento. Però tutto è relativo a cosa fai e perché vuoi dedicarti a questo argomento. Vale a dire la gestione attenta e ponderata dei canali per aziende e progetti personali. I professionisti hanno bisogno di tool per il social media marketing: la base di partenza è quella comune a tutti, ma ci sono dei dettagli che fanno la differenza. E ti consentono di creare grandi contenuti. Proprio questo è il punto. Spesso si ignora l’importanza di una buona strategia di content marketing sui social network. Si valuta solo la possibilità di aumentare la reach organica e di ottenere nuovi link, fan e follower. Ma l’engagement, il coinvolgimento reale, dipende anche da ciò che proponi. E da come organizzi le relazioni Ecco i software per la gestione social network che uso per equilibrare questi aspetti. Da leggere: i migliori strumenti per fare web journalism Trova sempre nuove menzioni con Mention Una delle realtà più interessanti del web. Io uso questo tool di social media marketing per scovare nuove menzioni e citazioni. Lo trovo perfetto anche per individuare pagine web che citano il mio brand senza linkare, in modo da poter chiedere eventuale inserimento di un collegamento. Ecco di cosa stiamo parlando. Ovviamente funzionante (e senza nofollow). Per chi...

Le caratteristiche vincenti di un contenuto

Argomenti del postObiettivi da seguire con i contenutiQuale canale usare per esserciTarget del contenuto creato ad hocKPI: misura i risultati dei contenutiCi sono parametri secondari?Creare contenuti web: opinioni? Ci sono delle regole da rispettare per la creazione contenuti web. Anzi, esistono dei pilastri che non devono mai venire meno. Sono dei riferimenti imprescindibili, passaggi che nessuno può ignorare. O meglio, lo puoi fare ma rischiando un fallimento su tutti i fronti. Non si tratta solo di generare e pubblicare qualcosa di interessante dal tuo punto di vista: ogni volta che confermi l’interesse per l’inbound marketing, e quindi decidi di creare dei contenuti. Obiettivo? Devi porti delle domande che fanno parte del successo. In un modo o in un altro. Allora, quali sono i pilastri di una buona strategia di content marketing? Ecco i punti essenziali. Da leggere: come fare content marketing con YouTube Obiettivi da seguire con i contenuti A cosa serve questo lavoro? Quale risultato deve raggiungere? Il primo punto da evidenziare: difficile trovare un contenuto con un unico obiettivo valido. Ad esempio, il blog post può essere usato per intercettare utenti via Google, attraverso query informative. Ma può fare lo stesso sui social. E può diventare strumento per attivare una newsletter riepilogativa, sempre utile in chiave lead nurturing. Al tempo stesso può essere l’esca ideale per attirare link in ingresso se è un contributo interessante. Ogni contenuto ha i suoi obiettivi: prima di creare devi definire questo step, è importante. Quale canale usare per esserci Il blog è uno strumento valido in ogni occasione? No, questo presupposto ormai è superato. Quando decidi di lavorare con l’inbound marketing funnel hai...

Cos’è la link building interna e dove (forse) stai sbagliando

Argomenti del postCos’è la link building interna: definizionePerché investire in quest’attività SEO?Gli errori che vanificano il tuo impegnoLink building interna: tu come la fai?Acquista su Amazon.it Basta un dettaglio per fare la differenza. Quando si lavora sul concetto di link building interna si rischia di ignorare uno dei punti essenziali per ottenere un buon risultato in termini di ottimizzazione on-site per i motori di ricerca. Sai perché? Questo è uno dei punti essenziali: i collegamenti ipertestuali in entrata, senza nofollow, sono utili. Anzi, fondamentali. Danno a Google dei segnali più o meno forti (dipende da chi linka) a favore del tuo progetto. Ma con la link building interna puoi dare valore alle pagine che hanno maggior importanza per il tuo business. Io seguo una regola: le risorse che servono a monetizzare sono quelle che dovrebbero ricevere il maggior numero di collegamenti. Quindi si presentano sul menu di navigazione, in home page e nei vari articoli come link interni. Ma è veramente così facile questo? In realtà no, ecco cosa sapere. Da leggere: come organizzare una strategia di link building Cos’è la link building interna: definizione Prima di capire quali sono i punti essenziali di questo tema è giusto dare una spiegazione. Quest’attività si riferisce a ciò che consente di creare una ramificazione utile al webmaster per comunicare a Google le pagine più importanti del progetto. Già creando una buona struttura del sito si influenza il lavoro. Proprio così. I menu di navigazione, le categorie, i tag e i altri widget come gli articoli più letti nel footer del post o nella sidebar: questi elementi contribuiscono a influenzare la link...

Come fare Content Marketing su YouTube

Argomenti del postDefinisci la tua strategia di contenuti onlineDefinisci un piano editoriale per i tuoi videoCura tutti i dettagli dei tuoi contenuti videoContent marketing su YouTube: la tua idea I dati di We Are Social sono sempre interessanti perché ti suggeriscono quali sono le ultime tendenze del social web, soprattutto per chi si occupa a tempo pieno di digital marketing. L’aspetto interessante? Oggi fare content marketing su YouTube può essere una decisione vincente. In realtà questo era valido anche un anno fa, però i numeri che sono stati messi online rispetto alle piattaforme social più attive non lasciano scampo: la piattaforma social più utilizzata è YouTube. Che supera addirittura il blocco monolitico di Mark Zucherberg, protagonista del podio con quella sintesi definitiva che riunisce Facebook, Messenger, Instagram e WhatsApp. Ma il primo posto non è per lui, c’è la piattaforma di Google. Qui il video regna sovrano e con questo formato ritrovi tutto ciò che permette alle persone di apprezzare il web. Vale a dire? Questo è un buon momento per il video content marketing. Si parla di intrattenimento, approfondimento, formazione, divulgazione. Quindi, attivare una strategia di content marketing su YouTube è necessario? Ed è alla portata di tutti? Da dove iniziare? Ecco una serie di indicazioni che devi ricordare quando decidi di lavorare con il video storytelling. Da leggere: come cambia il mondo dei social network Definisci la tua strategia di contenuti online Per iniziare con il piede giusto devi fare riferimento a un chiarimento di base: essere su YouTube, per me brand individuale o aziendale, è utile? Quali vantaggi posso raccogliere con il visual? E, soprattutto, con...