Content Marketing: perché è fondamentale per la tua azienda?

Content Marketing: perché è fondamentale per la tua azienda?

Parlare di content marketing (o content mktg) è naturale per chi si occupa di strategie digitali. Attraverso i contenuti soddisfi le esigenze del pubblico. Un pubblico che usa il web (nella sua estensione più ampia possibile, che comprende siti web e social) per trovare due stimoli fondamentali: informazioni ed emozioni. Questo è il leit motiv che tornerà sempre nella strategia di content marketing. Non è qui il succo della tua presenza online? Soddisfare un’esigenza. Lo so, questo passaggio mette in discussione l’idea di tanti imprenditori e professionisti. Il web non è promozione selvaggia, un tempo lo è stato ma oggi è completamente diverso. Non è una piazza nella quale gridare a squarciagola per raggiungere più persone possibili. Occorre avere precisi gli obiettivi  della tua strategia di content mktg. Questa logica ha un nome e si chiama outbound marketing: crei dei contenuti per attirare il pubblico e poi inserisci un messaggio pubblicitario che disturba la visione, l’ascolto, la lettura. Questa meccanica è vecchia e sta lasciando posto all’inbound marketing. In che modo? In pratica, cos’è e cosa significa fare content marketing nel mercato italiano? Cos’è il content marketing: definizione Una definizione per il digital content marketing? Dalla mia prospettiva è un insieme di tecniche e strategie per ottenere determinati risultati attraverso un elemento decisivo per le persone da raggiungere. Al centro ci sono i contenuti, la strategia coinvolge il branded content marketing, articoli sponsorizzati, blog aziendale, digital PR, social media marketing e SEO, ma l’attenzione viene posta sempre sul punto: la monetizzazione, il guadagno finale e continuo. In buona sintesi, il content marketing online (content mktg) è qui per ottenere profitti. Il web...
I migliori tool di analisi dei contenuti offerti da Google

I migliori tool di analisi dei contenuti offerti da Google

Quali sono i migliori strumenti di analisi Google per valutare la bontà dei contenuti? Non tutti sanno ma è proprio il motore di ricerca a dare una serie di strumenti indispensabili per aiutarti nel lavoro di content marketing sul tuo sito web e su quello dei clienti. Ma perché è così importante sfruttare delle utility per valutare il lavoro svolto dai contenuti? Gli ultimi aggiornamenti del settore SEO copywriting, come ad esempio l’aggiornamento BERT di Google, suggeriscono l’importanza di un approccio naturale. Un approccio efficace pensato per le persone e non per posizionarsi nelle serp. Questo però non ti impedisce di migliorare il lavoro svolto dai web writer grazie al contributo di alcune funzioni del motore di ricerca più importante dell’universo internet. Da leggere: come fare content marketing su YouTube Iniziamo con gli operatori di ricerca Google Il primo controllo che farebbe qualsiasi esperto SEO per valutare un portale o un sito web? Digitare l’URL insieme all’operatore di ricerca site: che consente di avere una ricerca interna al sito web. In questo modo puoi valutare indicizzazione, qualità dei meta tag Google e la presenza di pagine indicizzate non desiderate. Ad esempio quelle usate di default dal tema che spesso non vengono eliminate prima di mettere il sito online. Con gli operatori di ricerca puoi trovare anche risorse duplicate. Parlo di possibili pagine che si cannibalizzano, questo può essere rintracciato cercando inurl: con determinate parole chiave. In questo modo il motore di ricerca restituisce tutte le pagine che nell’URL hanno quel termine e tu puoi valutare se ci sono sovrapposizioni. Con contenuti duplicati. Google Analytics e contenuti del sito web...
I vantaggi del content design: come e perché impegnarsi su questo punto

I vantaggi del content design: come e perché impegnarsi su questo punto

Il content design è quell’area della creazione dei contenuti che si occupa di uno scopo ben preciso: articolare la pubblicazione di una pagina web in modo da renderla adeguata alle esigenze di chi legge anche dal punti di vista della fruizione e dell’usabilità. Obiettivo finale: creare una fusione virtuosa tra la selezione dei contenuti e la presentazione in una cornice adeguata. Non solo bella da vedere ma facile da usare. Il contenuto deve rispondere alle esigenze dell’utente, rispondere alle sue domande nel miglior modo possibile. Quindi con i video, il testo e le immagini. Magari anche con audio e animazioni. Ma questo non vuol dire mettere tutto in una pagina web e presentare senza alcuna attenzione al content design. Quali sono i punti essenziali da rispettare? Da leggere: cos’è e a cosa serve il native advertising Buona formattazione del testo scritto Il primo elemento che, giustamente, si prende in considerazione è quello che compone gran parte di una pagina web: la scrittura. L’idea è che l’abbondanza di contenuto si utile ai fini del posizionamento, ma non è così sempre e comunque. La lunghezza ideale non esiste, dipende dalle esigenze del pubblico. Uno dei fattori importanti del testo online – Fonte immagine Ma è anche vero che un long form content non deve essere per forza difficile da leggere: dipende da come viene formattato e da alcune scelte che vengono fatte a monte rispetto al content design: Scegliere un font leggibile e di buone dimensioni.Affrontare il contrasto con font e sfondo.Curare il colore degli anchor text per i link.Valutare distanza tra parole, lettere e righe.Ottimizzare spazi bianchi nell’elenco puntato.Evitare i...
Cosa sono i branded content e a cosa servono

Cosa sono i branded content e a cosa servono

C’è un problema sostanziale nel lavoro che molte aziende fanno con il branded content: valutano questa occasione come una semplice opera pubblicitaria. Pensano di sfruttare questi contenuti come comunicati stampa, o forse come article marketing. In realtà con questo nome s’intendono dei post promozionali che vengono pubblicati su altre piattaforme con un obiettivo chiaro: posizionare il brand nella percezione dei clienti. Tutto deve seguire una regola semplice. Ma al tempo stesso articolata per chi non vuole abbandonare una logica vecchio stampo: branded content non vuol dire pubblicità invadente per interrompere la fruizione dell’utente: i branded content sono ciò che le persone cercano. Cosa sono i branded content: definizione I branded content sono delle pubblicazioni che un’azienda aggiunge al calendario editoriale di un sito web che affronta argomenti collegati, oppure su un giornale nazionale che affronta temi differenti. Cosa sono queste pubblicazioni? In sintesi, con branded content intendiamo una serie di contenuti unici – e di qualità imprescindibile – che consentono a una marca di essere visibile con il proprio nome in una realtà utile per i tuoi scopi. Quindi stiamo parlando di native advertising? Sì, in realtà i contenuti brandizzati rientrano nella macro-categoria della pubblicità nativa. Vale a dire delle inserzioni sponsorizzate che superano la logica dell’interruzione per abbracciare quella della soddisfazione dei bisogni. Non c’è più la logica push. Si elimina la condizione (ormai superata) che spinge messaggi più o meno targettizzati verso le persone ma quella pull. Vale a dire tirare contenuti utili verso la propria necessità di creare una dieta mediatica. Da leggere: le aziende dovrebbero investire negli articoli sponsorizzati? Le caratteristiche di un branded content L’organizzazione...
Come e perché le aziende dovrebbero investire negli articoli sponsorizzati?

Come e perché le aziende dovrebbero investire negli articoli sponsorizzati?

Gli articoli sponsorizzati possono essere una risorsa decisiva per chi decide di ottenere buoni risultati su internet. Ma come si può sfruttare questa leva del native advertising? Ovviamente dipende da una serie di elementi da decidere nella strategia generale di digital marketing, insieme alle persone che si occupano della gestione dei contenuti. Detto in altre parole, un’azienda può ottenere grandi risultati grazie ai branded content dedicati alla promozione ma è necessaria una conoscenza di base. Ecco una piccola guida per approfondire il tema degli articoli sponsorizzati e dell’utilità che possono avere nell’equilibrio generale di una strategia promozionale. Cosa sono gli articoli sponsorizzati online? Con questo termine s’intende un contenuto che prepari con la massima attenzione possibile per poi pubblicarlo su un sito diverso dal tuo per ottenere dei risultati specifici. Chi si occupa di content marketing usa queste pubblicazione in modo da portare vantaggi concreti all’azienda: in che modo? Attraverso la qualità del lavoro editoriale. Un post sponsorizzato è la strada maestra per trovare un pubblico che non riesce a raggiungere il tuo sito e parlare con le persone che vuoi raggiungere. Differenze con article marketing e comunicati Spesso c’è confusione tra ciò che si usa come contenuto per promuovere il proprio brand. Spesso il lavoro di digital PR si limita a questo: pubblicazione di articoli su siti di bassa qualità, invio di email per diffondere comunicati stampa che non interessano a nessuno nel tentativo di guadagnare pubblicazioni. Oppure si lavora con i guest post, in realtà gli articoli sponsorizzati hanno alcune caratteristiche base. Ad esempio sono promossi come pubblicità, hanno una dicitura ben evidente che indica la natura...
Cos’è e come si fa lead generation

Cos’è e come si fa lead generation

La lead generation è un passaggio fondamentale per molti business che hanno bisogno di un meccanismo ben definito e organizzato per trovare clienti online. Di questo stiamo parlando: un sistema per ottenere dei contatti da sfruttare in modo sistematico attraverso un funnel di vendita studiato su misura. Tutti i business (aziende, organizzazioni, imprenditori, liberi professionisti) hanno bisogno di contatti utili e lavorano in questa direzione anche con i mezzi messi a disposizione dal web marketing. Ma attivare un lavoro di lead generation vuol dire ben altro. Di cosa stiamo parlando esattamente? Continua a leggere per approfondire questo tema. Ti assicuro che può fare la differenza quando decidi di sfruttare al massimo le capacità di un web marketing strategico. Cos’è la lead generation: definizione Con questo termine s’intende un processo studiato a priori per generare liste di potenziali clienti da contattare, in modi differenti, per trasformare una persona interessata a ciò che fai in una fonte di reddito. E infine in un evangelista, un brand ambassador. Lead generation (traduzione dall’inglese: generazione di contatti) significa proprio questo: attivare una procedura sistematica. Questo vuol dire entrare in forte relazione con la strategia di acquisizione clienti governata dalle logiche dell’inbound marketing. Da leggere: 5 tool decisivi per fare inbound marketing Ma a cosa serve la lead generation? La base è quella che ho già sottolineato: trovare contatti potenzialmente interessati per attivare un processo di vendita virtuoso. Per essere più precisi, però, il concetto di lead generation si lega a un’attività meccanica e automatizzata. Non è casuale ma contempla l’uso di strumenti differenti per stilare una lista di agganci (email, indirizzi, numeri di telefono)...
Cosa pubblicare su LinkedIn?

Cosa pubblicare su LinkedIn?

Questa è una delle domande tipiche rispetto all’organizzazione del calendario editoriale social: quali sono i migliori contenuti su LinkedIn? La risposta ha bisogno di una riflessione attenta perché non puoi ignorare l’importanza di una buona organizzazione dei post anche su questo social network. Perché questo è l’errore fondamentale. Si pensa solo a gestire il calendario editoriale del blog aziendale, magari della pagina Facebook o dell’account instagram. Ma si ignora un punto: cosa pubblicare su LinkedIn? Inizia da una prospettiva inbound marketing Come mostra questo grafico preso dal blog ufficiale di questa piattaforma, LinkedIn è una delle soluzioni più interessanti e vivaci per chi lavora con il content marketing. Con la giusta soluzione puoi raggiungere altri professionisti in ogni angolo del mondo, ma anche potenziali clienti, datori di lavoro, tutor e altro. Perché è importante pubblicare su LinkedIn? Sono persone possono avere un impatto sui profitti personali e sulla tua carriera. Sia come freelance che come dipendente. Ma per ottenere dei risultati non basta pubblicare ciò che ti serve per vendere. La prospettiva è quella dell’inbound marketing: farsi trovare dalle persone giuste, quelle che ti interessano. Soprattutto nel momento in cui le persone hanno bisogno di te. Lascia da parte la promozione diretta, usa i contenuti su LinkedIn per informare, coinvolgere, ispirare, migliorare la vita delle persone. Per approfondire: come funziona veramente LinkedIn Lavora sodo con il calendario del tuo feed Questo è il punto di partenza per ognuno di noi, sia su profilo personale che attraverso le pagine aziendali. La tua bacheca ha un feed, come tutti i social. Sono i contenuti che pubblichi sulla bacheca e che disegnano la...
Vuoi fare inbound marketing con Instagram?

Vuoi fare inbound marketing con Instagram?

Attivare una strategia di inbound marketing con Instagram non è solo una buona idea: in alcuni casi può essere la soluzione. Obiettivo? Ottenere quei vantaggi tanto attesi da una campagna che mira a far trovare i contenuti giusti alle persone interessate. Perché questo fa l’inbound marketing, giusto? Interrompe la logica dell’advertising classico che disturba l’utente con messaggi non contestualizzati e si trasforma in qualcosa di utile in una circostanza. Quali sono gli strumenti per fare inbound marketing più noti agli esperti di web marketing? Il blog è in cima alla lista dei tool da tenere come riferimento, ma non basta: in determinate circostanze bisogna andare oltre. E valutare la promozione, i video, l‘influencer marketing. Ecco perché una strategia di inbound marketing con Instagram può essere decisiva. Da leggere: le fasi centrali dell’inbound marketing Instagram, strumento per prendere decisioni Il punto di partenza per creare una strategia di inbound marketing su Instagram: trattare questa realtà come un ecosistema. Un mondo nel quale le persone possono trovare ispirazione, informarsi su un argomento, scoprire cosa cucinare, acquistare, indossare, usare per lavorare. Chiaro, non possiamo equiparare Instagram con Google perché su quest’ultimo puoi intercettare praticamente il mondo intero. Instagram è particolarmente utile per chi lavora nel B2C. Ma in alcuni settori (abbigliamento, food, travel, wedding, etc) può smuovere le masse che ti interessano. E con una ricerca interna che funziona particolarmente bene, a differenza di Facebook, puoi pensare a un sistema di contenuti pensati per aiutare le persone a trovarti nel momento in cui hanno bisogno di te. Crea un piano editoriale Instagram adeguato Il punto di partenza è questo. Attraverso un calendario...
Vuoi organizzare una strategia di visual storytelling efficace?

Vuoi organizzare una strategia di visual storytelling efficace?

Questo è uno degli argomenti più interessanti per chi si occupa di social media marketing: come si organizza e pianifica una strategia di visual storytelling? La risposta non è immediata perché ci troviamo di fronte a un argomento immenso. E bellissimo. Saper raccontare una storia è un punto, fare storytelling per aziende e imprese vuol dire lavorare su un’altra dimensione. Ovvero quella di riuscire a comunicare, attraverso dei messaggi codificati, valori profondi. E non semplici messaggi relativi all’acquisto. Trasmettere delle idee, concetti che non possono essere trasmessi semplicemente con una pubblicità votata alla vendita. Lo storytelling online può appoggiarsi al video content marketing, una risorsa di grande valore. Ma quali sono i passaggi chiave per organizzare una strategia di visual storytelling? Ecco i pilastri strategici che non possono mai mancare. Da leggere: come creare una strategia di contenuti Definisci i tuoi obiettivi da raggiungere Non esiste strategia di web marketing senza obiettivi da raggiungere. A cosa servirà il prodotto che hai confezionato per raccontare la storia? Spesso le aziende decidono di investire nel visual storytelling. Questo perché è interessante, magari rappresenta una tendenza simpatica e valorizzante. Ma tutto questo si allontana da un’idea fondante: ogni azione deve avere un ritorno degli investimenti ben preciso. Strategia di visual storytelling. Ed è chiaro un punto: non puoi trattare il visual storytelling come le campagne di Facebook Ads dove hai numeri ben precisi a sostenere la correttezza e l’utilità delle azioni svolte. La strategia di storytelling? Serve a evitare lo sbando e l’idea che si possa narrare a vuoto, senza un obiettivo. A cosa servono i filmati e le immagini che escono...
Come ottimizzare la velocità di sito web anche se non sei un webmaster professionale

Come ottimizzare la velocità di sito web anche se non sei un webmaster professionale

Esatto, questi sono i passaggi di base che tutti possono fare per ottimizzare la velocità del sito web. Perché io conosco bene il problema: sì, il tempo di caricamento della pagina web è fondamentale. Ma non tutti hanno le capacità e le competenze per mettere in pratica tutti i consigli di Pagespeed Insight di Google. Che sono sempre più severi e duri per raggiungere l’obiettivo: caricare una pagina nel minor tempo possibile. Questo perché è impossibile ignorare la necessità di ottenere un buon risultato in questo campo. Google premia i siti web veloci, questo è un fattore di posizionamento perché il contenuto di qualità tanto acclamato da Mountain View passa anche da questo punto. Ma come ottimizzare la velocità del sito? Da leggere: SEO tool decisivi per scrivere un articolo Scegli un hosting di qualità per il sito web Il primo passo da valutare per portare il sito web a una velocità accettabile. L’hosting che usi per far girare il progetto ha un buon impatto sulla velocità di caricamento delle pagine. Per ottimizzare questo parametro hai un’unica scelta: acquistare un hosting di qualità. I requisiti base per questo passaggio: Dischi SSD.HTTP keep alive.HTTP/2.PHP aggiornato. Non devi essere un webmaster professionista per valutare questo punto. A prescindere dal prezzo, che è sempre un buon indicatore della qualità di un hosting, non devi acquistare un server privato per un blog aziendale di piccole o medie dimensioni. Basta un hosting condiviso ma di qualità, niente di più. Carica immagini leggere e ridimensionate Uno dei passaggi più importanti per ottimizzare la velocità del sito web. Se vuoi velocizzare un blog o una qualsiasi pubblicazione...