Come cambia il content marketing: riflessione sui dati Global Digital 2018

Come cambia il content marketing: riflessione sui dati Global Digital 2018
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Per un professionista del digital marketing è impossibile ignorare questo punto, l’evoluzione del content marketing rispetto al come le persone si rapportano al mezzo di comunicazione. Purtroppo questi dati sono difficili da reperire. Ma non quando hai a disposizione il report Global Digital 2018 di We Are Social.

In realtà questo è un appuntamento ormai annuale, ogni dodici mesi arriva puntuale una carrellata di informazioni che aggiornano professionisti, esperti e appassionati del settore per spiegare come si evolve la situazione. E come cambia l’approccio del pubblico rispetto alle piattaforme che dominano il settore.

Quanto tempo le persone rimangono su internet? Cosa usano per leggere le notizie e per guardare i video? Dove devo investire per far funzionare il content marketing? Nella presentazione dei trend digitali per il 2018 in Italia ci sono alcune indicazioni che non puoi perdere e che dobbiamo commentare.

Da leggere: content marketing trend nel 2018

Quali sono i social preferiti dal pubblico?

Voglio iniziare da un dato che mi ha fatto subito riflettere rispetto all’evoluzione del content marketing: quali sono i social più utilizzati in Italia? La risposta arriva in questa grafica che mette a confronto diverse realtà, prendendo come spunto le attività che vengono dichiarate dagli utenti intervistati.

Come puoi ben vedere c’è un dominio incontrastato di poche realtà. A capitanare il gruppo si trova un social basato solo su contenuti video: YouTube è la scelta preferita dal pubblico del Belpaese e questo la dice lunga sul tipo di contenuto che si dovrebbe pensare nelle web agency e nelle riunioni tra creativi.

social preferiti in italia

Social preferiti in Italia (clicca per ingrandire)

Subito dopo c’è l’impero di Facebook e di tutto ciò che è collegato al lavoro di Mark Zuckerberg. WhatsApp e Messenger, due chat legate alla sua attività, si aggiungono a Instagram. Ovvero una seconda realtà basata solo sul visual, vale a dire immagini e video. Poco resta per gli altri, come puoi vedere.

D’altro canto questa schermata è simile a quella del 2017: l’ordine non cambia e regnano sempre gli stessi nomi. Questo serve a indirizzare la tua attenzione sulla creazione dei contenuti. A proposito, qualche indicazione più precisa su questi elementi? Ecco altri dati per l’evoluzione del content marketing.

Alcuni dati che colgono la mia attenzione: nel 2017 c’è stata una crescita di 4 milioni di persone connesse a Internet. E una crescita di 3 milioni di utenti social. Inoltre la TV non è più al centro della dieta mediatica: trascorriamo 6 ore al giorno online, più del doppio di quello trascorso davanti alla televisione.

Cosa coinvolge gli utenti su Facebook

Una schermata interessante che posso mostrare in questa sede: il tasso di engagement per i diversi tipi di status. Cosa puoi notare in questi numeri? In primo luogo il coinvolgimento più alto arriva dai video, i contenuti che più volte ho citato in questa sede. A quanto pare c’è una base chiara dietro il successo di queste pubblicazioni. Non è solo questione di caso quando si parla di Facebook.

Le immagini hanno un buon tasso di engagement, ma poco più rispetto a uno share che contiene un link. Vero è che Facebook cerca di mantenere le persone sulla propria piattaforma, limitando le potenzialità di ciò che potrebbe far scappare l’utente (come i link). Però ha bisogno di intrattenimento.

Coinvolgere gli utenti su Facebook

Engagement su Facebook (clicca per ingrandire)

Facebook necessita di tempo trascorso a guardare e interagire. Devi esserci e trovare ciò che ti serve. Per questo i video restano uno degli investimenti adeguati per far lavorare i social nel modo giusto. Ma solo questo? Io direi di dare uno sguardo alla prossima grafica che reputo molto interessante.

La reputo interessante perché ti spinge ad andare oltre quello che si intende, di solito, per content marketing. Di solito quest’attività viene confusa con il blogging. E con la creazione di un piano editoriale per gestire i social network. Un lavoro sacrosanto che però non deve essere rinchiuso in queste gabbie.

Cosa fanno le persone con lo smartphone?

Questo è un punto che difficilmente viene preso in considerazione quando si lavora con il content marketing: cosa fanno i tuoi potenziali utenti quando usano lo smartphone? Nella maggior parte dei casi l’idea è semplice, troppo semplice. Usa i social, guarda Facebook, legge articoli e via dicendo.

Non è proprio così, sullo smartphone non è tutto così lineare. Spesso ci limitiamo a vedere l’evoluzione del content marketing come una strada a senso unico: pubblicare qualcosa. Che siano articoli, video, immagini e podcast poi dipende dalla strategia intrapresa. La prospettiva miope lascia il segno e si ignora un punto che, invece, in questa grafica appare fin troppo chiaro: ci sono modi molto diversi di usare questo strumento. Ma nella maggior parte dei casi c’è l’uso delle app.

come usare smartphone

Le persone usano lo smartphone: in che modo?

Anzi, tutto ruota intorno al concetto di applicazione. Un surrogato del programma? Dell’esecuzione di un bisogno? No, l’app sullo smartphone è contenuto al tempo stesso in molte circostanze. E le aziende devono imparare a sfruttare questa soluzione per raggiungere le persone da intercettare.

In questi casi penso al portale turistico, che vende affiliazioni per hotel che vogliono far parte degli elenchi di strutture dove soggiornare, che crea grandi contenuti sul web per descrivere il luogo. E per elencare itinerari, cose da vedere e da fare. Insomma, crei il processo di inbound marketing. Le persone ti trovano su Google e sui social network nel momento in cui hanno bisogno di te. Ma come si va avanti?

Diventando una presenza fissa nello smartphone di chi vuoi raggiungere. Creando, ad esempio, un’app da scaricare che diventi guida per organizzare la vacanza in un luogo. Con orari, indicazioni utili, contenuti da consultare per trovare ciò che ti serve. Questa è l’evoluzione del content marketing secondo me.

Curioso di vedere esempi del nostro lavoro? Come fare marketing con i contenuti.

Qual è l’evoluzione del content marketing?


Si fa presto a parlare di evoluzione del content marketing: basta puntare sui video e sul mobile. Basta questo per riassumere lo scenario che ci aspetta nel 2018 e, magari, nel prossimo anno di pubblicazione?

In realtà questi erano dati già chiari prima di analizzare i dati in questione, ma solo perché riguardano il buon senso e la natura stessa del web. Un buon content marketing team devi contestualizzare questi elementi e trasformarli in strategia concreta. Sì, è vero: il video content marketing funziona, ma come puoi ottenere risultati per la tua azienda? E per il tuo progetto? Parliamo di tutto questo nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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