Errori da evitare quando scegli le keyword per le tue pagine web

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Quali sono gli errori nello scegliere le keyword? La lista potrebbe essere molto lunga perché c’è un problema di fondo che spesso rimane irrisolto: fare una buona ricerca delle parole chiave, con relativa ottimizzazione SEO on-page, è solo il primo passo di un lavoro complesso. E che deve essere svolto da un professionista con esperienza.

Altrimenti si procede nella direzione sbagliata. Sai cosa significa questo? Risorse impegnate in operazioni particolarmente costose e, soprattutto, inutili per il tuo scopo. Procedere verso i principali errori nello scegliere le keyword vuol dire spendere risorse senza un adeguato ROI. Ovvero return of investment.

Questo è ciò che vuoi? Sul serio? Io non credo. Meglio lavorare in modo strutturato, cercando di individuare subito i punti che potrebbero attirare la tua attenzione e portare le azioni verso lavori inconsistenti, troppo impegnativi e superflui per il tuo obiettivo finale. Vale a dire la conversione.

Da leggere: come fare SEO per ecommerce

Troppa concorrenza su una keyword

Questo è il primo errore: puntare verso parole chiave (non singoli termini ma anche combinazioni) che registrano una grande attività da parte dei competitor. E tra questi non ci sono solo i diretti concorrenti, aziende che operano al tuo stesso livello. Spesso devi sfidare veri titani del web come:

  1. Amazon.
  2. Booking.
  3. Tripadvisor.
  4. eBay.

I tool SEO per fare keyword research danno informazioni rispetto alla competizione di una keyword, sia in termini organici che a pagamento. Quindi valuta sempre con attenzione i parametri e ricorda che in una sfida diretta con i grandi player rischi di perdere un gran quantitativo di risorse senza ottenere risultati.

L’importanza dello studio strategico

In realtà questo discorso della concorrenza, spesso e volentieri, si scontra con il buon senso. Perché dovresti tentare il posizionamento per la parola Facebook? Voglio dire, ci riusciresti? Sarebbe impossibile. Prima di tentare l’impresa fai una ricerca su Google e studia la serp: se l’intera pagina n.1 è occupata dal portale principale, eventuali sottodomini e siti dominanti del settore puoi anche sorvolare.

Insegui solo vanity keyword (inutili)

Non sempre queste risorse sono prive di uno scopo, ma la verità è questa: molti posizionamenti con alto volume di ricerca rappresentano uno sfoggio di vanità. E non portano un utile reale, diventano un modo per farsi notare ma il fatturato non aumenta grazie al lavoro. E a volte neanche le visite al sito.

errori nello scegliere le keyword
Evita errori nello scegliere le keyword.

Capita quando ti posizioni, ad esempio, con il nome di un servizio o di uno strumento famoso. Se qualcuno cerca un brand, nella maggior parte dei casi, lo fa perché vuole andare sul sito web ufficiale. Quindi, magari, conviene posizionarsi con tutte le correlate che intendono approfondire e indagare.

Chiaro, bisogna valutare con attenzione la differenza tra una vanity keyword inutile e una che può dare vantaggi, magari in termini di brand awareness, a una realtà. Ad esempio, un ecommerce che vende calzature può avere vantaggi se si posiziona con il termine “scarpa”? Forse no, ma non si può dire lo stesso per una digital agency che riesce a essere in prima pagina per la query “Google Analytics”.

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Errori nello scegliere le keyword: long tail

Invece di perdere tempo e risorse su queste ricerche di vanità puoi andare verso una risorsa ancora più interessante: le parole chiave a coda lunga. Vale a dire delle query composte da tre o più termini che abbracciano una necessità specifica del pubblico. Di solito hanno un volume di ricerca molto basso ma possono presentare dei tassi di conversione invidiabili. Questo è importante, sai?

Hai scelto una keyword superflua

Vale a dire una query che non ha alcuna esigenza sul web. Attenzione, non confondere le keyword inutili con quelle a basso volume di ricerca: in molti casi quest’ultime hanno un CPC alto, quindi rappresentano delle nicchie profittevoli, o aiutano a completare la sfera semantica del tema affrontato online.

Ad esempio, se mi occupo di web marketing posso scrivere un post dedicato all’approccio data driven: ha un volume di ricerca irrisorio ma mi permette di raggiungere una fetta di audience spesso ignorata e completo il mio blog rendendolo sempre più pertinente agli occhi di Google e del pubblico.

Discorso a parte per la scelta opposta. Tra gli errori nello scegliere le keyword c’è la selezione di query che non hanno alcun riscontro nella realtà e che diventano vere e proprie risorse sprecate. Attenzione, non ti sto dicendo che ogni articolo deve avere per forza un obiettivo in termini di search intent: possono esserci dei post che hanno come unico scopo alimentare la community. L’ideale è creare un equilibrio.

Lavori su una keyword presidiata

Questa è dura, rappresenta uno degli errori nello scegliere le keyword più comuni e importanti. Sto parlando della brutta abitudine di pubblicare delle risorse che coprono lo stesso intento di ricerca.

E che cercano di posizionarsi per parole chiave che sono già nel tuo portfolio. Discorso a parte per chi vuole tentare di posizionare due risultati nella stessa serp: questo è un lavoro che riesce in pochi casi, riguarda anche l’autorevolezza di un dominio per un determinato topic e la capacità di sviluppare dei testi in grado di coprire sfumature diverse dello stesso search intent. Insomma, è un lavoro complesso.

Molto più semplice, invece, ampliare la lista degli errori nello scegliere le keyword quando si lavora male su questo piano: usa SEO tool per verificare i posizionamenti delle tue pubblicazioni e il calendario editoriale per pianificare il lavoro ed evitare che più pagine operino sullo stesso intento di ricerca.

Aspetto ancora più importante, fa’ in modo che gli articoli informativi non si sostituiscano alle landing page. Ma siano strumento per spingere le risorse di conversione con un buon lavoro di collegamenti interni. In questo modo lavori per avvantaggiare ciò che monetizza e ti fa fatturare sul serio.

Da leggere: i migliori tool per fare link building

Altri errori nello scegliere le keyword?

Questo è il tuo momento: quali sono le sviste che hai dovuto affrontare nel percorso che ti ha portato a scegliere le parole chiave del progetto editoriale? Questo aspetto è decisivo perché una decisione errata può portare allo spreco definitivo di risorse importanti: meglio affidare il lavoro a chi ha esperienza, non credi? Lascia la tua opinione nei commenti, parliamo di questo tema.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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