Come usare il data storytelling per fare content marketing

Come usare il data storytelling per fare content marketing
[Total: 1 Average: 5]

Parlare di data storytelling vuol dire rappresentare in modo chiaro, onesto e piacevole dei contenuti che potrebbero essere tutt’altro che semplici da consultare.

Il motivo è semplice: con questa specializzazione della narrazione prestata al marketing affrontiamo i numeri. Ovvero le statistiche, le misurazioni, le informazioni.

Perché oggi c’è bisogno di un’informazione rapida e fruibile, soprattutto perché la lettura da mobile impone una struttura della pagina web semplice. Non si legge più da sinistra a destra secondo uno schema a Z ma c’è un rapido scrolling dall’alto verso il basso. Ecco perché oggi, più che mai, è importante imparare a raccontare i numeri.

Cos’è il data storytelling: definizione

Con questo termine s’intende l’arte di trasformare in contenuto fruibile ciò che viene presentato in forma di numeri grezzi. Di solito il lavoro si struttura intorno alla trasformazione delle percentuali e delle tabelle in grafici, animazioni, immagini e infografiche. Chiaramente bisogna puntare sul target.

Alla base di questo lavoro c’è un punto che nessuno può ignorare: la necessità di dare una risposta chiara a un interesse. Senza questo punto è impossibile procedere con un buon lavoro di data storytelling.

Da leggere: come fare visual storytelling online

Perché imparare a raccontare i dati

Questo è un aspetto importante: quali sono le dinamiche che si nascondono dietro alla pratica della narrazione visual dei numeri? Tutto si ritrova nella capacità di sintetizzare e semplificare. Parola d’ordine?

Evidenziare. Ciò significa mettere in luce ciò che serve veramente all’utente e trasformare numeri ostili in qualcosa di indispensabile. Presentando il tutto attraverso un visual degno di questo nome.

narrazione dei dati

I dati di Slate.com mostrano una relazione interessante tra picchi di lettura e presenza di immagini e/o video. In sintesi, la maggior parte delle persone abbandona la fruizione del tuo contenuto.

A meno che non ci sia un buon lavoro di visual content marketing. Che può essere basato su immagini, video, grafiche e altro ancora. Come, ad esempio, le animazioni che si vedono nei migliori esempi di native advertising. A proposito, c’è qualche caso da mettere in evidenza? Come si fa il data storytelling?

Esempi di data storytelling virtuosi

Ecco due esempio di data storytelling presi dal sito business2community.com. Nel primo caso si manifesta un’idea semplice ed efficace: mostrare con una grafica accattivante i dati relativi a un problema complesso come quello del cambiamento climatico. Chiaramente la presenza della mappa geografica aiuta.

esempi digital storytelling
esempi data storytelling

Il secondo esempio, invece, rappresenta un aspetto ancora più avanzato del data storytelling: l’interattività. Con le nuove attività di programmazione e web design si possono creare delle interfacce capaci di cambiare e svilupparsi sempre in base alle esigenze dell’utente.

Come fare un buon data storytelling

Il lavoro che ti aspetta non è semplice da definire. Ecco perché ho deciso di creare una lista con i passi indispensabili per organizzare questa vera e propria impresa legata alla bontà del contenuto. Se vuoi fare storytelling con le informazioni – nel giornalismo questo passaggio può essere indispensabile – sei nel posto giusto. Prendi appunti e inizia il tuo percorso nella narrazione efficace ed efficiente dei numeri.

Individua un tema utile al target

Primo aspetto indispensabile per lavorare sulla narrazione dei dati e fare un buon lavoro di data storytelling: cosa cercano le persone? E come posso aiutarle con la mia opera di content marketing?

In questo caso può essere utile partire dalla classica analisi delle keyword per capire quali potrebbero essere le necessità che vuoi sopperire. Ovviamente lavorando intorno a un tema centrale: le personas. Prima di iniziare il lavoro assicurati di avere una schematizzazione idealtipica del tuo target.

Trova fonti per il data storytelling

Il punto successivo: capire dove si trovano i dati per creare le tue raccolte di numeri e informazioni. Puoi dare uno sguardo all’Istat con le sue ricerche sempre molto approfondite (istat.it/it/archivio).

C’è anche Google Data Explorer che offre una raccolta di ricerche interessanti e ben strutturate (google.com/publicdata). Non dimenticare anche la presenza di Auditel e Google Trends.

Estrapola e crea una narrazione

Una volta che hai individuato i punti che possono offrire valido supporto per la tua creazione del contenuto ricorda di snellire il risultato. I dati rischiano di sommergerti ma tu devi evitare questo.

Devi fare in modo che ci sia un lavoro di ripulitura da tutto ciò che rischia di diventare un peso per la narrazione del contenuto. Prendi la massa informe di risultati e inizia a disegnare un percorso per eliminare quello che non serve. Ed è proprio questo il passaggio più difficile per te.

Studia e pubblica un contenuto

A questo punto si definisce una nuova necessità: individuare un nesso utile per ottenere ciò che ti serve. Vale a dire una comunicazione efficace. Cosa usare, un grafico interattivo o un contenuto visual ricco di rimandi e approfondimenti. Quale tool usare? Ecco una serie di strumenti per raccontare i dati sul serio.

Raccogli i risultati del data storytelling

Questa è una fase essenziale per decretare il successo o meno del tuo investimento in termini di content marketing. Sto parlando di una fase essenziale: l’analisi dei risultati. Ovviamente per far sì che tutto avvenga nei criteri stabiliti devi prima definire gli obiettivi che vuoi raggiungere e poi indicare dei KPI.

Ovvero key performance indicator che suggeriscono il buon andamento della tua attività. Ad esempio puoi stabilire come indicatori utili il tempo di permanenza sulla pagina, le condivisioni sui social, le visite e magari i link in ingresso. I contenuti sono perfetti per guadagnare menzioni.

Per approfondire: i tool per fare digital storytelling

Stai lavorando in questa direzione?

Per raccontare i dati sul blog, attraverso i social o il sito web non basta scegliere una buona grafica o montare un video che punti sul viral marketing. Devi andare oltre e, nello specifico, è necessario un lavoro strutturato. Basato sulla ricerca del target e sull’ottimizzazione del contenuto in base a obiettivi specifici. Sei d’accordo? Lascia la tua opinione nei commenti dell’articolo che hai appena letto.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedIn

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *