Crescere in digitale: la rivoluzione parte dal basso

Crescere in digitale: la rivoluzione parte dal basso
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In questo blog ho sempre affrontato la questione digital perché è uno dei nodi centrali per l’attività imprenditoriale del nostro paese. La presenza e il successo delle eccellenze digitali italiane, eccellenze che intervistiamo ogni settimana, sono elementi strettamente collegati con lo sviluppo della banda ultralarga. Ovvero un nodo che affligge la nazione da diverso tempo.

La banda ultralarga è sinonimo di informazioni che si muovono con una velocità superiore: questo aspetto influenza non solo la fruizione ma anche la creazione dei contenuti. Con una banda ultralarga posso creare contenuti interattivi senza timore, posso confezionare pillar article in grado di superare il limite del testo e dell’immagine. Capace di puntare verso elementi che contemplano lo scambio di informazioni e di azioni con l’utente.

Alcuni esempi di native advertising si muovono in questa direzione: contenuti utili, ma anche contenuti memorabili dal punto di vista del visual e del design. La user experience è parte integrante della SEO e del copywriting: in un periodo in cui si parla con maggior insistenza della Search Experience Optimization questo processo diventa centrale. Questo processo in cui l’Italia è sempre in ritardo.

Crescere in digitale: la rivoluzione parte dal basso

L’indice DESI è la sintesi di 5 macro indicatori (li trovi nell’infografica di Repubblica) e come puoi ben vedere il ranking dell’Italia lascia a desiderare. Il problema, quindi, in parte è tecnologico.

Ma c’è anche una componente culturale: c’è un digital divide che passa dall’abitudine dei cittadini di affidarsi alle nuove tecnologie, di abituarsi alla possibilità di acquistare e pagare online. O di avere una connessione ADSL.  Solo il 50% delle famiglie italiane paga un servizio di connessione a Internet, e l’Europa ci supera con cifre interessanti:

  1. 83% UK
  2. 81% Germania
  3. 76% Francia
  4. 63% Spagna

Poca consapevolezza delle potenzialità del web, poca attenzione nei confronti di tecnologie che possono facilitare, migliorare, ottimizzare le proprie attività. Il proprio mondo. Ma il Ministro Poletti, pochi giorni fa, ha lanciato un’iniziativa che può diventare il punto di partenza per una nuova consapevolezza: Crescere in digitale, progetto per insegnare il web ai ragazzi.

Cosa è Crescere In Digitale?

Formazione e tirocini per i giovani, opportunità e competenze per le imprese. Questa è la promessa che trovi nella home page del sito web ufficiale (www.crescereindigitale.it): l’iniziativa è nata dalla sinergia tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Unioncamere e Google per risolvere uno dei grandi problemi dell’Italia: i NEET.

I NEET sono i giovani – l’acronimo è Not (engaged) in Education, Employment or Training – che non studiano e che non lavorano, una delle piaghe social della nostra epoca. Il fenomeno è molto diffuso in Italia, secondo Wikipedia:

“l fenomeno è presente in tutta Italia (…). Un’analisi puntuale, del giugno 2015 condotta dalla Camera di Commercio di Varese, evidenzia che la quota di NEET varesini (21,4%) risulta superiore alla media lombarda (18,7%) e, a livello regionale, inferiore solo a quella di Como (24%). Dopo Varese seguono Bergamo (21,1%), Cremona e Mantova (entrambe al 21%) mentre la situazione migliore si registra a Lecco con il 14,2%”

Come puoi ben capire il problema non è da poco. Spesso queste condizioni, tipiche di un pubblico giovanile, si amplificano in una condizione di scarsa conoscenza degli strumenti e delle logiche digitali. Con il programma Crescere in Digitale si cerca di porre rimedio a questa condizione.

Per i ragazzi ma anche per le aziende

Il percorso formativo comprende 50 ore di lezione, formazione specialistica, supporto alla propria attività. Il programma prevede fino a 3.000 tirocini: durata sei mesi, retribuzione 500 euro al mese per imparare a muovere i primi passi nel mondo digitale.

Ma se il programma di questa iniziativa sembra perfetto per dare una coscienza digital alle persone che non hanno gli strumenti e la motivazione giusta, ma non solo. Crescere In Digitale è un’opportunità anche per le imprese, per favorire la digitalizzazione delle PMI che ancora non hanno colto l’importanza degli strumenti del web. Il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, sottolinea che:

“Solo il 5% delle imprese italiane è attivo nell’e-commerce contro il 14% della media dell’Unione Europea. Crescere in digitale vuole puntare proprio a questo, innalzare cioè le competenze digitali dei nostri ragazzi per trasferirle poi alle imprese”.

Puntare su una scuola digitale parallela a quella statale che riprenda lo spirito di chi non studia e non lavora, per ottenere due vantaggi: dare delle competenze spendibili in azienda e fornire alle PMI persone competenti, formate, in grado di sfruttare la forza del web. Il profilo dei professori di Crescere In Digitale sembra di tutto rispetto, l’idea è di quelle che possono fare la differenza: le competenze digitali devono essere al centro di una strategia di formazione perché questo è il percorso da seguire. Non si torna indietro: il digitale è il futuro.

Crescere In Digitale: la tua opinione

Un nuovo programma, una nuova idea per crescere e formare persone competenti. Ecco l’idea del Ministero del Lavoro: dal mio punto di vista è la strada giusta da seguire. la gavetta è un momento importante della crescita professionale, e può essere ancora più fruttuosa se hai al tuo fianco persone competenti come quelle che puoi trovare nei programmi.

Senza dimenticare che questo progetto non è fine a se stesso, ma permette di innescare una ciclicità virtuosa tra studenti e aziende. Formare giovani, inserirli in luoghi che possono trarre giovamento dalle competenze. Secondo te questa è la strada giusta da seguire? Aspetto la tua opinione nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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