La tua azienda deve creare un brand

La tua azienda deve creare un brand
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Hai creato un’azienda. Hai dato forma al tuo business, e hai un obiettivo: trasformare la tua passione in un’attività capace di fruttare degli utili. Vuoi vivere con il risultato della tua attività imprenditoriale. Ed è un punto di riferimento che tutti dovrebbero avere nella propria vita.

Perché non c’è niente di più gratificante di questa attività: del far crescere qualcosa con il proprio impegno, con la propria attività quotidiana. Le difficoltà da superare sono tante, e gli ingredienti per riuscire nella tua attività infiniti. Ma c’è qualcosa che ti permette di fare la differenza: devi creare un brand.

Hai creato l’azienda, ora devi puntare verso il brand

Ti sembrerà strano, ma avere un’azienda non corrisponde a creare un brand. Aver dato un nome all’azienda non vuol dire poter contare su un brand, la sintesi di diversi elementi: nome, simboli, colori, slogan. Non solo. Il brand non è solo qualcosa di materiale, degli elementi che puoi analizzare attraverso i cinque sensi.

Il brand è la combinazione di tutto quello che rappresenta l’azienda, e nasce dai valori. Nasce da un’attenta analisi dei valori che ti spingono a credere e investire in una nuova avventura. Il punto di partenza per creare un brand è semplice: conoscere te stesso, conoscere cosa ti ha spinto a investire e lavorare.

Definisci la tua azienda

Come puoi definire la tua azienda? Come puoi individuare i punti essenziali della tua attività per creare un brand solido? Io di solito uso la SWOT analysis, ovvero un metodo che ti permette di analizzare tutto quello che succede intorno alla tua azienda. In particolar modo io sfrutto il modello creato da Luigi Centenaro, utile e ben strutturato. Il modello si divide in:

  1. Punti di forza: fattori interni (che dipendono solo da te) che possono aiutarti.
  2. Opportunità: fattori esterni (che dipendono dall’ambiente) che possono aiutarti.
  3. Debolezze: fattori interni (che dipendono solo da te) che possono ostacolarti.
  4. Minacce: fattori esterni (che dipendono dall’ambiente) che possono ostacolarti.

Attraverso questo schema puoi chiarire con precisione tutto ciò che ruota intorno alla tua azienda. E individuare i valori che devi diffondere nella creazione di un prodotto o di un servizio unico. Il valore del tuo brand si diffonde ovunque, nei contenuti visual e nella comunicazione scritta. Anche nella semplice risposta via email a un cliente.

Per approfondire: brand e nome dominio, tutto quello che devi sapere.

Crea un’identità

Hai definito i valori della tua azienda, hai individuato i punti di forza e le debolezze che devi trasformare in opportunità. Adesso devi trasferire tutto questo ai tuoi potenziali clienti. Devi comunicare questo valore. E per farlo hai bisogno di comunicazione scritta – un nome, un pay off, una descrizione – e visiva. Prima di tutto, hai bisogno di un logo. Ovvero di un elemento che permetta alle persone di identificare il tuo brand.

Non è facile creare un logo, ci sono tanti equilibri da rispettare da un punto di vista grafico e semantico. La sintesi è chiara: deve riassumere i valori del brand. L’esempio più banale è quello della Amazon. La freccia rappresenta un sorriso e va dalla A alla Z. Cosa significa questo? Quali sono i valori che riassume questo logotipo?

Il logo Amazon.

Soddisfare i clienti offrendo il miglior prodotto possibile (sorriso), ma anche permettere alle persone di trovare tutto. E di usare Amazon come piattaforma universale di e-commerce  (dalla A alla Z). In questo discorso si inseriscono anche i colori aziendali: ogni scelta può definire il successo o l’insuccesso di un logo e di un brand. E questo vale anche per il font.

Ti sembra una scelta secondaria? Sai quanta attenzione ha dato la Apple per la scelta di Myriad, il font usato dalla casa di Cupertino per il marketing? E per le presidenziali di Obama nel 2012? Lo staff di Obama ha scelto il font Gotham per creare l’identità visiva del candidato, compreso il logotipo. Nel 2008 si sono basati sul font base, ma per il 2012 hanno scelto un font Gotham con grazie. Studiato per la sua campagna. E sappiamo bene come è andata.

Da leggere: come fare branding con un hashtag.

Diffondi questa identità ovunque

Ora il tuo brand deve essere messo nero su bianco. Ogni forma di comunicazione deve essere lineare al tuo brand, all’identità scelta attraverso l’analisi interna. Hai individuato i valori, ora li devi comunicare attraverso tutti i mezzi utili al tuo scopo. Hai un sito web? Deve essere lineare con le linee scelte. E lo stesso vale per il materiale cartaceo, l’advertising offline online. E il customer care.

Tutto è marketing, lo dice anche Seth Godin: “Marketing è il modo in cui le persone della tua azienda rispondono al telefono, l’impaginazione delle tue fatture e la tua politica sui recessi”. Il tuo lavoro deve essere riconoscibile in ogni occasione. Fare brand awareness è un obiettivo importante per costruire il tuo brand. Cosa significa? Lo chiedo a Wikipedia:

“Nel marketing, la conoscenza di marca (brand knowledge) è una qualità della marca (brand). Essa è si compone di due caratteri: uno quantitativo (notorietà) e uno qualitativo (immagine di marca). La notorietà (o consapevolezza) di marca (brand awareness) definisce la capacità di una domanda di identificare un particolare brand”.

Con la brand awareness porti la marca alla consapevolezza. Alla conoscenza. Si parte dalla non conoscenza, per poi passare al riconoscimento o al ricordo aiutato, al ricordo spontaneo e infine al top of mind. Ovvero una condizione in cui la marca è associata al prodotto. Un po’ come è successo con il Walkman e il Post-it.

Per approfondire: 5 passaggi per far emergere il tuo brand

Perché devi creare un brand?

Perché le persone si identificano in un brand, condividono idee e bisogni con un’azienda capace di rispecchiare dei valori chiari. Dei valori forti. Un’azienda senza brand può nascere e svilupparsi, ma non rimane impressa nel cuore dei potenziali clienti. Sei d’accordo? Lascia la tua opinione nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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2 Comments

  1. Concordo in pieno!
    È un argomento sul quale sto cercando di spingere molto negli ultimi mesi, soprattutto nell’ambito startup.
    Mi rendo conto che questo approccio è poco diffuso in Italia perché, molto probabilmente, non se ne è ancora capito l’importanza.

    Reply
    • Se non hai un brand lavori con una velocità ridotta. Le persone si ricordano dei brand nati intorno a valori chiari e forti, ecco perché questo processo è così importante.

      Reply

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