Come creare una strategia di contenuti

[Total: 1 Average: 5]

Costruire una content strategy non è un lavoro semplice. Chi si occupa costantemente di pubblicazioni e organizzazioni del calendario editoriale sa bene che c’è bisogno di grande attenzione ai dettagli.

Ma non è così semplice, non basta sottolineare quest’aspetto per avere una definizione chiara dell’opera da svolgere. Il primo punto che voglio sottolineare è questo: costruire una content strategy non vuol dire solo creare un blog aziendale e pubblicare articoli per i tuoi lettori più affezionati.

Certo, questa è la prima soluzione per innescare un buon processo di inbound marketing e intercettare le persone giuste. E il blog è una soluzione interessante, funzionale, per creare una buona strategia di contenuti online. Non basta, non sempre è questa la soluzione utile. In che modo si può lavorare?

Da leggere: creare una strategia di contenuti B2B

Costruire una content strategy valida: obiettivi

Uno degli errori fondamentali che caratterizzano le attività per avere una content strategy: assenza di KPI. E, più in generale, di obiettivi concreti. Si inizia a lavorare pensando di guadagnare di più, raccogliere frutti interessanti in termini di promozione online. Tutto questo è importante ma per ottenere buoni risultati devi individuare dei punti concreti da rispettare, monitorare, tracciare e osservare.

Costruire una content strategy
Quali sono i possibili traguardi – Fonte immagine

Per poi registrare risultati utili dai contenuti. Ma dove si trovano gli obiettivi concreti, ciò per cui vale la pena investire? I KPI del content marketing sono molto importanti, io suggerisco di impostare questi passaggi con grande attenzione per creare dei contenuti vincenti. Qualche idea concreta? Micro-obiettivi di:

  1. Traffico.
  2. Engagement.
  3. Azioni.
  4. Monetizzazioni.

Come mostra il grafico in alto, non c’è solo il passaggio finale vale a dire quello che ti consente di generare una conversione concreta. Devi creare traffico virtuoso e misurarlo, poi un coinvolgimento reale e lo svolgimento di azioni capaci di portare l’utente verso la monetizzazione. E il fatturato concreto.

Sai qual è il tuo target online di riferimento?

Non puoi procedere e costruire una strategia di content marketing se non conosci bene le persone che vuoi raggiungere. Questo è un dato di fatto, chi si accinge a costruire una content strategy deve studiare al meglio l’audience. Perché solo così puoi avere un piano d’azione concreto, basato su ciò che serve.

Ma come procedere in questi casi? Con una buona documentazione e delle buyer personas ben gestite, con schede capaci di riassumere i punti essenziali dei potenziali clienti che devi raggiungere con il tuo lavoro. Per creare queste sintesi con idee, bisogni, necessità e altri dettagli devi fare le giuste ricerche.

bisogni utente, grafico
Allineati ai bisogni dell’utente – Fonte immagine

In ogni caso ricorda che questo non è un’opzione. Perché le strategie di content marketing falliscono? Nella maggior parte dei casi quello che fai non è allineato alle necessità di chi deve acquistare il tuo bene e servizio. Ed è questo uno dei punti di approfondimento che trovi nel prossimo paragrafo.

Dove si trovano le persone con le quali parlare?

Nel lavoro di costruzione e organizzazione delle buyer personas per la tua attività di content marketing devi sempre valutare un punto decisivo. Vale a dire il luogo nel quale si trovano le tue community di riferimento. Riprendo il punto affrontato all’inizio dell’articolo: creare un blog aziendale e scrivere articoli.

Sembra la soluzione migliore, quella più sensata per posizionarsi su Google e intercettare una parte di utenti che vuole informazioni online. Ma è veramente questo il tuo target? Voglio dire, hai presente Millennials e appartenenti alla generazione Z (Centennials)? Mai sentito parlare di queste tribù digitali?

Sono quelli che nascono già con il telefonino, conoscono il web in modo diverso, si informano e prendono le decisioni commerciali attraverso canali differenti. Quindi può avere senso muoversi in modo diverso, ad esempio facendo content marketing su YouTube o cercando influencer su Instagram.

Senza dimenticare le tendenze del social web come i mini-video di TikTok. Delle realtà che i dinosauri del web fanno finta di ignorare, ma che per determinati filoni sono il pane quotidiano. Quindi se decidi di creare una content marketing strategy devi valutare questo. Altrimenti già ti aspetta il fallimento.

SEOZOOM COUPON
PROVA SEOZOOM GRATIS PER 15 GIORNI CON IL COUPON MEDIABUZZ15

Hai investito il giusto per i contenuti migliori?

Nodo cruciale di ogni buona attività di content marketing: senza il giusto flusso di investimento online non puoi procedere. Molti credono di poter aprire un blog gratis e guadagnare, farsi trovare dai clienti su Facebook o Instagram senza investire un solo centesimo. Mi dispiace essere così drastico: non è possibile.

Non avrai mai buoni risultati se continui a puntare sulla visibilità organica dei contenuti promozionali. Quindi, per esprimermi diversamente, sarà inutile continuare a condividere link delle schede prodotto sulla pagina Facebook sperando che qualcuno la veda, clicchi sui collegamenti e acquisti i tuoi prodotti. Nella maggior parte dei casi il risultato sarà zero. Perché le persone non vogliono questo, lo sai bene.

reach organica
Andamento nel tempo della reach organica – Fonte immagine

I mercati sono conversazioni, questo dice il Cluetrain Manifesto. E i dati, invece, suggeriscono una reach organica dei social (Facebook in particolare) sempre minore. Te ne sei accorto sicuramente.

Questo può essere ampliato ad altre realtà del web con una considerazione base: costruire una content strategy di successo vuol dire ascoltare il pubblico, scegliere le piattaforme, definire obiettivi e poi investire per creare ciò che serve. Se salti uno di questi passaggi non puoi andare lontano.

Da leggere: bot su Instagram e finti influencer, cosa significa?

Come costruire una content strategy: opinioni?

Non è facile ottenere dei buoni risultati con la tua strategia di contenuti se non consideri questi passaggi. Sono molto importanti perché ti consentono di valutare ogni punto con equilibrio. Senza perdere di vista il vero obiettivo, ovvero far fruttare le operazioni messe in campo per ottenere dei vantaggi in termini di digital marketing. Qual è il punto di partenza secondo te? Come migliorare questo processo?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedIn

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *