Quali sono le regole fondamentali della SEO?

Quali sono le regole fondamentali della SEO?
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Molti chiedono una lista dei concetti base SEO, una sorta di tavola dei dieci comandamenti per ottenere i migliori risultati sul motore di ricerca. Sembra assurda ma non esiste una base di partenza definitiva. O meglio, il testo da seguire è quello di Google.

Due sono le strade da considerare per comprendere la base dell’ottimizzazione per i motori di ricerca. In primo luogo c’è lo studio della serp: mai come ora è importante capire cosa succede nelle pagine dei risultati per avere un’idea chiara di come muoverti.

La seconda direzione è quella di partire dalle linee guida di Google, una sorta di testo base per iniziare il lavoro di search engine optimization. Molti snobbano questa pubblicazione definendola elementare, in realtà leggendo con attenzione i passaggi puoi trovare riferimenti interessanti che spesso si lasciano in disparte. Per cercare il Santo Graal dell’ottimizzazione si dimenticano i concetti base SEO. Ma conviene?

Da leggere: i migliori tool per fare link building

Semplificare la vita a Google

La prima regola SEO la voglio dedicare a questo passaggio che oggi impegna gran parte del mio tempo: la semplificazione. Il concetto si amplifica attraverso prospettive e impegni differenti, e il più importante dal mio punto di vista riguarda la struttura del sito web. Che deve essere lineare, snella.

Rifletti sui contenuti della pagina principale

Uno degli errori tipici di chi ignora i concetti base SEO: voler mettere tutto in home page. Mostri a Google un portale piatto, ogni risorsa è importante da guadagnare uno spazio nella pagina principale.

struttura sito

E quindi niente di particolarmente rilevate. Una buona struttura di navigazione ad albero, che parte dalla home page per organizzare le directory in modo gerarchico, aiuta Google a capire cosa è più significativo per te e per i tuoi potenziali clienti. Dirigendo così la sua attenzione verso ciò che per te ha valore.

Devi sfoltire e lavorare in economia

La semplificazione riguarda la capacità di togliere pagine web che non hanno un compito: non ricevono visite e nessuno le linka, magari non hanno neanche un ruolo istituzionale. Impegnano solo crawl budget e questo è un male. Il lavoro di un esperto SEO, che sa bene ciò che fa, è di sfoltire il superfluo.

Chi inizia oggi e non ha esperienza può lavorare in modo attivo. Come? Ragionando su ciò che pubblica: ciò che sta andando online ha un senso? Qualcuno cerca questa soluzione? Può essere utile? Chiaro, non tutte le pagine di un portale devono avere uno scopo in termini di posizionamento SEO ma da qui a creare una marea di tag inutili e di news che muoiono il giorno dopo c’è una bella differenza.

Accontenta l’utente sempre

Un pilastro della buona SEO: non creare pagine solo per scalare una serp. E non usare la visibilità che ottieni per riempire lo schermo con advertising invadente. Potrei continuare all’infinito, ma uno dei consigli SEO che voglio darti è questo: ogni singola azione deve essere pensata per migliorare la vita alle persone.

Certo, la SEO è fatta anche di azioni puramente tecniche. Pensa alla sitemap.xml: la carichi solo perché così Google può scoprire nuove risorse. Però c’è una buona porzione di attività che da parte tua richiedono solo un’attenzione nei confronti del pubblico.

Pensa, ad esempio, alla velocità di caricamento: lo fai perché lo ha detto Google o per offrire una user experience migliore? Se lavori sulla prima posizione stai guardando il bicchiere mezzo vuoto.

Lavora sull’intento di ricerca

Tra i concetti base da assimilare il prima possibile c’è l’intento di ricerca. Un tempo si ragionava intorno alla keyword secca, unico faro dell’intero lavoro di SEO copywriting. Questo termine era presente nel tag title, nell’H1 e nel testo. Anzi, qui diventava un tormento tanto che il povero Matt Cutts ha dovuto fare un video per smentire l’eventuale coinvolgimento della keyword density nei fattori di posizionamento.

 

Meglio lavorare sui sinonimi, sulle variazioni del termine. Ma l’idea deve andare avanti e per questo il consiglio è di ragionare sull’intento di ricerca. Vale a dire ciò che vuole realmente l’individuo. Detto in soldoni, se cerco su Google “come creare un sito web mobile friendly” non ho bisogno di un testo che ripeti all’infinito questa combinazione. Rischi solo di allontanare il lettore per sempre.

Meglio avere una pagina che spieghi, magari con video tutorial e screenshot, l’importanza della scelta di un tema responsive. Per poi passare alle procedure per velocizzare il sito web dato che gli smartphone spesso hanno una connessione instabile. Senza dimenticare i vantaggi della famosa tecnologia AMP.

Insomma, il compito di chi fa una buona ottimizzazione per i motori di ricerca è quello di comprendere – con SEO tool, esperienza, spirito d’osservazione e intuito – cosa si nasconde dietro a una query.

I link in entrata sono decisivi

Uno dei pilastri della buona ottimizzazione SEO riguarda il lavoro da svolgere off-page, vale a dire fuori dalle pagine del proprio sito. Questo passaggio si racchiude in un’attività che gli esperti conoscono bene: lavorare sulla link popularity. Ciò significa fare in modo che arrivino dei collegamenti ipertestuali.

posizione link

Rapporto tra autorevolezza di chi ti linka e posizione – Fonte immagine

Ma tutto deve essere naturale. Google è netto su questo snodo, la lotta contro gli schemi di link e la compravendita delle citazioni è netta. D’altro canto devi pur fare qualcosa per ottenere questi privilegi, dato che fanno parte dei concetti base SEO. Una buona strategia di link building può dirigersi su:

  1. Content marketing.
  2. Digital PR.

Molti sottolineano che per ottenere link in entrata basti pubblicare informazioni utili e contenuti di qualità. Certo, questo è un passaggio decisivo. Ma per spingere al massimo questa strategia hai bisogno di un contributo, e le digital PR possono fare la differenza. Perché consentono di creare un rapporto stretto con blogger, influencer e webmaster che duri nel tempo. Questo è un valore in più.

Non dimenticare i link interni

Vero, i collegamenti che arrivano da altri siti web permettono a Google di valutare con occhio diverso il tuo lavoro. Ma la prima ottimizzazione arriva dalle tue pagine web. Devi lavorare sodo con i link interni e guidare i due attori (il motore di ricerca e gli utenti) verso le risorse più importanti. Tra i concetti SEO base c’è questo: porta le persone su ciò che è utile per approfondire, comprendere, contestualizzare.

La rete di link interni non deve essere creata a caso. Usa gli anchor text migliori per far capire al lettore cosa si trova dall’altra parte e lavora sempre sul principio dell’utilità. Il numero giusto di collegamenti è quello che tu ritieni utile per navigare, mettendo da parte le strategie che ti portano a inserire un testo solo per aggiungere un link. La naturalezza e la prospettiva votata al prossimo vincono sempre.

Da leggere: come fare ottimizzazione SEO per ecommerce

Concetti base SEO: la tua opinione

Qui ho lasciato quelli che, secondo me, sono dei pilastri impossibili da ignorare quando si lavora sul miglioramento del posizionamento sui motori di ricerca. Ho elencato dei concetti SEO di base, non esclusivi ma importanti per chi inizia. E per chi ogni tanto dimentica che la struttura di base è quella che fa andare avanti le tecniche avanzate. Sei d’accordo? Ti come lavori? Applichi questi concetti?

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Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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