L’efficacia dell’intelligenza artificiale e dei chatbot di seconda generazione nel customer care

L’efficacia dell’intelligenza artificiale e dei chatbot di seconda generazione nel customer care

Risposte immediate, user experience semplice e veloce ed interazioni meno automatizzate: ecco cosa si aspettano i consumatori dai contact center e dall’assistenza clienti delle imprese. La richiesta di chatbot efficienti e in grado di comprendere i bisogni e le esigenze dei clienti è ormai diventato l’obiettivo centrale di ogni azienda che vuole avere un customer care di successo. Proprio in Italia, la startup Mazer, ha sviluppato Laila, https://www.laila.tech/, un chatbot conversazionale che esplora i nuovi confini raggiunti dall’intelligenza artificiale nel campo della user experience, abbattendo del 70% tutti i costi legati alle attività di customer care ed engage marketing. Laila è un chatbot di seconda generazione, una piattaforma tecnologica fondata su una sofisticata Intelligenza Artificiale in grado di elevare la capacità di comprensione del dialogo con l’essere umano a un livello superiore. Riesce a comprendere le domande e la sentiment dell’utente. Laila comprende il linguaggio naturale come farebbe un operatore umano. E soprattutto utilizza frasi non preimpostate o pilotate, gif animate, immagini ed emoticon a passo con i tempi come farebbe un operatore umano per coinvolgere l’utente nella comunicazione ed empatizzare con lui, comprendendone lo stato d’animo. “La comunicazione aziendale non è solo veicolare informazioni agli utenti – ammette Carmine Pappagallo – ma mettersi in ascolto delle loro esigenze, comprenderle e rispondere in maniera adeguata a ciascuno” Il chatbot è disponibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e 365 giorni l’anno garantendo l’assistenza ai clienti in tutte le fasce orarie ed aumentanto la conversion dell’utente che lascia i suoi dati o che procede ad un acquisto su un sito di e-commerce. Riesce a lavorare simultaneamente e...
Cos’è e perché fare guerrilla marketing: esempi, tecniche e strategie

Cos’è e perché fare guerrilla marketing: esempi, tecniche e strategie

Non è facile parlare di guerrilla marketing nel momento in cui si decide di organizzare una campagna promozionale online e offline. Spesso l’idea è solo quella di puntare su qualcosa che sia virale, capace di cogliere l’attenzione. Ma non è così. Il concetto di guerrilla marketing affonda nell’idea di poter lavorare attraverso procedure non lineari, […]

Non è facile parlare di guerrilla marketing nel momento in cui si decide di organizzare una campagna promozionale online e offline. Spesso l’idea è solo quella di puntare su qualcosa che sia virale, capace di cogliere l’attenzione. Ma non è così. Il concetto di guerrilla marketing affonda nell’idea di poter lavorare attraverso procedure non lineari, spesso si percorrono territori poco conosciuti e che non sempre si possono misurare. A volte, soprattutto quando il budget lo consente, si possono ottenere grandi risultati. In che modo? Iniziamo ad affrontare l’argomento attraverso dei punti chiari. Cos’è il guerrilla marketing: definizione Con il termine guerrilla marketing – termine proposto dal pubblicitario Jay Conrad Levinson nel 1984 – si intendono tutte le strategie e le tecniche che consentono di intercettare il proprio target attraverso delle procedure che prescindono dai canali standard. Il presupposto essenziale si trova nel nome stesso. Attraverso l’idea di guerrilla ci svincoliamo da un confronto faccia a faccia con il competitor ma ipotizziamo tracciati nuovi che permettono a piccole aziende di farsi conoscere e diffondere il proprio nome. Questo non significa lavorare in economia, Una campagna di guerrilla marketing può essere a basso costo rispetto ad altri canali ma non significa gratis. Infatti presuppone una regia ben definita e una pianificazione puntuale in grado di coinvolgere creativi ed esperti di content marketing. L’idea base, però, è quella di lasciare i grandi player sui circuiti più redditizi sui grandi numeri per trovare nuove soluzioni. VUOI PROMUOVERE UN ECOMMERCE? LEGGI L’EBOOK GRATUITO! Chi ha bisogno del guerrilla marketing? Non esiste una definizione chiara del tipo di azienda che può beneficiare di questa soluzione....
Come aumentare gli iscritti del canale Telegram

Come aumentare gli iscritti del canale Telegram

Te lo dico subito: se vuoi sapere come aumentare iscritti su Telegram su questo articolo non ci sono trucchi e crescite miracolose. Ma solo consigli pratici per far crescere la platea in modo semplice, onesto e reale. Perché troppo spesso si cercano scorciatoie in questi casi. Così come avviene quando vuoi aumentare i follower di […]

Te lo dico subito: se vuoi sapere come aumentare iscritti su Telegram su questo articolo non ci sono trucchi e crescite miracolose. Ma solo consigli pratici per far crescere la platea in modo semplice, onesto e reale. Perché troppo spesso si cercano scorciatoie in questi casi. Così come avviene quando vuoi aumentare i follower di Instagram, si possono comprare iscritti su Telegram. Ci sono dei servizi specifici per acquisto membri del canale, ma queste sono tecniche pessime da evitare. Perché vietate e, ovviamente, a lungo termine inefficaci. Quindi, come aumentare gli iscritti su Telegram in modo da articolare una campagna di social media marketing? Ecco cosa devi sapere per dare una spinta ai numeri. Aggiungi l’icona sul blog e sito web Se vuoi aumentare i seguaci del tuo canale Telegram devi fare in modo che il profilo pubblico – il gruppo che hai creato per condividere i contenuti – sia facile da trovare e raggiungere. Il modo migliore per attivare questa dinamica: aggiungi un’icona sul sito web ufficiale e sul blog aziendale o personale. In questo modo chi arriva sulle tue pagine trova subito il riferimento da seguire. Aggiungi il link anche nei riferimenti della bio di eventuali collaborazioni e guest post: se scrivi su altri progetti editoriali e puoi inserire qualche riferimento o contatto nel box della biografia spingi sul link del canale Telegram. Da leggere: come aumentare gli iscritti YouTube Crea dei guest post su altri progetti Quante volte si è parlato della strategia di guest blogging per trovare link ma, soprattutto, per fare un lavoro di promozione del brand? Perfetto, questa è la strada da seguire...
Sito web adatto a smartphone e tablet: 5 punti essenziali

Sito web adatto a smartphone e tablet: 5 punti essenziali

Come ottimizzare sito web per il mobile? Qui inizia la tua avventura con il web marketing capace di ottenere buoni risultati attraverso serp, motori di ricerca, bacheche Facebook e timeline di Twitter. Non c’è altra spiegazione: il tuo portale deve essere ben visibile da cellulare e tablet. Oggi la maggior parte delle visite arriva da […]

Come ottimizzare sito web per il mobile? Qui inizia la tua avventura con il web marketing capace di ottenere buoni risultati attraverso serp, motori di ricerca, bacheche Facebook e timeline di Twitter. Non c’è altra spiegazione: il tuo portale deve essere ben visibile da cellulare e tablet. Oggi la maggior parte delle visite arriva da smartphone. È una dichiarazione di massima, non è detto che questa sia la verità per tutti i siti web. Magari ci possono essere settori nei quali si registrano fette di pubblico superiori che preferiscono raggiungere le tue pagine da telefonino. In ogni caso non si scappa: devi capire come ottimizzare il sito web per il mobile. Sia per le persone che per Google che da tempo ha dato parere su questo passaggio. Oltre all’entrata in vigore del mobile first indexing (la versione smartphone è quella che viene indicizzata per prima), da tempo la buona capacità di presentarsi al meglio sul mobile è un segnale di ranking importante. Un contenuto di qualità è anche in grado di farsi leggere al meglio da qualsiasi dispositivo. Quindi, come procedere e migliorare il tuo portale? Da leggere: come promuovere il tuo brand su Instagram Inizia da un tema mobile friendly di qualità In parte questa precisazione è superflua perché oggi è difficile trovare un template non adeguato, senza le caratteristiche che danno al sito la possibilità di essere responsive. Quindi capace di adattarsi a tutti gli schermi, sia di smartphone che di tablet. La base di partenza è sempre questa. Ma ci sono delle piccole attenzioni anche in questo caso. Un tema vale l’altro? Non proprio, ci sono alcuni...
Come migliorare la lettura da cellulare

Come migliorare la lettura da cellulare

Vale la pena concentrare le proprie attenzioni su come ottimizzare la lettura da smartphone? Certo, questo è un aspetto fondamentale per definire il successo del tuo contenuto. O firmare la disfatta delle tue pubblicazioni. Il motivo è semplice: la diffusione dello smartphone aumenta con costanza. Ciò significa che sempre più persone fanno uso del telefonino […]

Vale la pena concentrare le proprie attenzioni su come ottimizzare la lettura da smartphone? Certo, questo è un aspetto fondamentale per definire il successo del tuo contenuto. O firmare la disfatta delle tue pubblicazioni. Il motivo è semplice: la diffusione dello smartphone aumenta con costanza. Ciò significa che sempre più persone fanno uso del telefonino per leggere contenuti. Hai creato un blog aziendale per lavorare sull’inbound marketing e fare in modo che le il tuo brand venga trovato nel momento in cui diventa indispensabile? Hai un buon calendario editoriale da creare. Ma scrivere senza un riferimento utile su come ottimizzare la lettura da smartphone vuol dire puntare verso risultati pessimi. A che serve scrivere e pubblicare grandi articoli se poi c’è un muro di parole che impedisce la scrittura? Chiaro che in questi casi fa comodo capire come ottimizzare la lettura da smartphone. Gli italiani e il mobile. I dati di We Are Social sono chiari: le persone che usano smartphone e navigano su internet sono in costante aumento. Continuamente. Devi permettere alle persone di assimilare i tuoi contenuti e per ottenere questo risultato è utile leggere quest’articolo. Poi dimmi cosa ne pensi nei commenti. Da approfondire: come fare content marketing Lavora sulla leggibilità dei contenuti Il requisito base per lavorare nel miglior modo possibile e ottenere risultati apprezzabili: se vuoi individuare la strada per pubblicare contenuti facili da leggere da cellulare è la leggibilità il tuo obiettivo. Che si ottiene seguendo delle regole semplici. Che però vengono spesso dimenticate. Ad esempio? Dividi il testo in paragrafi.Usa grassetto, poco, nei punti giusti.Usa frasi brevi, semplici, dirette.Sfrutta la punteggiatura.Elimina parole...
Come proteggere il tuo brand su Google

Come proteggere il tuo brand su Google

Fare brand protection, oggi, è importante. Anzi, voglio azzardare e dare lustro a quest’attività. Perché proteggere il tuo marchio online (questa è la traduzione del termine in questione) può essere una missione impossibile da ignorare nel momento in cui decidi di affrontare i competitor come un’azienda professionale e consapevole delle necessità. Vero, dobbiamo lavorare in […]

Fare brand protection, oggi, è importante. Anzi, voglio azzardare e dare lustro a quest’attività. Perché proteggere il tuo marchio online (questa è la traduzione del termine in questione) può essere una missione impossibile da ignorare nel momento in cui decidi di affrontare i competitor come un’azienda professionale e consapevole delle necessità. Vero, dobbiamo lavorare in termini strategici e conquistare un oceano blu nel quale muoverci senza contrastare con i concorrenti. Perché competere per essere primi su una keyword molto difficile da conquistare quando puoi (e devi) fare in modo che siano i clienti a cercare il tuo nome? Questa è un’ottima prospettiva per migliorare il tuo lavoro di strategia SEO. Ma è anche vero che in quest’ottica c’è sempre un problema da risolvere: i possibili attacchi (volontari, involontari, malevoli o casuali) verso il tuo nome attraverso gli strumenti della rete. Devi fare in modo che la tutela del marchio online diventi un’attività centrale. In che modo? Continua a leggere. Da leggere: Brand strategy: 7 soluzioni che funzionano Registra il tuo dominio con più estensioni Il primo passo per fare un buon lavoro di protezione del nome aziendale o personale: acquista un dominio che rappresenti la tua marca, il progetto che porti avanti. Scegli l’estensione adatta ma assicurati anche quelle più comuni. Come, ad esempio, il .com e magari .it, .eu e .net. In questo modo puoi evitare che i competitor poco leali acquistino domini che, in qualche modo, possano confondere il tuo pubblico. C’è da dire che con l’arrivo dei nuovi gTLD e la possibilità di acquistare domini di secondo livello con accento è diventato difficile chiudere le porte...