Strumenti per fare digital storytelling: 7 tool che devi usare subito

Strumenti per fare digital storytelling: 7 tool che devi usare subito

Gli strumenti per fare  marketing e digital storytelling sono indispensabili per lavorare al meglio in questo settore. Sai bene che devi offrire un buon contenuto, e non basta rientrare nella norma: devi essere speciale. Il motivo? Semplice, la concorrenza è sempre all’avanguardia e il pubblico cerca risorse utili. Risorse per soddisfare esigenze precise, ma non solo informative. Non basta dare la risposta alla domanda, il content marketing può e deve andare oltre. Perché le decisioni necessarie per la tua azienda (o per la tua attività professionale) prendono strade diverse, non per forza legate alla razionalità. A volte sono le emozioni a fare la differenza. Come si veicolano? Come si influenzano? Perché i valori sono così importanti all’interno di una narrazione aziendale? Guarda tutti gli esempi di corporate storytelling: in ogni caso il prodotto quasi scompare di fronte alla necessità del brand di raggiungere un piano differente rispetto al trasferire dati. Non devi dire quali sono le funzioni del nuovo telefonino, meglio mostrare come creare qualcosa di eccezionale. Vuoi questo risultato? Gli strumenti per fare digital storytelling possono fare la differenza, ecco perché in questo articolo voglio elencare i tool più interessanti per forgiare un messaggio unico da proporre per la tua narrazione. E per catturare l’attenzione del pubblico che vuoi raggiungere. Digital storytelling tool: servono veramente? Certo, sono indispensabili in tutti i casi. A prescindere dalla strada da seguire per comunicare i tuoi valori. Ma sono insufficienti se alla base non c’è un’attenta pianificazione delle esigenze, degli obiettivi, dei parametri da seguire per ottenere buoni risultati. Avere una collezione di strumenti utili può essere insufficiente se non hai lavorato con un’agenzia specializzata nel lavoro di...
Digital Storytelling: 8 passaggi essenziali di esempi aziendali

Digital Storytelling: 8 passaggi essenziali di esempi aziendali

Quando affronti il tema del digital storytelling hai paura di cadere nel già noto, di elencare i casi che hanno fatto notizia. Che hanno guadagnato l’attenzione dei blogger. Anche su MediaBuzz ho affrontato il tema dello storytelling aziendale, ma la differenza che oggi voglio definire è un’altra: quali sono i passaggi essenziali. Chiaro, lo storytelling è una tecnica che […]

Quando affronti il tema del digital storytelling hai paura di cadere nel già noto, di elencare i casi che hanno fatto notizia. Che hanno guadagnato l’attenzione dei blogger. Anche su MediaBuzz ho affrontato il tema dello storytelling aziendale, ma la differenza che oggi voglio definire è un’altra: quali sono i passaggi essenziali. Chiaro, lo storytelling è una tecnica che oggi sta avendo particolare attenzione perché viene racchiusa nel macro universo dell’inbound marketing. Tu sai di cosa sto parlando, vero? La logica è questa: sono le persone che ti trovano nel momento giusto. E lo fanno attraverso una buona attività legata ai contenuti. Contenuti che non devono essere per forza informativi. Ci sono articoli del blog che possono chiarire. Poi ci sono video che possono emozionare con lo storytelling. E che non guidano il pubblico verso una landing page o un form per lasciare una richiesta di preventivo. Forse questi video hanno un altro scopo: il marketing narrativo. Cosa succede quando questa materia così potente e malleabile incontra la forza del digitale? Ecco gli snodi decisivi. La narrazione digitale Posso azzardare? Posso affermare che qui si trovano sono gli stessi punti di una grande storia? Di sicuro c’è una connessione tra gli eventi. Kurt Vonnegut ha individuato questa similitudine, sottolineando come i ritmi della storia classica – della fiaba, del racconto – siano condivisibili e riutilizzabili in altri contesti. Questo perché sono degli schemi universali, delle regole da rispettare. Punta verso un singolo target, lavora sulla precisione, non divagare e prenditi cura dei personaggi. Al tempo stesso ci sono dei passi essenziali di una narrazione che permettono al digital storytelling di diventare marketing. In che modo? Attraverso la comunicazione di valori...
Visual Storytelling: come le immagini possono raccontare il tuo brand

Visual Storytelling: come le immagini possono raccontare il tuo brand

Già nel 2011 l’autore e storico delle tecnologie George Dyson scriveva: “Viviamo in un mondo in cui l’informazione è potenzialmente illimitata. L’informazione è a buon mercato, ma il senso è costoso. Dove sta il senso? Solo gli esseri umani possono dire dove sia. Noi estraiamo il senso dalle nostre menti e dalle nostre vite.” Dopo […]

Già nel 2011 l’autore e storico delle tecnologie George Dyson scriveva: “Viviamo in un mondo in cui l’informazione è potenzialmente illimitata. L’informazione è a buon mercato, ma il senso è costoso. Dove sta il senso? Solo gli esseri umani possono dire dove sia. Noi estraiamo il senso dalle nostre menti e dalle nostre vite.” Dopo cinque anni quest’affermazione è ancora più vera, ogni giorno siamo infatti costantemente bombardati da informazioni provenienti dagli smartphone, dal televisore, dai computer, sempre e ovunque. Tuttavia, quante di queste informazioni permangono? Quante colpiscono e di conseguenza vengono ricordate? Come fare a differenziarsi dagli altri e a creare interesse invece che cercarlo? L’importanza dei contenuti visivi La risposta è nei contenuti visivi e la prova è nel grande numero di social network basati sulle immagini che sono nati negli ultimi anni, dal più famoso Instagram al giovanissimo Snapchat, l’app di messaggistica che funziona per immagini, passando per Tumblr, Pinterest, Flickr e lo stesso Facebook (su cui gli utenti caricano quotidianamente circa 250 milioni di fotografie). Non solo, negli ultimi tempi c’è stato anche il grande boom delle infografiche, un modo piacevole ed intuitivo per spiegare concetti o raccontare argomenti. La ragione di questa diffusione a macchia d’olio prende il nome, negli studi contemporanei, di Picture Superiority Effect, ovvero “effetto di superiorità delle immagini”, la tendenza a ricordare maggiormente un concetto se esso è presentato in immagini. Questo accade perché la mente umana processa le informazioni visive 60.000 volte più velocemente rispetto ai testi e perché l’83% dell’apprendimento umano avviene attraverso la vista; si è calcolato inoltre che la curva d’attenzione di un soggetto medio è...
Il mondo raccontato: intervista ad Alessio Sartore

Il mondo raccontato: intervista ad Alessio Sartore

Cosa significa fare Storytelling? Quante volte ho parlato di storytelling in questo blog? Quante volte ho raccolto le informazioni e i contributi delle persone legate a questo mondo? Andrea Fontana, ad esempio, ha lasciato un’ottima intervista su MediaBuzz, e ho ripreso il suo nome anche quando ho elencato i principi essenziali del corporate storytelling. Perché […]

Cosa significa fare Storytelling? Quante volte ho parlato di storytelling in questo blog? Quante volte ho raccolto le informazioni e i contributi delle persone legate a questo mondo? Andrea Fontana, ad esempio, ha lasciato un’ottima intervista su MediaBuzz, e ho ripreso il suo nome anche quando ho elencato i principi essenziali del corporate storytelling. Perché tutta quest’attenzione? La risposta è semplice: le persone assimilano concetti, valori e contenuti grazie alla narrazione. Ovvero un codice che abbiamo sempre utilizzato, fin dall’antichità. Gli uomini comunicano attraverso le storie, veicolano significati culturalmente condivisi e indispensabili per tramandare il sapere. Raccontare una bella storia e fare storytelling, però, sono due lavori differenti. Troppo spesso accomunati con risultati non proprio eclatanti. Ecco perché non puoi fare altrimenti: per lavorare bene devi affidarti a professionisti che conoscono la materia. Proprio come Alessio Sartore. Chi sei e di cosa ti occupi? Mi chiamo Alessio Sartore, tengo un corso di storytelling all’Università Cattolica di Milano e lavoro come consulente per GSO Company, un’azienda di consulenza di direzione per grandi imprese. Sono sempre stato affascinato dalle narrazioni, dalla loro potenza e dalla loro capacità di far vivere esperienze. Credo che utilizzarle all’interno della comunicazione aziendale sia utile sia per l’azienda sia per il cliente: entrambi possono far partire un processo di costruzione del significato e in questo modo capirsi, avvicinarsi, interagire. Racconta ai lettori come hai iniziato Ho lavorato in azienda per 3 anni e da 6 anni sono freelance. 3 anni fa ho dato vita ad un sito, dove raccolgo interviste a persone che si sono inventate un lavoro all’interno delle industrie creative in Italia. Siamo arrivati ora a...
Le competenze necessarie per fare corporate storytelling

Le competenze necessarie per fare corporate storytelling

Nel corporate storytelling si ritrovano le tecniche necessarie per raccontare i valori di un’azienda. Anzi, per trasformare l’azienda stessa in una sintesi comunicativa che l’individuo può elaborare: gli esseri umani da sempre utilizzano la narrazione per riassumere concetti complessi. E vengono abituati fin dalla tenera età ad assimilare una storia con una struttura chiara, netta. Con dei protagonisti e […]

Nel corporate storytelling si ritrovano le tecniche necessarie per raccontare i valori di un’azienda. Anzi, per trasformare l’azienda stessa in una sintesi comunicativa che l’individuo può elaborare: gli esseri umani da sempre utilizzano la narrazione per riassumere concetti complessi. E vengono abituati fin dalla tenera età ad assimilare una storia con una struttura chiara, netta. Con dei protagonisti e delle evoluzioni. [toc]Attenzione, fare storytelling non vuol dire raccontare una storia. Svilire la tecnica necessaria per trasformare il brand in narrazione è un grave errore. Ci sono studiosi come Kurt Vonnegut che hanno affrontato il tema dello storytelling con attenzione certosina. E altri che hanno trasformato questa pratica in un’attività indispensabile per le aziende. Tra questi c’è Andrea Fontana, un professionista intervistato per la rubrica “Eccellenze digitali italiane” e presente nella lista degli ebook dedicati al digital marketing. Seguo il lavoro di Andrea – che insegna all’Università di Pavia “Storytelling e narrazione d’impresa” ed è managing director di un master Iulm in Corporate Storytelling – e sono d’accordo con lui quando sottolinea che sono necessarie delle competenze specifiche quando si fa storytelling. Certo, questo è un problema che riguarda ogni settore del marketing. L’affermazione di Andrea è valida per chi fa SEO e per chi si dedica al copywriting, senza dimenticare i social media e l’email marketing. Ma quali sono le abilità utili nel settore dello storytelling? Quali sono i punti da sviluppare, secondo Andrea Fontana, se vuoi iniziare a lavorare in questo ramo? Corporate Storytelling: la strategia della narrazione Per fare storytelling d’impresa non basta saper raccontare una storia. Tutti lo sanno fare, ma lavorare con lo storytelling è un’altra cosa: hai bisogno di una strategia, hai bisogno...
Video Storytelling: 6 modi per raccontare un brand

Video Storytelling: 6 modi per raccontare un brand

Fare Content Marketing non è semplice perché devi incrociare competenze diverse. E devi essere in grado di valutare metriche difficili da definire in chiave oggettiva, come per l’influencer marketing. Prendi come esempio lo storytelling ed in particolare il video storytelling: esistono dei KPI da tener presente quando si organizza una campagna per raccontare la propria azienda. La difficoltà […]

Fare Content Marketing non è semplice perché devi incrociare competenze diverse. E devi essere in grado di valutare metriche difficili da definire in chiave oggettiva, come per l’influencer marketing. Prendi come esempio lo storytelling ed in particolare il video storytelling: esistono dei KPI da tener presente quando si organizza una campagna per raccontare la propria azienda. La difficoltà sta nella valutazione generale delle metriche: puoi contare il numero di condivisioni ottenute da un video, puoi valutare il sentiment delle condivisioni stesse e il numero di visite che arrivano da eventuali link. Ma i vantaggi legati a una campagna video di visual storytelling non si riassumono con i numeri. Ricordo sempre con piacere il video Misunderstood della Apple: il ragazzo in vacanza dai nonni passa le giornate a giocare con lo smartphone, con l’iPhone. Mentre la famiglia si diverte. Poi, il giorno di Natale, regala a tutti un’emozione: un video montato con il telefonino, appendice tecnologica che permette di trasformare i sentimenti in prodotto digitale. Puoi trasformare tutto questo in numeri? Puoi registrare menzioni, condivisioni, eventuali cambiamenti delle vendite nel momento di massima distribuzione del video. Ma non puoi – ti sfido a farlo e a darmi una risposta – valutare il legame creato tra brand e pubblico grazie a uno storytelling così raffinato. La capacità di questo video è chiara: dimostrare che la tecnologia è uno strumento rispetto a sentimenti e valori, ma tutto può essere comunicato meglio con uno smartphone Apple. Il valore di questa comunicazione? Infinito e incalcolabile. Per questo il video storytelling è uno strumento prezioso, da pianificare con cura e da realizzare insieme a un team di professionisti. Senza improvvisare. Qualche esempio virtuoso? Frank Underwood...