I migliori tool per fare backlink analysis

Ci sono tanti strumenti per fare backlink analysis, ma per iniziare il tuo lavoro al meglio devi prima avere una strategia di base. Detto in altre parole, perché hai deciso di approfondire la qualità dei collegamenti di un sito web? Le necessità sono diverse come puoi ben immaginare, ma non è semplice. In primo luogo puoi cercare di capire quante menzioni ha il tuo sito web per scoprire nuove tecniche e prospettive per migliorare il profilo link e lavorare sulla SEO off-page. Vale a dire uno dei fattori decisivi per spingere il posizionamento nelle serp di Google. Al tempo stesso puoi usare questi tool di backlink analysis per valutare i portali e i siti web con i quali collabori. Scoprire la qualità e la quantità dei collegamenti che riguardano un eventuale influencer o blogger con il quale collaborare è sempre decisivo. Lo stesso vale per tutte le attività di SEO audit che è alla base di tutto. Questo nei confronti del tuo progetto e quello dei clienti: a volte per ottimizzare bisogna capire se c’è una realtà di link tossici o a pagamento che vanificano l’attività positiva che svolgi ogni giorno. Allora, questi sono i motivi che ti spingono a usare i migliori tool di analisi backlink. Quali sono i preferiti. Da leggere: ottimizzazione SEO per ecommerce Search Console, Google Link Checker gratis Il primo passaggio da rispettare quando si cerca un metodo per controllare i link in ingresso: iscriviti alla Search Console lascia che questo strumento per webmaster e SEO osservi il sito e crei un report di i domini che inseriscono link verso il progetto. Non è...

4 idee SEO per piccole e medie imprese

Fare SEO per PMI significa gestire una serie di risorse potenzialmente infinite, ma seguendo una prospettiva che spesso si intreccia con volumi di ricerca minimi. E interessi geolocalizzati. Infatti il lavoro da svolgere, spesso e volentieri, si sovrappone con la Local SEO, dedicata alle attività sul territorio. In ogni caso è inutile chiudere gli occhi […]

Fare SEO per PMI significa gestire una serie di risorse potenzialmente infinite, ma seguendo una prospettiva che spesso si intreccia con volumi di ricerca minimi. E interessi geolocalizzati. Infatti il lavoro da svolgere, spesso e volentieri, si sovrappone con la Local SEO, dedicata alle attività sul territorio. In ogni caso è inutile chiudere gli occhi davanti alla realtà: il social media marketing sarà una strada preferite dalle micro-aziende (si fanno grandi cose con pagina Facebook e account Instagram) ma non puoi ignorare l’importanza di un buon lavoro legato alla SEO per piccole e medie imprese. Da dove iniziare? Quali sono i passi imprescindibili per portare a termine una buona attività di search engine optimization? Scopriamolo insieme. Da leggere: come fare SEO per ecommerce Iscriviti subito a Google My Business Questo è il primo passo da muovere per fare una buona attività SEO per PMI con un profilo local. Il servizio di Mountain View che porta il nome di Google My Business è perfetto per chi ha la necessità di farsi trovare da chi si trova sul territorio. Il motivo è semplice, con questo servizio puoi: Posizionarti sulle mappe di Google.Creare la scheda riassuntiva nella serp. Prova a cercare il nome di un ristorante della tua città. Se ha mosso le leve giuste probabilmente apparirà una sintesi della sua attività in primo piano. Con gli elementi necessari al pubblico per prendere una decisione. In particolar modo puoi consentire agli utenti di rintracciare con estrema facilità: Indirizzo.Numero di telefono.Recensioni.Foto.Mappa.Prezzi. E molto altro ancora, come il link al sito web e gli orari di maggior affluenza, puoi anche pubblicare dei post. Appare...

Cos’è la link building interna e dove (forse) stai sbagliando

Basta un dettaglio per fare la differenza. Quando si lavora sul concetto di link building interna si rischia di ignorare uno dei punti essenziali per ottenere un buon risultato in termini di ottimizzazione on-site per i motori di ricerca. Sai perché? Questo è uno dei punti essenziali: i collegamenti ipertestuali in entrata, senza nofollow, sono […]

Basta un dettaglio per fare la differenza. Quando si lavora sul concetto di link building interna si rischia di ignorare uno dei punti essenziali per ottenere un buon risultato in termini di ottimizzazione on-site per i motori di ricerca. Sai perché? Questo è uno dei punti essenziali: i collegamenti ipertestuali in entrata, senza nofollow, sono utili. Anzi, fondamentali. Danno a Google dei segnali più o meno forti (dipende da chi linka) a favore del tuo progetto. Ma con la link building interna puoi dare valore alle pagine che hanno maggior importanza per il tuo business. Io seguo una regola: le risorse che servono a monetizzare sono quelle che dovrebbero ricevere il maggior numero di collegamenti. Quindi si presentano sul menu di navigazione, in home page e nei vari articoli come link interni. Ma è veramente così facile questo? In realtà no, ecco cosa sapere. Da leggere: come organizzare una strategia di link building Cos’è la link building interna: definizione Prima di capire quali sono i punti essenziali di questo tema è giusto dare una spiegazione. Quest’attività si riferisce a ciò che consente di creare una ramificazione utile al webmaster per comunicare a Google le pagine più importanti del progetto. Già creando una buona struttura del sito si influenza il lavoro. Proprio così. I menu di navigazione, le categorie, i tag e i altri widget come gli articoli più letti nel footer del post o nella sidebar: questi elementi contribuiscono a influenzare la link building interna. Vale a dire che comunicano a Google quello che per te rappresenta una pagina importante, utile da leggere. Come puoi ben immaginare, questo comporta...

Perché il mio sito sta perdendo traffico (non è sempre colpa tua)?

Questa è una vera tragedia: il sito perde traffico. Ciò significa che in modo più o meno costante stai rinunciando a potenziali clienti. Il traffico sulle pagine del tuo progetto online non è solo motivo di vanto quando pubblichi gli screenshot in riunione o sui social. Vero, il successo di un progetto non è legato […]

Questa è una vera tragedia: il sito perde traffico. Ciò significa che in modo più o meno costante stai rinunciando a potenziali clienti. Il traffico sulle pagine del tuo progetto online non è solo motivo di vanto quando pubblichi gli screenshot in riunione o sui social. Vero, il successo di un progetto non è legato per forza al numero di utenti attivi ogni giorno, a meno che tu non venda spazi pubblicitari o guadagni con il display advertising. Ma è chiaro un punto: un crollo delle visite può essere sinonimo di problemi da risolvere. In che modo? Tutto dipende dalla diagnosi: perché il mio sito perde traffico? Ecco una serie di verifiche che devi mettere in campo e attivare per ottenere una risposta chiara. E risolvere il problema aumentando, di nuovo, le visite al sito. Da dove iniziare? Io direi dai casi peggiori. Da leggere: i migliori tool per simulare spider di Google Aggiornamento algoritmo Google Questa è una delle fonti massime di tensione per SEO e webmaster. Il motore di ricerca più famoso del web rilascia aggiornamenti in continuazione e le serp sono in perenne movimento. Ma ci sono dei momenti in cui vengono rilasciati degli update più importanti. E questo può influenzare il posizionamento. In positivo o in negativo. Il tuo compito: mantenere alta l’attenzione e seguire i canali ufficiali di Google che lanciano sempre qualche avviso rispetto a quelli che vengono definiti major update. Cosa fare se inizi a perdere traffico? Dipende dall’aggiornamento: a volte vengono lasciate indicazioni chiare, in altri casi no. Come è accaduto con il famoso medical update di agosto. Questo è il...

Perché essere nella prima pagina di Google (a volte) non è sufficiente?

Fermi, non voglio andare contro i fatti concreti: essere primi su Google vuol dire ottenere un vantaggio competitivo inestimabile. Non sempre questa è la soluzione definitiva per avere la giusta visibilità online. Anzi, per essere presente al meglio sulla serp. Questo vale in ogni caso, soprattutto per i risultati organici. Le pagine con inserzioni di […]

Fermi, non voglio andare contro i fatti concreti: essere primi su Google vuol dire ottenere un vantaggio competitivo inestimabile. Non sempre questa è la soluzione definitiva per avere la giusta visibilità online. Anzi, per essere presente al meglio sulla serp. Questo vale in ogni caso, soprattutto per i risultati organici. Le pagine con inserzioni di Google Ads (ex AdWords) cannibalizzano gran parte della visibilità che puoi conquistare con la SEO organica. Ma non è un punto di partenza. Devi ragionare in questo modo: l’ottimizzazione on-page e il lavoro di SEO off-page deve andare di pari passo con ciò che ti permette di lavorare con approccio strategico sulla serp. Per conquistare fette di visibilità che lentamente si perde nei meandri delle ricerche effettuate. E magari Google fagocita a suo favore. Meglio evitare, vero? Per approfondire: piano editoriale per il blog aziendale Cosa succede nelle serp di Google? Il posizionamento sui motori di ricerca deve guardare sempre lontano, non può fermarsi al semplice raggiungere la vetta e sedersi per ammirare il panorama. Il tuo obiettivo è portare visite qualificate sulle pagine che convertono, non sfidare Google. Una prospettiva interessante arriva dalla recente ricerca pubblicata su Sparktoro, con la collaborazione di, Jumpshot, che suggerisce due punti interessanti. I dati di Sparktoro sulle serp di Google. Il primo, forse quello più ovvio: Google ha un dominio quasi assoluto sulle ricerche effettuate su Internet. Il secondo, invece, riguarda le opportunità di click sui risultati offerti dal motore di ricerca. Il risultato è apprezzabile soprattutto da mobile. Vale a dire il futuro della search online. Come puoi vedere da questo grafico, dal 2016 al 2018 abbiamo...

Come trovare link in ingresso gratis (o senza spendere un patrimonio)

L’idea di fare link building gratis è interessante, vero? Per quanto se ne possa dire, questo passaggio è sempre al centro delle attenzioni di chi vuole ottenere il miglior risultato possibile dal proprio sito web. Il motivo: posizionare un sito su Google vuol dire muoversi su due fronti diversi ma collegati. Sto parlando della SEO […]

L’idea di fare link building gratis è interessante, vero? Per quanto se ne possa dire, questo passaggio è sempre al centro delle attenzioni di chi vuole ottenere il miglior risultato possibile dal proprio sito web. Il motivo: posizionare un sito su Google vuol dire muoversi su due fronti diversi ma collegati. Sto parlando della SEO on-page, vale a dire le azioni necessarie per migliorare scansione, indicizzazione e posizionamento delle pagine. Poi c’è la SEO off-page. Da un lato si lavora sul sito, dall’altro si fa in modo che un blog o un sito web di qualità e pertinente menzioni con un link il contributo di una pagina web del proprio portale. Per raccogliere questo risultato, secondo Google, non devi influenzare gli attori in gioco. E non puoi avere in alcun modo link a pagamento. Ciò significa che le menzioni non devono sembrare naturali, devono essere così. Ed è qui che entra in gioco un’attività professionale per ottenere collegamenti verso il proprio sito web. Senza dimenticare che è possibile ancora fare link building gratis. In che modo? Affrontiamo insieme questo argomento. Da leggere: come controllare il lavoro con i backlink checker Operare bene con guest post di qualità Questa è una delle risorse principali per ottenere link validi senza pagare. Anche se molti blogger vogliono un corrispettivo in denaro per questo lavoro, ci sono ancora molte realtà (di qualità) che consentono di pubblicare articoli come ospiti. Sembra impossibile ma è così, devi cercare bene. Ovviamente rispettando alcune regole che ritengo più che valide. Ad esempio il link al sito web viene valutato con grande attenzione, deve affrontare un tema correlato...