5 consigli per ecommerce che ti aiuteranno a ottimizzare le vendite

Migliorare il proprio ecommerce è un punto di partenza essenziale per ogni attività di vendita su internet. Pubblicare il negozio online è il primo passo, ma poi devi continuare a ottimizzare tutti i passaggi che portano alla conversione. Mettiamo in evidenza un passaggio chiave: la customer journey. Vale a dire il percorso che compie l’utente nel momento in cui entra in contatto con il tuo brand e diventa cliente. Ecco, il compito dell’ecommerce manager è quello di ottimizzare questo percorso. E settare un negozio online in modo da inserirsi in questa dinamica. Ciò è vero a grandi linee, ma nello specifico come migliorare il proprio ecommerce? Quali sono i dettagli da curare per aumentare le vendite e i profitti? Ecco una serie di consigli da non perdere mai di vista quando operi sul tuo shop online. Perché qui si nascondono i risultati che stai cercando. Per approfondire: come fare lead generation per ecommerce Acquista un hosting performante Cosa succede se il tuo shop decide di abbandonarti nel momento tanto atteso, ovvero quando hai il picco di visite stagionale? Semplice, perdi profitti. Questo è un vero peccato perché in fin dei conti hai deciso di aprire un ecommerce per guadagnare online. E migliorare il proprio ecommerce vuol dire questo. Devi iniziare da una base stabile. Un hosting condiviso di buona qualità è un punto di partenza interessante. Se il progetto cresce puoi puntare su VPS e cloud hosting. Il server dedicato? Massima performance, sicurezza, indipendenza. Ma anche un investimento notevole, da fare se ne hai bisogno. Un buon servizio hosting garantisce anche altri vantaggi a chi lavora con il proprio...

Abitudini di acquisto: quanto tempo per decidere di comprare online

L’e-commerce in Italia continua la sua ascesa: le piattaforme dedicate alle compere su Internet hanno messo a segno nel 2018 un incremento del fatturato a doppia cifra,+15%, rispetto all’anno precedente. Certo, è vero che la maggior parte degli italiani continua a spendere nei negozi fisici, ma negli store digitali, che incidono per il 6,5% degli […]

L’e-commerce in Italia continua la sua ascesa: le piattaforme dedicate alle compere su Internet hanno messo a segno nel 2018 un incremento del fatturato a doppia cifra,+15%, rispetto all’anno precedente. Certo, è vero che la maggior parte degli italiani continua a spendere nei negozi fisici, ma negli store digitali, che incidono per il 6,5% degli acquisti, è ormai possibile trovare un’offerta commerciale ampia e variegata (dalla moda agli alimentari, passando per arredamento, servizi e prodotti beauty) che attira sempre più giovani e meno giovani. Con una maggiore scelta a disposizione, le abitudini di acquisto si evolvono, incorporando i nuovi canali online. Comodità, velocità e prezzo sono le leve principali che hanno consentito all’e-commerce di farsi strada anche nello Stivale. Il commercio elettronico potrebbe dunque a prima vista sembrare imbattibile in relazione alla rapidità d’acquisto: in fondo, basta solo qualche clic. Eppure, anche soppesare le offerte e i prodotti delle varie piattaforme online richiede tempo, tempo che varia in maniera considerevole anche a seconda dell’oggetto che si intende acquistare, in maniera talvolta inaspettata. A tale proposito ShopAlike.it, piattaforma presente in 13 mercati europei, ha elaborato uno studio che mette a confronto la velocità nello shopping online degli utenti appartenenti a 13 delle nazioni d’Europa: Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Spagna, Svezia, Ungheria e ovviamente Italia. Dallo studio, sintetizzato in un’infografica, possiamo ricavare alcune interessanti tendenze e molte curiosità. Quali prodotti richiedono giorni e giorni di tribolazioni mentali? Quale è la nazione più rapida quando si tratta di fare acquisti in rete? E quale è più lenta? Abbigliamento, accessori e… costumi da ninja In questi...

Chi è l’ecommerce content manager e cosa fa

La ricerca di un ecommerce content manager può essere la soluzione decisiva per dare una marcia in più al tuo shop online. Il motivo è semplice: grazie a una buona strategia di contenuti puoi ottenere grandi risultati. Non solo per l’ottimizzazione SEO ma anche per le attività social e di email marketing. Vuoi creare un […]

La ricerca di un ecommerce content manager può essere la soluzione decisiva per dare una marcia in più al tuo shop online. Il motivo è semplice: grazie a una buona strategia di contenuti puoi ottenere grandi risultati. Non solo per l’ottimizzazione SEO ma anche per le attività social e di email marketing. Vuoi creare un buon calendario editoriale su Facebook per attirare l’attenzione su offerte e prodotti? Hai bisogno di buoni contenuti. Lo stesso vale se hai intenzione di creare un funnel efficace per vendere online. Senza dimenticare l’importanza delle pagine web che pubblichi sull’ecommerce. Di cosa sto parlando? Schede prodotto, categorie, articoli del blog aziendale, native advertising: tutto questo diventa materiale da proporre a Google per un buon lavoro di posizionamento SEO dell’ecommerce. E del brand che usi per proporti al pubblico. Tutto questo può essere gestito dall’ecommerce content manager. In che modo? Per approfondire: il tuo sito è pronto per fare content marketing? Chi è l’ecommerce content manager: definizione Con questo termine s’intende quella figura professionale che si occupa della strategia legata alla scelta dei contenuti, ma anche alla relativa pubblicazione e con misurazione dei risultati ottenuti. Detto in altre parole, è la qualifica che gestisce la content marketing strategy di un negozio digitale. Questa figura nasce da una radice generale che fa capo al content manager e si concentra sul settore dell’ecommerce. Essendo quest’ultimo un settore che non può ammettere improvvisazioni, bisogna scegliere professionisti in grado di prendere decisioni ponderate. Per questo l‘ecommerce content manager diventa decisivo. Ma conosciamo le sue competenze? Cosa deve saper fare? Quali sono le specializzazioni e gli studi da fare? Per lavorare...

Strategie per ecommerce: 4 soluzioni per iniziare

Avere una buona ecommerce strategy vuol dire muovere i passi essenziali per la tua attività online in modo intelligente. Senza perdere tempo con azioni inutili e ottimizzando ogni mossa. E chi opera in questo settore sa bene che non può perdere di vista questi passaggi. Quanto costa promuovere un ecommerce? Per realizzare il portale? Devi […]

Avere una buona ecommerce strategy vuol dire muovere i passi essenziali per la tua attività online in modo intelligente. Senza perdere tempo con azioni inutili e ottimizzando ogni mossa. E chi opera in questo settore sa bene che non può perdere di vista questi passaggi. Quanto costa promuovere un ecommerce? Per realizzare il portale? Devi investire molto? Le risposte già le conosci: entrare in questo settore, anche se in dropshipping e con tutte le attenzioni del caso, non è facile. Il gioco si fa duro e gli investimenti diventano imponenti. Ma fa parte dell’equilibrio. Soprattutto se riesci a impostare una buona strategia di web marketing per ecommerce. Sai cosa significa questo? Dai uno sguardo ai punti che trovi in questo elenco: la tua attività digitale per vendere online deve iniziare da questi passaggi da curare in modo certosino. Da leggere: fare lead generation per ecommerce Organizza la meglio la keyword research La ricerca delle parole chiave è fondamentale per la tua ecommerce strategy. Perché sottolineo questo punto? Semplice, attraverso la keyword research poni le basi di una buona attività SEO. In particolar modo questo passaggio diventa fondamentale per organizzare i contenuti. Sai bene che le query svolte dal pubblico su Google, al netto delle ricerche navigazionali, si dividono in: Informazionali.Transazionali. Con un buon lavoro di ricerca, e con i migliori tool del settore come Seozoom, puoi scoprire cosa cercano le persone quando devono acquistare un prodotto. E creare una struttura capace di intercettare le query con categorie, sottocategorie e schede prodotto. Questo è un lavoro che prosegue sul blog aziendale. Qui, infatti, puoi attivare una serie di contenuti informativi...

Come iniziare a vendere online

Questo è un dubbio che riguarda molti aspiranti proprietari di ecommerce: come iniziare a vendere online? La risposta non è banale perché nasconde una serie di analisi e riflessioni che non puoi tralasciare. Il mio prodotto sarà apprezzato dal pubblico? Saprò fare una buona promozione per l’ecommerce? Quando riuscirò a ottenere degli utili dalla mia […]

Questo è un dubbio che riguarda molti aspiranti proprietari di ecommerce: come iniziare a vendere online? La risposta non è banale perché nasconde una serie di analisi e riflessioni che non puoi tralasciare. Il mio prodotto sarà apprezzato dal pubblico? Saprò fare una buona promozione per l’ecommerce? Quando riuscirò a ottenere degli utili dalla mia attività? Questi dubbi sono sacrosanti, e non è facile avere la risposta prima di iniziare a vendere online. Per questo è indispensabile lavorare sulla fase organizzativa: ecco cosa fare per muovere i primi passi nel settore della vendita su internet. Con una serie di valutazioni rispetto alla concorrenza e al mercato di riferimento. Da dove iniziare? Da leggere: come fare pubblicità a un ecommerce Devi lavorare su una nicchia monetizzabile Ecco il primo punto da analizzare in questi casi, ovvero quando cerchi di valutare il possibile ingresso nel mondo delle vendite online per un determinato settore. Devi capire se si tratta di un universo monetizzabile, con una massa critica di clienti che giustifichino la presenza del tuo ecommerce. Come valutare questo punto? Una ricerca su Google con le parole chiave del tuo business possono dare una prima risposta. Due i fattori da valutare: presenza di competitor nella serp organica e inserzioni di Google AdWords (ora Ads). Questi due elementi dovrebbero già darti buone indicazioni sulla presenza di un mercato da affrontare. Mappa CPC per local SEO con Semrush. Se vuoi lavorare con maggior precisione hai bisogno di un SEO tool capace di estrapolare il CPC delle keyword. Puoi usare Ubersuggest che è gratuito ma con Seozoom e Semrush (i due nomi principali qui in...

Conviene vendere senza magazzino su un ecommerce?

Il dropshipping è una di quelle realtà necessarie per consentire l’ingresso, nel mondo della vendita online, a un gran numero di utenti. Parlo di persone che hanno le carte in regola per lavorare bene con un ecommerce. Ma non possiedono le risorse per sostenere uno spazio di magazzino professionale. Perché non si tratta solo di […]

Il dropshipping è una di quelle realtà necessarie per consentire l’ingresso, nel mondo della vendita online, a un gran numero di utenti. Parlo di persone che hanno le carte in regola per lavorare bene con un ecommerce. Ma non possiedono le risorse per sostenere uno spazio di magazzino professionale. Perché non si tratta solo di promuovere un ecommerce, devi gestire al meglio gli aspetti organizzativi che ti danno la possibilità di essere sempre presente con la merce. Ogni ordine si trasforma in una vendita, ma devi curare ciò che si trova intorno. Questo è molto importante. La scelta di usare il metodo del dropshipping può essere interessante. Ma funziona? Per un ecommerce può essere questa la soluzione? Ti lascio un consiglio: continua a leggere, in questo articolo trovi i pro e i contro di questa decisione così importante per il futuro della tua vendita online. Da leggere: quanto costa promuovere un ecommerce? Cos’è il dropshipping: definizione S’intende quel processo per cui si definisce una strategia di vendita online senza il bisogno del magazzino. In pratica, chi vende non ha un luogo in cui mantenere la merce e non deve spedire i suoi ordini. In altre parole, l’ecommerce diventa solo un tramite tra il grossista e il consumatore. Può sembrare una soluzione conveniente, vero? Non devi gestire inventario e non hai spese relative al magazzino. Ma anche le spedizioni non sono un compito tuo. Può sembrare un grande vantaggio e in parte è così. Molti piccoli commercianti decidono di iniziare in questo modo. Ma conviene? Per dare una risposta devi capire il meccanismo che si trova alla base, ecco la...