Professione beauty blogger: intervista a Carlotta Stacchini

Professione beauty blogger: intervista a Carlotta Stacchini

Oggi è difficile individuare un settore nel quale il blogging non ha conquistato una posizione di rilievo. Nel B2C è praticamente impossibile trovare una nicchia libera, e questo si traduce in estrema difficoltà per chi vuole conquistare un posto di rilievo. E guadagnare con la propria attività di web writing. D’altro canto la concorrenza porta impegno e crescita. Lo sa bene chi si dedica ai settori come quello del beauty blogging. C’è un mondo dietro a questa specializzazione, ci sono persone che si elevano e cercano di proporre un servizio di qualità per aiutare chi cerca consigli, idee e soluzioni. Obiettivo? Trasformare la propria passione in un lavoro? Ed è proprio questa la strada segnata da Carlotta Stacchini. Ciao, ci presentiamo? Sono Carlotta Stacchini e mi occupo di beauty blogging. Avete in mente tutte quelle recensioni che aiutano le consumatrici a capire se un determinato prodotto di bellezza può fare al caso loro? Presente, eccomi qui! Ogni mese provo decine e decine di prodotti e trattamenti cosmetici per scrivere opinioni dettagliate. Questo perché voglio aiutare le mie lettrici a farsi un’idea nell’ampio panorama della cosmesi e, più in generale, della bellezza a 360°. Per me la cosmesi non è solo make up. Ho un approccio curioso al mondo del beauty e non mi limito ai grandi marchi conosciuti da tutti ma amo esplorare, scovare le novità.
 Grazie a questa impostazione aiuto nuovi brand – giovani e ancora poco conosciuti – ad avere una finestra più ampia sul mondo. Come catturare la tua attenzione? Non sempre con il nome del marchio, quanto con la qualità. Nella bellezza, come in tutti i settori,...
Scrittura persuasiva e copywriting: intervista a Nadia Merlo Fiorillo

Scrittura persuasiva e copywriting: intervista a Nadia Merlo Fiorillo

La scrittura persuasiva è un passaggio decisivo nel mondo del web marketing. Il motivo è semplice: attraverso un buon copy puoi convincere il pubblico a svolgere un’azione, a fare qualcosa di utile per il tuo business. Il design è indispensabile, i colori e le linee possono cambiare tutto. Ma il testo diventa decisivo in molti […]

La scrittura persuasiva è un passaggio decisivo nel mondo del web marketing. Il motivo è semplice: attraverso un buon copy puoi convincere il pubblico a svolgere un’azione, a fare qualcosa di utile per il tuo business. Il design è indispensabile, i colori e le linee possono cambiare tutto. Ma il testo diventa decisivo in molti passaggi. Ad esempio in una landing page o in una newsletter. Come puoi fare la differenza se non sei in grado di smuovere l’attenzione del lettore con una buona attività di scrittura persuasiva e web copywriting? Impossibile, proprio come suggerisce il nome che abbiamo intervistato oggi: Nadia Merlo Fiorillo. Chi sei e di cosa ti occupi? Ciao Danilo e grazie innanzitutto per questa intervista. Sono Nadia Merlo Fiorillo e mi occupo di web copywriting, web writing e ghostwriting. Provengo da studi di filosofia e oggi collaboro come copywriter freelance con web agency e aziende. Realizzo testi per siti, blog, landing page, email marketing e tutto ciò che ruota intorno all’acquisizione di contatti e clienti, Lead Nurturing, Brand Awareness e Brand Identity. Cosa significa per te fare copywriting? Molto più che scrivere testi. La scrittura offline e online ha una molteplicità di scopi e si traduce necessariamente in molteplicità di forme. Visto in questa ottica, il web copywriting è e deve (secondo me) restare scrittura persuasiva. Una scrittura, quindi, finalizzata non solo all’informazione, ma alla comunicazione efficace. Il copywriting è una pratica strumentale e la sua funzione resta quella di influenzare decisioni e di cambiare o rafforzare comportamenti e opinioni. E di farlo tramite l’uso di parole e sintassi precise, senza dimenticare le tecniche retoriche. Per...
Graphic design e web marketing: intervista ad Alessia Vinci

Graphic design e web marketing: intervista ad Alessia Vinci

Cosa succede quando arrivi su un sito web? O magari su un blog? Quali sono le prime sensazioni che investono la tua attenzione? Te lo dico io: quelle legate al graphic design, alla comunicazione dedicata a tutto ciò che si vede. E non solo quello che si legge. Anzi, si può dire che è proprio il visual […]

Cosa succede quando arrivi su un sito web? O magari su un blog? Quali sono le prime sensazioni che investono la tua attenzione? Te lo dico io: quelle legate al graphic design, alla comunicazione dedicata a tutto ciò che si vede. E non solo quello che si legge. Anzi, si può dire che è proprio il visual a fare la parte del leone. Le immagini comunicano con l’utente, e lo fanno con una velocità sconosciuta al testo. Lo stesso vale per il colore e per le forme: è l’insieme che fa la differenza, è la sintesi tra testo ed elementi grafici a smuovere l’attenzione. Quindi è importante lavorare con esperti copy come Primavera Contu, Eleonora Usai e Valentina Falcinelli per scrivere grandi testi. Al tempo stesso è decisivo avere al proprio fianco una figura come Luca Orlandini o Andrea Saletti per migliorare le pagine in termini di ottimizzazione dei percorsi per ottenere nuove conversioni. Ma come migliorare il visual design delle tue creazioni, del tuo mondo e dei tuoi lavori? Chiediamolo ad Alessia Vinci. Chi sei e di cosa ti occupi? Ciao sono Alessia Vinci e mi occupo di graphic design creativo, ossia creo logotipi, illustrazioni e visual art per supporti digitali e cartacei. L’impaginazione stessa, inoltre, rimane sempre una mia occupazione quotidiana. Ultimamente, vista la mia passione per la fotografia, lavoro anche in questo settore ma non oso definirmi una fotografa professionista avendo ancora tanto da imparare. Cosa significa per te occuparti di visual? Occuparmi di visual significa creare, progettare e sviluppare concetti e trasformarli in prodotti reali, a volte tangibili. Mettere a disposizione del cliente le mie competenze, che diventano il mezzo per aiutarlo nella sua crescita professionale è gratificante. Il percorso...
Formazione e Web Marketing Festival: intervista a Cosmano Lombardo

Formazione e Web Marketing Festival: intervista a Cosmano Lombardo

Fare formazione. Sembra questo il punto di partenza per chi deve iniziare il proprio percorso nel web marketing. Ma è un processo che riguarda solo chi muove i primi passi? No, questo è il chiaro: quando decidi di lavorare in questo settore non puoi mai fermarti. Questo è il bello (almeno per me): non si […]

Fare formazione. Sembra questo il punto di partenza per chi deve iniziare il proprio percorso nel web marketing. Ma è un processo che riguarda solo chi muove i primi passi? No, questo è il chiaro: quando decidi di lavorare in questo settore non puoi mai fermarti. Questo è il bello (almeno per me): non si smette mai di apprendere e imparare. Ora, però, si apre un nuovo fronte: chi si occupa della formazione? È un peso importante, non puoi improvvisare perché è grazie al flusso di nozioni, conoscenze e informazioni che migliori la tua attività. E permetti al tuo business di crescere. Questo vale per le aziende, i liberi professionisti, gli studenti e chi decide di cambiare lavoro per scoprire un nuovo settore. Proprio perché la formazione è così importante oggi abbiamo intervistato Cosmano Lombardo che ci presenta la nuova edizione del Web Marketing Festival, ormai diventato un riferimento per il settore. Web Marketing Festival: il segreto per arrivare alla quinta edizione? Se esiste un segreto credo che sia nel rapporto creatosi in questi anni con tutti coloro che vedono nel web marketing uno strumento per generare valore. Il Festival è un luogo voluto e costruito da tutti gli amanti della creatività, e dalla passione per la contaminazione e fusione di più mondi. Anche quest’anno stiamo co-costruendo l’evento a 360 gradi: dalla parte tematica alle proposte di speech, passando per le singole iniziative di intrattenimento e quelle sociali.   Questa complicità tra le persone ci permette di realizzare una manifestazione che non sia solo formazione e che non si esaurisca in due giorni, ma si manifesti come uno strumento di...
Professione social media manager: Intervista a Roberto Gerosa

Professione social media manager: Intervista a Roberto Gerosa

Il lavoro del social media manager non è semplice. Anzi, è un compito difficile. Devi avere la professionalità di chi lavora notte e giorno sulle piattaforme di social network come Facebook e Instagram, ma devi anche sfruttare le dinamiche legate all’inbound marketing che contemplano gli strumenti del blogging aziendale, dell’influencer marketing e del native advertising. Ecco […]

Il lavoro del social media manager non è semplice. Anzi, è un compito difficile. Devi avere la professionalità di chi lavora notte e giorno sulle piattaforme di social network come Facebook e Instagram, ma devi anche sfruttare le dinamiche legate all’inbound marketing che contemplano gli strumenti del blogging aziendale, dell’influencer marketing e del native advertising. Ecco perché oggi abbiamo deciso di intervistare Roberto Gerosa di SocialDaily.it, social media manager che cura progetti per aziende e privati. Nel tempo libero organizza corsi di formazione sempre sul social media marketing. Per questo è la persona giusta per approfondire l’argomento, non credi? Allora, iniziamo dalla domanda più difficile (secondo me). Cosa significa per te fare social media marketing? Adottare strategie e creare contenuti senza l’ossessione della vendita a breve termine. Far capire ai clienti che un tono autoreferenziale e promozionale non porta a un bel niente. Significa aggiornarsi in continuazione sulle ultime novità dal mondo dei social media ed evitare la fine di certe agenzie di comunicazione e marketing, attaccate a vecchi schemi comunicativi e ferme agli anni ’90. L’influencer marketing è un elemento decisivo? L’influencer marketing a mio avviso non è decisivo per tutte le aziende, per tutti i settori. Vorrei spiegarmi meglio, prima di “urtare” la sensibilità del mio caro amico Matteo Pogliani, esperto di influencer marketing. Ho diversi clienti nella PMI. Certi settori sono talmente dormienti dal punto di vista del social media marketing che individuare e coltivare una strategia di influencer marketing rischia di essere un dispendio di risorse ed energie poco efficaci. Non è per fare i soliti discorsi pessimisti ed esterofili sul fatto che in Italia siamo indietro su...
Copywriting e storytelling: intervista a Rossana Cavallari

Copywriting e storytelling: intervista a Rossana Cavallari

Parlare oggi di copywriting e storytelling può sembrare un’attività comune. Facile farsi coinvolgere e rapire da queste materie: ci sei tu, c’è un mondo al quale raccontare i benefici e i vantaggi di un prodotto. O i valori di un’azienda. Ecco perché è così facile puntare sul visual storytelling e sul persuasive copy. Facile? Non credo […]

Parlare oggi di copywriting e storytelling può sembrare un’attività comune. Facile farsi coinvolgere e rapire da queste materie: ci sei tu, c’è un mondo al quale raccontare i benefici e i vantaggi di un prodotto. O i valori di un’azienda. Ecco perché è così facile puntare sul visual storytelling e sul persuasive copy. Facile? Non credo proprio. Per affrontare nel miglior modo possibile questi temi hai bisogno di professionisti competenti e capaci. Nel corso delle interviste per Eccellenze Digitali Italiane ne abbiamo ascoltati tanti. Oggi è arrivato il momento di leggere le parole di Rossana Cavallari. Chi sei e di cosa ti occupi? Sono Rossana Cavallari. Giornalista, copywriter e storyteller. Mi occupo di parole o, per meglio dire, cerco di trovare le parole migliori per raccontare storie in modo nuovo e mai banale. Ho iniziato il mio percorso più di dieci anni fa nelle redazioni dei giornali locali. Giornalista dentro, ho sviluppato e modulato le mie competenze portandole nel mondo on line. Oggi produco contenuti che sappiano coinvolgere ed emozionare. Lo faccio per i blog con i quali collaboro e per chi chiede la mia consulenza e il mio supporto affidandomi il racconto di progetti, lavori e professionalità. Cosa significa per te fare giornalismo oggi? Domanda complessa. Oggi pare che fare giornalismo significhi, in molti casi, fare sensazionalismo. Creare curiosità spicciola. Il classico effetto wow che lascia il tempo che trova. Niente approfondimento, niente ricerca seria delle fonti, niente rispetto per il lettore e della sua intelligenza. Io arrivo dalla vecchia scuola dove per fare un articolo si dovevano seguire regole e metodi. Dove si usavano delle strutture e si aveva il senso del rispetto...