Digital PR: cosa sono e come usarle per creare relazioni con gli influencer

Digital PR: cosa sono e come usarle per creare relazioni con gli influencer

Cosa sono le digital PR? Domanda interessante, c’è ancora tanto da chiarire rispetto a questo tema. Perché diverse realtà credono che le digital PR sia solo una traduzione aggiornata delle public relation. Le relazioni pubbliche, sai? Strategie e tattiche per sviluppare connessioni virtuose tra i vari attori. Questo è solo un esempio. In realtà le relazioni pubbliche trovano una buona definizione nella pagina Wikipedia: “Sostenere la reputazione della marca che comunica, contribuendo alla creazione di valore”. Ora fai un passo avanti, introduci in questo equilibrio il digitale. Ogni azienda deve avere dei legami con i media, fare in modo che i gatekeeper – coloro che filtrano le notizie – lascino passare le informazioni. E che le celebrity spingano il nome giusto. A questo punto entrano in campo le digital PR. Cosa sono? Perché oggi è indispensabile puntare su specialisti del settore? Perché devi ascoltare il pubblico e individuare le realtà con le quali creare delle dipendenze virtuose? Faccio un passo indietro e provo a rispondere con maggior precisione alla domanda principale. Cosa sono le digital PR Le digital PR lavorano verso un obiettivo preciso: migliorare e preservare la reputazione online di un progetto (blog, azienda, start up) attraverso le relazioni. Le buone relazioni. Detto in altre parole, le digital PR ti consentono di mettere in evidenza un aspetto interessante della tua realtà. E di creare connessioni con attori che potrebbero essere utili per la propria attività, monitorando risultati e creando nuove strategie. Pensa al content marketing. Crei i tuoi contenuti e li pubblichi sul blog. Poi ti occupi di video e inauguri un canale YouTube per diffondere il tuo lavoro. Aspetta, qualcuno ti ha...
Giornalismo e digitale, ecco le 7 competenze a prova di futuro

Giornalismo e digitale, ecco le 7 competenze a prova di futuro

Il digitale sta modificando profondamente il mondo dell’editoria. Un cambiamento inevitabile, che sta travolgendo molte testate italiane, ma che se ben vissuto può trasformarsi in opportunità. Ma quali sono le esigenze di questa realtà in profonda trasformazione? Scopriamole insieme a Luca Conti, protagonista al Web Marketing Festival 2016 del panel Dal giornalismo al content marketing: 7 competenze a prova di […]

Il digitale sta modificando profondamente il mondo dell’editoria. Un cambiamento inevitabile, che sta travolgendo molte testate italiane, ma che se ben vissuto può trasformarsi in opportunità. Ma quali sono le esigenze di questa realtà in profonda trasformazione? Scopriamole insieme a Luca Conti, protagonista al Web Marketing Festival 2016 del panel Dal giornalismo al content marketing: 7 competenze a prova di futuro. Un elenco delle principali abilità richieste oggi ai giornalisti, che ci parla di un settore in crisi, ma solo quando rifiuta di ripensare a se stesso. L’intervento ha arricchito il programma della Sala Editoria, tra le principali novità di quest’edizione dell’evento. Riservata alle nuove frontiere dell’editoria digitale, ha accolto alcuni tra i principali esperti e professionisti del settore, insieme per raccontare la propria esperienza e individuare nuove soluzioni. Podcasting Il giornalista del futuro deve essere in grado di creare contenuti di valore per un pubblico sempre più esigente. Tra le varie possibilità, il podcasting è uno strumento particolarmente efficace. Il suo utilizzo può incentivare la fruizione di contenuti multimediali, come audio e video, e attrarre nuovi visitatori e inserzionisti. In Italia c’è ancora molto margine di sviluppo. Un caso di successo a livello internazionale? Monocle, la maggior parte dei programmi possono essere ascoltati in streaming o scaricati. Per approfondire: Le nuove regole del marketing e delle PR Infographic Design Le infografiche hanno contagiato il mondo dell’informazione, conquistando i lettori con la loro incisività. Sul web, assumono la forma che noi tutti conosciamo, e se ben fatte combinano grafica e dati numerici in modo armonioso. Si può trattare anche di visualizzazione interattive, che coinvolgono il lettore personalizzando l’esperienza di lettura, come quelle proposte dal New York Times. E poi, ancora, i video brevi, in grado di sintetizzare...
Come usare Hootsuite per fare blogger outreach

Come usare Hootsuite per fare blogger outreach

Quante volte ho citato Hootsuite in questo blog? Tante, lo so. Il motivo è chiaro: questo tool è un punto di riferimento per chi lavora nel mondo del social media marketing. Ma non solo, costringere Hootsuite in un’unica categoria è un errore madornale. Certo, ha una particolare rilevanza in questo settore ed è amato dai social media manager di tutto il […]

Quante volte ho citato Hootsuite in questo blog? Tante, lo so. Il motivo è chiaro: questo tool è un punto di riferimento per chi lavora nel mondo del social media marketing. Ma non solo, costringere Hootsuite in un’unica categoria è un errore madornale. Certo, ha una particolare rilevanza in questo settore ed è amato dai social media manager di tutto il mondo. Hootsuite però non serve solo ad aggiornare i tuoi profili, e non viene incontro esclusivamente alle necessità di chi deve gestire i contenuti: è perfetto anche per la tua attività di blogger outreach. L’importanza del blogger outreach Hai un prodotto o servizio, vuoi conquistare una nicchia in un settore, hai bisogno dei blogger. Ovvero della voce che nasce dal basso, della firma che accoglie le esigenze del pubblico. Delle persone in carne e ossa. Puoi operare con il native advertising e ottenere buoni risultati con publisher di un certo spessore. Magari con testate internazionali come ha fatto Netflix. Ma la nicchia la conquisti con il blog. Ecco perché devi investire sull’attività di blog outreach: devi definire obiettivi, trovare i contatti con le caratteristiche giuste, creare delle liste e raggiungere questi nomi con una buona attività di digital PR. È un lavoro lungo e articolato (per questo ci sono delle attività specializzate in questo campo) ma alla base c’è un processo chiaro: individuare e selezionare contatti. Per raggiungere i tuoi obiettivi puoi muoverti su diversi fronti. Anzi, devi procedere in questo modo: scandagliando e monitorando il web. Con attenzione certosina, da amanuense. Il classico foglio di calcolo ti aiuta a schematizzare tutto, strumenti come SEOZoom, Semrush e Ahref ti aiutano a trovare blog di settore attraverso i motori di ricerca e i backlink. Followerwonk valuta i...
Come usare Twitter per fare Digital PR

Come usare Twitter per fare Digital PR

Twitter ha cambiato il web e ha influenzato il mondo delle digital PR. Ovvero le strategie per raggiungere le persone giuste e promuovere prodotti o servizi. Senza cadere nelle vecchie logiche: non si tratta di fare spam, di inviare comunicati stampa a tappeto e di puntare su influencer legati solo al dato quantitativo. Come suggerisce il grafico […]

Twitter ha cambiato il web e ha influenzato il mondo delle digital PR. Ovvero le strategie per raggiungere le persone giuste e promuovere prodotti o servizi. Senza cadere nelle vecchie logiche: non si tratta di fare spam, di inviare comunicati stampa a tappeto e di puntare su influencer legati solo al dato quantitativo. Come suggerisce il grafico di Moz, le digital PR rientrano nell’ottica dell’inbound marketing. Quindi devono spostarsi verso un obiettivo preciso: funzionalità dei contenuti, utilità dei rapporti, connessioni virtuose e capaci di arricchire il pubblico. Detto in altre parole, non sto parlando del classico press release mandato a una lista indistinta di blogger e giornalisti. Inviare comunicati stampa a tappeto non è digital PR ma solo spam. Alla base di questo lavoro c’è un’attività legata alla selezione delle persone utili a un determinato progetto. Spesso si lavora intorno al concetto di influencer marketing per inserire il tuo prodotto/servizio in una nicchia, a volte è sufficiente puntare al blogger outreach. In ogni caso l’attenzione si concentra su Twitter, uno strumento decisivo per fare digital PR. Il motivo? Grazie alle sue caratteristiche puoi individuare contatti, organizzare liste e creare interazioni. Tutti aspetti decisivi per curare le pubbliche relazioni online: ci sono decine di applicazioni per ottenere il massimo da Twitter, ma la base delle digital PR su questo social è legata a tre passaggi. Individua i contatti Le digital PR si basano sulla capacità del professionista o del team di individuare contatti interessanti per il lavoro. Ecco perché prima citavo il concetto di outreach: devi scoprire chi devi raggiungere, è finita l’epoca del lancio massivo di comunicati stampa (o almeno così dovrebbe essere). Oggi si lavora sulla qualità, sullo studio dei profili....
4 strumenti di Google che ti aiuteranno a fare blogger outreach

4 strumenti di Google che ti aiuteranno a fare blogger outreach

Oggi si parla sempre di più di influencer marketing e di blogger outreach. Il legame tra questi argomenti? La necessità per un’azienda di trovare le persone giuste con le quali interagire. I mercati sono conversazioni, questo ci insegna il Cluetrain Manifesto, e le persone si fidano di chi è in grado di creare rapporti virtuosi. Poi […]

Oggi si parla sempre di più di influencer marketing e di blogger outreach. Il legame tra questi argomenti? La necessità per un’azienda di trovare le persone giuste con le quali interagire. I mercati sono conversazioni, questo ci insegna il Cluetrain Manifesto, e le persone si fidano di chi è in grado di creare rapporti virtuosi. Poi ci sono i contenuti preziosi che spesso vengono veicolati dal blog di un influencer, una persona in grado di diventare punto di riferimento per una nicchia. Come ho già detto in abbondanza, l’influencer non è un personaggio inarrivabile: ognuno di noi può influenzare la propria audience e può essere utile per raggiungere determinati risultati. Tutto dipende dagli obiettivi, dal pubblico. Ecco perché l’attività di blogger outreach è necessario: attraverso una serie di operazioni puoi definire una lista di blogger decisivi per i tuoi scopi, e che dovrai conquistare con un lavoro sui social ma anche con le classiche email. Gli strumenti di Google per fare blogger outreach In ogni fase ci sono degli strumenti che possono facilitare l’opera. Anzi, credo che oggi sia impossibile lavorare senza una buona piattaforma di analisi – come SEMrush che uso ogni giorno – senza dimenticare i tool che ti permettono di indagare sui social come Followerwonk. Certo, sono a pagamento. Ma chi lavora in questo settore deve investire. Però c’è uno strumento potente e gratuito che ti aiuterà durante il processo di blog outreach. Sto parlando di Google: ecco come puoi sfruttarlo per portare a termine la tua indagine. Da leggere: un semplice tool per migliorare il tuo blogger outreach 1. Tutto parte dalla ricerca Ci sono decine di strumenti per valutare i possibili influencer, ma per trovarli non...
Vuoi far crescere la tua community sui social? Punta sugli influencer!

Vuoi far crescere la tua community sui social? Punta sugli influencer!

Uno dei grandi vantaggi dell’universo social network è la possibilità di creare delle community, dei gruppi dedicati a un argomento che diventano un punto di riferimento per le persone. Qualche esempio concreto? La community Fatti di SEO di Francesco Margherita, uno dei circoli Facebook più attivi nell’universo Web Marketing in Italia. Quali sono le caratteristiche di […]

Uno dei grandi vantaggi dell’universo social network è la possibilità di creare delle community, dei gruppi dedicati a un argomento che diventano un punto di riferimento per le persone. Qualche esempio concreto? La community Fatti di SEO di Francesco Margherita, uno dei circoli Facebook più attivi nell’universo Web Marketing in Italia. Quali sono le caratteristiche di questa realtà? Francesco ha sfruttato una funzione di Facebook (i gruppi) per riunire persone interessate alla SEO in un unico luogo virtuale. Obiettivo? Trasformare il suo nome in un caposaldo professionale e coinvolgere gli utenti in un processo di scambio di informazioni. Perché questo è l’obiettivo della community: creare un flusso di pubblicazioni e interazioni per generare cultura condivisa. Io lascio il mio punto di vista, tu rispondi con una visione differente e il nostro collega reagisce riprendendo le sue esperienze personali. Alla base delle community c’è l’idea di poter contribuire alla crescita personale del singolo. In realtà il concetto di community è compreso nel “social media pensiero”: la condivisione della qualità è centrale nell’uso di Twitter, Facebook, Google Plus. Quello che funziona in un gruppo chiuso può essere applicato in pubblica piazza con successo. Ciò che caratterizza la community – un gruppo Facebook, un forum, un circuito di blogging – è la verticalizzazione del tema. Si parla solo di questo argomento. Non mancano gli obblighi. C’è un fondatore della community, ci sono una serie di punti che tutti gli iscritti devono osservare. Entrare nella community vuol dire accettare le regole della policy. Regole che spesso vengono disattese e infrante. Oggi, secondo te, ha ancora senso gestire una community sui social? Gli ingredienti per far crescere una community Secondo me è possibile...