Come proteggere il tuo brand su Google

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Fare brand protection, oggi, è importante. Anzi, voglio azzardare e dare lustro a quest’attività.

Perché proteggere il tuo marchio online (questa è la traduzione del termine in questione) può essere una missione impossibile da ignorare nel momento in cui decidi di affrontare i competitor come un’azienda professionale e consapevole delle necessità.

Vero, dobbiamo lavorare in termini strategici e conquistare un oceano blu nel quale muoverci senza contrastare con i concorrenti. Perché competere per essere primi su una keyword molto difficile da conquistare quando puoi (e devi) fare in modo che siano i clienti a cercare il tuo nome? Questa è un’ottima prospettiva per migliorare il tuo lavoro di strategia SEO. Ma è anche vero che in quest’ottica c’è sempre un problema da risolvere: i possibili attacchi (volontari, involontari, malevoli o casuali) verso il tuo nome attraverso gli strumenti della rete. Devi fare in modo che la tutela del marchio online diventi un’attività centrale. In che modo? Continua a leggere.

Da leggere: Brand strategy: 7 soluzioni che funzionano

Registra il tuo dominio con più estensioni

Il primo passo per fare un buon lavoro di protezione del nome aziendale o personale: acquista un dominio che rappresenti la tua marca, il progetto che porti avanti. Scegli l’estensione adatta ma assicurati anche quelle più comuni. Come, ad esempio, il .com e magari .it, .eu e .net. In questo modo puoi evitare che i competitor poco leali acquistino domini che, in qualche modo, possano confondere il tuo pubblico.

C’è da dire che con l’arrivo dei nuovi gTLD e la possibilità di acquistare domini di secondo livello con accento è diventato difficile chiudere le porte a tutte le combinazioni che potrebbero confondere l’utente.

Le grandi aziende acquistano quantità incredibili di domini, tu puoi tranquillamente portare a casa le soluzioni principali. Ricordando che la prima regola è quella di presentarsi con un dominio che rispecchi il brand. In modo da dare massima ufficialità e opportunità di posizionamento per query con nome dominio al primo risultato della serp. Questo è il primo passo per proteggere il tuo brand

Crea un blog aziendale e pubblica contenuti

Quale modo migliore per fare brand protection? Io gioco in attacco, non solo in difesa. Vero, registro il dominio per fare in modo che sia ufficialmente mio e rispecchi la posizione aziendale.

Ma provo a conquistare tutte le posizioni utili, anche quelle non legate a ricerche navigazionali (query con brand). Punto alle informazionali, quelle che si fanno per trovare la soluzione a un problema.

brand protection nella serp
Esempio di My Social Web.it: si deve capire subito!

Il blog aziendale aiuta in quest’operazione di brand protection. I miei consigli: crea il blog in una directory e non in un sottodominio, lascia il nome brand nel tag title in modo che sia subito visibile e usa sempre una favicon. Si deve subito capire che si sta per cliccare sullo snippet che racchiude un tuo contenuto.

Punta su guest blogging, interviste, native ADV

Un buon modo per occupare la serp dei motori di ricerca con contenuti favorevoli al tuo scopo: le pubblicazioni che vengono fatte grazie alla tua penna (o tastiera) su domini diversi dal tuo. Non parlo di blog paralleli ma brand editoriali che sposano la tua causa, a pagamento o gratis. Quali sono le soluzioni?

In primo luogo abbiamo le interviste: solitamente nascono da richieste spontanee dal blogger del blogger, e sono perfette per aumentare il numero di risultati amici per ricerca nome brand. Poi ci sono guest blogger, articoli di giornali online e attività di native advertising che possono essere usati per un’attività di brand protection su temi utili al tuo lavoro. Ad esempio, subisci un attacco con opinioni false e ostili?

Puoi ripulire la tua immagine chiedendo a Google (e prima ancora al webmaster) di eliminare la pagina dai risultati. Nel frattempo, oppure se ci sono difficoltà, puoi pubblicare contenuti che rispondono alla realtà dei fatti su piattaforme con un buon ranking. In modo da scalzare i risultati precedenti.

Ovviamente in questa fase di brand protection è indispensabile lavorare con digital PR e blogger outreach, anche solo per capire come mandare un comunicato stampa rispettando le regole su internet. Una menzione extra hanno i siti web compresi in Google News: possono dare molta visibilità al tuo brand.

Google My Business: cura la tua presenza local

Hai un’attività geolocalizzata? Se vuoi fare brand protection devi iscriverti a Google My Business. Per due ordini di motivi: in primo luogo puoi posizionarti sulle mappe ed essere presente nelle ricerche local.

Verifica il tuo profilo Google.

Inoltre hai la possibilità di creare una scheda con tutte le informazioni. Verificare e reclamare il tuo nome è facile, basta andare sul sito web ufficiale e seguire la procedura. In questo modo puoi accedere al pannello e inserire foto, mappa, panoramica a 360 gradi e tutte le informazioni che un utente cerca.

Brand protection: valuta la presenza Google Ads

Non sempre i buoni risultati si raggiungono solo con i contenuti organici. Sul motore di ricerca, ad esempio, può essere utile presidiare il proprio nome brand con delle sponsorizzazioni che tendono a proteggere il brand durante le ricerche navigazionali, quelle che appunto fanno riferimento al nome.

Anche se non riguarda la serp, lo stesso si può fare con Facebook: non tutte le sponsorizzate servono a vendere. A volte hai bisogno di fare brand awareness e ricordare ai potenziali fan il tuo ruolo.

Devi essere presente sui social che contano

Non hanno una valenza solo interna, i social network possono fare molto per proteggere il tuo nome nella serp. Questi profili hanno un ottimo ranking, quindi è facile che si posizionino per le ricerche con nome. Inoltre il tuo account ufficiale di Twitter si guadagna un widget nella serp con una buona visibilità.

Puoi lavorare in modo diverso sulle piattaforme social più avanzate e che vanno oltre il concetto di networking. penso ai siti di Q&A come Quora dove puoi creare dei contenuti che si posizionano.

Occupa la serp con siti di recensioni e valutazioni

Un altro modo interessante e valido per fare un buon lavoro di brand protection su Google: iscriviti e cura i profili dei servizi che ti consentono di essere presente nella serp con le opinioni dei clienti.

brand protection
La serp invasa da risultati positivi.

Questa è una realtà vincente perché ti dà la possibilità di fare brand protection con un principio chiave: la riprova social. Le persone leggono le opinioni di Tripadvisor o Trustpilot e decidono di scegliere te. Nel frattempo questi siti hanno un ranking invidiabile quindi puoi sfruttare la loro presenza per occupare snippet preziosi e sempre da ottimizzare. Attenzione, mai lasciare questi profili senza le giuste cure.

Da leggere: Come promuovere il tuo brand su Instagram

Brand protection: tu come la fai su Google?

Questa è un’attività centrale per il tuo universo professionale: non puoi perdere di vista l’importanza di una buona attività di protezione della marca perché su internet (e Google in particolare) rischi di perdere di vista la centralità di una presenza virtuosa. Tu lavori in questa direzione? In che modo?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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