Blogger outreach: 9 elementi per scegliere un blog

Blogger outreach: 9 elementi per scegliere un blog
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Hai una strategia di digital marketing, hai un’idea ben precisa per dare un vantaggio al tuo bene o servizio. Il web è un valido alleato solo e riesci a sfruttare gli strumenti che mette a disposizione. Non devi scegliere solo per moda o perché credi di poter trarre benefici: devi valutare con cura ogni passo.

Blogger Outreach Questo vale anche in una strategia di blogger outreach. Definire i nomi adatti al progetto non è facile, devi lavorare sodo con gli strumenti per analizzare ogni angolo del web. Ma alla ricerca di cosa? Delle persone che hanno credito in una determinata nicchia e usano il blog per comunicare con il proprio pubblico. Come li chiamo questi individui? Influencer!

L’influencer marketing si basa su pilastri chiari, in particolar modo sulla scelta di contatti capaci di condensare la propria autorevolezza. C’è chi punta agli youtuber, chi agli instagrammer: tu hai bisogno di blogger, persone che scrivono e pubblicano articoli che sintetizzano diversi contenuti. Perché hai degli obiettivi precisi, devi raggiungere il tuo pubblico.

La tua attività di blogger outreach ha bisogno di regole per valutare il profilo delle persone che vuoi contattare. C’è un’arte dietro alla cernita dei contatti, così come ci sono dei passaggi da rispettare per inviare un’email ai blogger. In questa situazione si trovano 9 elementi per scegliere nel miglior modo possibile.

1. Look and feel

Il primo aspetto che valuto in un blog per la strategia di blogger outreach è il look and feel. Ovvero la prima impressione, l’approccio con una piattaforma a prescindere dai contenuti. Sei su un blog e cosa vedi? Solo pubblicità invadente? Riesci a navigare o i passaggi sono ostacolati da continue interruzioni, video che prendono vita senza consenso, pop-up che rovinano la lettura?

Arrivo sul blog e provo ad approcciarmi alla sua realtà con uno sguardo neutro. Sono l’utente medio, non ti conosco e voglio scoprire qualcosa sul tuo lavoro: cosa ottengo da una rapida occhiata? Riesco a capire subito qual è lo scopo del tuo blog? Quali sono gli argomenti? Le landing page sono in evidenza?

Le pagine about me/contatti sono valorizzate? Ci sono risorse indispensabili per definire l’autorevolezza di un sito web, e quelle che ho elencato sono in prima linea: io mi fido di chi posso vedere e raggiungere. Quindi, con questa prima occhiata riesco a ottenere una serie di informazioni.

2. User experience

Non puoi ignorare la user experience, le pagine web che dovrebbero accogliere il lettore e farlo sentire a proprio agio. Nel primo punto mi baso su un approccio personale, una valutazione “a occhio”, ora vado verso la misurazione dei parametri indispensabili per ospitare il pubblico adatto ai miei scopi.

Il primo è la velocità di caricamento delle pagine: con Pagespeed tool di Google valuto e prendo una decisione. Si tratta di un sito web con evidenti problemi? Può essere un aspetto da valutare. Stesso discorso vale per il design responsive: non pubblicherei un articolo su un blog inadatto al mobile.

Per avere delle indicazioni sulla capacità del blog rispetto a smartphone e tablet puoi usare un altro strumento di Google. In questo caso basta aggiungere il link e premere invio per avere delle indicazioni chiare. Per completare questa lista scelgo Wave: individua tutti gli errori di accessibilità di una pagina web, compresa la mancanza di testo alternative nelle immagini.

3. Età del dominio

Un dettaglio per valutare la bontà del blog. L’età del dominio, oltre a essere un elemento di autorevolezza, ha un peso interessante tra i fattori di posizionamento del blog. Quindi è tuo preciso dovere registrare questo dato. Ci sono degli strumenti per ottenere informazioni sul dominio, quello che preferisco è whois.domaintools.com. Poi c’è Internet Archive per ammirare l’evoluzione del sito web nel tempo.

4. Link in ingresso

Argomento tecnico che deve essere affrontato in fase di blogger outreach. Stai lavorando sulle strategie per ottenere link in ingresso? Mi sembra un’ottima idea per la tua strategia SEO. E nel lavoro di blogger outreach devi concentrarti sulla domanda: qual è il profilo link dei blog che ho individuato? La risposta è decisiva per orientare la scelta.

Una scelta che non deve essere definita solo in base al numero di link: sarebbe un’azione scellerata perché sai bene che questo non è l’unico aspetto da valutare in un profilo dei collegamenti ipertestuali. Nella lista dovresti aggiungere una serie di punti imprescindibili:

  1. Topic dei blog che linkano.
  2. Ancora text dei link in ingresso.
  3. Presenza o meno di link che arrivano da immagini.
  4. Proporzione dei link nofollow rispetto al resto.
  5. Autorevolezza dei siti che linkano.

La base di questo ragionamento è semplice: prima della quantità c’è la qualità. Lavorare con un blog che ha un profilo link poco utile ai tuoi scopi – o addirittura sospetto agli occhi di Google – può essere un passo falso. Strumenti come Ahrefs e Open Site Project ti aiutano a definire i link in ingresso, ma alla base di questo lavoro ci sono due elementi che non si possono comprare: esperienza e capacità di analisi. Ecco perché devi contattare un esperto SEO.

Da leggere: il rapporto tra influencer marketing e link popularity

5. Contenuti

Prima di proporre una collaborazione editoriale con il blog devi farti questa domanda: i contenuti sono all’altezza? In questo caso non esiste un tool, quindi devi procedere a mano. Non puoi leggere tutti gli articoli ma puoi capire qual è la linea editoriale del blog.

Blogger outreach

Quali sono le categorie principali? Ti riguardano? Il blogger accetta di buon grado contributi esterni? Ci sono articoli che sponsorizzano in modo poco chiaro brand e aziende?

La linea editoriale è importante, così come l’argomento affrontato: non hai bisogno di un blog generalista, ma di uno strumento capace di cogliere quella nicchia specifica.

In questi casi può essere utile Seozoom che permette di capire qual è il topic affrontato da un blog inserendo l’URL. Nel grafico, ad esempio, c’è la rappresentazione di My Social Web: come puoi ben vedere suggerisce subito il tema legato alla tecnologia, con poche sbavature.

6. Citazioni

Per valutare un blog devi aggiungere le citazioni, i contributi apparsi sul web che hanno nel testo il nome del blog analizzato. Obiettivo di questa operazione? Capire il sentiment del pubblico, come viene valutata l’opera del publisher all’interno della community.

Per ottenere questo risultato puoi usare ogni database che trovi online. I primi nomi sono quelli che già conosci: Google e Twitter. Con delle ricerche mirate puoi scoprire aggiornamenti che riguardano il blogger che stai studiando, e per migliorare i risultati puoi usare gli operatori che raffinano, aggiungono o tolgono link irrilevanti per il tuo lavoro.

Un consiglio: spesso le opinioni di un blogger sono racchiuse in forum e community online, ed è un’impresa titanica spulciare ogni conversazione per trovare le informazioni. In questo caso puoi sfruttare l’operatore site: per suggerire a Google di cercare la parola che ti interessa solo in quel sito.

Ad esempio, se voglio tutti i post in cui compare il mio URL in Yahoo! Answer devo digitare la query site:https://it.answers.yahoo.com/ mysocialweb.

7. Commenti

Il blog che stai contattando ha attività nei commenti? I lettori lasciano contributi degni di nota o solo testi inutili? Questa fase di analisi è indispensabile per dare alla tua attività di blogger outreach una marcia in più. Tra le varie attività di un influencer c’è la capacità di creare interazioni, quindi avere comment marketing sul blog è buon segno.

Cosa devi evitare? I blog che non moderano i commenti, le piattaforme che accettano interventi spam (o al limite della pubblicità occulta) e che ospitano solo risse virtuali. Non ci sono molti commenti? Può essere una discriminante, ma molti blog di qualità hanno una bassa attività: meglio un blog con pochi commenti che moderare una marea di spam.

8. Social

Cosa fa il blogger con i canali social? Li cura con aggiornamenti quotidiani e gestisce le conversazioni? Crea interazioni sulla pagina Facebook o su Twitter, oppure si limita a spammare link senza considerare il pubblico? Peggio ancora, ha creato dei profili e li ha abbandonati al proprio destino con un aggiornamento automatico? Questo fa la differenza in una buona attività di social media marketing.

9. Traffico

L’analisi del traffico fa parte dell’attività di blogger outreach: conoscere le visite di un sito può essere la chiave di volta della tua strategia. C’è solo un problema: non lo puoi conoscere senza chiedere.

Spesso i blogger che lavorano in determinati settori hanno il media kit, una pagina con tutti i dati per prendere una decisione in termini di investimento. Cercalo, oppure chiedi al blogger delucidazioni, approfondimenti o un report personalizzato.

Questo avviene in una fase avanzata e rappresenta un’analisi di parte. Per avere un confronto puoi estrapolare in modo indipendente questi numeri. In questo caso è fondamentale Semrush: questo tool riesce a estrapolare l’ipotetico traffico di siti web italiani e non, insieme al posizionamento delle pagine web per determinate keyword.

semrush

Solo in questo modo puoi avere una panoramica omogenea del blog e valutare l’evoluzione del traffico nel tempo. In questo modo puoi capire se c’è stata una crescita, una depressione o un crollo (potenziale sinonimo di penalizzazione).

Curioso di vedere esempi del nostro lavoro? Campagne di Content Marketing.

Tu come scegli?

Questi sono i passaggi per fare blogger outreach. O meglio: in questo modo puoi scegliere i blog da inserire nella tua lista. Non contano solo le visite, i numeri, ma anche la qualità del pubblico e del contenuto. La soluzione? Valutare ogni aspetto, creare una risorsa ragionata e iniziare l’attività di digital PR con una base solida. Sei d’accordo? Vuoi aggiungere qualcosa? Ti aspetto nei commenti.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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