Snapchat, la nuova frontiera di social marketing per le aziende

Snapchat, la nuova frontiera di social marketing per le aziende

Snapchat è l’ultimo arrivato tra i social network eppure ha già saputo conquistare, dalla sua nascita nel 2011, una fetta di pubblico in costante aumento. Questo successo è dovuto alla possibilità che Snapchat offre di tornare alle tradizionali conversazioni face-to-face oltrepassando i limiti della comunicazione non istantanea tipica degli altri social network. Se infatti su Facebook, Twitter e Instagram l’utente ha modo di studiare e curare l’immagine che vuole dare di sé, con Snapchat la comunicazione è istantanea, i contenuti si cancellano automaticamente entro 24 ore se postati come Storia oppure immediatamente dopo la visualizzazione se inviati come messaggi istantanei. Chi usa Snapchat? Oggi il fantasmino giallo è frequentato per il 58% da un pubblico maschile e da un 42% femminile, di età compresa tra i 18 e i 34 anni. Il 51% degli utenti ha meno di 25 anni (il 33% tra i 25 e i 34 anni, l’11% tra i 35 e i 44 anni e il 5% oltre i 45 anni). Da maggio 2015 a gennaio 2016 i video giornalieri su Snapchat sono cresciuti del 350%, mantenendo una crescita mensile del 44%. Nella madrepatria di Snapchat, gli Stati Uniti, il 60% di persone che va dai 13 ai 34 anni usa frequentemente il social network, è cioè uno Snapchatters. Ad oggi vengono generati 8 bilioni di video ogni giorno da 100 milioni di utenti attivi in continua crescita (fonte). Nel 2014 il social network ha avuto un’impennata di crescita, arrivando ad una penetrazione di oltre il 50% degli utilizzatori di smartphone. In Italia l’applicazione conta circa 700 mila utenti. La cifra non così impressionante se la...
Visual Storytelling: come le immagini possono raccontare il tuo brand

Visual Storytelling: come le immagini possono raccontare il tuo brand

Già nel 2011 l’autore e storico delle tecnologie George Dyson scriveva: “Viviamo in un mondo in cui l’informazione è potenzialmente illimitata. L’informazione è a buon mercato, ma il senso è costoso. Dove sta il senso? Solo gli esseri umani possono dire dove sia. Noi estraiamo il senso dalle nostre menti e dalle nostre vite.” Dopo cinque anni quest’affermazione è ancora più vera, ogni giorno siamo infatti costantemente bombardati da informazioni provenienti dagli smartphone, dal televisore, dai computer, sempre e ovunque. Tuttavia, quante di queste informazioni permangono? Quante colpiscono e di conseguenza vengono ricordate? Come fare a differenziarsi dagli altri e a creare interesse invece che cercarlo? L’importanza dei contenuti visivi La risposta è nei contenuti visivi e la prova è nel grande numero di social network basati sulle immagini che sono nati negli ultimi anni, dal più famoso Instagram al giovanissimo Snapchat, l’app di messaggistica che funziona per immagini, passando per Tumblr, Pinterest, Flickr e lo stesso Facebook (su cui gli utenti caricano quotidianamente circa 250 milioni di fotografie). Non solo, negli ultimi tempi c’è stato anche il grande boom delle infografiche, un modo piacevole ed intuitivo per spiegare concetti o raccontare argomenti. La ragione di questa diffusione a macchia d’olio prende il nome, negli studi contemporanei, di Picture Superiority Effect, ovvero “effetto di superiorità delle immagini”, la tendenza a ricordare maggiormente un concetto se esso è presentato in immagini. Questo accade perché la mente umana processa le informazioni visive 60.000 volte più velocemente rispetto ai testi e perché l’83% dell’apprendimento umano avviene attraverso la vista; si è calcolato inoltre che la curva d’attenzione di un soggetto medio è...