I migliori parametri per l’analisi dei backlink

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Oggi ci sono una serie di metriche sintetiche che ti consentono di fare una buona analisi backlink. Zoom e Domain Authority, ad esempio, sono due parametri proprietari (quindi ideati da aziende che vendono un prodotto) per dare una valutazione del sito.

E, di conseguenza, attribuire un voto ai link che partono da questo dominio. Cosa significa ciò per chi si occupa del settore?

Se ricevo una menzione da un portale con una Zoom Authority alta posso essere soddisfatto. Ma è sufficiente per portare a termine un buon lavoro SEO? Chi lavora con le digital PR, inoltre, può accontentarsi di questo? No, ecco una serie di valori da monitorare durante l’analisi backlink professionale di un sito web.

Varietà del profilo link: la chiave

Ti presento uno dei parametri per iniziare un’analisi link degna di questo nome. Google, nel valutare i collegamenti in ingresso che arrivano in un sito, prende in considerazione la capacità di restituire un profilo naturale. Non inquinato da tecniche sovversive per acquisire link in modo automatico.

Per questo è sempre più importante lavorare con il content marketing, in modo da fornire un buon motivo per essere linkati. Magari con il contributo delle digital PR che alimentano rapporti virtuosi tra autori ed editori. Però è anche vero che una buona analisi link deve valutare la presenza di pattern, modelli che indicano un comportamento replicato. Ecco i parametri che, di solito, vengono presi in esame.

Da leggere: come ottenere buoni backlink con le PR

Migliori tool per la tua analisi link

Prima di iniziare ti suggerisco alcuni strumenti utili. Quali sono i tool indispensabili per un percorso professionale di analisi link? Di sicuro Majestic e Ahrefs, due realtà specializzate nel lavoro di studio delle menzioni. Poi cito Link Explorer, Seozoom e Semrush che sono a pagamento (ma ottimi).

Tra i tool per il check link consiglio Ubersuggest, Wayback Machine (che mostra cos’era un sito prima di eventuali restyling) e Search Console per analizzare i link interni e in ingresso di siti proprietari. A proposito, cosa dobbiamo guardare? Per rispondere bene entriamo nel vivo dell’analisi backlink.

analisi backlink
Fai una buona analisi dei link.

Analisi backlink: meglio tool gratuiti o a pagamento?

Questa è una delle questioni tipiche: posso accontentarmi di un SEO tool gratuito per lavorare in questo campo? Non credo, anche se le soluzioni che ho indicato possono dare contributi utili è sempre importante affiancare il lavoro di analisi backlink all’opera di uno strumento professionale.

Tipo di link ricevuto dalle fonti

Si tratta di un nofollow? Non ha influenza sul ranking però se porta traffico di qualità da una fonte valida è sempre utile. Anche perché in un profilo reale i link nofollow si trovano. Lo stesso discorso vale dai link dalle immagini: sono rari ma esistono. Fa sempre bene cambiare, avere soluzioni differenti.

Anchor text dei link in ingresso

Uno degli elementi decisivi. Anche le linee guida di Google suggeriscono di evitare schemi di link che hanno come anchor text (il testo che si usa come ancora per il collegamento) delle parole commerciali.

Link con anchor text ottimizzato in articoli o comunicati stampa distribuiti su altri siti, Link con tante parole chiave nascosti o di bassa qualità incorporati in widget distribuiti su vari siti.

Fanno parte della classica operazione di link building sviluppata ed eseguita male, con comunicati stampa e article marketing pubblicati in massa senza la minima attenzione alla qualità del sito web. Chi lavora con SEO, digital PR e blogger outreach sa bene che non è cosa buona esagerare su questo fronte. Quindi è uno dei parametri da osservare nell’analisi backlink professionale. E capace di dare informazioni reali.

Sito web da cui arrivano i link

La qualità generale del portale che mette il link verso il tuo dominio è importante. Io non mi fiderei di siti web pieni di pubblicità dubbia e ingannevole, contenuti mal curati o copiati, assenza di riferimenti per contattare il webmaster. E non mi adagerei troppo neanche a osservare link che arrivano da siti decontestualizzati dal mio. Perché un sito di web marketing dovrebbe linkare uno di abiti da sposa?

Tempo di crescita del profilo link

Prendere una marea di link in un periodo minimo non è una buona idea, è uno dei campanelli d’allarme che indica la presenza di azioni poco limpide per acquisire collegamenti senza una strategia organica.

In realtà tutto deve essere contestualizzato con cura: se la crescita è collegata a eventi specifici – ad esempio un festival nazionale – e i link arrivano da testate che parlano del tuo lavoro in modo chiaro e senza forzature tutto è nella norma: fa parte delle attività normali, ben definite e accettate.

Il lavoro che si nasconde dietro la creazione di un profilo link virtuoso è lungo, articolato, non facile. Non improvvisare, affida il alvoro a un professionista del settore per evitare problemi e penalizzazioni da parte di Google. Il pericolo è dietro l’angolo.

Posizione della menzione online

Un capitolo molto ampio. Dove si trova il link che rimanda al tuo sito? Questo punto può fare la differenza perché un link situato nel corpo del testo, in una posizione utile per approfondire un tema, ha un valore maggiore rispetto ai collegamenti che si trovano in aree periferiche della pagina. La posizione del link influenza il peso stesso senza dimenticare che su ampia scala questo valore può comunicare altro.

Ancora una volta Google mette in guardia dai link che arrivano grazie a scambio e, soprattutto, compravendita di link. Footer e sidebar sono due aree che spesso vengono utilizzate per questo scopo, anche in modo indiretto. Ad esempio, quante volte le web agency si dimenticano di mettere il nofollow nei credits del footer? Avere tanti link in questo modo può essere un problema, meglio evitare.

Da leggere: migliori add-on Firefox per valutare backlink

Analisi link: chi deve occuparsene?

Persone in grado di prendere decisioni in merito a determinate azioni. Spesso un’analisi dei link in ingresso viene sviluppata per un’attività di link earning o per recuperare una penalizzazione dovuta a negative SEO o link building fatta male. In ogni caso deve essere un professionista ad analizzare e valutare i collegamenti per prendere le decisioni adeguate all’ottimizzazione SEO off-page del sito.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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