Alessandra Poggiani si dimette: quale futuro per l’Agenzia Digitale?

Alessandra Poggiani si dimette: quale futuro per l’Agenzia Digitale?
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L’Agenzia per l’Italia Digitale ha un compito: traghettare l’Italia, fanalino di coda in Europa per quanto riguarda la diffusione della banda larga, verso un uso virtuoso delle tecnologie digitali perseguendo il massimo livello di innovazione tecnologica.

Detto in altre parole, l’AgID dovrebbe aiutare il paese a sfruttare il digitale in tutte le sue forme, e ad attuare l’innovazione della pubblica amministrazione. Ovvero quello che attualmente si presenta al pubblico come un ginepraio di regole, cavilli, passaggi marcati a colpi di carta bollata senza soluzione di continuità.

A capo di questa Agenzia per l’Italia Digitale c’è Alessandra Poggiani. O meglio c’era. Perché il 28 marzo la Poggiani si è dimessa, consegnando il suo incarico il 30 marzo nelle mani del Ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia. Motivo delle dimissioni? Un futuro impegno politico nella regione Veneto nella lista PD di Alessandra Moretti.

Brutta sorpresa al vertice dell’Agenzia?

No, ufficialmente non c’è stato alcun colpo di scena. La Poggiani conferma che è stata una scelta serena e concordata, anche se i canali Twitter di Renzi e Madia non hanno salutato l’addio di Alessandra Poggiani. In otto mesi di presidenza il lavoro è stato intenso, e dalle pagine del quotidiano La Repubblica arrivano le rassicurazioni: “Chiunque vada al posto mio sarà operativo dal primo giorno.”.

Ma sull’Agenzia incombe lo spettro della chiusura o dello smembramento. Certo, sono solo voci di corridoio. Voci diffuse dagli addetti ai lavori avvalorate anche da un impegno minimo dell’AgID per il territorio. E i dati potrebbero dare anche ragione a queste voci dato i risultati ottenuti nella pratica quotidiana del digitale: ordinare una visita medica online, ricevere i certificati sanitari e la documentazione di un processo, pagare il bollo e le multe.

Tutto questo senza considerare la problematica della banda ultralarga. Il ritardo nel settore è acclarato, ci posizioniamo in uno degli ultimi posti in Europa nella diffusione della banda ultralarga, condizione essenziale per sfruttare al massimo (come creatori e come fruitori di contenuti/servizi) le potenzialità della rete.

Questione di continuità

Qualche settimana fa, sempre sulle colonne di Repubblica, la Poggiani ha fatto il punto sul suo operato e ha dato indicazioni chiare: il suo lavoro si è concentrato principalmente sulla pianificazione del lavoro da svolgere per far crescere la cultura digitale in Italia e per trasformarla in una risorsa tangibile. Però ha anche sottolineato che:

“L’AgID ha una lunga storia alle spalle. Sono state molte, forse troppe, le trasformazioni che ha subito, dal Centro tecnico all’Autorità per l’informatica pubblica, fino ai più recenti Digitpa e Agenzia per l’innovazione. C’è bisogno di consolidare e rafforzare la struttura”.

Consolidare e rafforzare la struttura. Queste erano le parole di Alessandra Poggiani l’8 marzo 2015 e non credo che le sue dimissioni, per quanto giustificate da un impegno politico e non legate a una bufera interna, siano la soluzione ideale per garantire un rafforzamento della struttura. Ma poi questa bufera esiste?

Sono rimasta sola

L’Agenzia Digitale non chiude. Sono solo fantasie quelle che propongono uno smembramento o una definitiva chiusura dell’AgID, ma le dichiarazioni rilasciate su Wired dalla Poggiani non lasciano trasparire un semplice cambio di idee. Le prime critiche riguardano le risorse destinate al digitale, troppo poche per un terreno che dovrebbe crescere con ritmi diversi. Dovrebbe essere considerato una priorità, ma non è così. E poi c’è il fattore umano:

“Il mondo digitale è un circo ristretto, una camera dell’eco. Ce la raccontiamo tra di noi, piccole invidie, rivalità da cortile, divisioni personali. Ci sono troppi protagonismi”.

Poche risorse, troppi protagonismi. Probabilmente la Poggiani ha accusato Wired di aver travisato il senso dell’intervista (frutto però di tre conversazioni successive) tanto da costringere il direttore Massimo Russo a una replica sempre su Wired per confermare quanto detto. Nonostante il chiaro imbarazzo creato tra le alte sfere della politica.

La tua opinione

Per ora il nome della persona che sostituirà la Poggiani al seggio più alto dell’Agenzia Digitale è sconosciuto. Che sia per motivi personali o per dissapori interni, non è possibile sapere qual è la causa del suo addio. Quello che possiamo sperare è che arrivi un profilo altrettanto valido per trasformare definitivamente il volto digitale del nostro paese.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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