5 KPI indispensabili per chi fa content marketing

5 KPI indispensabili per chi fa content marketing
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Il content marketing ha un senso preciso: raggiungere determinati obiettivi. Voglio dire, un content marketing team non lavora a vuoto e non investe risorse (anche considerevoli) per procedere alla cieca. Ci sono degli obiettivi, ci sono delle azioni e ci sono delle KPI (Key Performance Indicator) da verificare. Detto in altre parole, ci sono dei numeri da interpretare attraverso una giusta contestualizzazione.

Non puoi essere schiavo delle metriche. Il numero senza interpretazione è informazione morta, in qualche caso fuorviante. Diventa semplice vanità. Ma al tempo stesso non puoi prescindere dalla misurazione: il rischio è quello di lavorare senza una bussola, senza un riferimento chiaro per lo studio e la produzione dei contenuti.

Avere delle KPI precise, degli indici per monitorare le prestazioni in modo chiaro e oggettivo, ti permette di basare le tue azioni su una struttura chiara. Definita. Senza sbavature. Sai già come muoverti? In questo articolo voglio suggerirti 5 KPI precise per valutare la tua attività di content marketing.

Prima di iniziare: obiettivi chiari

Mi sembra chiaro, però è giusto definire questo punto. Per avere dei risultati da misurare devi individuare degli obiettivi. Le performance dei contenuti hanno un valore se vengono correlate a degli step chiari da raggiungere. E non basta sottolineare che i contenuti devono aumentare le conversioni: questo è l’obiettivo finale della tua strategia.

Il punto non è cosa devono fare, ma il come. Come si aumentano le conversioni? Aumentando le visite di qualità verso le landing page, migliorando l’engagement e la fidelizzazione dei contatti, facendo lead generation e brand awareness, puntando sul customer care online e sulla link earning. Ci sono modi indiretti per spingere sulle conversioni. Tu devi amalgamare il tutto, scegliere degli obiettivi e misurare le KPI. Iniziamo?

1. Link in ingresso

Un numero interessante: i link guadagnati grazie alla tua attività di content marketing. Come ben sai sono i contenuti di qualità ad attirare l’attenzione dei blogger e dei webmaster. Influencer Marketing

E attraverso questi link puoi dare un gran contributo alla tua SEO strategy, dato che i collegamenti ipertestuali in ingresso sono ancora molto importanti per Google. Come li ottieni? Pubblicando articoli, guide, tutorial ma anche infografiche, risorse uniche.

Pensa al classico ebook: cosa vuoi ottenere da questo contenuto? In base a come lo distribuisci puoi ottenere risultati con determinate KPI. Hai bisogno di link in ingresso? Punta alla distribuzione massima, senza vincoli per ottenere il download. Che, ovviamente, diventa a sua volta una KPI intermedia da osservare. Soprattutto quando hai più documenti da scaricare con metodi diversi.

2. Commenti

Per il tuo blog aziendale i commenti possono essere una buona KPI, un indicatore per capire quale contenuto genera un coinvolgimento migliore (a parità di distribuzione). Questo numero può essere utile soprattutto per le aziende che vogliono puntare sul customer care online e sulla personalizzazione del brand. Vuoi accorciare le distanze con i tuoi potenziali clienti? Questo è il modo giusto.

3. Iscritti alla newsletter

Ecco un altro indice per valutare la tua content marketing strategy. Fare lead generation, quindi ottenere contatti per fidelizzare potenziali clienti, è un’attività indispensabile. Attraverso una newsletter puoi contattare le persone che non erano disposte a diventare subito clienti, oppure puoi proporre nuovi prodotti o servizi dopo l’acquisto. Hai un universo da ottimizzare e personalizzare, il mondo delle newsletter è immenso, e per aumentare gli iscritti devi sfruttare i contenuti.

Il numero di persone iscritte alla newsletter rientra tra gli indicatori per valutare i tuoi contenuti. E riprendo l’esempio legato all’ebook: in questo caso puoi impostare il download come azione legata all’email. Lascia il tuo contatto di posta elettronica e scarica il contenuto.

Per approfondire: come aumentare gli iscritti alla newsletter.

4. Condivisioni

Anche le condivisioni social sono un obiettivo, soprattutto per chi punta alla brand awareness. Le attività da monitorare sono diverse (conversazioni nelle community, sentiment, engagement) ma le menzioni sui social sono molto importanti. Ogni condivisione rappresenta un messaggio in cui un utente cita il tuo brand.

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Ecco perché è importante che nelle condivisioni di Twitter appaia il nome utente come mention, mentre su Facebook deve esserci il richiamo a nome dominio e autore. In questo modo, oltre al link viene condiviso anche il brand. Aumentare le condivisioni non è solo un modo per far impennare le visite, ma anche per permettere al brand di diffondersi e di evolversi.

5. Traffico di qualità

No, non è una semplice misurazione delle visite. Con Google Analytics puoi ottenere una serie di vanity metric che puoi interpretare in modo più o meno completo. Ma prendi come esempio i contenuti pubblicati sul tuo blog: per ottenere dei risultati validi non puoi fermarti alle visite. Devi analizzare il traffico nella sua interezza, nel modo più completo possibile. Quindi devi prendere in analisi una serie di KPI intermedie:

  • Nuove visite.
  • Bounce rate.
  • Tempo di permanenza.
  • Utenti con un certo numero di pageview.
  • Articoli più letti.

Il mondo di Google Analytics è vario, infinito. Ma gli obiettivi ti permettono di semplificare il lavoro di analisi: attraverso questi filtri puoi individuare e isolare azioni specifiche. Come, ad esempio, le visite che arrivano verso pagine utili (tipo le landing page) o tutte le volte che viene compilato un contact form. Non ti fermare mai alle semplici vanity metric: scendi in profondità e cerca di definire qual è il traffico che porta visite al tuo progetto.

A tal proposito puoi usare il riepilogo di navigazione – vai in comportamento, contenuti del sito, tutte le pagine – di Google Analytics: metti al centro della tua attenzione la landing page e cerca di capire da dove arriva il traffico. Ci sono articoli che portano maggiori click? Che argomento affrontano? Se riesci a estrapolare questa informazione puoi migliorare il tuo calendario editoriale.

KPI per content marketing: la tua opinione

Queste sono le attività da monitorare per orientare la tua attività di content marketing. I numeri servono a questo, i dati che ottieni da questi indici hanno un obiettivo: migliorare. Migliorare il lavoro svolto. I test ti permettono di osare, di disegnare nuove strade da seguire, le KPI ti indicano se questa strada è giusta o sbagliata.

Se non osservi non migliori, se non misuri non hai il polso della situazione. E non puoi individuare la strada da tracciare. Nel digital marketing è sempre più necessaria una figura dedicata alla web analytics – alla registrazione e all’interpretazione dei dati – capace di dialogare con tutti gli altri settori (SEO, social, scrittura online).

Sei d’accordo? Qual è la tua opinione?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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