4 strumenti di Google che ti aiuteranno a fare blogger outreach

4 strumenti di Google che ti aiuteranno a fare blogger outreach
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Oggi si parla sempre di più di influencer marketing e di blogger outreach. Il legame tra questi argomenti? La necessità per un’azienda di trovare le persone giuste con le quali interagire. I mercati sono conversazioni, questo ci insegna il Cluetrain Manifesto, e le persone si fidano di chi è in grado di creare rapporti virtuosi.

Poi ci sono i contenuti preziosi che spesso vengono veicolati dal blog di un influencer, una persona in grado di diventare punto di riferimento per una nicchia. Come ho già detto in abbondanza, l’influencer non è un personaggio inarrivabile: ognuno di noi può influenzare la propria audience e può essere utile per raggiungere determinati risultati.

Tutto dipende dagli obiettivi, dal pubblico.

Ecco perché l’attività di blogger outreach è necessario: attraverso una serie di operazioni puoi definire una lista di blogger decisivi per i tuoi scopi, e che dovrai conquistare con un lavoro sui social ma anche con le classiche email.

SEM Rush

La schermata di SEMrush

Gli strumenti di Google per fare blogger outreach

In ogni fase ci sono degli strumenti che possono facilitare l’opera. Anzi, credo che oggi sia impossibile lavorare senza una buona piattaforma di analisi – come SEMrush che uso ogni giorno – senza dimenticare i tool che ti permettono di indagare sui social come Followerwonk.

Certo, sono a pagamento. Ma chi lavora in questo settore deve investire. Però c’è uno strumento potente e gratuito che ti aiuterà durante il processo di blog outreach. Sto parlando di Google: ecco come puoi sfruttarlo per portare a termine la tua indagine.

Da leggere: un semplice tool per migliorare il tuo blogger outreach

1. Tutto parte dalla ricerca

Ci sono decine di strumenti per valutare i possibili influencer, ma per trovarli non puoi fare a meno di Google. Sì, ci sono le liste di blogger che ti possono aiutare e le conversazioni su Twitter ti portano verso risorse che prima non conoscevi. Ma è nella search di Mountain View che trovi i blogger da contattare.

O meglio, qui c’è la massa rumorosa. Con Google puoi individuare una serie di risultati, ma la ricerca base è grezza e imprecisa. Ecco perché devi puntare sugli operatori. Mi riferisco ai comandi che permettono di sgrassare i risultati da ciò che non serve. Gli operatori che preferisco per trovare blog:

  1. “SEO” -SMM – Nella ricerca non deve esserci la parola che segue il segno meno.
  2. allintitle:SEO – La parola deve essere presente nel title.
  3. SEO intitle:”Native Advertising” – Cerca le pagine che contengono nel titolo quella parola e, in qualsiasi altra posizione, le altre richieste
  4. allintext:SEO – La parola deve essere presente nel testo.
  5. “Brand Content” intext:SMM – Cerca le pagine che contengono nel testo quella parola e, in qualsiasi altra posizione, le altre richieste.
  6. related:https://www.mediabuzz.it/ – Cerca i siti simili a quello indicato.

L’operatore che preferisco? Il classico site: che lancia la ricerca di Google all’interno di un sito web. Lo uso per scoprire se il blog ha un buon volume di risorse indicizzate (primo passo per capire se qualcuno si è occupato dei contenuti), e magari interrogo la cache per capire qual è stato l’ultimo aggiornamento.

Il site: è fondamentale per capire il valore dei documenti agli occhi di Google in termini assoluti o in relazione a una parola. Se cerchi site:https://www.mediabuzz.it/ “SEO” Google ti restituisce tutte le pagine che citano quella parola, ordinate per pertinenza.

2. Google Suggest: accetta i suggerimenti

Google Suggest è una delle funzioni più interessanti di Mountain View. Il motivo è semplice: ti permette di individuare le ricerche collegate a una query. Puoi ammirare la sua opera in qualsiasi momento della giornata: basta digitare qualcosa su Google per avere dei consigli legati alle ricerche altrui.

Suggest permette di dare uno sguardo negli archivi di Big G, in questo modo puoi capire cosa cercano le persone. I blogger sono attenti a queste dinamiche, quindi puoi utilizzare le query per trovare nuovi blog da inserire nel progetto. Il mio metodo? Individuo una keyword principale e la digito insieme alle lettere dell’alfabeto.

Esempio concreto: voglio definire una lista di blogger dedicati al webwriting? Ecco le ricerche:

  1. Come scrivere a
  2. Come scrivere b
  3. Come scrivere c

In questo modo Google mi suggerisce nuove combinazioni, e io mi trovo di fronte a serp ricche di articoli che affrontano temi legati alla scrittura. Clicca, valuta, scegli e archivia i blog.

3. Google Drive per organizzare tutto

Il risultato del blogger outreach si trasferisce sul foglio di calcolo, ideale per organizzare i contatti. La griglia ti permette di incrociare righe e colonne per attribuire a nomi e indirizzi, caratteristiche interessanti.

Qui, ad esempio, puoi inserire i risultati rilevati durante l’analisi dei backlink o delle condivisioni, puoi indicare metriche per la valutazione del sito come la domain authority o il numero dei commenti.

Il vantaggio competitivo dei documenti su Google Drive? La presenza di una piattaforma online, disponibile in qualsiasi momento, modificabile da tutti i collaboratori. Non devi inviare cento email per aggiornare il team e mostrare le evoluzioni. Questo è il modo più semplice per gestire le informazioni individuate con la tua ricerca.

4. Gmail e Calendar per gestire la posta

Blogger outreach: si limita alla ricerca dei publisher? No, devi lavorare con le email per contattare i blogger che potrebbero essere interessati al tuo progetto. In questo caso ti avvicini al mondo delle Digital PR, e puoi sfruttare strumenti raffinati per pianificare la posta elettronica.

In alternativa, però, ci sono gli strumenti di Google.

Con Calendar puoi memorizzare i tuoi impegni di blogger outreach. Puoi definire dei reminder via email e creare degli eventi con descrizione dell’attività. Ricorda, puoi pubblicare un calendario diverso da quello che usi per gestire le pubblicazioni del blog.

Gmail lo usi per inviare i messaggi. Se non ti basta puoi usare Sidekick di Hubspot per capire se l’email è stata aperta. In alternativa c’è Boomerang, altra applicazione che migliora la comunicazione.

Le risorse: i migliori add-on Google Chrome per fare Digital PR

Google è sempre al tuo fianco

Spesso Google viene visto come un despota che decide cosa mostrare e cosa no, ma è un potente alleato per chi fa web marketing. Il motivo è chiaro: rappresenta un archivio infinito, un luogo nel quale le persone riversano le proprie necessità, i dubbi e le esigenze. Per diversi motivi non puoi analizzare tutto, ma puoi estrapolare dei dati da usare per la tua attività di blogger outreach.

Sono dettagli preziosi che ti permettono di iniziare un buon lavoro di ricerca e di ordinare le informazioni. Per ottenere il massimo hai bisogno di strumenti potenti ed evoluti, ma tutto inizia con una buona domanda a Mountain View. Sei d’accordo? Lascia la tua opinione nei commenti e aggiungi nuove idee a questa lista.

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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