Vuoi far crescere la tua community sui social? Punta sugli influencer!

Vuoi far crescere la tua community sui social? Punta sugli influencer!
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Uno dei grandi vantaggi dell’universo social network è la possibilità di creare delle community, dei gruppi dedicati a un argomento che diventano un punto di riferimento per le persone. Qualche esempio concreto? La community Fatti di SEO di Francesco Margherita, uno dei circoli Facebook più attivi nell’universo Web Marketing in Italia.

Quali sono le caratteristiche di questa realtà? Francesco ha sfruttato una funzione di Facebook (i gruppi) per riunire persone interessate alla SEO in un unico luogo virtuale. Obiettivo? Trasformare il suo nome in un caposaldo professionale e coinvolgere gli utenti in un processo di scambio di informazioni.

Perché questo è l’obiettivo della community: creare un flusso di pubblicazioni e interazioni per generare cultura condivisa. Io lascio il mio punto di vista, tu rispondi con una visione differente e il nostro collega reagisce riprendendo le sue esperienze personali. Alla base delle community c’è l’idea di poter contribuire alla crescita personale del singolo.

In realtà il concetto di community è compreso nel “social media pensiero”: la condivisione della qualità è centrale nell’uso di Twitter, Facebook, Google Plus. Quello che funziona in un gruppo chiuso può essere applicato in pubblica piazza con successo. Ciò che caratterizza la community – un gruppo Facebook, un forum, un circuito di blogging – è la verticalizzazione del tema. Si parla solo di questo argomento.

Non mancano gli obblighi. C’è un fondatore della community, ci sono una serie di punti che tutti gli iscritti devono osservare. Entrare nella community vuol dire accettare le regole della policy. Regole che spesso vengono disattese e infrante. Oggi, secondo te, ha ancora senso gestire una community sui social?

Gli ingredienti per far crescere una community

Secondo me è possibile e auspicabile puntare su una community. Gestire centinaia di utenti attivi non è semplice, ma può darti molte soddisfazioni. Anzi, può essere il trampolino di lancio per progetti personali che difficilmente potrebbero trovare uno sbocco altrove.

Il motivo è semplice: una community unita e verticale (dedicata a un argomento specifico) è una forza della natura. Ed è sempre al tuo fianco. Per farla crescere hai bisogno di regole che spesso vengono infrante dal primo giorno, dal momento stesso in cui la community nasce. E dallo stesso creatore del gruppo. Un esempio su tutti? L’inserimento forzato.

Questo avviene soprattutto su Facebook. Quando crei una community hai un obiettivo: aumentare il numero degli iscritti. Come? Il primo pensiero va all’inserimento automatico: aggiungi gli amici, senza riflettere e pensare agli interessi individuali. Pochi click e hai decine di persone che ti permettono di creare una massa, un punto di partenza.

Per approfondire: blogger outreach, individua gli influencer

Come aumentare gli iscritti alla community

Sembra un’azione innocua: fa parte delle funzioni base di Facebook, non è una forzatura. Lo diventa, però, quando le persone non ragionano in termini strategici. E aggiungono contatti disinteressati al tema della community. Io posso essere attratto da un gruppo dedicato al content marketing e avere scarso interesse verso una community legata alla caccia.

Quindi rischi di incontrare il mio rifiuto se mi inserisci. D’altro canto è inutile avere persone che non collaborano nella lista: sono semplici numeri, non hanno senso. La soluzione ideale? Procedere con intelligenza e strategia. Non aggiungere persone a caso, usa altri strumenti per creare una base di partenza solida. Qualche idea:

  1. Condividi il link della community sul tuo profilo Facebook o su Twitter.
  2. Crea una articolo del blog con link al gruppo.
  3. Puoi inviare un messaggio privato alle persone con le quali hai un rapporto più stretto.
  4. Invia una newsletter per avvisare gli iscritti.
  5. Crea un’inserzione pubblicitaria.

Sì, su Facebook si può fare. Puoi creare un advertising per aumentare gli iscritti del gruppo. Si fa pubblicità per aumentare i fan della pagina, perché non lavorare a favore del gruppo? Basta dare la giusta molla, la motivazione adeguata che spesso si traduce in esclusività.

community influencer

Io mi immagino la community come un luogo intimo, riservato. Un terreno di differenziazione rispetto alla pagina, al profilo, al luogo pubblico. Qui c’è qualcosa che non puoi trovare altrove, ci sono dei contenuti esclusivi. Qui si nascondono risposte che cerchi da tempo: ecco la chiave che molti sfruttano per far crescere la community.

Il lavoro degli influencer

Gli influencer fondamentali per veicolare un messaggio, un’idea, un contenuto all’interno di una community. Lo stesso vale per l’appartenenza a un gruppo o a un forum. Questo luogo può essere frequentato da centinaia di utenti medi o alle prime armi, ma alla base deve esserci uno zoccolo duro di influencer. Ovvero persone conosciute nel settore e che lavorano all’interno della community per coinvolgere e creare autorevolezza. In che modo? Pubblicando:

  1. Consigli.
  2. Condivisione dei link.
  3. Risposte agli altri utenti.

Quando un influencer lascia un contributo c’è sempre l’attenzione del pubblico, viene percepito il valore della sua voce. Questo è il suo ruolo: essere un faro per le persone legate a un argomento. E questo non vuol dire scegliere contatti irraggiungibili, da alimentare con investimenti corposi: a volte basta coinvolgere un collega, un amico, un blogger che condivide la passione per un argomento.

Essere moderatore/contributore di una community è un’attività a tempo pieno, e questo vuol dire impegno quotidiano da ricambiare in qualche modo. Magari con la possibilità di sfruttare la community per le proprie attività, per fare personal branding. Quello che posso dire è che la community non nasce da zero e non cresce grazie allo spam che fai con i tuoi contatti.

Da leggere: la reputazione è tutto per un influencer?

La community cresce

E lo fa grazie al nome che riesci a costruire, ai contenuti che pubblichi, alle persone che coinvolgi. La community non deve diventare una selva di link, ma una buona selezione: se dai risposte utili il pubblico partecipa. Perché trova un vantaggio concreto. E consiglia il tuo nome agli amici perché sei un contenuto utile, capace di aiutare sul serio i contatti.

Il principio dei social media: aiutarsi a vicenda condividendo qualcosa di interessante. Nella community questo punto è confermato, sopratutto se ci sono degli influencer che diventano riferimento per una nicchia. Coinvolgere persone note del settore, con un profilo riconosciuto: questo per me è il miglior modo per aiutare la tua community.

Sei d’accordo? Secondo te funziona questa soluzione?

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, blogger per MediaBuzz. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Il suo blog personale: My Social Web

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2 Comments

  1. Ci provo… obiettivo il primo a commentare i post di Riccardo Esposito! Ah ah ah … battute a parte condivido appieno l’atteggiamento di “rispetto” dei propri contatti, considerando che invece quotidianamente si deve verificare di non essere stati aggiunti a qualche gruppo a cui non sei proprio interessato… Infine concordo appieno anche con il fatto che i social possono davvero essere strumento per aiutarsi a vicenda, confrontarsi e così via… peccato però che ancora non tutti ci sono arrivati… anzi…

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    • Anzi, spesso vengono utilizzati solo per attaccare il prossimo e per dare giudizi negativi. Usiamoli per crescere e per creare cultura insieme, non solo per punzecchiarci a vicenda. E questo succede spesso!

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