Una SEO in continua evoluzione: Intervista a Benedetto Motisi

Una SEO in continua evoluzione: Intervista a Benedetto Motisi
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Abbiamo intervistato diversi esperti del panorama social italiano come Michaela Matichecchia, Cinzia di Martino e Nicola Carmignani. Ora dedichiamo l’attenzione all’universo SEO.

L’ottimizzazione per i motori di ricerca è un elemento cardine di una buona strategia di web marketing, e questo settore acquista ogni giorno un’importanza maggiore. Gli esperti del settore, infatti, sono figure indispensabili all’interno di un content marketing team.

La SEO cambia, si evolve, incrocia altri settori come il webwriting e il social media marketing. Per questo dobbiamo intervistare un professionista che lavora ogni giorno con l’ottimizzazione per i motori di ricerca: per questo abbiamo deciso di intervistare Benedetto Motisi.

Ciao! Iniziamo dalle presentazioni: chi sei e di cosa ti occupi?

Yeh-yoh! Sono Benedetto Motisi aka SEOJedi e come avrai capito dal mio “battle tag” mi occupo di ottimizzazione sui motori di ricerca e di abbattere l’Impero. Scherzi a parte, ormai da un anno a questa parte, mi sto spostando sempre più a una visione olistica del Marketing, preservando le mie competenze “specialistiche” se così si può dire (SEO, appunto, e copywriting).

Come hai iniziato la tua attività SEO?

Ho iniziato nella redazione online di Radio Radicale a “fare web” seriamente dopo piccole esperienze nel settore videoludico prima, che ho ripreso successivamente nel biennio in cui ho lavorato in HTML.it – lì sono stato folgorato sulla via della SEO per la prima volta, e ho approfondito la materia in corsi successivi (lo storico SEO Training di cui sono stato in seguito anche coordinatore) prima di diventare un Web Hunter freelance indipendente come un Boba Fett del Marketing.

Meglio lavorare come freelance o in agenzia?

Entrambi. Seguo progetti in single player ma in realtà è raro che non collabori con qualche altro web-collega. Nessuno di noi è Shiva che ha otto braccia e, parafrasando “siamo angeli con una tasca sola. Per svoltare il mese dobbiamo collaborare insieme.” Molto meno romantico dell’originale, ma spero renda l’idea.

Come inizia la tua giornata?

La mia giornata inizia prestissimo, intorno alle 6, considerata la sveglia umana di mio figlio 😀 Dopo averlo accompagnato all’asilo comincia la mia giornata, per alcuni sarà una perdita di tempo, ma per prima cosa, ogni dannato giorno, cerco di evadere le e-mail e le notifiche social.

Non solo perché sono ossessivo compulsivo, ma perché seriamente non mi piace “lasciare appese” le persone. Utilizzo task manager come ClockingIT per spuntare i compiti della giornata e davvero mi prende allo stomaco quando rischio di non finire. Ho un rapporto veramente paranoico con il lavoro, eh :D?

Come si sta evolvendo la SEO?

IMHO il settore è molto più evoluto e fornisce servizi forse troppo avanzati per la media dei business che abbiamo in Italia. Non è la classica sparata, però nell’ultimo periodo riesco a confrontarmi molto meglio con clienti e prospect dei settori “borderline” che le canoniche PMI.

Andando al cuore della domanda, secondo me al di là delle immancabili etichette, si prende coscienza dell’idea che – al netto dei bei discorsi – bisogna dare davvero valore aggiunto al cliente finale. Il che, brutalmente, spesso significa che se noi costiamo 5 dobbiamo restituire il nostro costo più altri 5 per giustificare il nostro ingaggio.

Come si integra la tua professione in una digital strategy?

Per me la SEO è un po’ come quando si giocava (ok, io ci gioco ancora) ad Age of Empires: lo stratega che dalla sua visuale “a volo d’uccello” era in grado di spostare le truppe a seconda delle esigenze che in termini di marketing significa attuare, monitorando costantemente, le migliori strategie per migliorare il ROI del canale Search.

Il Copywriter invece è l’Odisseo degli Achei, il quale con la sua invettiva riesce a incantare il mercato e a introdurre il suo “cavallo di Troia” nel cuore del consumatore. Parlo delle mie due maggiori sfere di interesse 🙂

Hai notato come la terminologia del Marketing sia fortemente orientata a termini battaglieri?

Il 2014 sarà l’anno del ritorno del native advertising e branded content?

Neanche me ne ero accorto che se ne erano andati 😀 A livello generale invece noto uno spostamento del budget verso l’advertising dei grossi circuiti (AdWords, Facebook Ads) promosso, in maniera cinicamente logica, dalle grosse Inc. cui fanno capo, a scapito dei contenuti organici. Questo per rimanere nel campo del native sui due grossi portali di accesso del Web (Google e Facebook).

Parlando della native advertising, quali sono le implicazioni riguardo all’autenticità del web?

Ti rispondo con una citazione di Caperezza “la Rete non è Che Guevara, anche se si finge tale”. Dannatamente vero: il Web è il sogno anarco-capitalista, siamo nell’era dell’informazione e le informazioni da sempre sono la merce più preziosa. La sua diffusione capillare non vuol dire che abbia perso di valore.

Le guerre si vincono conoscendo al meglio il nemico, idem “le guerre” di marketing – sempre ritornando ai parallelismi bellicosi: per me come SEO, avere una radiografia a raggi X dei competitor significa pareggiare i punti forti e migliorare nei punti deboli. Mica poco.

In soldoni, da personaggio brutto e cattivo quasi reaganiano che con il web ci campa, l’autenticità del Web è un falso problema.

La gestione budget dal Marketing Department a PR e Customer Service: questo passaggio può tradursi in un miglioramento, relativo a engagement e ROI, della presenza aziendale sui social media?

Sarà che quelle volte che mi sono confrontato con realtà enormi ho visto cose poco snelle, tipo 18 riunioni per decidere di spostare o meno di una manciata di pixel un banner pubblicitario (che poi il CTR cambia davvero, ma 18 riunioni? Quanto ti costano?) ma anche queste sono, IMHO, un po’ questioni pippose.

A livello di percezione però se si mettono in mano i social network alle persone (perché sui social siamo PERSONE, prima che profili) che sanno interfacciarsi con i propri interlocutori (stavolta non userò target) probabilmente l’engagement ne guadagnerà davvero. Sul ROI, dipende i KPI che vengono impostati, da bravo SEO sono sempre dell’idea che i Social portino più ROE (return of engagement) che ROI “sonante”.

Il progetto di maggior successo? Perché?

Lato SEO alcuni posizionamenti davvero tosti in settori borderline che per i soliti mille capperi di contratti non posso dire pubblicamente. Posizionamenti poi non fini a sé stessi ma che davvero hanno prodotto ROI (se però me lo chiedi in privato nessun problema!)

Lato Copywriting, tengo molto al progetto di “corso di manga online” realizzato a quattro mani con mia moglie – fumettista – che le ha portato un contratto editoriale (*marketta* il manga uscirà a settembre/ottobre e preparati a essere smarmellato™ ).

Altro progetto che secondo me ha tante potenzialità è il RUday – Russian Marketing Day per il Marketing e la SEO in Russia realizzato con l’amico Markiyan Yurynets e supportato da quella silver fox del Web che è Fabio Sutto.

Però se devo essere sincero non sono ancora soddisfatto, il famoso botto ancora lo devo fare. E sottolineo ancora, dandomi da solo uno scappellotto.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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