Un mondo di Marketing: intervista a Marko Morciano

Un mondo di Marketing: intervista a Marko Morciano

Marko Morciano

Marko Morciano, dottore in Marketing e Comunicazione per l'impresa: un creativo, tecnologico e appassionato di social e web. Salentino di nascita, ma trapiantato nella capitale, per ora. Ha una passione innata per la fotografia e è amante della perfezione grafica. Si occupa di Web Writing, Brand Identity, Social media e Post-Produzione fotografica. Ma non solo.

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In un mondo in cui il web marketing diventa motore portante di una strategia aziendale devi trovare la persona giusta. Devi trovare la persona che conosca i codici comunicativi dei blog, dei social, della tua brand identity.

Ecco perché a volte le aziende hanno bisogno di figure trasversali in grado di occupare settori del webwriting, del social media marketing e della brand identity. Ecco perché le aziende hanno bisogno di persone come Marko Morciano: ti aspetta una splendida intervista.

Chi sei e di cosa ti occupi?
Mi chiamo Marko Morciano, ho 23 anni e sono un neo-dottore in Marketing e Comunicazione per l’impresa. Oltre a una laurea in marketing ho varie competenze trasversali che spaziano dal web content specialist, al grafico, al fotografo.

Infatti, mi occupo principalmente di web writing e fotografia. Sin dall’età di 9 anni mi sono avvicinato al mondo della fotografia rubando una di quelle vecchie fotocamere analogiche che mio padre lasciava spesso incustodita. Nel 2000 ho avuto il primo computer con collegamento a Internet e fu da lì che nacque la mia folle passione per tutto ciò che poteva riguardare la comunicazione e il mondo digitale.

Con gli anni ho maturato un interesse particolare per la scrittura, forse alcuni corsi che ho tenuto durante i primi anni di università hanno alimentato questa passione inconscia. Fin quando ho cominciato a capire che potevo trasformare le mie passioni in lavoro, o quasi.

Racconta ai lettori come hai iniziato

Ho iniziato a coltivare queste passioni trasformandole in lavoro principalmente negli anni in cui ho iniziato a vivere da solo, quindi i primi anni di università, facendo l’assistente fotografo e, di tanto in tanto, avevo qualche proposta di collaborazione con alcune/i modelle/i.

Dopo aver messo su svariati spazi web (grazie alle competenze base in HTML da perito informatico), in cui proponevo alcune foto scattate da me con una semplice compatta, nel 2012 ho aperto il mio primo sito che, inizialmente, fungeva da mera vetrina per far conoscere i miei lavori fotografici.

Ho continuato per svariato tempo a fotografare persone, improntandomi sulla fotografia ritrattistica e, nel frattempo, ho scoperto la passione anche per la grafica, grazie ai primi loghi che creavo per una piattaforma di crowdsourcing.

La scrittura si è fatta spazio in me durante tutto questo. Sono un tipo curioso e che sperimenta tanto, quindi mi sono affacciato al mondo della scrittura online iniziando a scrivere pensieri personali sul mio blog e sui vari social network, principalmente Twitter.

Fino a quando nel giugno di quest’anno, pochi giorni prima della mia laurea specialistica, una mattina mi sveglio e decido che era ora di trasformare completamente quel sito che avevo in un vero e proprio blog che potesse permettermi di trasmettere le mie competenze a chi aveva voglia e piacere di leggermi. Era esattamente il 24 giugno quando ho mandato online il mio attuale blog, e devo dire di esserne molto soddisfatto ad oggi.

Meglio lavorare come freelance o in team? 

Dalla mia esperienza ho lavorato maggiormente da freelance, e credo di preferirlo al team. Ci sono stati casi in cui anche all’università abbiamo affrontato prove di gruppo, dove mi sono trovato spesso in contrasto con alcuni membri e soprattutto ho riscontrato dei ritmi completamente diversi, ma sono casi specifici.

Probabilmente per via del mio carattere e della mia personalità preferisco guidare la situazione, e se questo non è possibile allora ben venga il freelancing.

Nel complesso preferisco lavorare da freelance proprio perché ho ritmi abbastanza veloci, gestisco il tempo da solo e devo dare conto solo a me stesso, sono io l’artefice di quello che andrò a produrre, quindi mi do delle scadenze e direttive che sarò costretto a rispettare.

Sicuramente non escludo l’idea che lavorare in team sia altrettanto gratificante, perché ci si può dividere il lavoro e ottenere ottimi risultati, purché i membri del gruppo siano affiatati e determinati quanto o più di me.

Come inizia la tua giornata?

Le mie giornate sono tutte molto diverse. Tipicamente mi sveglio e la prima cosa che faccio per attivarmi e fare un’abbondante colazione con pane e Nutella e, assolutamente, caffè come ogni umano che si rispetti.

Poi accendo il Mac e controllo tutte le notifiche, a partire dall’email, notifiche social e commenti ai post. Rispondo a tutti e mi metto a lavoro, scrivendo articoli per alcuni blog aziendali con cui collaboro e portando avanti i miei progetti, e cioè il mio blog personale, un altro blog tech co-fondato con un mio amico e infine una guida che sto scrivendo. Mi aggiorno sulle ultime novità, condivido sui social i post che mi sembrano più interessanti.

Nei giorni in cui ho un po’ di tempo libero mi piace andare in giro per le vie della capitale e scattare foto con il mio iPhone, da caricare sul mio profilo Instagram, che da un po’ di tempo sto curando con molto interesse. Passare del tempo fuori casa è fondamentale visto che attualmente il mio ufficio è la mia abitazione, quindi ho bisogno di staccare ogni tanto.

Parliamo del blogging aziendale: è veramente così importante?

Ecco, questa è una domanda da un milione di dollari. Viviamo nell’era in cui vi è un’esplosione (costante) dei blog. Ogni giorno nascono decine o centinaia di blog, personali o aziendali che siano, ma la vera domanda è, appunto, ne vale la pena?

Secondo me la risposta è positiva, ma ci sono tanti elementi e variabili che influiscono sull’efficienza di un blog. Innanzitutto prima di aprire un blog bisogna avere bene in mente e chiaro lo scopo per cui lo si sta facendo. Conosco molte aziende che col sentir parlare di blog hanno voluto aprirne uno solo perché la concorrenza ce l’ha.

Bisogna capire bene verso quale direzione si vuole andare e c’è necessità di avvalersi di ottimo personale in grado di dare giustizia al blog aziendale attraverso la creazione di contenuti di qualità e utili, che stimolino i lettori, li rendano partecipi e siano condivisibili. Sicuramente il blog aziendale è un ottimo mezzo di comunicazione.

Come può emergere, invece, un blogger freelance?

A questa domanda ti rispondo tranquillamente, poiché vivendo in prima esperienza questo tipo di attività mi rendo conto di quali siano i tasselli per riuscire a muovere i primi passi e farsi notare.

Come dicevo prima, ho iniziato solo pochi mesi fa e posso ritenermi soddisfatto dei risultati raggiunti finora. Certo, si può sempre fare di più, ma ciò che mi ha dato la possibilità di avere un buon riscontro è stata certamente la passione e la costanza con cui ho curato e migliorato giorno per giorno (in toto) il mio blog.

Da estremo perfezionista e amante dell’estetica e della grafica non ho potuto fare a meno di puntare all’aspetto visual del mio blog, curando ogni minimo dettaglio e creando un mio stile che potesse farmi distinguere. Sia nel testo, nel tono di voce, nel linguaggio ma, soprattutto, nelle immagini personalizzate per ogni post che scrivo.

Oltre a tutto questo ovviamente ho cercato di immedesimarmi nella mente del lettore, per capire quali potessero essere gli argomenti di maggior interesse e che avrebbe scaturito la condivisione immediata del post sui social.

In questo modo sono riuscito a creare una cerchia di utenti interessata a quello che scrivevo o fotografavo e di conseguenza ho ricevuto un buon riscontro sia da parte del singolo lettore, ma anche di aziende che mi hanno contattato per propormi delle collaborazioni.

Gli elementi chiave che mi hanno aiutato molto sono senz’altro quelli che ripetutamente cito in alcuni miei post: costanza, passione, originalità, determinazione e semplicità.

SEO, PR, Copywriter, Social Media, blogging: come si integra la tua professione?

Devo dire che la mia trasversalità e le competenze in vari settore mi hanno spesso aiutato in quanto conosco non solo il mondo dei social media e del blogging, ma anche quello della grafica e della fotografia, quindi un’altra grande fetta che riveste una buona strategia di comunicazione.

In quanto non basta conoscere le “regole” del web, essere presenti e avere un blog o una pagina aziendale, ma c’è bisogno di conoscere quali obiettivi si stanno perseguendo e bisogna avere una strategia studia in partenza.

Proprio per questo, occupandomi di vari settore, tutti inerenti alla comunicazione, la mia professione mi permette di mantenermi in perfetta sinergia con tutti gli strumenti che ho a disposizione.

Native advertising e branded content. L’autenticità del web è in pericolo?

Direi “ma anche no!”. Credo che il native advertising sia la forma più ben accetta, oserei dire, la buona faccia della medaglia della pubblicità tradizionale. Finalmente l’utente/visitatore ha la possibilità di ricevere informazioni che non lo infastidiscono e che, magari, stava anche cercando.

Credo, piuttosto, che ciò che metta in pericolo l’autenticità del web siano tutti quei siti che nascono con il solo scopo di guadagnare attraverso trucchetti del “doppio click” ecc, offrendo notizie false e di cattivo gusto.

Qual è stato il progetto di maggior successo fino ad oggi?

Posso ritenermi molto soddisfatto del mio blog personale e anche del blog di tecnologia, cellulartopic.com, co-fondato con un mio collega. Veder crescere questi due progetti portandoli avanti in contemporanea è qualcosa che mi riempie di soddisfazione. La risposta e i feedback di tutte le persone che mi seguono e mi scrivono anche solo per ringraziarmi o chiedermi un consiglio è il successo più grande.

Ora sto lavorando a una mia guida/ebook che spero di pubblicare verso la fine di febbraio del 2015 e, soprattutto, spero possa rientrare tra i miei progetti di cui vado maggiormente fiero.

Danilo Polidori

Danilo Polidori, Online Media Manager e fondatore di MediaBuzz, inizia la sua giornata alle 6:00 am con una corsa di 50 minuti a Battersea Park durante la quale raccoglie idee ed energie per affrontare con positività la giornata. Crede con fermezza che lo sviluppo tecnologico e dell’economia digitale rappresenti l’occasione per internazionalizzare le eccellenze produttive del nostro paese e tornare grandi.

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